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Lifestyle

Natale anticipato nelle case dei vip: luci, addobbi e tendenze social

Celebrità e influencer hanno inaugurato con largo anticipo gli addobbi natalizi, trasformando le proprie abitazioni in set scintillanti. Una panoramica sulle scelte stilistiche più condivise del 2025.

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Natale anticipato nelle case dei vip

    Natale non è ancora arrivato sul calendario, ma lo è già nei feed social dei personaggi più seguiti. Come ogni anno, tra novembre e l’inizio di dicembre, molti vip aprono virtualmente le porte delle loro case per mostrare alberi monumentali, palette cromatiche studiate nei minimi dettagli e decorazioni scenografiche degne di una rivista di interior design. Il 2025 non fa eccezione: basta scorrere Instagram per notare che l’atmosfera natalizia è già esplosa.

    L’eleganza glaciale di Michelle Hunziker

    La conduttrice ha optato per un albero completamente bianco, uno stile che negli ultimi anni sta diventando un marchio di fabbrica delle sue festività. Per il suo allestimento si è affidata, come già accaduto in passato, ai professionisti Espedito Rusciano e Giorgia Farina. Le luci calde, le sfere dall’effetto neve e un maxi fiocco come puntale trasformano il salotto in una scenografia luminosa, in pieno mood “winter wonderland”.

    Il bianco panna di Giulia De Lellis

    Anche Giulia De Lellis punta su toni delicati, tra bianco latte e panna, per quello che sarà il suo primo Natale da mamma. L’influencer romana combina piccole palline trasparenti, fiocchi con nastri lunghi e luci diffuse, con diversi pacchetti già sistemati ai piedi dell’albero. «Nessun posto è come casa», ha scritto sui social, mostrando un ambiente elegante e accogliente.

    La tradizione multicolor di Elisabetta Gregoraci

    Elisabetta Gregoraci, invece, rimane fedele alla tradizione. Il suo albero è tra i più imponenti e riccamente decorati: rami innevati, luci blu che creano un effetto ghiaccio e palline multicolor. Immancabile, come ogni anno, un grande Babbo Natale a vegliare sui festeggiamenti. La conduttrice ha documentato le varie fasi dell’allestimento, soffermandosi su dettagli affettivi legati ai decori di famiglia.

    Federica Pellegrini e l’albero creativo

    Per Federica Pellegrini l’allestimento si è trasformato in un’impresa di famiglia. Con la presenza di una bimba di due anni, la campionessa ha raccontato di aver impiegato due giorni per completare l’albero. Il risultato, però, è tra i più originali: numerosi gnomi disposti alla base e un insolito barbagianni bianco sistemato tra i rami, in un mix che unisce tradizione e fantasia.

    Tendenza 2025: il Natale come scenografia

    La corsa anticipata agli addobbi non è nuova, ma ogni anno diventa più evidente. Complice la condivisione costante sui social, gli alberi dei vip assomigliano sempre più a set fotografici professionali: curati, luminosi e pensati per generare engagement. Le palette chiare restano il trend dominante, ma non mancano scelte più classiche e calde.

    Il Natale, insomma, è già cominciato nelle case delle celebrità. E, come accade spesso, è destinato a dettare le tendenze che molti proveranno a replicare nelle proprie abitazioni.

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      Lifestyle

      Aloe vera, il tesoro verde in casa: tutti gli usi che forse non conosci

      Facile da coltivare e ricca di proprietà riconosciute anche dalla scienza, l’aloe vera è un alleato naturale sorprendente. Ecco come utilizzarla in modo corretto e sicuro.

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      Aloe vera, il tesoro verde in casa

        Tra le piante più diffuse nelle case degli italiani, l’aloe vera è spesso scelta per la sua resistenza e per l’aspetto decorativo. In realtà, dietro le sue foglie carnose si nasconde un vero e proprio concentrato di benefici, tanto da essere utilizzata da secoli in ambito cosmetico, erboristico e, con le dovute cautele, anche alimentare. Non a caso, già gli Egizi la definivano “pianta dell’immortalità”.

        Un concentrato naturale di sostanze attive

        Il gel trasparente contenuto nelle foglie di aloe vera è composto per oltre il 99% da acqua, ma il restante 1% racchiude vitamine (A, C, E e alcune del gruppo B), sali minerali, aminoacidi ed enzimi. Questa combinazione spiega le sue proprietà lenitive, idratanti e rinfrescanti, oggi confermate da numerosi studi scientifici, soprattutto per l’uso topico.

        Sollievo per la pelle, dalle scottature alle irritazioni

        Uno degli impieghi più noti dell’aloe vera riguarda la cura della pelle. Il gel applicato localmente aiuta ad alleviare arrossamenti, scottature solari, punture di insetto e lievi abrasioni. La sua azione calmante favorisce la rigenerazione cutanea e dona una sensazione immediata di freschezza. È per questo che molti prodotti doposole e creme lenitive la includono tra gli ingredienti principali.

        Un aiuto naturale per mani, capelli e viso

        L’aloe vera può essere utilizzata anche nella beauty routine quotidiana. Sulle mani secche o screpolate agisce come idratante leggero, mentre sui capelli può essere applicata come impacco pre-shampoo per donare lucentezza e ridurre la secchezza del cuoio capelluto. Sul viso, se usata pura e in piccole quantità, è apprezzata come base idratante per pelli sensibili o a tendenza acneica.

        In casa, più utile di quanto si pensi

        Non solo benessere personale. L’aloe vera trova spazio anche tra i rimedi domestici: il gel può essere impiegato per lucidare superfici in acciaio o come ingrediente naturale in detergenti fai-da-te, grazie alla sua consistenza e alla capacità di sciogliere lo sporco leggero. Inoltre, la pianta contribuisce a migliorare la qualità dell’aria, assorbendo alcune sostanze nocive presenti negli ambienti chiusi.

        Aloe da bere: attenzione e consapevolezza

        Il succo di aloe è spesso promosso come depurativo e digestivo. Tuttavia, è importante fare chiarezza: non tutte le parti della pianta sono commestibili. Il lattice giallastro presente sotto la buccia contiene aloina, una sostanza con effetto lassativo che può risultare irritante. Per questo motivo è fondamentale consumare solo prodotti certificati e lavorati industrialmente, evitando il fai-da-te alimentare.

        Una pianta facile, ma non banale

        Coltivare l’aloe vera in casa è semplice: richiede poca acqua, ama la luce e teme il freddo. Ma il suo vero valore sta nella versatilità. Usata correttamente, diventa una risorsa preziosa per piccoli problemi quotidiani, senza sostituire cure mediche quando necessarie.

        L’aloe vera, insomma, non è solo una pianta ornamentale: è un piccolo tesoro domestico, capace di unire tradizione, natura e pratici

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          Cucina

          Chiacchiere di Carnevale, il dolce simbolo della festa: la ricetta tradizionale passo dopo passo

          Dalle origini antiche alla preparazione casalinga, ecco come nascono le chiacchiere nella loro versione classica, con ingredienti semplici e una lavorazione che punta su sottilissime sfoglie fritte.

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          Chiacchiere di Carnevale

            Le chiacchiere di Carnevale sono uno dei dolci più rappresentativi della tradizione italiana, presenti sulle tavole di tutto il Paese con nomi diversi – frappe, bugie, crostoli, cenci – ma con una base comune che affonda le radici nella cucina popolare. Croccanti e leggere, vengono preparate nel periodo che precede la Quaresima, quando storicamente era concesso concedersi ingredienti più ricchi come zucchero, burro e frittura.

            Un dolce dalle origini antiche

            Le origini delle chiacchiere risalgono addirittura all’epoca romana. Gli storici dell’alimentazione fanno risalire questo dolce alle frictilia, strisce di pasta fritte nel grasso e distribuite durante le festività. Con il passare dei secoli la ricetta si è raffinata, mantenendo però l’elemento fondamentale: una sfoglia sottilissima, fritta rapidamente per ottenere una consistenza friabile e asciutta.

            Gli ingredienti della ricetta tradizionale

            Per ottenere chiacchiere fedeli alla tradizione servono pochi ingredienti, ma di buona qualità:

            • 300 g di farina 00
            • 50 g di zucchero
            • 40 g di burro morbido
            • 2 uova medie
            • 1 cucchiaio di liquore (grappa, rum o vino bianco secco)
            • scorza grattugiata di limone non trattato
            • un pizzico di sale
            • olio di semi di arachide per la frittura
            • zucchero a velo per decorare

            Il liquore, spesso presente nelle versioni regionali, aiuta a rendere l’impasto più fragrante e asciutto dopo la frittura.

            Il procedimento passo dopo passo

            Su una spianatoia si dispone la farina a fontana, aggiungendo al centro zucchero, uova, burro, sale, scorza di limone e liquore. Si impasta fino a ottenere un composto liscio ed elastico, che va lasciato riposare coperto per almeno 30 minuti: questo passaggio è fondamentale per stendere la pasta senza che si ritiri.

            Dopo il riposo, l’impasto viene diviso in porzioni e tirato molto sottile, preferibilmente con la macchina per la pasta, fino a ottenere una sfoglia quasi trasparente. Si ritagliano strisce o rettangoli, praticando un piccolo taglio centrale.

            Le chiacchiere vanno fritte poche alla volta in olio caldo (circa 170°C) per pochi secondi per lato, finché diventano dorate e si coprono di bolle. Una volta scolate su carta assorbente, si lasciano raffreddare completamente prima di essere spolverate con abbondante zucchero a velo.

            Croccantezza e leggerezza

            Il segreto delle chiacchiere perfette sta nello spessore sottilissimo e nella temperatura dell’olio: troppo bassa le rende unte, troppo alta le scurisce rapidamente. Ben eseguite, restano leggere, friabili e si conservano per diversi giorni in un contenitore ermetico.

            Simbolo di festa e convivialità, le chiacchiere continuano a raccontare, a ogni morso, una storia di tradizione condivisa e semplicità, rendendo il Carnevale una delle ricorrenze più dolci dell’anno.

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              Moda

              Dalla zeppa mediterranea alle sneaker cult: il lungo viaggio di una scarpa divisiva

              Nata tra atelier d’alta moda e manifatture artigiane, la zeppa attraversa decenni di stile fino a trasformarsi in icona pop

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              zeppa

                La storia della zeppa inizia ben prima delle sneaker “ugly” che oggi tornano a dominare le passerelle e i social. Le sue origini moderne risalgono alla fine degli anni Sessanta, quando Yves Saint Laurent collaborò con la manifattura catalana Castañer — fondata da Lorenzo e Isabel Castañer — per trasformare le tradizionali espadrillas in una scarpa con tacco a zeppa. Era un’operazione rivoluzionaria: unire l’artigianato popolare mediterraneo al linguaggio dell’alta moda. Il risultato conquistò rapidamente il jet set internazionale, con icone come Grace Kelly e Brigitte Bardot che contribuirono a renderla simbolo di un’eleganza disinvolta e vacanziera.

                Per decenni la zeppa rimase legata a un immaginario estivo e femminile, fino a quando — molto più tardi — fece il suo ingresso in un territorio apparentemente incompatibile: quello delle sneaker. È il 2011 quando la stilista francese Isabel Marant presenta le Bekett, scarpe da ginnastica con zeppa interna da circa 7,5 centimetri, linguetta oversize, chiusure in velcro e una silhouette volutamente ambigua. Un oggetto di moda che sembrava “sbagliato” sotto ogni punto di vista, e proprio per questo perfettamente in sintonia con il clima culturale dell’epoca.

                Erano gli anni dei blog, di Tumblr, dell’estetica indie sleaze, delle cinture maxi e dei pantaloni a vita bassissima. La Bekett, venduta a circa 600 dollari, divenne rapidamente un fenomeno globale. Un momento chiave arrivò con il video di Love on Top, in cui Beyoncé indossava un paio di sneaker con zeppa in suede nero. Dopo quell’apparizione, le liste d’attesa si allungarono per mesi e la scarpa divenne uno status symbol trasversale, amato e detestato con la stessa intensità.

                Il successo fu tale da ridefinire il percorso del brand: se prima del lancio esisteva un solo negozio monomarca Isabel Marant, negli anni successivi la maison conobbe un’espansione internazionale significativa. Nel frattempo, numerosi marchi — dal lusso al fast fashion — proposero interpretazioni simili, decretando però anche una rapida saturazione del trend. Verso la metà degli anni Dieci, la stilista stessa prese le distanze dal modello, dichiarando chiusa quella fase creativa.

                Come spesso accade nella moda, tuttavia, nulla scompare davvero. Nel 2021 Marant rilancia il concetto con le Balskee, una versione potenziata della sneaker con zeppa, più alta e volutamente eccessiva. Il ritorno coincide con l’ascesa delle cosiddette “ugly shoes” e con una nuova nostalgia per i primi anni Dieci, riletta alla luce di un contesto economico e culturale incerto.

                Oggi le sneaker con zeppa sono tornate a occupare un posto centrale nel desiderio collettivo, comparendo tra i prodotti più ricercati sulle principali piattaforme di moda. Ancora una volta, una scarpa criticata per la sua estetica diventa lo specchio del suo tempo. Perché la zeppa, in fondo, non è mai stata solo una questione di stile, ma di attitudine.

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