Lifestyle
Il piacere di tornare a casa: profumi, luci e piccoli gesti che rendono l’autunno un lusso quotidiano
Ci sono stagioni che invitano all’avventura, e altre che sussurrano il contrario: “rientra, fermati, respira”. Ottobre appartiene alla seconda categoria. È il mese in cui il mondo fuori rallenta e la casa riprende il suo posto al centro della scena, come un teatro intimo fatto di luci morbide e gesti lenti.
Il nuovo lifestyle d’autunno parla di ritorni: alla calma, alla cura, al silenzio. Dopo mesi di estroversione, è tempo di riscoprire il valore delle piccole cose: un plaid di lana, un tè fumante, una candela che profuma di vaniglia e legno di cedro.
Gli interior designer lo chiamano “cocooning”, letteralmente “stare nel bozzolo”. È la tendenza che sta riscrivendo le regole dell’abitare contemporaneo: non più case perfette per essere fotografate, ma ambienti in cui si sta bene davvero. I colori si fanno caldi — terracotta, ocra, verde bosco — mentre le luci si ammorbidiscono, con lampade a intensità regolabile e abat-jour che accarezzano più che illuminare.
Il comfort passa anche dai sensi. Gli esperti di aromaterapia consigliano di profumare gli ambienti con essenze naturali di ambra o sandalo, ideali per creare un’atmosfera accogliente e stimolare la serenità. E non servono grandi spese: basta un diffusore o un bruciatore d’olio per trasformare un soggiorno qualunque in un piccolo rifugio zen.
Ma il vero lusso, oggi, è il tempo per sé. Un bagno caldo, una playlist di jazz, un libro lasciato aperto sul divano: rituali semplici che restituiscono ritmo alle giornate frenetiche. Persino la cucina cambia spirito: si riaccendono i fornelli, tornano le zuppe e i risotti, il vino rosso trova di nuovo posto sulla tavola.
Alla fine, il lifestyle d’autunno non è questione di tendenze ma di consapevolezza. La casa non è solo il luogo dove si vive: è dove ci si ritrova. E in un’epoca di velocità e rumore, imparare a restare — con stile — è il gesto più moderno che ci sia.
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Lifestyle
Sushi a dieta: si può mangiare senza sensi di colpa? I consigli del nutrizionista
Riso, pesce crudo e alghe sembrano leggeri, ma non tutto il sushi è davvero “diet friendly”. Ecco cosa scegliere e cosa limitare.
Il sushi è spesso considerato una scelta sana e leggera, tanto da diventare per molti un’alternativa “furba” anche quando si è a dieta. Ma è davvero così? Secondo i nutrizionisti, la risposta non è un sì o un no netto: dipende dal tipo di sushi, dalle quantità e dalla frequenza di consumo.
Alla base della cucina giapponese c’è un equilibrio tra ingredienti semplici e di qualità: pesce crudo, riso, alghe, verdure. Tuttavia, nella versione occidentale, il sushi ha subito molte trasformazioni che ne hanno aumentato l’apporto calorico, spesso senza che ce ne rendiamo conto.
Il ruolo del riso: il vero ago della bilancia
Il primo elemento da considerare è il riso. Quello usato per il sushi è riso bianco raffinato, condito con zucchero e aceto di riso. Una porzione abbondante può incidere in modo significativo sull’apporto calorico e glicemico del pasto. A parità di pesce, sono proprio i grammi di riso a fare la differenza tra un piatto leggero e uno sbilanciato.
Per questo motivo, i nutrizionisti consigliano di preferire nigiri e sashimi, che contengono meno riso rispetto ai roll più elaborati, oppure di limitare il numero totale di pezzi.
Pesce crudo: proteine sì, ma attenzione
Il pesce crudo è una buona fonte di proteine ad alto valore biologico e di grassi buoni, in particolare omega-3, utili per la salute cardiovascolare. Salmone, tonno e sgombro sono tra le scelte più nutrienti.
È importante però assicurarsi che il pesce sia stato correttamente abbattuto, come previsto dalle norme sanitarie, per evitare rischi legati a parassiti come l’Anisakis. Dal punto di vista dietetico, il pesce crudo è un alleato, ma non compensa eventuali eccessi di riso o condimenti.
Attenzione a salse e fritti
Il vero “nemico” della dieta, spiegano gli esperti, sono salse e preparazioni elaborate. Maionese, formaggio spalmabile, salsa teriyaki e tempura aumentano notevolmente calorie, grassi e sodio. Un uramaki fritto o ricco di salse può avere un apporto calorico simile a quello di un piatto di pasta condito.
Meglio quindi limitare i roll fusion e orientarsi su preparazioni semplici, accompagnando il sushi con salsa di soia a ridotto contenuto di sale e usandola con moderazione.
Sushi sì, ma con equilibrio
In una dieta ipocalorica, il sushi può essere consumato una volta a settimana, inserendolo in un pasto bilanciato e evitando di abbinarlo ad altri cibi ricchi. Un buon trucco è iniziare con una zuppa di miso o un’insalata di alghe, che aumentano il senso di sazietà.
In conclusione, il sushi non è vietato a dieta, ma va scelto con criterio. Puntare sulla semplicità, controllare le porzioni e conoscere gli ingredienti è la strategia migliore per godersi questo piatto senza compromettere gli obiettivi di benessere e linea.
Lifestyle
Mattino freddo, pomeriggio caldo: come vestirsi nel cambio di stagione senza ammalarsi
Le giornate di primavera e autunno mettono alla prova il guardaroba: si esce di casa con la giacca e dopo poche ore si suda sotto il sole. Ecco le strategie per affrontare gli sbalzi di temperatura senza rischiare raffreddori e malanni.
È una scena familiare a molti: al mattino l’aria è pungente, si esce di casa con cappotto o giacca pesante, ma dopo qualche ora il sole scalda e ci si ritrova accaldati, magari con la felpa legata in vita. Il cambio di stagione porta con sé forti sbalzi di temperatura tra mattina, pomeriggio e sera, mettendo a dura prova chi deve scegliere come vestirsi.
Il primo consiglio degli esperti è semplice: puntare sugli strati. Il cosiddetto “abbigliamento a cipolla” resta il sistema più efficace per adattarsi alle variazioni del clima durante la giornata. Indossare più capi leggeri sovrapposti permette infatti di togliere o aggiungere uno strato a seconda delle condizioni. Una maglietta traspirante, una camicia o felpa leggera e una giacca non troppo pesante rappresentano spesso una combinazione ideale.
Un altro elemento importante è il materiale dei vestiti. Tessuti naturali e traspiranti come cotone o lana leggera aiutano il corpo a regolare meglio la temperatura e ad assorbire il sudore. Al contrario, materiali sintetici poco traspiranti possono trattenere l’umidità e aumentare la sensazione di caldo o freddo improvviso.
Proprio il sudore è uno dei principali fattori di rischio durante il cambio di stagione. Quando il corpo si scalda e si suda, l’aria più fresca o il vento possono provocare un rapido raffreddamento della pelle. Questo sbalzo termico non causa direttamente raffreddori o influenza — che sono infezioni virali — ma può facilitare condizioni favorevoli ai malanni stagionali, soprattutto se il corpo resta a lungo con vestiti umidi.
Per questo motivo è utile portare con sé uno strato facile da togliere e mettere, come un cardigan o una giacca leggera. Anche una sciarpa sottile può fare la differenza nelle ore più fresche del mattino o della sera, proteggendo gola e collo.
Non bisogna dimenticare poi le estremità del corpo. Nelle prime ore del giorno mani e piedi possono raffreddarsi facilmente: scarpe troppo leggere o completamente aperte potrebbero non essere la scelta migliore quando le temperature sono ancora basse.
Anche controllare le previsioni meteo prima di uscire può aiutare a evitare errori di valutazione. In molte città, soprattutto in primavera, la differenza tra la temperatura del mattino e quella del primo pomeriggio può superare i 10 gradi.
Alla fine la regola più utile resta la flessibilità: vestirsi in modo modulabile permette di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del clima senza stressare il corpo.
Moda
Chanel trionfa a Parigi: Jennie, Margot Robbie e Charlotte Casiraghi in prima fila, spunta anche l’astronauta musa dello stilista
Ovazione per lo show della maison francese: tra gli ospiti Jennie, Margot Robbie e Charlotte Casiraghi. Presente anche Claudie Haigneré, astronauta e prima musa dello stilista quando era studente.
A Parigi la moda torna a fare spettacolo. La nuova sfilata di Chanel ha raccolto applausi e curiosità, trasformando la passerella in uno degli eventi più commentati della settimana della moda. A catturare l’attenzione non è stata soltanto la collezione, ma anche la prima fila piena di star internazionali, tra musica, cinema e aristocrazia europea.
Le star in prima fila
Tra gli ospiti più fotografati c’era Jennie, la rapper sudcoreana diventata uno dei volti globali della maison. La cantante è ormai una presenza fissa agli eventi Chanel e ogni sua apparizione diventa immediatamente virale sui social. Accanto a lei sedeva Margot Robbie, una delle attrici più richieste di Hollywood e ambasciatrice della casa di moda. In prima fila anche Charlotte Casiraghi, icona della maison e da poco anche scrittrice, presenza elegante e ormai simbolica nelle sfilate Chanel.
L’ospite più sorprendente
Tra gli invitati spiccava però anche una presenza molto particolare: Claudie Haigneré, astronauta francese e figura storica dell’esplorazione spaziale europea. La sua partecipazione non è stata casuale. Lo stilista Blazy ha infatti raccontato sui social che proprio Haigneré fu la sua prima musa nel 2006, quando era ancora uno studente di moda.
La musa in tuta spaziale
Il dettaglio più curioso riguarda proprio l’origine di quell’ispirazione. Blazy ha spiegato che, all’epoca, immaginava l’astronauta come simbolo di modernità e futuro, tanto da ritrarla come musa in tuta spaziale durante i suoi primi esperimenti creativi. Quasi vent’anni dopo, quella figura è comparsa davvero in prima fila a una delle sfilate più attese della stagione. Tra moda, cinema e spazio, la passerella di Chanel a Parigi ha dimostrato ancora una volta come l’alta moda riesca a unire mondi apparentemente lontanissimi.
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