Moda
Bella Hadid, tra forza e fragilità: il ritorno in passerella che preoccupa i fan
Dopo mesi di assenza dovuti alla malattia di Lyme, la top model americana è tornata a calcare la passerella del Victoria’s Secret Fashion Show 2025. Ma i video virali della sfilata hanno acceso il dibattito sulle sue reali condizioni di salute.
C’è grande apprensione nel mondo della moda dopo il ritorno di Bella Hadid sul palco del Victoria’s Secret Fashion Show 2025, svoltosi a New York lo scorso weekend. La modella, 29 anni, ha sfilato nel momento clou della serata, indossando un completo argentato tempestato di cristalli e un paio di maxi ali bianche, simbolo iconico del brand. Ma nonostante l’applauso del pubblico, le immagini della sua passerella hanno suscitato più preoccupazione che entusiasmo.
I fan: “Sembrava stanca e fragile”
In un video diventato virale su TikTok — con oltre 10 milioni di visualizzazioni in poche ore — Bella appare visibilmente affaticata: lo sguardo basso, i movimenti lenti, una mano a sorreggere le ali durante la camminata finale. Molti utenti hanno commentato con toni di apprensione:
“Sembrava stesse lottando per rimanere in piedi”,
“Sembra così fragile, spero stia bene.”
Altri, invece, hanno provato a ridimensionare l’allarme, suggerendo che le ali potessero essere semplicemente troppo pesanti. “Quelle da chiusura sono sempre enormi, e spesso le modelle faticano a muoversi”, ha scritto un fan su X (ex Twitter).
Ma il dibattito non si è fermato qui. Molti ricordano infatti che la Hadid è reduce da un lungo percorso medico per il morbo di Lyme, una malattia cronica trasmessa dalle zecche che colpisce il sistema nervoso e muscolare, provocando stanchezza, dolori articolari e difficoltà motorie.
Il ritorno dopo la malattia
Il ritorno di Bella in passerella arriva a poche settimane dalle foto condivise dalla stessa modella su Instagram, dove aveva documentato parte del suo ricovero. Nelle immagini, pubblicate lo scorso agosto, appariva in ospedale, con flebo e medicazioni, scrivendo:
“Sono grata per ogni giorno che mi avvicina alla guarigione.”
La modella aveva poi aggiunto di aver attraversato un percorso lungo 15 anni di cure, ricadute e speranze, ma di sentirsi finalmente pronta a tornare alla sua vita e alla sua passione per la moda.
A sostenerla pubblicamente erano arrivate anche le parole della madre Yolanda Hadid, ex modella e oggi attivista per la consapevolezza sul Lyme, che l’aveva definita una “Lyme warrior”. Anche la sorella Gigi Hadid aveva scritto un messaggio d’affetto:
“Ti amo, sorella. Nessuno merita di stare meglio più di te.”
Una rinascita simbolica (ma non senza fatica)
Nonostante le preoccupazioni, Bella Hadid ha affrontato la passerella con la consueta eleganza, chiudendo lo show con un sorriso accennato e un gesto di ringraziamento verso il pubblico. Dietro quella performance, però, molti hanno letto una metafora di forza e fragilità, il ritorno di una donna che non ha mai nascosto le sue vulnerabilità.
Negli ultimi mesi, infatti, la top model aveva ridotto al minimo le apparizioni pubbliche, rinunciando a diverse sfilate internazionali per concentrarsi sulla salute. A settembre era poi riapparsa a Parigi Fashion Week, accolta da un lungo applauso, e aveva raccontato ai fan in una storia Instagram:
“Sto solo camminando, ma sto tornando in forma. A piccoli passi, ma ogni giorno più forte.”
Parole che oggi suonano quasi come una dichiarazione di resilienza.
Il messaggio oltre la passerella
Il ritorno di Bella Hadid non è solo una notizia di moda, ma anche un simbolo di vulnerabilità esposta e coraggio condiviso. In un settore spesso dominato da immagini di perfezione, la modella ha scelto di mostrarsi autentica, anche quando il corpo non risponde come dovrebbe.
Il video della sfilata, pur scatenando preoccupazione, ha anche generato una valanga di affetto. Centinaia di fan le hanno scritto messaggi di incoraggiamento:
“Non devi dimostrare niente a nessuno.”
“La salute prima di tutto, sempre.”
E forse è proprio questo il messaggio più potente del suo ritorno: la bellezza non è nella forza senza limiti, ma nella capacità di affrontare la fragilità con grazia.
Il Victoria’s Secret Fashion Show 2025 ha segnato il ritorno di Bella Hadid nel mondo della moda, ma anche un momento di riflessione collettiva. Dietro le luci, i flash e le ali scintillanti, c’è una donna che combatte da anni una malattia invisibile e che, nonostante tutto, continua a sorridere.
Il suo passo, incerto ma deciso, è diventato l’immagine di un coraggio che va oltre la passerella: quello di non arrendersi mai, anche quando il mondo ti guarda e ti giudica.
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Moda
Il ritorno del vintage maschile: tweed, velluto e cappotti oversize per un’eleganza d’altri tempi senza sembrare in costume
Non è nostalgia, ma reinterpretazione. La nuova eleganza maschile pesca dal passato per costruire uno stile moderno, raffinato e consapevole, lontano dagli eccessi dello streetwear.
Il fascino discreto del ritorno al classico
C’era una volta l’uomo che vestiva per piacere, non per stupire. Oggi la moda lo riscopre. Dopo anni di sneakers bianche e felpe oversize, il guardaroba maschile torna a parlare la lingua del tweed, del velluto a coste, del cappotto lungo. La tendenza nasce a Londra e Parigi ma conquista anche l’Italia, dove la sartoria incontra il gusto per il dettaglio contemporaneo. Non è un ritorno al passato, ma un salto in avanti: lo stile vintage si mescola a tagli moderni e proporzioni più morbide.
Cappotti che raccontano storie
Il nuovo must è il cappotto oversize, lungo fino al polpaccio e spesso in lana grezza o cashmere. Si porta aperto, sopra giacche doppiopetto o dolcevita color cammello. Il modello più copiato è quello in tweed, ruvido e vissuto, che ricorda le atmosfere di Peaky Blinders ma con un tocco metropolitano. Anche il velluto torna protagonista, soprattutto nei blazer e nei pantaloni, mentre le scarpe riscoprono il fascino del cuoio spazzolato, con suole importanti e stringhe classiche.
Le sciarpe? Larghe, morbide e portate con noncuranza. L’effetto è sofisticato ma rilassato, da intellettuale in fuga o da musicista fuori stagione.
Come vestirsi d’autunno senza sembrare in costume
Il segreto sta tutto nel dosare. Un capo vintage basta e avanza per dare personalità: un cappotto di lana abbinato a jeans scuri, un gilet a spina di pesce su una camicia bianca, un paio di stivaletti al posto delle solite sneakers. L’obiettivo non è sembrare usciti da un film in bianco e nero, ma aggiungere carattere.
Lo stile maschile del 2025 è un ritorno alla forma con libertà di movimento: eleganza sì, ma con il comfort di chi non ha bisogno di dimostrare nulla. In fondo, il tweed e il velluto non sono solo tessuti: sono un modo di camminare nel mondo, con calma, ironia e un pizzico di fascino retrò.
Moda
Berretti col pon pon, il ritorno in passerella del cappello più giocoso dell’inverno
Dalle piste da sci agli street look metropolitani, il berretto col pon pon diventa l’accessorio più divertente (e più fotografato) del momento. Tra lana grossa, cashmere e tocchi luxury, torna a definire l’inverno 2025 con ironia e calore.
C’era un tempo in cui il berretto col pon pon era un affare da bambini o da sciatori. Poi la moda, come sempre, ha deciso di riscrivere le regole. Oggi è ufficiale: il cappello con la pallina sulla testa è tornato. E non in modo discreto. Dai défilé di Parigi ai look di strada di Milano, il berretto col pon pon è diventato l’accessorio più democratico dell’inverno: caldo, giocoso, un po’ nostalgico e tremendamente fotografico.
Lo hanno rilanciato prima gli stilisti, poi le celebrity. In passerella si è visto in versione oversize, spesso in lana bouclé o in cashmere color crema, con il pon pon in pelliccia sintetica grande come una mela. A rilanciarlo sono stati anche i brand più sofisticati, che lo abbinano a cappotti sartoriali e stivali alti, rompendo la regola non scritta che lo voleva confinato alle settimane bianche. Il risultato è un contrasto irresistibile: la leggerezza infantile che incontra l’eleganza adulta.
Nei look da città, invece, domina il gioco delle proporzioni. Il pon pon gigante diventa un dettaglio ironico su outfit iperstrutturati, cappotti oversize e piumini urban. Chi ama le versioni minimal sceglie i modelli in maglia liscia con micro pon pon tono su tono, mentre i più audaci si spingono verso i colori fluo e le texture pelose che evocano le prime collezioni Y2K.
Sui social, il trend è ormai ovunque: influencer e modelle lo indossano come se fosse una dichiarazione di leggerezza, un modo per sorridere all’inverno. E le maison di moda lo cavalcano trasformandolo in un simbolo pop. Il messaggio è chiaro: dopo anni di minimalismo e tonalità neutre, il cappello col pon pon restituisce un po’ di ironia alla stagione fredda.
Ma dietro quel piccolo pompon che dondola c’è anche una lunga storia. Nacque come segno distintivo delle divise dei marinai francesi, poi fu adottato dagli alpinisti per proteggere la testa dal gelo e infine divenne l’emblema dell’abbigliamento da neve anni ’80. Oggi rinasce come accessorio trasversale, capace di attraversare mode e generazioni.
Che sia in cachemire, mohair o lana grezza, il berretto col pon pon ha una sola regola: va portato con disinvoltura. E magari con un sorriso, perché in fondo è questo che chiede. Non prendersi troppo sul serio, neppure quando si parla di stile.
Moda
Ortensia Imbrogno protagonista dei Paris Fashion Days con una creazione IKH Fashion
In occasione dei Paris Fashion Days – Haute Couture Spring/Summer 2026, la presenza di Ortensia Imbrogno in qualità di VIP guest, indossando una creazione IKH Fashion
In occasione dei Paris Fashion Days – Haute Couture Spring/Summer 2026, la presenza di Ortensia Imbrogno in qualità di VIP guest, indossando una creazione IKH Fashion, rappresenta un momento di alto valore simbolico e culturale. Un’esperienza che va oltre la moda, configurandosi come un dialogo autentico tra identità, visioni creative e territori che si incontrano nel cuore della couture internazionale.
Fondata nel 2014 ad Al Khobar, nella Eastern Province dell’Arabia Saudita, dalla stilista Khadeejah Alsunaidy, IKH Fashion incarna una nuova idea di lusso contemporaneo saudita. Il brand si distingue per una visione creativa che unisce haute couture, forza femminile, identità culturale ed eccellenza artigianale, dando vita a creazioni capaci di raccontare storie senza tempo attraverso una sensibilità moderna e raffinata.
Protagonista della stagione, la collezione REBIRTH, ideata da Khadeejah Alsunaidy, celebra i concetti di trasformazione, rinnovamento e potenza della femminilità contemporanea. Ogni look diventa espressione di rinascita: un percorso che attraversa l’evoluzione dell’identità, la crescita della consapevolezza e l’eleganza intesa come forma profonda di espressione personale.
In questo contesto internazionale, la presenza di Ortensia Imbrogno assume il ruolo di ponte culturale tra tre mondi chiave della moda globale: l’Italia, emblema di tradizione, arte e alta sartorialità; l’Arabia Saudita, culla di una creatività emergente, autentica e visionaria;
Parigi, capitale mondiale dell’haute couture e palcoscenico d’eccellenza della Fashion Week. Un incontro di culture e linguaggi che conferma la moda come strumento di connessione, narrazione e valorizzazione delle identità nel panorama internazionale contemporaneo.
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