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Curiosità

Polvere sahariana, magnetismo, bufale e benefici

Le polveri sahariane, pur contenendo minerali magnetici, non sono eccezionalmente magnetiche. L’effetto del magnetismo è più evidente con magneti potenti come quelli al neodimio. La polvere sahariana rappresenta un fenomeno naturale importante per gli equilibri ecologici, smentendo qualsiasi teoria complottista sulle sue origini.

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non è sabbia ma polvere quella che cade con la pioggia di queste settimane

    Tutti siamo convinti che quella che ci sta zozzando le nostre auto ogni volta che piove sia la sabbia del deserto del Sahara. Sbagliato. Quella che raggiunge l’Italia con la pioggia non è sabbia, ma polvere fine contenente minerali magnetici. Questa polvere, che spesso lascia aloni gialli sulle automobili, è composta da particelle con diametro tra 0,1 e 50 millesimi di millimetro. Una componente chiave di questa polvere è il ferro, che può costituire fino al 6% del totale, insieme a minerali magnetici come ematite, magnetite e maghemite.

    Quel certo magnetismo…

    La polvere del Sahara è magnetica grazie alla presenza di minerali come: Ematite (Fe2O3) , la Magnetite (Fe3O4) e la Maghemite. Si tratta di minerali con proprietà ferromagnetiche e reagiscono a campi magnetici esterni. Diversi studi hanno analizzato la composizione chimica della polvere sahariana. Uno studio del 2018 ha rilevato che la polvere raccolta nella penisola iberica conteneva il 0,5% di ematite e il 3,5% di ferro, con punte fino al 5,8% in altri campioni.

    Vediamo di smentire qualche bufala

    Una teoria del complotto sostiene che il magnetismo della polvere sahariana sia dovuto allo spargimento di metalli nell’atmosfera da parte degli aerei, le cosiddette “scie chimiche”. Tuttavia, questa affermazione è priva di fondamento. La presenza di ferro e minerali magnetici nella polvere sahariana è naturale e originaria dei suoli del deserto del Sahara, dovuta ai normali processi di formazione del suolo.

    Importanza ecologica della polvere sahariana

    La deposizione di polvere sahariana è fondamentale per vari ecosistemi come il fitoplancton nell’Atlantico, il ferro di questa polvere è essenziale per il suo sviluppo. La polvere sahariana fertilizza il suolo con fosforo, cruciale per la crescita delle piante.

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      Curiosità

      Tesoro, non trovo i calzini!

      La percezione che gli uomini non trovano mai niente in casa potrebbe essere un luogo comune o uno stereotipo che non si applica a tutte le persone? Tuttavia, ci sono diverse ragioni per cui alcune persone potrebbero avere difficoltà a trovare le cose in casa e cioè la visione periferica degli oggetti.

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        Il campo visivo delle donne è più ampio?
        La teoria che sostiene l’esistenza di differenze nella visione periferica tra uomini e donne è un argomento interessante e controverso. Tuttavia, va notato che non ci sono prove scientifiche conclusive che dimostrino che le donne abbiano una visione periferica più ampia o più precisa degli uomini. Mentre alcuni studi suggeriscono che le donne possano avere una maggiore sensibilità al movimento e ai colori nel campo visivo periferico rispetto agli uomini, altri studi non hanno trovato differenze significative o hanno trovato risultati contrastanti.

        Efficienza o abitudine?
        La percezione che le donne siano migliori nel trovare le cose potrebbe essere attribuita a una serie di fattori sociali e culturali, tra cui la maggiore partecipazione delle donne alle attività domestiche e la loro abilità nell’organizzazione degli spazi domestici. Questi fattori possono influenzare la familiarità e l’efficienza nel cercare oggetti all’interno della casa, piuttosto che una presunta differenza nella visione periferica.

        Per i maschi potrebbe essere…

        Disorganizzazione, se la casa è disordinata o le cose non sono state sistemate in modo ordinato, può essere difficile trovare ciò che si cerca. Questo non è un problema specifico degli uomini, ma può riguardare chiunque abbia una casa disordinata.

        Mancanza di familiarità con l’ambiente domestico perché, se una persona trascorre meno tempo a casa o non è coinvolta nelle attività domestiche quotidiane, potrebbe essere meno familiare con la disposizione degli oggetti e avere difficoltà a trovarli.

        Distrazione quando si ha fretta, è più difficile concentrarsi e trovare ciò che si cerca, indipendentemente dal genere.

        Stereotipi di genere
        Lo stereotipo che gli uomini non trovino mai niente in casa potrebbe essere dovuto a percezioni culturali o sociali sulle responsabilità domestiche. Tuttavia, è importante ricordare che la capacità di trovare le cose in casa non dipende dal genere, ma da fattori individuali e ambientali.

        Ma la scienza che dice?
        La visione periferica negli esseri umani si riferisce alla capacità di vedere ciò che è ai margini del campo visivo mentre si guarda avanti. Non ci sono prove scientifiche che dimostrino una differenza significativa nella visione periferica tra uomini e donne in generale. Tuttavia, si fa avanti una teoria secondo cui le differenze nella visione periferica tra uomini e donne possano avere radici nelle abitudini sociali preistoriche.

        Ecco svelato l’arcano
        Le società preistoriche possono aver avuto divisioni di genere nelle attività di caccia e raccolta, e potrebbe stabilirsi una diretta correlazione tra queste attività e le abilità visive. Cioè: mentre le donne erano coinvolte principalmente nella raccolta di frutta, erbe e radici, esplorando un campo visivo più ampio, gli uomini hanno una diversa visione periferica in qanto da cacciatori avrebbero sviluppato la capacità di puntare la preda solo frontalmente e a concentrare l’attenzione su un singolo oggetto alla volta.

        Le teorie evoluzionistiche sulla visione umana sono interessanti e possono offrire spunti per la ricerca scientifica, ma è importante trattarle con cautela e non trarre conclusioni definitive senza prove solide. Le differenze di genere nella visione periferica, se esistono, potrebbero essere il risultato di una combinazione di fattori ambientali e culturali, e richiederebbero grossi studi approfonditi per essere comprese appieno.

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          Curiosità

          Aiuto! La materia oscura può nascondere un terribile segreto

          Scopriamo il mistero celato dietro la materia oscura, uno degli enigmi più affascinanti dell’universo, e esploriamo una nuova prospettiva rivoluzionaria che potrebbe finalmente gettare luce sul suo enigmatico comportamento.

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            La materia oscura, l’enigma insormontabile che permea l’universo, potrebbe nascondere segreti ancora più oscuri di quanto immaginato. Nonostante sia impercettibile agli strumenti umani, la sua esistenza è confermata dai suoi effetti gravitazionali che influenzano il cosmo. Tuttavia, una nuova prospettiva sfida la tradizionale teoria della “materia oscura fredda” (Cold Dark Matter, CDM), suggerendo una possibile spiegazione per i suoi comportamenti apparentemente contrastanti.

            Guidati dall’astrofisico Hai-Bo Yu, un team di ricercatori dell’Università della California, Riverside, ha proposto un’innovativa teoria: la materia oscura auto-interagente (Self-Interacting Dark Matter, SIDM). Questa teoria rivoluzionaria suggerisce che le particelle di materia oscura possano interagire tra loro, contrariamente alla concezione tradizionale di particelle a bassa velocità che non si influenzano reciprocamente.

            Le galassie e gli ammassi galattici, si crede, siano avvolti da aloni di materia oscura. Tuttavia, la teoria CDM ha incontrato difficoltà nell’interpretare la densità di tali aloni. Mentre alcuni aloni appaiono troppo densi per essere compatibili con la materia oscura fredda, altri sono troppo diffusi. La SIDM potrebbe offrire una soluzione, suggerendo che le interazioni tra le particelle di materia oscura influenzano la densità degli aloni.

            Questo approccio innovativo offre una prospettiva affascinante: le particelle di materia oscura invisibili potrebbero spingersi l’un l’altra, creando aloni più diffusi, o avvicinarsi, formando aloni più densi. Questa dinamica auto-interagente potrebbe finalmente risolvere il mistero della materia oscura, aprendo nuove porte alla comprensione dell’universo e delle sue leggi fondamentali.

            In conclusione, la teoria della materia oscura auto-interagente getta una nuova luce sulle intricanti caratteristiche dell’universo, suggerendo che il segreto della materia oscura potrebbe essere ancor più complesso di quanto immaginato. Questo approccio innovativo non solo amplia la nostra comprensione dell’universo, ma potrebbe anche guidare ricerche future nel campo dell’astrofisica e della cosmologia, portando a scoperte sorprendenti e rivoluzionarie.

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              Curiosità

              Aumentano le meduse nel Mediterraneo, cosa fare quando ci toccano

              L’aumento delle meduse nel Mediterraneo è strettamente legato alla sovrapesca e alla conseguente riduzione dei loro predatori naturali. È importante comprendere le dinamiche ecologiche che stanno portando a questo fenomeno e adottare misure adeguate per proteggere l’ecosistema marino e prevenire le punture di medusa.

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              meduse sempre più presenti nel Mediterraneo

                Nel Mediterraneo, le popolazioni di meduse stanno aumentando esponenzialmente. La principale causa di questo fenomeno è attribuita alla sovrapesca, cioè al prelievo massivo e indiscriminato di specie ittiche che si nutrono delle meduse. Le meduse, appartenenti al phylum degli Cnidari, sono animali planctonici che vivono sospesi nell’acqua, muovendosi con le correnti. Le “fioriture” di meduse sono sempre più frequenti nel Mediterraneo e rappresentano una crescente preoccupazione per l’ecosistema marino.

                Perché le meduse aumentano

                Il Mediterraneo è spesso sovra sfruttato, e la rimozione massiccia di pesci predatori come il tonno, così come di crostacei e molluschi che si nutrono di meduse, crea uno spazio ecologico libero per la crescita delle meduse. Questi cambiamenti provocano una riduzione drastica della biodiversità marina, poiché le meduse competono direttamente con i pesci che si nutrono di zooplancton e predano le uova e le larve di questi pesci, impattando negativamente sulle loro popolazioni.

                Quali sono le specie più comuni

                Aurelia aurita
                Ha un corpo di 5-40 cm di diametro, si riconosce facilmente grazie ai auoi quattro anelli viola delle gonadi. Si trova in acque costiere, estuari e baie. Non è urticante.

                Aurelia Aurita

                Pelagia noctiluca
                Di piccole dimensioni ha una campana di 6-10 cm di diametro, è di colore rosato e viola. I suoi tentacoli rilasciano tossine che causano forte disagio negli umani. Predilige acque calde e temperate.

                Pelagia-noctiluca

                Physalia physalis
                Conosciuta come caravella portoghese, ha tentacoli che possono raggiungere i 50 m di lunghezza sebbene la loro lunghezza media si aggira sui 10 metri. È costituita da una colonia di polipi con un galleggiante blu, viola o rosa. Le punture causano dolore intenso e possono portare a shock anafilattico.

                Olindias formosa
                Ha una campana traslucida con strisce opache che misura fino a 15 cm di diametro. Il veleno causa bruciore nella sede della puntura. Si trova in acque costiere con molte alghe.

                Cotylorhiza tuberculata
                Presenta un ombrello a forma di uovo al tegamino e ha un diametro di circa 40 cm. La puntura ha poco o nessun effetto sugli esseri umani. Vive in acque costiere del Mediterraneo.

                Chrysaora hysoscella
                Un una originale campana a piattino di 30 cm di diametro, con 32 lobi semicircolari e 24 tentacoli urticanti. Vive in acque costiere fino a 30 m di profondità.

                Chrysaora-hysoscella

                Nel Mediterraneo sono presenti anche altre specie che includono Aequorea, Mnemiopsis, Velella, Rhizostoma, Salpa, Charybdea e Rhopilema. Solo la Charybdea e la Rhopilema sono urticanti.

                Cosa fare in caso di contatto

                I consigli da seguire quando si viene a contatto con una medusa sono tra i più disparati. Dicerie e leggende metropolitane fanno parte di questo bouquet di proposte. Più semplicemente è consigliabile allontanarsi con calma, uscendo dall’acqua, evitando movimenti bruschi. Seconda cosa bisognerebbe lavare la parte interessata con acqua di mare sciacquando la parte colpita per diluire le tossine. Meglio evitare l’uso di acqua dolce. Quindi si deve cercare di rimuovere i filamenti residui utilizzando una carta di credito o un coltello (non dalla parte della lama) per rimuovere i tentacoli.

                Come trattare la parte interessata

                E’ consigliata l’applicazione di cloruro di Alluminio dotto forma di crema o di gel per lenire il prurito e bloccare la diffusione delle tossine. Evitare rimedi della nonna come ammoniaca, urina, limone, aceto e alcol. E’ inoltre consigliato di non utilizzare creme al cortisone. Gli antistaminici sono utili solo per lesioni diffuse o disturbi generali e dovrebbero essere utilizzate solo su indicazione medica. Le meduse non attaccano spontaneamente l’uomo, e solitamente la puntura è innocua. Tuttavia, in caso di reazioni allergiche o shock anafilattico, è fondamentale un intervento tempestivo.

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