Moda
Da Cate Blanchett ad Anna Ferzetti, il front row stellare di Giorgio Armani Privé: tutte le star alla sfilata di Parigi
Cate Blanchett, Rosamund Pike, Li Bingbing, Ludovico Einaudi e Anna Ferzetti sono solo alcuni dei volti celebri che hanno assistito alla sfilata Giorgio Armani Privé durante la Haute Couture di Parigi.
La sfilata Giorgio Armani Privé ha richiamato a Parigi un parterre di ospiti di altissimo profilo, confermando ancora una volta il forte legame tra la maison italiana e il mondo del cinema, della musica e dell’arte. In prima fila si sono ritrovati premi Oscar, attrici internazionali, musicisti e protagonisti dell’alta società, tutti accomunati dalla passione per l’eleganza senza tempo firmata Giorgio Armani.
Il front row è stato uno dei più fotografati dell’intera settimana dell’Haute Couture, con una successione di arrivi che ha attirato l’attenzione di fotografi e appassionati di moda.
Da Cate Blanchett a Rosamund Pike, il cinema domina la prima fila
Tra le ospiti più attese c’era Cate Blanchett, da anni ambasciatrice dello stile Armani e presenza fissa agli appuntamenti più importanti della maison. Accanto a lei ha preso posto Rosamund Pike, protagonista di una raffinata apparizione che ha confermato il suo rapporto con l’alta moda.
A completare il parterre internazionale anche l’attrice cinese Li Bingbing, da tempo tra i volti più apprezzati del panorama asiatico nelle grandi manifestazioni dedicate al lusso.
Musica, eleganza e ospiti internazionali
La sfilata ha riunito anche personalità provenienti da altri mondi. Tra gli invitati figuravano il compositore e pianista Ludovico Einaudi, la stilista e imprenditrice Paola Dallolio, Zita d’Hauteville e Lou Doillon, artista francese che da anni alterna musica, cinema e moda.
La varietà degli ospiti ha confermato la vocazione internazionale di Giorgio Armani Privé, capace di riunire nello stesso evento figure appartenenti a linguaggi artistici differenti.
Anna Ferzetti rappresenta l’Italia
A rappresentare il cinema italiano in prima fila c’era Anna Ferzetti, tra le attrici più eleganti del panorama nazionale. La sua presenza ha aggiunto un tocco italiano a un front row già ricco di nomi prestigiosi, sottolineando ancora una volta il forte legame tra Giorgio Armani e il mondo dello spettacolo.
Come da tradizione, la sfilata Giorgio Armani Privé si è trasformata così in un appuntamento non solo dedicato all’alta moda, ma anche in un punto d’incontro per alcune delle personalità più influenti della scena internazionale.
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Moda
Da Catherine Deneuve a Pedro Pascal, il parterre stellare di Chanel: poi Vanessa Paradis incanta tutti cantando “Joe le Taxi”
Catherine Deneuve, Lupita Nyong’o, Tilda Swinton, Charlotte Casiraghi, Pedro Pascal con la sorella Lux e Alexa Demie tra gli ospiti della sfilata. Alla cena-evento Vanessa Paradis regala anche una versione di “Joe le Taxi”.
La sfilata Chanel Haute Couture Autunno/Inverno 2026-2027 ha trasformato ancora una volta la passerella della maison in un autentico red carpet internazionale. Tra attrici, modelle, teste coronate e icone della moda, il front row ha riunito alcuni dei volti più celebri del panorama mondiale, confermando l’evento come uno degli appuntamenti più esclusivi della stagione.
Ad attirare gli sguardi sono stati Catherine Deneuve, Lupita Nyong’o, Tilda Swinton, Inès de la Fressange, Alexa Demie, Pedro Pascal, presente insieme alla sorella Lux Pascal, Charlotte Casiraghi e Vanessa Paradis.
Il siparietto tra Catherine Deneuve e Alexa Demie
Tra un look e l’altro, non è sfuggito un piccolo momento diventato subito oggetto di commenti. Catherine Deneuve è apparsa piuttosto infastidita dalle risate di Alexa Demie, giudicate da molti presenti un po’ sopra le righe durante la sfilata.
Un’espressione catturata dagli obiettivi dei fotografi e subito rilanciata sui social, dove il presunto siparietto tra le due attrici ha alimentato curiosità e interpretazioni.
Vanessa Paradis conquista la festa della maison
Archiviata la passerella, l’attenzione si è spostata sulla tradizionale festa organizzata da Chanel. Protagonista assoluta della serata è stata Vanessa Paradis, che ha regalato agli ospiti una performance dal vivo.
Tra i brani eseguiti non poteva mancare “Joe le Taxi”, il successo che l’ha resa celebre a livello internazionale e che ancora oggi resta uno dei simboli della sua carriera. La cantante e attrice francese ha trasformato il doposfilata in un momento di spettacolo, accolto con entusiasmo dagli invitati.
Appuntamento a Milano il 13 settembre
Per i fan italiani ci sarà presto l’occasione di rivedere Vanessa Paradis dal vivo. L’artista è infatti attesa il 13 settembre al Teatro Giorgio Gaber di Milano, dove terrà un concerto inserito nel suo nuovo tour.
Dalla passerella di Chanel al palco, Vanessa Paradis continua così a confermarsi una delle protagoniste più amate della scena francese, capace di unire moda, musica e cinema con un’eleganza che attraversa le generazioni.
Moda
Dolce & Gabbana sceglie Taormina per l’Alta Sartoria 2026: cinque giorni di eventi esclusivi con 500 ospiti da tutto il mondo
La città siciliana si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più prestigiosi della moda mondiale. Domenico Dolce è già a Taormina per seguire i preparativi e, tra un sopralluogo e l’altro, è spesso ospite del ristorante La Botte.
Taormina si prepara a diventare il palcoscenico internazionale dell’alta moda. Dal 12 al 16 luglio 2026 la celebre località siciliana ospiterà “Dolce & Gabbana Alta Sartoria Taormina”, una manifestazione che porterà in città circa 500 ospiti internazionali tra clienti, personalità del jet set e addetti ai lavori.
L’evento rappresenta uno degli appuntamenti più esclusivi del calendario della maison e promette di trasformare per cinque giorni la capitale siciliana del turismo in una vetrina mondiale del lusso, con ricadute economiche significative per il territorio.
Un evento che coinvolgerà circa 2 mila lavoratori
Secondo le stime diffuse dagli organizzatori, la manifestazione genererà un indotto importante, coinvolgendo circa 2 mila lavoratori tra produzione, allestimenti, servizi, logistica, sicurezza, ospitalità e accoglienza.
Per Taormina si tratta di un’occasione di grande visibilità internazionale, destinata a richiamare operatori del settore, stampa specializzata e ospiti provenienti da tutto il mondo, consolidando ulteriormente il ruolo della città come destinazione privilegiata per i grandi eventi legati al lusso.
Domenico Dolce segue personalmente i preparativi
I preparativi sono già entrati nel vivo. Domenico Dolce si trova da diversi giorni a Taormina per seguire personalmente i sopralluoghi e coordinare gli ultimi dettagli organizzativi in vista dell’inizio della manifestazione.
La sua presenza in città non è passata inosservata. Tra un incontro e un’ispezione delle location, lo stilista cena spesso a La Botte, storico ristorante taorminese al quale è particolarmente legato e che rappresenta da anni uno dei suoi punti di riferimento durante i soggiorni nella perla dello Ionio.
Taormina capitale del lusso per cinque giorni
L’edizione 2026 di Dolce & Gabbana Alta Sartoria conferma la strategia della maison di valorizzare alcune delle località più iconiche d’Italia attraverso eventi che uniscono moda, arte, cultura e promozione del territorio.
Per cinque giorni Taormina sarà così il cuore dell’alta sartoria internazionale, pronta ad accogliere centinaia di ospiti e a vivere uno degli appuntamenti più attesi dell’estate italiana.
Moda
La battaglia dei loghi: “quiet luxury” vs “loud luxury”, chi sta vincendo?
C’è stato un momento, non troppo tempo fa, in cui la moda sembrava aver fatto voto di silenzio. L’estetica del Quiet Luxury (il lusso sussurrato, privo di loghi ed estremamente minimale) aveva bandito monogrammi e massimalismi, complice il successo di serie TV cult e il desiderio di un’eleganza senza tempo. Ma nel 2026, il panorama del fashion globale sta vivendo una profonda mutazione.
La domanda che divide addetti ai lavori e consumatori non è più cosa sia il lusso, ma come debba esprimersi: meglio la discrezione assoluta o l’esibizione fiera della propria identità? I dati di mercato e le passerelle di Milano e Parigi delineano uno scenario tutt’altro che scontato.
La maturazione del quiet luxury: da trend a identità
Il lusso silenzioso non è scomparso, ma nel 2026 ha smesso di essere una tendenza passeggera per trasformarsi in una vera e propria filosofia di vita. Secondo il report The State of Fashion 2026 di McKinsey, la volatilità macroeconomica globale sta spingendo i consumatori verso acquisti ultra-riflettuti.
- Il fattore qualità: Marchi storici del settore come Brunello Cucinelli, Loro Piana, Bottega Veneta e Jil Sander continuano a registrare performance solide. Il focus si è spostato dall’estetica fredda dei toni neutri alla ricerca di texture tattili evolute: camoscio pregiato, cashmere spazzolato e tagli sartoriali impeccabili.
- Intelligenza emotiva: Nel 2026 chi sceglie il minimalismo non lo fa più per “mimetizzarsi” nell’élite, ma per investire nel Cost-Per-Wear, acquistando capi strutturati capaci di durare decenni.
La riscossa del “nuovo” loud luxury: il massimalismo curato
Dall’altro lato della barricata, la stanchezza da “uniforme beige” ha innescato una reazione vigorosa. Il loud luxury è tornato, ma ha cambiato pelle. Non si tratta più della logomania urlata e un po’ pacchiana dei primi anni 2010, bensì di un massimalismo curato e d’archivio.
Le passerelle del 2026 di maison come Miu Miu, Prada e Saint Laurent mostrano un ritorno a silhouette audaci, spalle anni ’80 nitide, stampe grafiche e accessori metallici dal sapore vintage (spille scultura, cinture con hardware importanti, décolleté a punta estrema). I loghi ci sono, ma sono integrati nel design come dettagli strutturali o storici, celebrando l’appartenenza a una “tribù culturale” piuttosto che la mera esibizione del prezzo.
Il mercato del lusso del 2026 ha premiato i brand agili che non si sono fossilizzati. La vera tendenza dell’anno è il mix espressivo: i consumatori oggi non esitano ad abbinare un cappotto sartoriale lineare e rigoroso (Quiet) a una borsa statement dal design scultoreo o a un gioiello d’archivio d’impatto (Loud).
La vittoria non si misura più nella totale scomparsa o nel dominio del logo, ma nella capacità di un brand di offrire autenticità. Che sia sussurrato o gridato, il lusso del 2026 deve, prima di tutto, avere una storia da raccontare.
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