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Moda

Lo stilista calabrese Valentino Mele alla Milano Fashion Week

Fra i nomi degli stilisti emergenti alla Milano Fashion Week spicca quello del calabrese Valentino Mele, dotato di gran gusto e ricercatezza, anche se in un’ottica di semplicità e misura.

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    Domenica 22 settembre 2024, nella splendida cornice della Biblioteca Filologica, nell’ambito della Milano Fashion Week settembrina, con oltre duecento invitati va in scena uno degli eventi collaterali più glamour e attesi, con la presenza di volti noti della moda. Alle ore 17:00 è previsto l’inizio del défilé, coordinato egregiamente dal Direttore Artistico Steven G. Torrisi.

    Un emergente di stile

    Una serata che vedrà al timone della conduzione il volto noto Rai Veronica Maya. Tra gli stilisti invece segnaliamo la presenza di un emergente, ovvero la nuova linea di Valentino Mele Couture, sarto-stilista calabrese. A pochi giorni dalla settimana della moda, si prepara a presentare la sua nuova collezione Primavera-Estate 2025. Il lino incontra la seta, una linea di alta sartoria: la sua specialità.

    Gusto e misura nella ricercatezza

    Attraverso il suo genio e il talento fonte d’ispirazione, nelle sue idee di moda rivela cura e buon gusto, grazie e semplicità senza scadere in un’eccessiva ricercatezza. “L’eleganza è qualcosa che nasce con noi, è l’impronta dell’esempio che vogliamo essere nel mondo, mentre lo stile fa parte della personalità di ognuno di noi, la moda è per tutti, nessuno si senta escluso”, queste le parole del giovane stilista. La capitale della moda, per Valentino Mele è un punto di partenza in quanto il suo è un progetto molto ambizioso.

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      Moda

      Jennifer Lopez canta «Il cielo in una stanza» a Taormina: l’omaggio all’Italia che incanta il party finale di Dolce & Gabbana Alta Moda

      Dopo aver conquistato la sfilata di Alta Moda con un abito tempestato di gemme, Jennifer Lopez diventa la protagonista della festa conclusiva di Dolce & Gabbana a Taormina. Tra le hit della sua carriera, l’inaspettato omaggio all’Italia: «Ti amo, Italia!».

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        Jennifer Lopez è stata la grande sorpresa della serata conclusiva degli appuntamenti di Dolce & Gabbana Alta Moda a Taormina. La cantante, attrice e ballerina statunitense si è esibita davanti agli ospiti riuniti al resort La Plage, trasformando il party finale della maison in un vero concerto privato. Il momento più emozionante è arrivato quando JLo ha intonato «Il cielo in una stanza», uno dei brani più celebri della musica italiana.

        Prima di iniziare, la popstar ha confidato al pubblico che si trattava della prima volta in cui cantava in italiano. Un debutto accolto con entusiasmo dagli invitati, conquistati da una versione intensa e personale del capolavoro scritto da Gino Paoli e reso celebre anche dall’interpretazione di Mina.

        Jennifer Lopez canta per la prima volta in italiano

        L’esibizione ha rappresentato l’omaggio di Jennifer Lopez all’Italia e alla Sicilia, protagoniste dell’intero evento organizzato da Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Al termine della performance, l’artista ha ringraziato i due stilisti e ha salutato il pubblico esclamando: «Ti amo, Italia!».

        Nel corso della serata JLo non si è limitata al brano italiano, ma ha riproposto alcune delle hit più conosciute della sua carriera, da Waiting for Tonight a Love Don’t Cost a Thing, passando per I’m Into You e Let’s Get Loud. Una scaletta costruita per accompagnare la festa conclusiva dopo tre giorni dedicati all’Alta Gioielleria, all’Alta Moda e all’Alta Sartoria.

        L’abito gioiello che ha conquistato la sfilata

        Jennifer Lopez era già stata una delle protagoniste della sfilata femminile ospitata a Radicepura, il giardino botanico alle pendici dell’Etna. Per l’occasione aveva scelto un abito bustier dorato, interamente ricoperto di cristalli, gemme e applicazioni multicolori, completato da una cappa scintillante e da un’imponente parure di alta gioielleria.

        Il look, teatrale e sontuoso, interpretava l’estetica più riconoscibile della maison e il legame di Dolce & Gabbana con la cultura siciliana. La cantante aveva raccontato anche il proprio rapporto con gli stilisti, elogiandone la fedeltà all’artigianato italiano e la capacità di trasformare ogni abito in un personaggio da portare in scena.

        Da Monica Bellucci a Theo James, il parterre internazionale

        Gli eventi siciliani hanno richiamato a Taormina numerose celebrità internazionali. Accanto a Jennifer Lopez sono apparsi Monica Bellucci, Theo James con la moglie Ruth Kearney, Michele Morrone e i calciatori norvegesi Erling Haaland e Sander Berge.

        Le sfilate e le presentazioni hanno attraversato alcuni degli scenari più suggestivi della Sicilia orientale, dal Teatro Antico di Taormina a Radicepura, combinando moda, spettacolo, artigianato e richiami alla storia dell’isola. Il concerto di Jennifer Lopez ha chiuso il programma con l’immagine più inattesa: una star mondiale che canta in italiano mentre le note di «Il cielo in una stanza» risuonano nella notte di Taormina.

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          Moda

          Due canotte sono meglio di una: come abbinare il trend Y2K del doppio tank top tra scollature, asimmetrie e blazer oversize

          Dimenticate il minimalismo degli ultimi anni: la moda Y2K si riprende il guardaroba contemporaneo con la stratificazione delle canotte. Un gioco di lunghezze, texture e contrasti cromatici che ridefinisce il concetto di basic e conquista le nuove generazioni.

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          Due canotte sono meglio di una: come abbinare il trend Y2K del doppio tank top tra scollature, asimmetrie e blazer oversize

            L’inarrestabile nostalgia della generazione Y2K

            Se pensavamo di aver archiviato definitivamente i look stratificati e leggermente caotici che hanno caratterizzato i primi anni del millennio, la moda contemporanea ha appena dimostrato il contrario. Le passerelle internazionali e le piattaforme social stanno decretando il ritorno di uno dei trend più discussi e amati di quell’epoca: la canotta a strati. Questa estetica, nata originariamente nei contesti pop e grunge di inizio millennio, torna oggi con una consapevolezza diversa, trasformando un capo intimo e ultra-semplice come il tank top nel perno centrale attorno cui ruota l’intero outfit. La tendenza non evoca più la trasandatezza adolescenziale, ma si evolve in una vera e propria architettura di stile che gioca con le asimmetrie e le proporzioni del corpo.

            Le regole d’oro del layering contemporaneo

            La chiave per replicare questo trend senza scivolare in un nostalgico errore di stile risiede interamente nella scelta dei tessuti e dei pesi. Per ottenere una stratificazione fluida, è fondamentale sovrapporre filati differenti che evitino di creare un volume eccessivo e antiestetico sulla silhouette.

            Il gioco di incastri perfetto prevede che lo strato inferiore sia leggermente più lungo o dotato di spalline più larghe rispetto a quello superiore. Questo permette ai due capi di dialogare tra loro attraverso il colore: la tendenza attuale premia l’accostamento di tonalità neutre e complementari, come il bianco ottico abbinato al grigio melange o al beige safari, abbandonando gli eccessi neon del passato per abbracciare un’eleganza decisamente più urbana.

            Cosa indossare sopra e sotto per completare il look

            Per elevare il doppio tank top e renderlo adatto alle diverse occasioni della giornata, la scelta dei capispalla e dei pezzi inferiori diventa cruciale. Sotto le canotte, per chi desidera osare con le trasparenze, i designer suggeriscono di inserire un body a rete o una maglia a maniche lunghe in tulle trasparente, creando un ulteriore livello di profondità. Sopra, invece, il contrasto ideale si ottiene spezzando la natura casual del cotone. Un blazer oversize dal taglio sartoriale o una giacca di pelle vissuta stile biker offrono la struttura necessaria per bilanciare l’insieme. Nella parte inferiore del corpo, il layering esige volumi rilassati: pantaloni cargo a vita bassa, jeans ampi dal lavaggio délavé o gonne lunghe in satin scivolato completano perfettamente l’equilibrio visivo, celebrando l’estetica degli anni 2000 con un’attitudine fresca e attuale.

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              Moda

              Zendaya nella bufera per il jet privato dello stylist: un volo Londra-Parigi solo per recuperare un vestito

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                Zendaya è di nuovo protagonista del red carpet, ma questa volta non per il look sfoggiato davanti ai fotografi. L’attrice americana è finita al centro di un acceso dibattito online dopo che diversi media internazionali hanno ricostruito il dietro le quinte dell’abito indossato alla première londinese di The Odyssey, il nuovo kolossal diretto da Christopher Nolan.

                Secondo quanto emerso, il suo storico stylist Law Roach avrebbe raggiunto Parigi con un jet privato per recuperare un vestito firmato Schiaparelli, presentato poche ore prima durante la sfilata Haute Couture della maison. L’abito sarebbe stato quindi trasportato immediatamente a Londra per consentire a Zendaya di indossarlo sul red carpet della stessa giornata.

                L’abito Schiaparelli arrivato direttamente dalla passerella

                Il look aveva immediatamente attirato l’attenzione degli esperti di moda. Si trattava infatti di una creazione appena uscita dalla passerella Schiaparelli, scelta per una delle première cinematografiche più attese dell’anno.

                Dietro quell’apparizione, però, si sarebbe nascorsa una complessa operazione logistica che avrebbe richiesto un volo privato tra Londra e Parigi per rispettare i tempi strettissimi tra la sfilata e l’evento.

                Né Zendaya né Law Roach hanno commentato pubblicamente la vicenda.

                I social insorgono: «A noi chiedono di essere sostenibili»

                La notizia ha rapidamente fatto il giro dei social, dove migliaia di utenti hanno criticato quella che considerano una scelta poco coerente con i continui inviti alla sostenibilità rivolti ai consumatori.

                Tra i commenti più condivisi c’è quello di un utente che scrive: «I super ricchi mi stanno facendo odiare la moda».

                Altri hanno sottolineato quello che ritengono un doppio standard: «A noi viene chiesto di comprare usato, sostenere gli stilisti locali e ridurre le emissioni, mentre qualcuno dall’altra parte del mondo ha bisogno di un vestito per cinque minuti».

                C’è poi chi ironizza sul tema energetico: «Mandare un jet privato per un vestito e intanto noi siamo costretti a morire di caldo senza accendere l’aria condizionata».

                Il dibattito sui jet privati delle celebrità

                L’episodio riaccende una polemica che ciclicamente coinvolge il mondo dello spettacolo e della moda. Negli ultimi anni numerose star internazionali sono finite sotto accusa per l’utilizzo dei jet privati, considerati da molti uno dei simboli più evidenti dell’impatto ambientale associato ai grandi eventi del lusso.

                Nel caso di Zendaya, al centro della discussione non c’è tanto l’abito in sé, quanto il presunto impiego di un volo dedicato esclusivamente a trasportare un capo di alta moda da una città all’altra nel giro di poche ore.

                La vicenda continua a dividere il web tra chi difende le esigenze organizzative dell’alta moda e chi considera episodi come questo l’emblema della distanza sempre più evidente tra i privilegi delle celebrità e i sacrifici richiesti ai cittadini in nome della sostenibilità.

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