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The Sims 4: “All’Avventura”, la nuova espansione che porta i Sims a vivere la natura

Dal 2 ottobre 2025 arriva l’Expansion Pack che rinnova la saga con attività all’aperto, gite personalizzabili e nuove abilità. Tra falò, kayak e gare di cucina, il gioco si arricchisce di esperienze che mescolano relax, sport e divertimento.

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The Sims 4

    Un campeggio sotto le stelle, una sfida di tiro con l’arco o un festival dedicato alle meduse: con il nuovo Expansion Pack di The Sims 4 – All’Avventura, disponibile dal 2 ottobre 2025, i giocatori possono immergersi in un mondo fatto di natura, attività di gruppo e momenti conviviali. La nuova espansione, venduta a 39,99 euro, è disponibile su PC (EA app, Steam ed Epic Games Store), PlayStation 4 e 5, Xbox Series X|S e Xbox One.

    Tra falò, sport e origami

    La vita all’aperto non è mai stata così ricca. I Sims possono ora cacciare farfalle e allevare insetti, costruire origami, riunirsi intorno a un falò arrostendo marshmallow o esibirsi in una danza del fuoco. Gli amanti del fitness trovano pane per i loro denti con spinning, kayak, trampolini, tiro con l’arco e una rastrelliera di pesi tutta nuova.

    Tre quartieri da esplorare

    L’espansione introduce tre nuove aree inedite: Wanderwood Wilds, una foresta rigogliosa con geyser e sentieri misteriosi; Jellyfish Junction, dove le meduse diventano protagoniste di festival e piatti tipici; e Crystal Valley, ex zona mineraria oggi piena di cristalli, perfetta per collezionare oggetti rari o fare un bagno notturno in acque luminose.

    Nuove aspirazioni e abilità

    “All’Avventura” porta con sé tratti e aspirazioni inedite. I Sims adulti possono diventare collezionisti di creature, sviluppare abilità come il tiro con l’arco o i tuffi, mentre i più piccoli ottengono l’aspirazione “cool kid on the block”, con prove di socialità, scambi di collezioni e giochi di gruppo. Tornano anche le bambole magiche che, una volta “risvegliate”, diventano amici immaginari con personalità proprie.

    Crescita e divertimento per i bambini

    Il pacchetto punta molto sullo sviluppo dei Sims più giovani. I bambini imparano a cucinare, a prendersi cura di sé e a collaborare con gli adulti, guadagnando competenze che li aiuteranno da adolescenti e adulti. E per lo svago non mancano i parchi gioco modulari, completi di scivoli, piattaforme, piscine e trampolini.

    Il nuovo sistema delle gite

    La vera novità è il “Sistema delle Gite”, che consente di organizzare weekend e viaggi nei minimi dettagli: si stabiliscono attività, regole, ruoli e persino dress code. Che si tratti di un ritiro sportivo con personal trainer o di una gara di cucina in stile reality show, ogni gita diventa un’esperienza unica e personalizzabile. I lotti residenziali possono anche trasformarsi in location a pagamento per questi eventi, generando entrate extra per le famiglie dei Sims.

    Realtà e fantasia che si intrecciano

    “All’Avventura” non è solo un nuovo scenario, ma un’espansione che arricchisce il modo in cui i Sims crescono, socializzano e si divertono. Tra attività creative, sport, natura e relazioni, il gioco si avvicina sempre di più alla vita reale, con un tocco di immaginazione che da sempre contraddistingue la saga.

    Con la nuova espansione, The Sims 4 continua a reinventarsi e a confermarsi come uno dei simulatori di vita più longevi e amati al mondo. Questa volta, il palcoscenico è la natura: un’occasione per rallentare, divertirsi e vivere avventure indimenticabili, un weekend alla volta.

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      Oltre le quinte del Festival: i tesori segreti di una Sanremo che non ti aspetti

      Il Festival di Sanremo è un magnete che catalizza sguardi, flash e decibel, trasformando la città in un enorme set televisivo a cielo aperto.

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      Sanremo

        Il Festival di Sanremo è un magnete che catalizza sguardi, flash e decibel, trasformando la città in un enorme set televisivo a cielo aperto. Ma quando le luci della ribalta si fanno troppo accecanti, basta fare pochi passi lontano dal red carpet per scoprire una Sanremo diversa, silenziosa e profondamente affascinante. Ecco una selezione di luoghi imperdibili per vivere la città come un “insider”.

        La Pigna: il labirinto medievale

        Mentre il Corso Matteotti brulica di fan, alle sue spalle si arrampica La Pigna, il quartiere storico della città. Fondato intorno all’anno mille, è un dedalo di vicoli strettissimi, archi e scalinate che sembra ignorare il passare dei secoli.

        • Da non perdere: Risalite fino ai Giardini Regina Elena. Da qui, la vista sul golfo è totale: un contrasto perfetto tra i tetti antichi e lo sbrilluccichio del porto moderno.

        Villa Nobel: il genio e la dinamite

        Sulla riviera di levante sorge una magnifica dimora in stile neogotico che fu l’ultima residenza di Alfred Nobel. Lo scienziato svedese scelse Sanremo per la sua “ritirata” finale, e oggi la villa è un museo che racconta la sua vita paradossale, divisa tra l’invenzione della dinamite e l’istituzione del premio per la pace. I laboratori e il parco circostante sono un tuffo nella storia della scienza globale trapiantata nel clima mite ligure.

        Il Santuario della Madonna della Costa

        Se cercate un luogo dell’anima, percorrete la strada che porta al punto più alto della città. Il Santuario, con la sua facciata barocca, non è solo un punto di riferimento religioso, ma un simbolo per i naviganti. Il pavimento del sagrato è un tipico esempio di “risseu” ligure, un mosaico realizzato con ciottoli di mare bianchi e neri che richiede una maestria artigianale oggi rarissima.

        Bussana Vecchia: il villaggio risorto

        A pochi chilometri dal centro, una tappa obbligatoria è il borgo di Bussana Vecchia. Distrutto da un terremoto nel 1887 e rimasto fantasma per decenni, negli anni ’60 è stato “occupato” da una comunità internazionale di artisti. Oggi è un atelier a cielo aperto dove le rovine medievali convivono con sculture moderne e botteghe creative. È il luogo ideale per ricordarsi che Sanremo non è solo canzoni, ma anche arte pura e resilienza.

        Una curiosità per i cinefili

        Non tutti sanno che Sanremo è stata il set di moltissimi film, non solo legati alla musica. Passeggiando vicino al Casinò, un capolavoro liberty di inizio ‘900, è facile immaginare le atmosfere della Belle Époque. Se siete fortunati, potrete scorgere i tavoli da gioco dove si sono incrociati destini di re, spie e attori famosi, in un’eleganza che resiste nonostante il passare delle mode.

        Visitare Sanremo durante il Festival è un’esperienza elettrizzante, ma prendersi un pomeriggio per esplorare questi angoli permette di riportare a casa un ricordo autentico della Riviera, lontano dal caos delle transenne.

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          Operazione selfie: manuale di sopravvivenza a Sanremo 2026

          Mentre il Festival di Sanremo 2026 entra nel vivo, la vera competizione si sposta nelle strade: una guida pratica per i cacciatori di autografi e foto ricordo, tra appostamenti strategici e i nuovi “quartieri generali” dei VIP.

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          Operazione selfie

            Sanremo è l’unico posto al mondo dove un normale martedì di fine febbraio può trasformarsi in un inseguimento degno di un film d’azione, con l’unica differenza che l’obiettivo non è una valigetta sospetta, ma uno scatto mosso con Can Yaman o Tiziano Ferro. L’edizione 2026, guidata dalla coppia Carlo Conti e Laura Pausini, ha trasformato la città dei fiori in un fortino inespugnabile, ma per il “cacciatore di VIP” esperto, le crepe nel muro ci sono sempre.

            La geografia del selfie: dove appostarsi

            Dimenticate la fortuna; la caccia al VIP è pura trigonometria applicata alla viabilità ligure. Il cuore pulsante resta il Teatro Ariston, ma tentare un approccio frontale in Via Matteotti è un suicidio tattico: tra transenne e bodyguard, vedrete solo nuche. La mossa vincente è il “retro-Ariston” (Via Roma e traverse), dove i cantanti scivolano fuori dopo le prove pomeridiane.

            Ma la vera miniera d’oro sono gli hotel. Se cercate i super ospiti internazionali come Irina Shayk o Alicia Keys, il vostro obiettivo è il Royal Hotel. Con i suoi giardini subtropicali, è la fortezza della privacy, ma l’uscita dei van neri dai cancelli è il momento magico in cui il finestrino potrebbe abbassarsi. Per i “Big” che amano il caos controllato, l’Hotel Globo (proprio davanti al teatro) resta il quartier generale di Carlo Conti e dei volti storici: qui la densità di famosi per metro quadro è la più alta del pianeta.

            Il fattore “Suzuki Stage” e la Nave

            Quest’anno la caccia si allarga. Con il Suzuki Stage di Piazza Colombo che ospita nomi del calibro di Gaia, Bresh e i Pooh, la piazza diventa un terreno di caccia open-air. Il trucco? Arrivare durante i soundcheck del primo pomeriggio. È lì che gli artisti sono più rilassati e inclini a concedere quel “frame” che farà esplodere i vostri social.

            E se cercate Max Pezzali? Beh, lui è l’unico veramente irraggiungibile, confinato sulla nave da crociera al largo. A meno che non siate provvisti di un barchino e molta audacia, meglio aspettare che sbarchi per la finale di sabato.

            Regole d’oro per non farsi cacciare

            1. L’occhio clinico: Imparate a riconoscere i pass. Quello rosso è il “Santo Graal”, chi lo indossa è un intoccabile. Puntate ai pass blu o verdi: sono entourage e discografici, spesso più inclini a darvi la “dritta” su dove cenerà il loro artista.
            2. La “tecnica del ristorante”: Piazza Sardi e i vicoli del porto vecchio sono il rifugio notturno dei cantanti dopo la diretta. Un amaro al bancone verso le due di notte potrebbe regalarvi l’incontro della vita con Achille Lauro o Francesco Gabbani.
            3. Educazione, sempre: Un “grazie” apre più transenne di una spintonata.

            Sanremo 2026 non è solo musica, è un’esperienza antropologica. Che torniate a casa con la memoria del telefono piena o solo con un raffreddore ligure, ricordate: l’importante non è vincere, ma essere nel posto giusto quando si apre la portiera del van.

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              Il Cavallo trasloca: da Chinatown all’Arco della Pace la parata del Dragone di Milano

              Con un pubblico sempre più numeroso e una logistica complessa da gestire, la parata del Drago – fulcro delle celebrazioni dell’Anno del Cavallo – si sposta al Parco Sempione per offrire un’esperienza più scenografica e sicura a milanesi e visitatori.

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              la parata del Dragone di Milano

                Milano si prepara a festeggiare il Capodanno Cinese 2026, l’Anno del Cavallo di Fuoco, con un rinnovamento significativo nel cuore dei festeggiamenti: la storica Parata del Drago, fino ad oggi tradizionalmente ospitata nel quartiere di Chinatown lungo via Paolo Sarpi, quest’anno si svolgerà all’Arco della Pace, nel Parco Sempione.

                La decisione, annunciata dagli organizzatori e confermata anche dalle guide ufficiali agli eventi milanesi, nasce dall’esigenza di accogliere un pubblico in costante crescita e offrire spazi più ampi e sicuri per una manifestazione che richiama migliaia di persone. Nel 2026, il cuore della celebrazione si spezza in due poli complementari: il clima conviviale e tradizionale di via Paolo Sarpi e la grande parata spettacolare in Piazza Sempione – Arco della Pace, dove si prevede l’appuntamento clou con il drago dalle danze e musiche tradizionali.

                Da Chinatown al Parco Sempione: un cambio di scenario

                Per anni, il quartiere milanese di Chinatown – con via Paolo Sarpi come asse principale – ha ospitato i festeggiamenti per il Capodanno Cinese offrendo atmosfera, lanterne rosse, decorazioni e piccoli eventi culturali. Questo “cuore” tradizionale resta un luogo centrale per vivere la festa, ma la sua viabilità e la stretta conformazione delle strade cominciano a risultare limitanti per l’organizzazione delle sfilate più imponenti.

                Per questo motivo, la scelta di spostare la parata principale sotto l’Arco della Pace risponde a criteri logistici e di sicurezza: Piazza Sempione offre un’area più ampia e scenografica, ideale per ospitare le coreografie con il drago e le danze del leone, i costumi tradizionali, la musica dal vivo e le acrobazie eseguite da gruppi di artisti.

                La storica cornice dell’Arco della Pace, costruita all’inizio dell’Ottocento come arco trionfale e oggi simbolo di accoglienza nella città, contribuisce inoltre a creare un’atmosfera inedita e suggestiva, fondendo tradizione cinese e patrimonio urbano milanese.

                Un evento che cresce di anno in anno

                Il Capodanno Cinese – noto anche come Festa di Primavera – segna l’inizio del nuovo anno lunare e si celebra tipicamente il 17 febbraio nel 2026, con festeggiamenti che proseguono fino alla Festa delle Lanterne all’inizio di marzo.

                Negli ultimi anni, con la riscoperta e la valorizzazione dell’evento dopo la pausa imposta dalla pandemia, Milano ha visto crescere la partecipazione di pubblico ben oltre la comunità cinese, attirando turisti e residenti desiderosi di immergersi nei colori, nei tamburi e nelle danze tradizionali.

                Il trasferimento della parata al verde e ampio Parco Sempione risponde proprio all’aumento delle dimensioni della festa, rendendo l’evento più fruibile anche per famiglie e gruppi numerosi, con la possibilità di distanziare meglio gli spettatori e gestire flussi in sicurezza.

                Tradizione e innovazione: il cuore della festa

                Nonostante il cambio di location per la parata principale, la tradizione resta viva nel quartiere storico di Chinatown. Nelle settimane che precedono e seguono il Capodanno, via Paolo Sarpi si riempie di lanterne rosse, addobbi, mercatini e iniziative culturali che ripropongono usanze millenarie legate alla preparazione della stagione nuova e ai riti di buon auspicio.

                Alcuni piatti simbolici della festa, come i ravioli – che simboleggiano ricchezza – e il pesce – associato all’abbondanza – continuano a essere protagonisti delle tavole milanesi, riproponendo al tempo stesso la convivialità e il valore della condivisione insiti in questa ricorrenza.

                Una città che celebra la diversità

                Lo spostamento della parata al Parco Sempione non è soltanto una soluzione organizzativa, ma anche un segno della crescita culturale della città. Milano, con la sua comunità cinese tra le più numerose d’Italia e con un calendario di eventi che ormai abbraccia tradizioni globali, conferma di saper integrare e valorizzare diverse espressioni culturali, rendendole parte della sua identità urbana.

                La nuova cornice dell’Arco della Pace, dunque, non cancella la festa: la amplia. E invita tutti a vivere il Capodanno Cinese non solo come un evento circoscritto a Chinatown, ma come un appuntamento cittadino di grande impatto visivo e partecipativo.

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