Connect with us

Cucina

Ma voi a Pasqua cosa mangiate? Ecco quanto costa il pranzo pasquale tra rincari e scelte alimentari

Nonostante i rincari, gli italiani non rinunciano alla celebrazione della Pasqua, confermandosi fedeli alle loro tradizioni culinarie. La maggior parte delle famiglie cerca di contenere i costi festeggiando in casa, ma l’aumento dei prezzi rappresenta una sfida per molte famiglie.

Avatar photo

Pubblicato

il

    Pasqua 2026 arriva con l’ennesima ondata di rincari sui prodotti tipici, rendendo il tradizionale pranzo pasquale più costoso rispetto al passato. Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, i prezzi sono aumentati in media del +6,2% rispetto al 2025. Aumenti che hanno colpito tutte le categorie alimentari principali, dai dolci alla carne, fino ai prodotti decorativi per le tavole. Facciamo un poì il punto sui rincari e sulle scelte degli italiani per quest’anno.

    Uova, colombe, pizze e casatielli: rincari tra il 7% e il 15%

    Con un aumento del +7,4%, le uova di cioccolato registrano il rincaro maggiore, affiancate dagli ovetti tipici che crescono del +10%. I motivi principali sono legati all’aumento del prezzo del cacao, sebbene questo non giustifichi completamente i costi più alti. Il prezzo medio delle uova nel 2025 è di 56,10 euro al kg, con alcune marche che arrivano a superare i 130 euro al kg. Con un rincaro medio annuale del +13,1% rispetto al 2023, alcune cifre appaiono difficilmente giustificabili. Prodotti come le uova Kinder hanno subito un aumento del +8,3%, con il formato da 150 g passato da 11,99 a 12,99 euro.

    Vola colomba bianca vola…prezzi alle stelle

    I prezzi delle colombe industriali sono aumentati del +6% mentre le versioni artigianali costano il 10% in più, con il prezzo medio al kg di queste ultime attestato a 38,40 euro. Anche casi di “shrinkflation” sono stati segnalati, con confezioni ridotte vendute allo stesso prezzo. Se ci buttiamo sul salato il prezzo al kg delle pizze pasquali è aumentato del +15%, mentre i casatielli hanno subito un rincaro del +7%. La carne registra un aumento medio del +3,8%, con la carne di agnello che sale del +5%. Quest’ultima rimane comunque la protagonista di molti menù pasquali. E per le decorazioni? Anche i prodotti decorativi per tavole e case hanno visto un’impennata dei prezzi, con aumenti che toccano il +12,5%. Evviva!!

    Ma mangiamo a casa o andiamo fuori?

    Di fronte a questi aumenti, gli italiani continuano a mantenere vive le tradizioni culinarie, pur adottando un approccio più cauto. Infatti l’81% festeggia in casa, – dopo tutto quello che hai speso – limitando costi extra, l’8% opta per il ristorante, una percentuale in calo rispetto agli anni passati. Il 4% celebra con amici e il 3% approfitta per fare un viaggio. Nei piatti principali, si confermano l’agnello o il capretto arrosto che rimangono protagonisti del pranzo pasquale (55%), seguiti da pasta fresca fatta in casa (30%), uova sode decorate (18%) e torta pasqualina (14%). E per i dolci? Per l’Osservatorio di Federconsumatori il 39% degli italiani preferisce la colomba, complice il rincaro delle uova di cioccolato. Il 27% sceglie la pastiera napoletana e il 26% rimane fedele alle tradizionali uova di cioccolato.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Cucina

      La risposta mediterranea alla Poke bowl: come trasformare il piatto hawaiiano con i cereali nostrani e i migliori ortaggi di stagione

      La tendenza culinaria arrivata dalle Hawaii incontra la biodiversità dei campi italiani. Una combinazione bilanciata e colorata che sostituisce il riso bianco e il pesce crudo con farro, orzo, legumi locali e ortaggi freschi a chilometro zero, salvaguardando il gusto.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

      La risposta mediterranea alla Poke bowl: come trasformare il piatto hawaiiano con i cereali nostrani e i migliori ortaggi di stagione

        Il successo della ciotola componibile incontra il territorio

        La Poké bowl ha conquistato tavole, bar e servizi di consegna a domicilio di tutto il mondo grazie alla sua struttura versatile, visivamente accattivante e nutrizionalmente bilanciata. Nata come spuntino essenziale dei pescatori hawaiiani a base di pesce crudo e alghe, la preparazione si è evoluta in un piatto unico componibile dove carboidrati, proteine, verdure e salse convivono in un’unica ciotola. Negli ultimi tempi, tuttavia, la sensibilità verso la sostenibilità ambientale e la riscoperta della dieta mediterranea hanno spinto gli appassionati di cucina a proporre una rivisitazione integrale di questo classico contemporaneo. L’obiettivo non è stravolgere la formula originale, ma valorizzare le materie prime locali, riducendo l’impronta ecologica legata all’importazione di ingredienti esotici e offrendo un’alternativa ricca di fibre e micronutrienti.

        I pilastri della composizione nostrana

        Per costruire una Poké bowl all’italiana perfetta è fondamentale seguire un criterio di stratificazione che rispetti le proporzioni nutrizionali della nostra tradizione culinaria, sostituendo le basi raffinate con cereali antichi e resistenti.

        “La forza della dieta mediterranea risiede nella varietà dei nostri chicchi e nella ricchezza degli ortaggi stagionali”, spiegano i nutrizionisti e gli esperti di alimentazione sostenibile. “Sostituire il riso sushi con farro perlato, orzo decorticato o riso Venere italiano permette di rallentare l’assorbimento degli zuccheri e garantire una sazietà prolungata. Come quota proteica, la nostra tradizione offre un’alternativa eccellente al pesce crudo: dai ceci di Navelli ai fagioli cannellini, fino alla mozzarella di bufala o alle scaglie di pecorino stagionato”.

        Il tocco vegetale si affida interamente al calendario della natura, accostando le zucchine grigliate e i pomodori perini in estate, oppure zucca al forno, cavolo nero e cime di rapa durante i mesi più freddi.

        Condimenti e finitura a chilometro zero

        Anche l’aspetto delle salse e delle guarnizioni croccanti subisce una trasformazione radice, abbandonando l’eccesso di salsa di soia e maionese industriale per fare spazio all’eccellenza dell’olio extravergine d’oliva. Un pesto leggero di basilico, un’emulsione di limone e origano o una crema di patè di olive taggiasche diventano il legante perfetto per amalgamare i sapori all’interno della ciotola. Per la parte croccante, tradizionalmente affidata ai semi di sesamo o alle alghe disidratate, la dispensa italiana offre mandorle della Puglia tostate, nocciole del Piemonte triturate e gherigli di noce. Questa architettura del gusto dimostra come sia possibile sposare un format di consumo moderno e pratico senza rinunciare all’identità gastronomica e alla freschezza dei prodotti del nostro paese.

          Continua a leggere

          Cucina

          Il trucco della “cottura a freddo” con il lime: come preparare a casa un ceviche di spigola perfetto, rinfrescante e con il tocco esotico del mango

          La tecnica della marinatura sudamericana si sposa con la dolcezza dei frutti tropicali e la sapidità del mare. Bastano venti minuti di riposo in frigorifero per ottenere una consistenza perfetta e preservare intatte tutte le proprietà nutrizionali del branzino.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

          Il trucco della "cottura a freddo" con il lime: come preparare a casa un ceviche di spigola perfetto, rinfrescante e con il tocco esotico del mango

            La chimica culinaria dell’acidità agrumata

            Cucinare senza accendere i fornelli non è solo una comodità estiva, ma una raffinata tecnica gastronomica che affonda le radici nella tradizione costiera del Perù. Il ceviche rappresenta la freschezza per eccellenza, un piatto dove il pesce viene “cotto” unicamente dall’acidità del lime in una marinatura aromatica e profumatissima. Questo fenomeno avviene grazie alla denaturazione delle proteine: l’acido citrico modifica la struttura molecolare della carne del pesce in modo del tutto simile a quanto farebbe il calore, rassodando la polpa e cambiandone il colore senza alterare la delicatezza del sapore originario. La tendenza contemporanea arricchisce questo equilibrio bilanciando la sferzata acida con elementi zuccherini, creando un ponte gustativo che conquista i palati moderni.

            La scelta degli ingredienti e la preparazione

            Per replicare questa esperienza gourmet tra le mura domestiche è fondamentale selezionare materie prime di assoluta qualità e freschezza. La base di partenza richiede 300 grammi di filetto di spigola, o branzino, tassativamente abbattuto per garantire la totale sicurezza alimentare nel consumo crudo.

            “La spigola si presta magnificamente a questa preparazione grazie alla compattezza della sua carne bianca e al sapore neutro che assorbe gli aromi senza sparire”, spiegano gli specialisti di cucina di mare.

            La lista della spesa prosegue con il succo di 3 lime succosi, mezzo mango sodo, mezza cipolla rossa di Tropea per una nota di croccantezza dolce, un pizzico di peperoncino fresco per stimolare i recettori del gusto, sale e un’abbondante manciata di coriandolo fresco, sostituibile con la menta se non si ama il suo profilo pungente.

            Il riposo in frigo e la composizione nel piatto

            La riuscita del piatto risiede nel rispetto delle tempistiche di lavorazione, che richiedono gesti rapidi e precisi. Come si fa: taglia il pesce a cubetti di circa 1 centimetro, cercando di mantenere le dimensioni uniformi. Taglia la cipolla a fettine sottilissime e il mango a cubetti regolari. In una ciotola, unisci il pesce, la cipolla e il succo di lime. Successivamente, lascia marinare in frigo per circa 15-20 minuti, lasso di tempo in cui il pesce diventerà bianco opaco, segno visibile dell’avvenuta trasformazione proteica. Prima di servire, scola leggermente dal succo in eccesso, unisci il mango, il peperoncino, il coriandolo e un pizzico di sale. Questa sequenza finale evita che il frutto si sfaldi e che le erbe perdano la loro vivacità cromatica, regalando un piatto dai colori brillanti e dai contrasti definiti.

              Continua a leggere

              Cucina

              Dolce, salato e rinfrescante: il segreto del gazpacho all’anguria con feta e menta per stupire tutti durante le cene estive

              Il segreto di un piatto estivo memorabile risiede nel bilanciamento perfetto dei contrasti. Questa rivisitazione della classica ricetta andalusa introduce l’anguria accanto al pomodoro, creando un ponte perfetto tra l’acidità vegetale e la spiccata sapidità della feta.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

              Dolce, salato e rinfrescante: il segreto del gazpacho all’anguria con feta e menta per stupire tutti durante le cene estive

                L’evoluzione contemporanea di un classico andaluso

                Il gazpacho non è più solo una minestra fredda di verdure. Nato nel cuore dell’Andalusia per dare sollievo ai contadini sotto il sole cocente, questo piatto ha attraversato i secoli evolvendosi continuamente. Se la versione tradizionale esige un rigido protocollo a base di pomodori, peperoni e cetrioli, l’alta cucina e i food blog di tutto il mondo stanno sdoganando accostamenti inediti che sfidano i dogmi della tradizione. L’introduzione della frutta all’interno dei composti salati non rappresenta un semplice vezzo estetico, ma risponde a una precisa logica chimica e gustativa. Inserire elementi zuccherini naturali all’interno di una base acida permette infatti di esaltare i sapori senza dover ricorrere a correttori artificiali, regalando una consistenza vellutata e un profilo aromatico decisamente più complesso e stratificato.

                La formula magica del gazpacho di anguria

                La nuova frontiera del gusto estivo si traduce in un twist fruttato e super rinfrescante sul classico gazpacho spagnolo. L’anguria dona una dolcezza naturale che si sposa benissimo con l’acidità del pomodoro e la sapidità della feta.

                “La combinazione tra la polpa acquosa del cocomero e la struttura del pomodoro maturo genera una sinergia idratante straordinaria, perfetta per i mesi più caldi”, spiegano gli specialisti di cucina stagionale.

                Per preparare questa variante occorrono 400 grammi di anguria rigorosamente senza semi e 400 grammi di pomodori maturi e succosi. A questo nucleo principale si uniscono mezzo cetriolo, privato della buccia per garantire una digeribilità ottimale, e mezzo peperone rosso, che conferisce una nota di carattere alla base. Il tocco finale della marinatura liquida è affidato a un cucchiaio di aceto di sherry, o in alternativa di mele, unito a olio extravergine d’oliva di ottima qualità, sale e pepe nero macinato fresco.

                Dal frullatore alla tavola: i passaggi essenziali

                Il processo di realizzazione si distingue per una straordinaria rapidità, rendendo la ricetta adatta anche a chi ha poco tempo da dedicare ai fornelli. Come si fa: frulla tutti gli ingredienti (tranne la feta e la menta) fino a ottenere una crema liscia. In questa fase è importante utilizzare un mixer potente per evitare che rimangano filamenti di peperone o residui di buccia del cetriolo. Una volta ottenuta la consistenza desiderata, il composto richiede un passaggio fondamentale: lascia raffreddare in frigo per almeno 2 ore. Questo riposo termico permette ai sapori di amalgamarsi e stabilizzarsi. Al momento di andare in tavola, servi freddissimo guarnendo con feta sbriciolata, foglioline di menta e un filo d’olio. Il formaggio greco, con la sua consistenza gessosa e il sapore pungente, crea lo stacco ideale con la dolcezza della zuppa, mentre la menta sprigiona un profumo balsamico che solletica l’olfatto prima ancora del palato.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie