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Da Sant’Andrea alla rete mondiale degli ostelli: in Calabria nasce il modello di turismo relazionale nei borghi

Incontri, formazione e presentazioni di libri nell’ostello diffuso di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio. La Rete Hostelling International lancia dalla Calabria un nuovo modello di accoglienza: comunità, cultura e sostenibilità per contrastare spopolamento e destagionalizzazione nei piccoli centri

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    Non un semplice ostello, ma un laboratorio di idee e relazioni. Non un evento spot, ma l’inizio di un tour che punta a trasformare il volto dei borghi italiani. È partita da Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, nel cuore della Calabria ionica, la prima tappa del progetto nazionale “Vita da Ostello con ArtHo”, ideato dalla rete italiana C.I.A.O. A.M.I.C.O. – Hostelling International. Una scelta tutt’altro che casuale: proprio qui, dove il turismo di massa non è mai arrivato davvero, si sperimenta ora una forma alternativa di accoglienza, fondata su parole chiave come inclusione, comunità e sostenibilità.

    Per tre giorni, nell’ostello diffuso del borgo catanzarese si sono alternati dibattiti, workshop, confronti e presentazioni di libri, in un clima di scambio tra amministratori locali, operatori turistici e rappresentanti della rete nazionale. L’obiettivo è chiaro: trasformare gli ostelli in nodi vitali di un turismo relazionale, capace di portare linfa a quei territori troppo spesso dimenticati dalle grandi rotte turistiche.

    A sottolinearlo è stato Francesco Barbuto, vicepresidente della rete Hostelling International: «La Calabria è un terreno vergine per questo tipo di progettualità. Abbiamo scelto di partire da qui perché crediamo nel potenziale dei piccoli borghi italiani e vogliamo offrire agli amministratori strumenti concreti per contrastare spopolamento e desertificazione turistica». Il network a cui fa riferimento è tutt’altro che marginale: 2.560 ostelli in 60 paesi, frequentati da oltre 20 milioni di viaggiatori ogni anno.

    A dare il benvenuto all’iniziativa è stato il sindaco di Sant’Andrea, Nicola Ramogida, che ha definito il progetto «la ciliegina sulla torta per il rilancio del nostro centro storico». Il primo cittadino ha ricordato l’importanza delle risorse culturali e spirituali del territorio, come il turismo religioso legato alla figura della beata Mariantonia Samà, figura amatissima nella diocesi di Catanzaro-Squillace.

    Ma Sant’Andrea non è sola. Altri comuni, come Girifalco, si sono detti pronti a raccogliere la sfida. «Metteremo a disposizione le strutture disponibili – ha spiegato il sindaco Pietrantonio Cristofaro – perché nei paesi dell’entroterra lo spopolamento è una ferita aperta. Il turismo degli ostelli può diventare una risorsa preziosa per invertire la rotta».

    Accanto ai momenti istituzionali e di formazione, la tappa calabrese ha riservato spazio anche alla cultura della parola, con la presentazione del libro di Biagio Maimone, La Comunicazione creativa per lo sviluppo socio-umanitario, introdotto da Don Angelo Comito, già missionario in Madagascar. Il volume, dedicato a Papa Francesco, propone un modello comunicativo fondato sull’educazione, il rispetto e l’ascolto come strumenti di cambiamento sociale. Una riflessione che si sposa perfettamente con lo spirito del progetto: non solo turismo, ma relazione, comunità, riscoperta dei valori umani.

    A pochi passi dal mare, ma ben lontano dai riflettori, il piccolo borgo calabrese è diventato così per tre giorni il simbolo di una nuova narrazione: quella che vede nell’ospitalità diffusa, nel turismo lento e nella partecipazione attiva delle comunità locali, una possibile risposta a sfide urgenti come il calo demografico, la fuga dei giovani e la perdita di identità.

    “Vita da Ostello” non si fermerà qui. Dopo la Calabria, altre tappe sono previste lungo tutta la penisola. Ma il messaggio lanciato da Sant’Andrea è forte e chiaro: cambiare il turismo è possibile, a patto di ripartire dai luoghi che resistono e dalle persone che ci credono.

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      Viaggi

      Napoli regina delle città italiane su TikTok: milioni di video raccontano il fascino della città, mentre Milano e Roma inseguono in classifica

      La città italiana più popolare su Tik Tok è Napoli: il doppio degli hastag di Milano e il quadruplo di Roma,

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        Napoli, Milano e Roma sono protagoniste di milioni di contenuti pubblicati su TikTok, ma è il capoluogo campano a conquistare il primo posto nella classifica elaborata da Pompeii Tickets & Tours. Lo studio, basato sul numero di post associati agli hashtag delle città, attribuisce a Napoli circa quattro milioni di pubblicazioni, il doppio rispetto a Milano. I dati fotografano la graduatoria al momento della rilevazione e non costituiscono un conteggio aggiornato in tempo reale.

        Napoli prima su TikTok: Chiaia, Piazza del Plebiscito e Palazzo Reale

        Piazza del Plebiscito a Napoli

        naplesinsider.com

        Napoli domina la classifica con contenuti che spaziano dalla gastronomia ai panorami, dalla musica alla vita quotidiana. Tra i luoghi più riconoscibili compaiono Chiaia, Piazza del Plebiscito e Palazzo Reale.

        Nei video trovano spazio anche i Quartieri Spagnoli, i vicoli del centro e le pizzerie storiche. La città offre ai creator una varietà di ambientazioni che permette di passare, in pochi minuti, dai monumenti alle scene di strada.

        Milano seconda dopo Napoli: Duomo, moda e grandi eventi

        Il Duomo di Milano e la piazza

        Con circa due milioni di post nella rilevazione, Milano occupa il secondo posto. Il Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele II e le vie dello shopping sono tra gli scenari più frequenti.

        La Fashion Week e gli eventi internazionali alimentano inoltre una produzione continua di contenuti dedicati a sfilate, design e lifestyle. Accanto alla Milano del lusso emerge quella dei quartieri, dei locali e delle nuove tendenze gastronomiche.

        Roma terza: il Colosseo continua a conquistare i creator

        Il Colosseo a Roma

        worldatlas.com

        Roma si colloca al terzo posto con circa 974 mila post secondo lo studio. Il Colosseo, il Pantheon e Piazza di Spagna dominano i video turistici, insieme alla Fontana di Trevi e alle passeggiate tra le strade del centro.

        Il patrimonio archeologico offre una quantità di scenari immediatamente riconoscibili, mentre ristoranti, mercati e quartieri come Trastevere ampliano il racconto della capitale oltre i monumenti più fotografati.

        Palermo quarta: mercati storici e palazzi monumentali

        I Quattro Canti nel centro storico di Palermo

        traveler.es

        Palermo raggiunge 901.600 post nella graduatoria. Fontana Pretoria, i Quattro Canti e il Palazzo dei Normanni sono tra i luoghi più raccontati, insieme ai mercati di Ballarò e della Vucciria.

        Bari quinta: dalle orecchiette alla Basilica di San Nicola

        Una strada caratteristica di Bari Vecchia

        private-tours-puglia-basilicata.com

        Con 688.800 post, Bari chiude le prime cinque posizioni. La Basilica di San Nicola, i vicoli di Bari Vecchia e la tradizione delle orecchiette preparate a mano sono protagonisti di molti contenuti.

        La top ten completa delle città italiane su TikTok

        La classifica di Pompeii Tickets & Tours, pubblicata nel 2024, comprende anche Catania, Venezia, Firenze, Bologna e Verona. Non è disponibile una rilevazione equivalente del 2026 che consenta di confermare gli stessi piazzamenti.

        PosizioneCittàPost rilevati
        1Napoli4.000.000
        2Milano2.000.000
        3Roma974.000
        4Palermo901.600
        5Bari688.800
        6Catania613.000
        7Venezia462.000
        8Firenze417.000
        9Bologna314.400
        10Verona226.000

        Un elemento più recente arriva da una ricerca sociologica pubblicata nel 2026, dedicata proprio al fenomeno TikTok Napoli. Lo studio analizza come creator, piccole attività e contenuti turistici contribuiscano a costruire l’immagine della città, ma anche come la ripetizione degli stessi luoghi possa alimentare stereotipi e trasformare interi quartieri in scenografie per i visitatori.

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          Viaggi

          Borghi del vino, tre mete da scoprire in autunno tra vigneti, cantine e sapori: Barolo, Montalcino e Offida, un viaggio tutto da gustare

          Siete amanti del vino? Ecco tre borghi da non perdere per gli appassionati tra antiche dimore, aziende agricole, castelli e paesaggi mozza fiato.

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            L’autunno è una delle stagioni più affascinanti per scoprire i borghi italiani legati alla tradizione del vino. I vigneti cambiano colore, le colline si tingono di giallo e rosso e le cantine diventano protagoniste di degustazioni ed esperienze enogastronomiche. Ottobre, in particolare, offre l’occasione ideale per organizzare una gita fuori porta o un fine settimana tra paesaggi suggestivi, piatti della tradizione e calici di ottimo vino. Ecco tre destinazioni da segnare in agenda, dal Piemonte alla Toscana fino alle Marche.

            Borghi del vino: Barolo, nelle Langhe tra vigneti e grandi vini rossi

            6 Maddede Barolo | IWSA
            What is the best time of year to visit Barolo? - Albacitytours.com

            Beautiful hills and vineyards during fall season surrounding Barolo village. In the Langhe region, Cuneo, Piedmont, Italy.

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            Nel cuore delle Langhe, patrimonio UNESCO, Barolo è uno dei borghi più celebri dell’enologia italiana. Il paese dà il nome all’omonimo vino rosso, prodotto con uve Nebbiolo, ed è circondato da colline ricoperte di vigneti che in autunno regalano uno spettacolo straordinario.

            Tra le attrazioni principali spicca il Castello Falletti, sede del WiMu, il Museo del Vino, dove scoprire la storia e la cultura vitivinicola del territorio. Una visita può proseguire nelle cantine locali, tra cui Adelaide, per conoscere i metodi di produzione e partecipare a degustazioni su prenotazione. Il viaggio si completa con i piatti della tradizione piemontese, dai tajarin al brasato al Barolo.

            Borghi del vino: Montalcino, il fascino della Toscana nella terra del Brunello

            Le guide des routes des vins en Italie
            Aerial view of Montalcino and vineyards

            montalcino vineyards: tuscan vineyard with autumn foliage and a hilltop town in the distance.

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            Arroccato sulle colline a sud di Siena, Montalcino è una delle mete più amate dagli appassionati di vino. Qui nasce il Brunello di Montalcino, celebre rosso ottenuto da uve Sangiovese, simbolo della tradizione enologica toscana.

            Il centro storico conserva vicoli medievali, botteghe e la trecentesca Fortezza, dalla quale si ammirano splendidi panorami sulla campagna circostante. Le cantine del territorio, tra cui Biondi-Santi e Banfi, propongono visite ed esperienze di degustazione secondo disponibilità. Da provare anche i pici, i salumi locali e i formaggi pecorini, perfetti per accompagnare un calice di vino.

            Borghi del vino: Offida, nelle Marche tra Pecorino, Passerina e antiche tradizioni

            mauritius images
            CON IL FAI TRA BORGHI E CALANCHI - OFFIDA | Evento FAI

            Tour di Degustazione Offida, Ascoli Piceno - Vinbacco.com | Vinbacco

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            Tra le colline della provincia di Ascoli Piceno, Offida è una destinazione ideale per chi desidera unire vino, cultura e tradizioni. Il borgo è conosciuto per il Pecorino e la Passerina, due bianchi caratteristici del territorio, ma anche per i rossi della denominazione Offida DOCG.

            Una tappa consigliata è l’Enoteca Regionale delle Marche, ospitata nell’ex convento di San Francesco, dove scoprire le etichette locali. Passeggiando per il centro storico si incontrano botteghe dedicate al merletto a tombolo, un’arte tramandata da generazioni. Da assaggiare il chichì ripieno, una focaccia rustica tipica del paese, e i tradizionali funghetti dolci all’anice.

            Tre borghi molto diversi, accomunati dalla bellezza dei paesaggi e da una tradizione enogastronomica che rende l’autunno un periodo particolarmente suggestivo per visitarli.

            Tag: borghi del vino, vendemmia, Barolo, Montalcino, Offida, weekend autunnali

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              Viaggi

              Dieci viaggi d’autunno tra i colori del foliage in Italia: dove vivere lo spettacolo della natura che cambia

              Il foliage è la stagione più fotografata dell’anno: un invito a rallentare e riscoprire il lato poetico dei viaggi. Ecco dieci mete italiane dove l’autunno mostra la sua bellezza più autentica.

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                L’autunno è uno dei momenti più affascinanti per scoprire i paesaggi italiani. Con l’arrivo dei primi freddi, boschi, montagne e colline cambiano aspetto, tingendosi di giallo, arancione, rosso e oro. È il fenomeno del foliage, che ogni anno richiama escursionisti, fotografi e viaggiatori alla ricerca degli scorci più spettacolari.

                Da Nord a Sud, l’Italia offre itinerari capaci di sorprendere anche chi conosce già questi territori. Il periodo migliore varia secondo altitudine, clima e specie degli alberi, ma generalmente si concentra tra ottobre e novembre.

                Foliage in Trentino-Alto Adige: Dolomiti e laghi da cartolina

                Circuit Sud Tyrol - 8 jours tout compris dans les Dolomites
                Lago di Tovel - Beautiful Lake in Italian Alps Trentino-Alto Adige

                The colors of autumn in a fir forest, Val di Funes. Bolzano, South Tyrol, Dolomites, Italy.

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                Il Trentino-Alto Adige è una delle destinazioni più amate per ammirare il foliage. Nella Val di Funes, i larici diventano dorati e creano un contrasto spettacolare con le pareti rocciose delle Dolomiti.

                Il Lago di Tovel, immerso nel Parco naturale Adamello Brenta, offre riflessi suggestivi tra montagne e boschi. Anche la Val di Non e la Val di Fassa regalano passeggiate panoramiche tra meleti, sentieri e paesaggi alpini.

                Foliage in Lombardia: dalle Orobie al Lago di Como

                Panorama of Lake Como

                In Lombardia, le montagne delle Orobie si trasformano in un mosaico di colori, soprattutto nelle faggete e nei boschi misti. I sentieri permettono di ammirare panorami spettacolari senza allontanarsi troppo dai centri abitati.

                Anche il Lago di Como offre scorci particolarmente suggestivi, con i boschi colorati che scendono verso l’acqua e incorniciano borghi e ville storiche.

                Foliage in Toscana, Umbria e Lazio: colline e borghi d’autunno

                Autumn Road Trips in Italy
                Monte Fogliano e Monte Venere

                Private Tour: TUSCANY LANDSCAPES, CASTLES  & CHIANTI WINE DISTRICT SlowTourTuscany

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                Nel Centro Italia, il foliage assume sfumature più delicate. In Toscana, i vigneti del Chianti e della Val d’Orcia passano dal verde al rosso, creando paesaggi ideali per un weekend tra borghi e strade panoramiche.

                In Umbria, i boschi del Monte Subasio e le aree naturali intorno a Spoleto offrono itinerari immersi nei colori autunnali. Nel Lazio, i Monti Simbruini e le faggete intorno al Lago di Vico sono tra le mete più interessanti per chi ama camminare nella natura.

                Foliage al Sud: Sila, Matese ed Etna

                Trekking "Il Foliage intorno ai Giganti della Sila" | Evento FAI
                Birches the volcano Etna in autumn

                Foliage d'autunno: i 5 luoghi italiani più belli per i curiosi delle foglie | Deabyday

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                Anche il Sud Italia riserva sorprese. In Campania, il Parco del Matese e l’Alta Irpinia si colorano grazie a castagni e faggi, offrendo paesaggi montani lontani dalle località turistiche più affollate.

                In Calabria, i boschi della Sila regalano uno degli spettacoli autunnali più intensi del Mezzogiorno. In Sicilia, le betulle dell’Etna creano invece un contrasto particolare tra tronchi chiari, foglie dorate e terreno vulcanico.

                La Sardegna completa questo itinerario con i boschi del Gennargentu, dove il foliage accompagna passeggiate tra montagne e vallate.

                Quando vedere il foliage in Italia

                Il momento ideale dipende soprattutto dall’altitudine. Sulle Alpi i colori raggiungono spesso il massimo splendore tra fine settembre e ottobre, mentre nelle zone collinari e nelle regioni meridionali lo spettacolo può proseguire fino a novembre.

                Prima di partire conviene verificare le condizioni meteorologiche e lo stato dei sentieri. Scegliere una giornata limpida, soprattutto dopo le prime notti fredde, permette di apprezzare al meglio i contrasti cromatici.

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