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Curiosità

Smart Working, benessere o illusione?

Il lavoro a distanza, un fenomeno che ha visto un’impennata con la pandemia di COVID-19, ha rivoluzionato il concetto tradizionale di ufficio, offrendo sia vantaggi sia sfide uniche. Con la transizione verso ambienti di lavoro più flessibili, molte persone hanno sperimentato un cambiamento radicale nel modo in cui gestiscono il proprio equilibrio tra vita personale e professionale.

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    Con l’aumento del lavoro a distanza, diventa fondamentale comprendere e affrontare i suoi effetti psicologici per garantire un equilibrio sano tra vita lavorativa e personale. L’obiettivo è creare un ambiente di lavoro a distanza che sia sostenibile, produttivo e mentalmente sano.

    VANTAGGI psicologici del lavoro a distanza
    Flessibilità e autonomia. La capacità di gestire il proprio tempo e spazio di lavoro può migliorare la soddisfazione lavorativa e ridurre lo stress.

    Risparmio di Tempo e riduzione dello stress: Eliminare il pendolarismo può portare a una riduzione dello stress e a un aumento del tempo libero.

    SFIDE psicologiche del lavoro a distanza

    Difficoltà nel Mantenere i Confini: La fusione tra spazi domestici e lavorativi può portare a un’erosione dei confini, causando stress e affaticamento.

    EFFETTI sull’equilibrio vita-lavoro
    Gestione del Tempo: Strategie per bilanciare efficacemente lavoro e vita personale in un ambiente domestico.
    Burnout e Stress: Come la mancanza di separazione tra lavoro e vita personale può contribuire al burnout e quali sono le soluzioni possibili.

    STRATEGIE per migliorare il benessere mentale
    Creazione di Confini Chiari: Metodi per stabilire e mantenere confini tra tempo lavorativo e personale.
    Interazioni Sociali Virtuali: Promuovere la connessione e il supporto sociale attraverso strumenti digitali.

    TECNOLOGIA e produttività
    Utilizzo di Strumenti Digitali
    : Come la tecnologia può facilitare il lavoro a distanza senza compromettere la salute mentale.
    Automonitoraggio e Autogestione
    : L’uso di app e strumenti per monitorare la propria produttività e il benessere mentale.

    CASI STUDIO e Ricerca
    Studi Recenti
    : Panoramica di ricerche scientifiche sull’impatto del lavoro a distanza sulla salute mentale e l’equilibrio vita-lavoro.

    FUTURO del Lavoro a Distanza
    Modelli Ibridi
    : Possibili evoluzioni del lavoro a distanza e integrazione con i modelli di lavoro tradizionali.
    Considerazioni per la leadership
    Supporto e Formazione
    : Il ruolo dei leader nel sostenere i dipendenti che lavorano a distanza.

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      Curiosità

      Non solo grigliata e cocomero: cosa si mangia a Ferragosto nelle altre culture del mondo, tra piatti della tradizione e usanze estive

      La festività del 15 agosto travalica i confini italiani, intrecciando la solennità dell’Assunzione con antichi riti legati ai frutti della terra. Dalle specialità della Penisola Iberica alle bancarelle asiatiche, scopriamo le abitudini culinarie di chi festeggia oltreconfine.

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      Non solo grigliata e cocomero: cosa si mangia a Ferragosto nelle altre culture del mondo, tra piatti della tradizione e usanze estive

        Per milioni di italiani la giornata di Ferragosto è indissolubilmente legata a un immaginario gastronomico preciso: grandi pranzi al sacco, teglie di pasta al forno sotto l’ombrellone, grigliate di carne o pesce in compagnia e l’immancabile fetta di cocomero ghiacciato per rinfrescare il pomeriggio. Tuttavia, la data del 15 agosto rappresenta un momento di festa anche in molti altri Paesi del mondo dove, pur condividendo le radici della solennità cattolica dell’Assunzione o l’antica eredità delle festività contadine di metà estate, le tradizioni a tavola assumono sfumature del tutto originali.

        La Penisola Iberica e la Grecia tra paella e agnello arrosto

        In Spagna la Fiesta de la Asunción de la Virgen è un appuntamento sentitissimo che muove intere comunità. Nelle località costiere e nei villaggi dell’entroterra le famiglie si riuniscono per consumare grandi piatti di paella a base di frutti di mare o carne, accompagnati da tapas e brocche di sangria. In molte regioni spagnole il pranzo festivo include anche il cochinillo, il maialino da latte arrostito lentamente al forno, seguito dai tradizionali churros intrisi nella cioccolata o serviti con zucchero.

        Spostandosi verso la Grecia, il 15 agosto coincide con la “Pasqua dell’estate”, una delle celebrazioni religiose e popolari più importanti dell’anno. Dopo le funzioni e le processioni dedicate alla Panagia (la Vergine Maria), i festeggiamenti proseguono nelle piazze con la panigiria. Il piatto d’onore dei banchetti greci è l’agnello arrosto allo spiedo, insaporito con origano e limone, affiancato da moussaka, formaggio feta, insalate fresche ed enormi dosi di uva e fichi appena raccolti.

        Le benedizioni delle erbe nell’Europa centrale e orientale

        Nei Paesi dell’Europa centrale e orientale, come la Polonia e l’Austria, la giornata del 15 agosto mantiene un forte legame con le proprie radici agricole e pastorali. Conosciuta in diverse regioni come la festa della “Madonna delle Erbe”, la giornata prevede che i fedeli portino in chiesa mazzi composti da spighe di grano, erbe aromatiche, fiori e frutta di stagione da far benedire.

        A tavola questo rito si traduce nell’impiego di ingredienti freschi appena raccolti nei campi. Tra i piatti più diffusi figurano i pierogi polacchi ripieni di prugne o frutti di bosco estivi, mentre in Austria e Germania non mancano arrosti di maiale serviti con canederli e dolci a base di mele o frutti rossi dell’orto.

        Le influenze latine e i festival gastronomici in Asia

        Nel continente americano, in particolare in Sud America, la festività è particolarmente viva nelle comunità cattoliche di Paesi come il Messico e la Colombia. I festeggiamenti estivi vedono trionfare pietanze ricche e condivise: tamales avvolti in foglie di mais, carne asada cotta alla brace e empanadas ripiene, annaffiate da bevande rinfrescanti come l’acqua di giamaica o l’agave fermentata.

        Anche in Asia, dove la presenza cristiana è minoritaria ma storicamente radicata come nelle Filippine, il 15 agosto viene festeggiato con grandi banchetti familiari a base di lechon (maiale intero arrosto) e dolci a base di riso e latte di cocco. In questo modo la gastronomia di metà agosto si conferma un mosaico globale capace di unire fede, raccolti e convivialità sotto ogni latitudine.

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          Fantasmi, cipolle e presagi: i segreti e le superstizioni più bizzarre della notte di Ferragosto tra antichi riti e credenze popolari

          La notte tra il 14 e il 15 agosto non è solo sinonimo di festa e spiagge affollate, ma custodisce un antico patrimonio di leggende contadine. Tra riti con il sale, cipolle divinatorie e presagi legati ai raccolti, il folklore svela il volto più magico e misterioso del Ferragosto.

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          Fantasmi, cipolle e presagi: i segreti e le superstizioni più bizzarre della notte di Ferragosto tra antichi riti e credenze popolari

            La notte di Ferragosto evoca immagini di falò in spiaggia, feste all’aperto e cieli illuminati dai fuochi d’artificio. Eppure, scavando nella memoria collettiva e nelle tradizioni della civiltà contadina, questa specifica ricorrenza nasconde un patrimonio insospettabile di leggende, credenze popolari e superstizioni millenarie. Per le comunità di un tempo, il passaggio tra il 14 e il 15 agosto rappresentava un momento liminale, una soglia temporale in cui il mondo terreno e quello spirituale si sfioravano, dando vita a fenomeni straordinari e a pratiche divinatorie insolite.

            Le profezie delle dodici cipolle e il sale meteorologico

            Tra le usanze più curiose tramandate nelle campagne italiane spicca il rituale delle cipolle per prevedere l’andamento climatico dell’anno successivo. Alla vigilia di Ferragosto venivano scelte dodici cipolle, ciascuna delle quali rappresentava un mese dell’anno, e su ognuna si cospargeva una manciata di sale.

            Le cipolle venivano poi lasciate all’aperto fino all’alba: a seconda del grado di umidità o di scioglimento del sale all’interno di ciascun bulbo, i contadini riuscivano a decifrare quali mesi sarebbero stati piovosi e quali aridi. Un altro metodo analogico prevedeva l’uso di ciotole d’acqua e chicchi di grano per interrogare la sorte sulla fertilità futura dei campi.

            Spiriti del grano e presagi legati ai raccolti

            Il folklore di metà agosto si intreccia profondamente con la conclusione della mietitura e con il timore reverenziale verso le forze della natura. Nelle credenze popolari, i campi di grano appena mietuti non erano mai vuoti: si riteneva che lo spirito del raccolto cercasse rifugio nelle ultime spighe rimaste in piedi.

            Tagliare l’ultimo covone richiedeva formule di rispetto e cautele particolari per non attirare la sfortuna sulla fattoria. Inoltre, si credeva che la notte di Ferragosto fosse il momento in cui le fate e le creature del bosco si avvicinassero alle abitazioni umane, attratte dal profumo dei frutti maturi e dalle offerte lasciate dai contadini sui davanzali.

            Fantasmi e creature fantastiche nella notte di mezzo agosto

            Non mancano nei racconti tradizionali i riferimenti a presenze spettrali e manifestazioni paranormali. In diverse regioni d’Italia la notte del 15 agosto era considerata propizia per l’avvistamento di anime erranti e fuochi fatui nei pressi dei vecchi ruderi o lungo i sentieri di campagna.

            La credenza popolare voleva che i defunti tornassero a visitare i luoghi cari proprio durante le festività di passaggio stagionale. Seguire un fuoco fatuo o avventurarsi nei boschi senza le dovute precauzioni verbali era considerato pericoloso, un modo per sfidare entità invisibili che popolavano il buio estivo, trasformando una notte di festa in un’affascinante immersione nel mistero ancestrale.

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              Re Artù vale due milioni: all’asta un rarissimo manoscritto con Merlino e il Santo Graal

              Il manoscritto contiene alcune delle più celebri leggende di Re Artù, Lancillotto, Merlino e del Santo Graal. La stima è compresa tra 1,5 e 2 milioni di sterline.

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                C’è un libro che potrebbe far sognare collezionisti, storici e appassionati del ciclo arturiano. Si tratta di un rarissimo manoscritto medievale dedicato alle leggende di Re Artù, Merlino, Lancillotto e del Santo Graal, che la prossima settimana finirà all’asta da Christie’s a Londra con una valutazione compresa tra 1,5 e 2 milioni di sterline, pari a circa 1,7-2,4 milioni di euro.

                Il prezioso codice, rimasto in mani private per oltre sette secoli, sarà messo in vendita mercoledì 8 luglio e rappresenta uno degli esemplari più importanti ancora disponibili sul mercato internazionale.

                Un tesoro medievale rimasto nascosto per oltre sette secoli

                Il manoscritto è stato realizzato tra il 1290 e il 1310 e contiene testi appartenenti al celebre ciclo in antico francese conosciuto come Lancelot-Grail, considerato una delle principali fonti narrative delle leggende arturiane.

                Per gli studiosi si tratta di un documento di valore eccezionale non solo per il contenuto letterario, ma anche per il suo straordinario stato di conservazione e per la rarità dell’esemplare.

                Secondo gli esperti, infatti, è uno dei soli tre manoscritti di questo tipo ancora custoditi in collezioni private.

                Le 126 miniature e il rarissimo Merlino-cervo

                A rendere ancora più prezioso il codice sono le 126 miniature che ne decorano le pagine. Molte sono impreziosite dalla foglia d’oro brunita e testimoniano l’altissimo livello raggiunto dagli artisti medievali che lavorarono alla sua realizzazione.

                Tra le immagini più sorprendenti spicca una raffigurazione estremamente rara di Merlino trasformato in un cervo parlante, episodio poco comune anche all’interno della ricchissima iconografia dedicata al mago delle leggende arturiane.

                Un pezzo di storia destinato a un nuovo proprietario

                L’asta organizzata da Christie’s promette di attirare l’interesse dei maggiori collezionisti internazionali e delle istituzioni culturali. Un’opera di questo livello compare infatti sul mercato molto raramente.

                Tra Re Artù, Lancillotto, Merlino e il mito del Santo Graal, il manoscritto rappresenta una delle testimonianze più preziose della letteratura cavalleresca medievale e potrebbe raggiungere una delle cifre più alte dell’anno nel mercato dei libri antichi.

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