Lifestyle
Feng-shui, arreda con la fortuna: le piante per una casa piena di buona sorte!
Nell’arte antica cinese del Feng Shui si armonizzano gli ambienti per promuovere il benessere e la prosperità e le piante sono considerate dei portafortuna. Quali specie sono di buon auspicio e come posizionarle strategicamente nella tua casa.
Come e dove posizionare le piante portafortuna
Oltre alla scelta delle piante giuste, è importante anche considerare il loro posizionamento all’interno della tua casa per massimizzare i loro effetti positivi.
Nel Feng Shui, l’arte antica cinese di armonizzare gli ambienti per promuovere il benessere e la prosperità, la direzione e la disposizione delle piante possono influenzare l’energia di un ambiente. Ad esempio, posizionare le piante portafortuna nella parte sud-est della tua casa può aiutare a stimolare la prosperità finanziaria, mentre posizionarle vicino all’ingresso principale può proteggere la tua casa dalle energie negative.
Quindi, aggiungere alcune piante portafortuna alla tua casa può essere un modo efficace per promuovere la fortuna, la prosperità e il benessere generale. Con un po’ di attenzione e cura, le piante possono diventare potenti alleate nel tuo viaggio verso una vita più felice e abbondante.


Cactus di Natale e a destra la Dracena
La Dracena conosciuta anche come “bambù della fortuna”, questa pianta è spesso associata a prosperità e buona sorte nel Feng Shui. Il suo stelo snello e le foglie rigogliose simboleggiano crescita e abbondanza. Secondo la tradizione, posizionare il bambù fortunato nella parte sud-est della tua casa può aiutare a stimolare la prosperità finanziaria. Il Cactus di Natale è una pianta succulenta popolare che fiorisce durante la stagione natalizia. Nel Feng Shui, è associata alla gioia e alla felicità. Le sue vibranti fioriture colorate portano un’energia positiva alla tua casa e possono aiutare a creare un’atmosfera di festa e celebrazione.


La Zampa d’Elefante e a destra La Pianta del Dollaro Cinese
La Pianta del Denaro è conosciuta anche come “pianta del dollaro cinese”, ed è associata alla ricchezza e all’abbondanza nel Feng Shui. Le sue rotonde foglie verdi simboleggiano monete d’oro e sono considerate ottime per attirare prosperità finanziaria. Posiziona la pianta del denaro nella parte sud-est della tua casa per massimizzare i suoi effetti positivi. La Zampa d’elefante ha le foglie simili a una chioma di capelli e il tronco rigido e robusto, è una pianta resistente e facile da curare che porta una vibrazione positiva alla tua casa. Nel Feng Shui, questa pianta è associata alla stabilità e alla protezione. Posizionala vicino all’ingresso principale della tua casa per proteggere la tua casa e la tua famiglia dalle energie negative.
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Cucina
Come riutilizzare i fichi molto maturi prima che si rovinino: idee dolci, abbinamenti salati e i trucchi per conserve perfette
La raccolta dei fichi raggiunge il culmine nei mesi caldi, portando spesso a un’abbondanza difficile da gestire. La polpa estremamente zuccherina e morbida dei frutti avanti con la maturazione si presta a preparazioni dolci e salate prive di sprechi e ricche di sapore
La stagione dei fichi rappresenta uno dei momenti più attesi dagli amanti della frutta estiva. Tuttavia, questi frutti delicatissimi presentano un ciclo di vita molto breve e una buccia sottile che accelera la deperibilità. Quando la raccolta porta in cucina frutti estremamente morbidi, scuri e ricchi di zuccheri, il rischio di vederli rovinarsi in pochi giorni diventa concreto. L’elevata dolcezza e la consistenza polposa dei fichi giunti al massimo grado di maturazione costituiscono in realtà una risorsa versatile per realizzare piatti dolci, piatti salati e scorte per la dispensa.
La preparazione di marmellate e composte veloci senza zuccheri aggiunti
Il metodo più classico e duraturo per recuperare un surplus di fichi molto maturi è la trasformazione in marmellate o composte. Sfruttando l’alto contenuto di fruttosio naturale sviluppato dal frutto durante la maturazione sulla pianta, è possibile ridurre drasticamente o eliminare del tutto l’aggiunta di zucchero raffinato in cottura.
Tagliati a pezzetti e lasciati sobbollire a fuoco lento con una spruzzata di succo di limone e una stecca di cannella o di vaniglia, i fichi si disfano rapidamente creando una crema densa e vellutata. Questa composta si rivela perfetta da spalmare sul pane a colazione o da conservare in vasetti di vetro sterilizzati per i mesi invernali.
Gli abbinamenti con formaggi stagionati e piatti salati
La spiccata dolcezza dei fichi morbidi trova un equilibrio sensoriale straordinario quando viene accostata a ingredienti salati, acidi o sapidi. Inserire la polpa dei frutti più maturi all’interno di un tagliere di formaggi crea un contrasto di sapori apprezzatissimo.
Si sposano in modo eccellente sia con formaggi freschi e aciduli come il caprino e la ricotta, sia con tipologie stagionate e saporite come il pecorino, il Parmigiano Reggiano o i formaggi erborinati. Un’altra idea rapida consiste nel distribuire la polpa sopra crostoni di pane casereccio tostato con prosciutto crudo di Parma o speck, oppure nell’utilizzarla come base per condire arrosti di maiale e carni bianche.
Dolci da forno, frullati e torte soffici della tradizione
In ambito pasticceria, i fichi avanti con la maturazione sostituiscono egregiamente parte dei grassi e degli zuccheri previsti nelle ricette tradizionali. Schiacciati con una forchetta, possono essere incorporati direttamente nell’impasto di plumcake, muffin e torte soffici da colazione, donando un’umidità naturale che mantiene i dolci morbidi per diversi giorni.
Per chi cerca una soluzione fresca senza accendere il forno, la polpa può essere congelata a cubetti e poi frullata insieme a yogurt greco o latte vegetale, ottenendo in un istante uno smoothie cremoso o un gelato espresso privo di panna.
Moda
Cappotto a spina di pesce, la tendenza moda autunno-inverno 2026-2027: la guida ai tagli più glamour ed ai consigli di stile per ogni outfit
Punto fermo del guardaroba maschile e femminile, il tessuto con trama a spina di pesce conquista le collezioni invernali. Tra volumi ampi, tagli sartoriali e tonalità neutre, questo capospalla iconico si rinnova per offrire un perfetto equilibrio tra raffinatezza e praticità
Con l’arrivo delle basse temperature e il cambio di stagione nel guardaroba, la ricerca del capospalla ideale diventa una priorità per definire lo stile dei mesi freddi. Quest’anno le passerelle di moda e le collezioni invernali decretano un vincitore indiscusso: il cappotto a spina di pesce. Questo storico motivo sartoriale, caratterizzato dal tipico disegno a zig-zag che ricorda la lisca di un pesce, riconquista la scena della moda internazionale affermandosi come un autentico must have irrinunciabile per chi cerca eleganza, protezione dal freddo e grande versatilità.
L’origine di un classico sartoriale dalla storia secolare
La trama a spina di pesce ha radici antiche che affondano nella tradizione tessile britannica ed europea, originariamente legata alla lavorazione della lana pesante per i capi da esterno. La particolare tecnica di tessitura regala al tessuto una struttura robusta, compatta e resistente al vento, conferendo un movimento visivo raffinato anche alle tonalità più tradizionali come il grigio, il cammello, il nero e il marrone.
Tradizionalmente associato alla sartoria maschile d’ispirazione inglese, il motivo a spina di pesce ha superato da tempo i confini di genere, trasformandosi in un simbolo di eleganza discreta e sobria. La sua capacità di resistere al passare delle mode passeggere lo rende uno degli investimenti più intelligenti e duraturi per il guardaroba.
I modelli di tendenza e i tagli di questa stagione
Per questa stagione invernale i designer reinterpretano la trama classica attraverso volumi ampi e linee contemporanee. I modelli più desiderati presentano tagli oversize con spalle scivolate e lunghezze importanti che scendono ben oltre il ginocchio, ideali per creare un look avvolgente e fluido.
Non mancano le versioni più strutturate di chiara ispirazione doppiopetto con baveri generosi, che richiamano la rigidità dei cappotti militari adattandoli alla morbidezza dei tessuti in lana pregiata o cashmere. A fianco delle tradizionali sfumature del grigio antracite e del beige, emergono varianti cromatiche più audaci, con intrecci che inseriscono filati nei toni del verde bosco, del bordeaux e del blu notte.
Come abbinarlo dal giorno alla sera per outfit impeccabili
Il punto di forza del cappotto a spina di pesce risiede nella straordinaria facilità di abbinamento. Per le occasioni formali o per l’ufficio, si sposa alla perfezione con abiti sartoriali, pantaloni a sigaretta in lana e calzature classiche, garantendo un’immagine formale e curata nei dettagli.
Nelle situazioni informali di tutti i giorni, il capospalla spezza con naturalezza anche i look più casual: indossato sopra un pullover a collo alto, un paio di denim dal taglio dritto e un paio di sneaker pulite o stivaletti in pelle, aggiunge subito una nota di raffinatezza senza sforzo.
Animali
Dentro o fuori? Perché il gatto cambia idea davanti alla porta
Un comportamento che fa sorridere e disperare milioni di proprietari: il continuo avanti e indietro dei gatti tra casa e giardino ha spiegazioni precise.
Chi vive con un gatto lo conosce bene: graffia alla porta per uscire, poi miagola subito per rientrare. Una volta dentro, dopo pochi minuti, eccolo di nuovo davanti all’uscio, come se non avesse ancora deciso dove stare. Un atteggiamento che può sembrare un dispetto o un capriccio, ma che in realtà affonda le radici nella biologia e nel comportamento naturale del gatto domestico.
Il gatto è un animale territoriale (ma prudente)
A differenza del cane, il gatto è un animale fortemente territoriale. Anche se vive in appartamento, percepisce la casa come una parte del proprio dominio e l’esterno come un’area da controllare. Entrare e uscire non significa scegliere un luogo migliore, ma monitorare due ambienti diversi, verificando che tutto sia sotto controllo.
Quando è fuori, il gatto resta esposto a rumori, odori e potenziali minacce. Il rientro in casa rappresenta una zona sicura. Al contrario, una volta dentro, nuovi stimoli esterni — un rumore, un altro animale, un odore interessante — possono riattivare la curiosità e spingerlo di nuovo fuori.
Istinto di controllo e bisogno di sicurezza
Secondo gli etologi, il gatto tende a mantenere sempre una via di fuga. Sapere di poter entrare o uscire quando vuole riduce lo stress e gli dà un senso di controllo sull’ambiente. Questo comportamento è particolarmente evidente nei gatti che hanno accesso libero all’esterno o che vivono in zone con giardini e cortili.
Non si tratta di indecisione, ma di una strategia adattiva: il gatto valuta continuamente se l’ambiente in cui si trova è quello più vantaggioso in quel preciso momento, dal punto di vista termico, sensoriale o di sicurezza.
Temperatura, odori e stimoli cambiano tutto
Un altro fattore spesso sottovalutato è il microclima. I gatti sono molto sensibili alla temperatura: possono uscire per prendere aria fresca e rientrare pochi minuti dopo se percepiscono freddo, vento o umidità. Allo stesso modo, un odore nuovo — come il passaggio di un altro animale — può spingerli a esplorare, mentre un rumore improvviso li induce a cercare rifugio.
Anche la luce gioca un ruolo importante: l’alba e il tramonto sono i momenti in cui i gatti sono naturalmente più attivi, perché coincidono con i picchi di attività delle prede in natura.
È un comportamento normale?
Sì. Gli esperti di comportamento felino concordano sul fatto che questo atteggiamento rientra nella normalità assoluta, soprattutto nei gatti adulti non sterilizzati o in quelli particolarmente curiosi e vigili. Diventa invece un campanello d’allarme solo se accompagnato da segnali di stress, vocalizzazioni eccessive o cambiamenti improvvisi delle abitudini.
Come gestire la situazione senza stress
Per ridurre il continuo avanti e indietro, i veterinari consigliano di arricchire l’ambiente domestico con giochi, tiragraffi e punti di osservazione, come mensole o finestre sicure. Se possibile, una gattaiola consente all’animale di gestire autonomamente i propri spostamenti, diminuendo la frustrazione — la sua e quella del proprietario.
In definitiva, il gatto che vuole uscire quando è dentro e rientrare quando è fuori non è confuso né viziato. Sta semplicemente facendo ciò che la sua natura gli impone: controllare il territorio, valutare gli stimoli e scegliere, momento per momento, dove sentirsi più al sicuro. Un piccolo promemoria quotidiano di quanto l’istinto resti vivo anche nei felini più domestici.
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