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Cinema

Al Giffoni Film Festival in scena fantasia e valori

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    Alla presenza del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca è stata inaugurata ufficialmente l’edizione numero 54 del Giffoni Film Festival. In programma fino al 28 luglio a Giffoni Valle Piana (Salerno).

    5mila giurati ragazzi che guardano e giudicano

    Con oltre 5mila giurati provenienti da 33 nazioni, chiamati a valutare i lungometraggi e cortometraggi in concorso per le varie categorie. I primi ad entrare in sala sono i giurati Elements +10 che hanno assistito a Living large (Francia, Repubblica Ceca, Slovacchia 2024). Un film diretto dalla regista Kristina Dufková che miscela marionette, stop-motion e animazione in 2D. E’ la storia di Ben, un 12enne in lotta contro l’obesità che riesce a far sorridere con il suo brillante umorismo ma anche a commuovere. Infatti è una intrigante storia di formazione che è già stata venduta in oltre 40 paesi del mondo.

    Proposte ad alto valore contenutistico-morale

    Primo giorno di proiezione anche per gli Elements +6, chiamati a giudicare The Chaos sisters feat. Penguin Paul (Belgio, Germania, Italia 2024) diretto da Mike Marzuk. Vi si narra la vicenda delle sorelle Martini, quattro ragazze molto diverse tra loro che cominciano ad essere unite dopo aver ritrovato a casa loro Paul, un pinguino rapito dallo zoo. L’animale troverà rifugio nella loro abitazione. Le sorelle scoprono che ad aver rapito l’animale è stata una coppia di maghi che vuole rendere il pinguino parte del loro spettacolo. La sezione Gex Doc vedrà il film With you, with you and without me (Spagna 2023) di Amaya Villar Navascués, una lettera d’amore audiovisiva che la regista lascia ai suoi futuri figli.

    Una storia vera di solidarietà

    Inoltre, per la sezione Parental Experience viene presentato Nata per te (Italia 2023) di Fabio Mollo. I spirato alla storia vera di Luca Trapanese, assessore napoletano alle politiche sociali, single, omosessuale e cattolico. Un uomo mosso da un forte desiderio di paternità, lotta per ottenere l’affidamento di Alba, una neonata affetta dalla sindrome di down ed abbandonata in ospedale.

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      Cinema

      Nicholas Galitzine si tuffa nell’incubo del primo supermodello: setta, fuga e una vita da film

      Dalle passerelle di Versace e Ralph Lauren a una setta apocalittica che gli distrusse la vita. Nicholas Galitzine interpreterà Hoyt Richards nel nuovo film di Gus Van Sant.

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        Dopo avere conquistato Hollywood e milioni di fan grazie al suo fascino da perfetto principe contemporaneo, Nicholas Galitzine è pronto ad affrontare uno dei ruoli più complessi della sua carriera. Il nuovo sex symbol britannico sarà infatti il protagonista del prossimo film di Gus Van Sant, ispirato alla drammatica storia vera di Hoyt Richards, considerato uno dei primi supermodelli maschili moderni.

        Una vita che sembrava perfetta e che, invece, nascondeva un incubo degno di un thriller.

        Dalle campagne di Versace e Ralph Lauren al successo mondiale

        Negli anni Novanta Hoyt Richards era uno degli uomini più richiesti del mondo della moda. Bello, atletico e carismatico, lavorava per marchi prestigiosi come Versace e Ralph Lauren, contribuendo a ridefinire la figura del modello uomo e anticipando l’era dei supermodelli maschili.

        Dietro l’immagine patinata delle campagne pubblicitarie e delle copertine, però, si nascondeva una realtà molto più inquietante. Mentre la sua carriera sembrava destinata a crescere senza limiti, Richards stava infatti vivendo una situazione che avrebbe cambiato per sempre la sua esistenza.

        L’incubo della setta che gli distrusse la vita

        Il modello finì infatti sotto l’influenza di una setta dalle convinzioni apocalittiche. Un’esperienza devastante che lo portò progressivamente a perdere tutto.

        La vicenda, diventata nel tempo quasi leggendaria, lo vide ritrovarsi completamente isolato, privo di denaro e costretto perfino a fuggire per salvare la propria vita. Una caduta impressionante per un uomo che fino a poco tempo prima rappresentava uno degli ideali di successo e bellezza dell’industria della moda.

        Gus Van Sant punta su Nicholas Galitzine

        A raccontare questa incredibile parabola sarà Gus Van Sant, autore di film diventati ormai dei classici del cinema contemporaneo. E per incarnare Hoyt Richards il regista ha scelto proprio Nicholas Galitzine, uno degli attori più amati della nuova generazione.

        Per il protagonista di “Rosso, bianco e sangue blu” si tratta di una sfida importante, che lo allontana dai ruoli romantici e lo proietta in una storia molto più oscura e tormentata.

        E se oggi Galitzine viene considerato uno dei nuovi sex symbol di Hollywood, il personaggio che si prepara a interpretare ricorda come dietro la fama, i riflettori e le copertine possa nascondersi un prezzo altissimo da pagare.

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          Cinema

          Giancarlo Giannini, dagli schiaffi finti a Mariangela Melato a Baracoa, il film che commuove Cuba: «Pensai, mi pagano per non fare niente»

          Da perito elettronico al teatro scoperto quasi per caso, passando per Lina Wertmüller e Mariangela Melato. Giancarlo Giannini si racconta al Corriere e intanto si prepara a ricevere un nuovo Nastro d’Argento.

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            «Pensai: mi pagano per non fare niente». Giancarlo Giannini racconta così al Corriere della Sera il momento in cui, quasi per caso, scoprì che la recitazione sarebbe diventata la sua vita. E pensare che il grande attore italiano, prima di calcare i palcoscenici e conquistare il cinema internazionale, aveva preso il diploma da perito elettronico.

            Una strada che sembrava destinata a portarlo lontano dai riflettori e che invece si è trasformata in una delle carriere più prestigiose del cinema italiano.

            L’incontro con il teatro e gli schiaffi a Mariangela Melato

            Nell’intervista, Giannini ripercorre con il consueto garbo alcuni dei momenti più importanti della sua vita artistica. Tra i ricordi più curiosi c’è quello legato a “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”, il capolavoro di Lina Wertmüller che lo vide protagonista insieme a Mariangela Melato.

            Una pellicola che ancora oggi continua a essere oggetto di discussioni e interpretazioni, anche per le celebri scene di tensione tra i due protagonisti. Ma l’attore tiene a precisare un dettaglio: «Gli schiaffi a Mariangela Melato nel film Travolti da un insolito Destino erano finti».

            Parole che riportano alla memoria uno dei film più iconici del cinema italiano degli anni Settanta.

            Il gioiello nascosto girato a Cuba che merita di essere riscoperto

            Ma se c’è un’opera recente che merita davvero di essere riscoperta è “Baracoa”, piccolo gioiello cinematografico ambientato a Cuba. Un film delicato e struggente, quasi un acquarello, che racconta il rapporto tra un anziano militare in punto di morte e suo figlio.

            Giancarlo Giannini vi offre una delle interpretazioni più intense degli ultimi anni, fatta di silenzi, rimpianti e sentimenti trattenuti. Un lavoro elegante e profondo che meriterebbe di essere visto da chiunque ami il cinema d’autore e le storie capaci di lasciare il segno.

            Un nuovo Nastro d’Argento e il premio per “Il Vangelo di Giuda”

            Tra pochi giorni, inoltre, Giannini riceverà un nuovo riconoscimento. All’attore sarà infatti assegnato un Nastro d’Argento speciale con una motivazione che ha già fatto sorridere qualcuno per il tono particolarmente enfatico.

            Il premio è destinato «ad una voce straordinaria, che dopo anni di eccellenza anche nel doppiaggio, in questo caso è premiata per la sorprendente performance nel film di Giulio Base “Il Vangelo di Giuda”».

            Una formula che qualcuno potrebbe giudicare un po’ troppo celebrativa, ma che conferma ancora una volta l’affetto e la stima di cui gode uno dei grandi signori del cinema italiano. E mentre i riconoscimenti continuano ad arrivare, Giancarlo Giannini resta fedele a quella curiosità che, tanti anni fa, spinse un giovane perito elettronico a entrare in teatro pensando quasi per gioco che, in fondo, lo pagassero per non fare niente.

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              Cinema

              Gloria Guida e quei set bollenti da dimenticare: «Durante le docce spuntava gente ovunque». E c’è un film che non vuole più rivedere

              Da Dino Risi a John Huston, passando per il grande amore con Johnny Dorelli. Gloria Guida si racconta a Repubblica e ricorda i set più movimentati degli anni Settanta. Ma c’è un film cult che ancora oggi preferisce cancellare dalla memoria.

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                Gloria Guida sorride, scherza e guarda al passato con affetto. A quasi sessant’anni dall’esordio, l’attrice simbolo della commedia sexy all’italiana riceve il Premio Speciale per l’attività artistica della Pellicola d’Oro e, in un’intervista a Repubblica, ripercorre una carriera che l’ha resa uno dei volti più amati del cinema italiano.

                E proprio ricordando gli anni Settanta, l’attrice rivela un retroscena che oggi la fa sorridere. Le scene considerate più audaci attiravano infatti una curiosità incredibile.

                «Durante le docce spuntava gente ovunque»

                «Sui set delle docce spuntava gente ovunque, perfino arrampicata alle luci», racconta Gloria Guida con ironia. Erano altri tempi, quelli della commedia sexy all’italiana, quando i film che la vedevano protagonista riempivano le sale e trasformavano attrici come lei in autentiche icone popolari.

                Un successo che, però, non le ha impedito di lavorare anche con registi di primo piano. Nel corso della sua carriera, infatti, Gloria Guida ha avuto l’occasione di collaborare con maestri del calibro di Dino Risi e perfino con John Huston, costruendo un percorso molto più vario di quanto spesso venga ricordato.

                L’amore con Johnny Dorelli e una lunga storia insieme

                Tra i capitoli più importanti della sua vita c’è naturalmente quello che la lega a Johnny Dorelli. Un sodalizio artistico e sentimentale che dura da decenni e che ha attraversato mode, cambiamenti e generazioni.

                L’attrice non nasconde l’affetto per il marito e guarda con tenerezza a una vita vissuta tra cinema, televisione e spettacolo, senza mai perdere quella leggerezza che l’ha resa una delle interpreti più amate dal pubblico.

                Il film che Gloria Guida vorrebbe dimenticare

                Eppure, tra i tanti titoli che hanno segnato la sua carriera, ce n’è uno che Gloria Guida preferirebbe quasi cancellare. Si tratta di “Avere vent’anni”, il film del 1978 diretto da Fernando Di Leo con Lilly Carati, diventato nel tempo un vero cult.

                Secondo un particolare rimasto finora poco conosciuto, sarebbe stata proprio l’attrice a non gradire una delle scene più spinte della pellicola, una sequenza a quattro giudicata all’epoca troppo audace. Tanto che, anni dopo, Gloria Guida avrebbe chiesto a Piero Chiambretti di eliminare uno spezzone del film durante una trasmissione televisiva.

                Un episodio che racconta quanto anche opere diventate simbolo di un’epoca possano essere vissute in maniera diversa da chi le ha interpretate. E se molte immagini degli anni Settanta sono entrate nella storia del cinema italiano, alcune, a quanto pare, Gloria Guida continua a guardarle con molto meno entusiasmo rispetto ai suoi ammiratori.

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