Lifestyle
Vacanze? Il lavoro ci insegue anche sotto l’ombrellone
Una nuova ricerca internazionale rivela una realtà preoccupante sul fenomeno del lavoro durante le vacanze che è in costante aumento. Non sono solo i liberi professionisti o i precari a dover rinunciare al completo relax, ma anche chi ha un contratto a tempo indeterminato e gode di ferie retribuite si ritrova a lavorare anche in vacanza.
Le vacanze, un tempo sinonimo di riposo e disconnessione, sono sempre più spesso invase dal lavoro, anche per chi gode di ferie retribuite e lavora come dipendente. Il fenomeno del workation, una fusione delle parole “work” e “vacation”, sta diventando sempre più diffuso, con effetti negativi non solo sulle relazioni familiari, ma anche sulla salute mentale e fisica.
Una recente ricerca internazionale condotta da Movchan Agency rivela che il 39% delle persone lavora occasionalmente durante le vacanze, mentre il 15% lo fa regolarmente. Anche se il 34% afferma di lavorare in vacanza perché ama il proprio lavoro, il 26% lo fa per richiesta del capo e il 29% per paura di perdere il posto.
Questa ingerenza lavorativa non solo mina il relax, ma porta anche a tensioni familiari, il 28% ha avuto litigi con il partner per questo motivo, e a problemi di salute: il 70% ha sperimentato burnout e depressione, mentre due terzi hanno sofferto di mal di testa e dolore cronico. Le vacanze, dunque, stanno perdendo il loro valore rigenerativo, trasformandosi in un’estensione del lavoro quotidiano. La tecnologia, un tempo vista come una via per semplificare la vita, sta progressivamente erodendo il confine tra lavoro e riposo, trasformando le vacanze in una semplice estensione della routine lavorativa.
L’accesso costante a e-mail, circolari e messaggi, insieme alla possibilità di pianificare e far avanzare progetti da remoto, invita molti a non staccare mai completamente la spina. Questo cambiamento di scenario è reso possibile dall’ascesa del telelavoro e delle tecnologie digitali, che consentono di rimanere sempre connessi ovunque ci si trovi. Di conseguenza, il modello di lavoro cronico, una continua disponibilità al lavoro, sta diventando sempre più comune, minando il riposo e il benessere che le vacanze dovrebbero offrire.
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Società
Matrimoni da sogno e dal mondo: l’Italia regina del “wedding tourism” globale
Con oltre 15mila cerimonie di coppie straniere nel 2024 e un giro d’affari che supera il miliardo di euro, il turismo dei matrimoni continua a crescere. Tra location iconiche, budget importanti e professionisti in formazione, il settore diventa una delle eccellenze del Made in Italy.
L’Italia come palcoscenico delle nozze perfette
Il matrimonio non è più soltanto il giorno del “sì”: per le giovani coppie di oggi, sempre più attente all’estetica e al racconto visivo sui social, è diventato un vero evento di stile. La tendenza internazionale che spinge verso cerimonie “instagrammabili” ha alimentato in modo significativo il business del wedding tourism, che trova nel nostro Paese una delle sue destinazioni più amate.
Secondo i dati diffusi da Convention Bureau Italia e Italy for Weddings, nel 2024 oltre 15mila coppie straniere hanno scelto l’Italia per celebrare le nozze. È un numero in costante crescita, e che non risente dei recenti matrimoni di celebrità a Venezia: la destinazione più richiesta resta il centro Italia con il 31% degli eventi, seguito dal Sud. In particolare, la Sicilia sta vivendo un vero boom: complice il mix unico di paesaggi, arte, spiagge e una cucina considerata tra le più amate al mondo.
Dati e tendenze: il matrimonio diventa spettacolo
Il 2024 ha registrato un incremento dell’11,4% delle cerimonie rispetto all’anno precedente. In totale, quasi un milione di persone è stato coinvolto tra sposi e invitati, generando circa 4 milioni di pernottamenti. Federturismo stima un valore complessivo di 1 miliardo di euro per il comparto: una cifra che colloca il wedding tourism tra i settori più redditizi per il turismo nazionale.
La spesa media per un matrimonio di destinazione in Italia si aggira sui 60mila euro, con picchi molto superiori nel segmento luxury. La voce più consistente è il catering, che pesa per circa il 35% del budget, seguita dalle location, spesso castelli, masserie, ville storiche o affacci mozzafiato su coste e colline.
Sul fronte delle preferenze, solo il 13-14% sceglie un rito religioso, mentre a prevalere è il matrimonio civile (22-23%), spesso organizzato in ambienti scenografici all’aperto. Il criterio di scelta principale resta però l’impatto visivo: sfondi suggestivi, luci curate e allestimenti cinematografici sono diventati la norma in una generazione che racconta l’evento principalmente attraverso foto e video professionali.
Professionisti in crescita: arriva il Meet Up Wedding Planners Pro
A confermare la vitalità del settore è anche il ritorno, il 28 e 29 novembre 2025, del Meet Up Wedding Planners Pro al TH Carpegna Palace di Roma. L’appuntamento, giunto alla sua quinta edizione, è ideato da Roberta Torresan, una delle più note destination wedding planner italiane e fondatrice della prima Wedding Business School in Italia.
Torresan sottolinea come «l’Italia sia un contesto ideale per i matrimoni internazionali grazie all’unione tra patrimonio storico, artigianato d’eccellenza e un’accoglienza di alto livello». Ma avverte anche della necessità di una filiera sempre più preparata, capace di offrire eventi sostenibili, coerenti con le tendenze globali e adeguati alle aspettative di clienti provenienti da ogni parte del mondo.
Il Meet Up vuole proprio rispondere a questa richiesta, mettendo in rete professionisti del wedding, strutture ricettive, esperti di turismo esperienziale e fornitori specializzati.
Un settore che fa brillare il Made in Italy
Il wedding tourism non è solo un fenomeno romantico e glamour: è un pilastro economico che valorizza territori, strutture ricettive, ristorazione e artigianato locale. In un Paese che fa dell’estetica e della bellezza il proprio marchio distintivo, non sorprende che sempre più coppie scelgano l’Italia per vivere un matrimonio da favola.
Dalle Dolomiti alle isole, passando per borghi, ville e città d’arte, il Belpaese si conferma la scenografia ideale per dire “per sempre”. E per il turismo, è una promessa che vale oro.
Società
Congelare il futuro: cos’è la crioconservazione degli ovociti e perché sempre più donne la scelgono
Dalla medicina della fertilità una possibilità in più per programmare la maternità: come funziona il congelamento degli ovociti, quando è indicato e quali limiti ha.
Negli ultimi anni se ne parla sempre più spesso, complice il cambiamento degli stili di vita e l’aumento dell’età media in cui si diventa madri. La crioconservazione degli ovociti, conosciuta anche come “social freezing” quando non legata a patologie, è una tecnica di medicina della riproduzione che consente di prelevare, congelare e conservare gli ovociti di una donna per un eventuale utilizzo futuro.
Dal punto di vista scientifico, la procedura si basa sulla vitrificazione, un metodo di congelamento ultrarapido che evita la formazione di cristalli di ghiaccio e permette di preservare meglio la qualità cellulare. Gli ovociti vengono conservati a temperature molto basse, intorno ai -196 gradi, e possono rimanere crioconservati per anni senza subire alterazioni significative.
Ma perché una donna dovrebbe decidere di congelare i propri ovociti? Le ragioni sono principalmente due. La prima è di tipo medico: la crioconservazione è indicata prima di terapie oncologiche o trattamenti invasivi che possono compromettere la fertilità, come chemioterapia o radioterapia. In questi casi rappresenta una vera e propria strategia di tutela della possibilità di diventare madri dopo la malattia.
La seconda motivazione è legata a scelte personali e sociali. Sempre più donne decidono di rimandare la maternità per motivi professionali, economici o perché non hanno ancora trovato il partner giusto. Congelare gli ovociti in età fertile, idealmente prima dei 35 anni, consente di “mettere in pausa” la qualità ovarica, che con il passare del tempo tende fisiologicamente a ridursi.
È importante chiarire, però, che la crioconservazione non è un’assicurazione sulla maternità. Il successo di una futura gravidanza dipende da diversi fattori: l’età al momento del prelievo, il numero di ovociti congelati, la loro qualità e le condizioni di salute al momento dell’impianto. In media, più giovane è la donna al momento del congelamento, maggiori sono le probabilità di successo.
Dal punto di vista pratico, il percorso prevede una stimolazione ovarica farmacologica, controllata da esami e monitoraggi ecografici, seguita dal prelievo degli ovociti in day hospital. È una procedura sicura, ma non priva di impegno fisico ed emotivo, che richiede una valutazione accurata con uno specialista.
In Italia la crioconservazione degli ovociti è consentita ed è regolata dalla legge sulla procreazione medicalmente assistita. Nei casi oncologici può essere coperta dal Servizio sanitario nazionale, mentre per motivi non medici i costi restano a carico della paziente.
In un contesto sociale in cui la maternità è sempre più posticipata, la crioconservazione degli ovociti rappresenta una possibilità concreta di scelta e autonomia. Non una promessa certa, ma uno strumento in più per conciliare salute, tempi di vita e desiderio di genitorialità, con la consapevolezza che informazione corretta e aspettative realistiche restano fondamentali.
Cucina
Dalla cheesecake ai dolci floreali: le idee più originali per preparare una torta speciale alla Festa della Mamma
Non serve essere pasticceri professionisti per sorprendere: tra ricette semplici, decorazioni creative e ingredienti di stagione, il dolce fatto in casa resta uno dei regali più apprezzati
Il dolce fatto in casa che vale più di un regalo
Per molti il simbolo della Festa della Mamma non è un oggetto costoso, ma qualcosa preparato con le proprie mani. Ed è proprio la torta fatta in casa a restare una delle tradizioni più amate. Non solo perché rappresenta un gesto affettuoso, ma anche perché trasforma la cucina in un momento condiviso tra figli, partner e famiglia.
Negli ultimi anni i social hanno moltiplicato le idee creative: torte decorate con fiori commestibili, cheesecake colorate, crostate moderne e dolci minimalisti sono diventati protagonisti delle tavole primaverili.
La cheesecake alle fragole resta la regina della primavera
Tra le ricette più amate per maggio c’è la cheesecake alle fragole. Fresca, semplice da preparare e perfetta per la stagione, unisce pochi ingredienti ma di grande effetto. Le fragole, oltre a essere nel pieno della loro stagione in Italia proprio tra aprile e giugno, regalano colore naturale e un sapore delicato.
Molte versioni non richiedono nemmeno la cottura: base di biscotti tritati, crema al formaggio morbido e topping di frutta fresca bastano per ottenere un dessert elegante anche senza esperienza in pasticceria.
Le torte floreali conquistano i social
Rose edibili, violette candite, lavanda e margherite decorative stanno trasformando le torte in piccoli giardini commestibili. La tendenza delle “flower cake” arriva dal mondo del cake design internazionale, ma negli ultimi anni si è diffusa anche nelle cucine domestiche.
Gli esperti ricordano però di utilizzare soltanto fiori commestibili certificati, evitando quelli ornamentali trattati con pesticidi o sostanze chimiche.
Il ritorno della crostata della nonna
Accanto alle tendenze moderne resiste un grande classico italiano: la crostata. Marmellata di albicocche, crema pasticcera o frutta fresca continuano a essere scelte molto amate proprio perché evocano ricordi familiari e tradizione.
Secondo molti pasticceri, il successo dei dolci “semplici” nasce dal desiderio crescente di autenticità: meno decorazioni artificiali e più sapori legati all’infanzia.
La torta al limone per chi ama i sapori freschi
Un’altra idea molto apprezzata per la Festa della Mamma è la torta al limone. Morbida, profumata e luminosa nei colori, richiama immediatamente la primavera mediterranea. Il consiglio degli chef è usare scorza biologica non trattata e bilanciare l’acidità con creme leggere o yogurt.
Alcune versioni moderne sostituiscono parte del burro con olio extravergine d’oliva delicato, rendendo il dolce più leggero.
Decorazioni semplici ma d’effetto
Non servono tecniche professionali per rendere una torta speciale. Frutta fresca disposta con cura, zucchero a velo, foglie di menta o piccoli messaggi scritti a mano possono fare la differenza.
Negli ultimi anni è tornata di moda anche la scritta personalizzata sulla superficie del dolce, spesso realizzata con cioccolato fuso o glassa leggera.
La cucina come momento affettivo
Secondo psicologi e sociologi del cibo, cucinare per qualcuno ha un forte valore simbolico. Preparare una torta significa dedicare tempo, attenzione e cura, elementi che oggi assumono un significato ancora più importante in una quotidianità dominata dalla velocità.
Per questo molte famiglie scelgono di coinvolgere anche i bambini nella preparazione del dolce: non conta la perfezione estetica, ma il gesto condiviso.
Attenzione agli sprechi e agli ingredienti
Gli esperti consigliano di puntare su ingredienti di stagione e porzioni realistiche, evitando preparazioni troppo elaborate che rischiano di finire inutilizzate. La cucina sostenibile sta influenzando anche i dolci delle ricorrenze familiari, con una crescente attenzione verso prodotti locali e meno zuccheri raffinati.
La tradizione che continua a resistere
Nonostante i cambiamenti nelle abitudini alimentari e il boom delle consegne a domicilio, la torta fatta in casa conserva un fascino difficile da sostituire. È un rito che unisce generazioni diverse e che continua a raccontare affetto attraverso sapori e profumi.
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