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Cinema

Charlize Theron troppo magra alla première di Odissea, sui social esplode il caso Ozempic: «Spero che stia bene»

Il volto più scavato e la silhouette sottilissima di Charlize Theron alimentano le indiscrezioni online. La star ha sempre respinto le voci sui ritocchi estetici: «La mia faccia cambia perché sto invecchiando». E dall’aspetto fisico non si può stabilire se una persona assuma Ozempic.

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    Charlize Theron è diventata suo malgrado la protagonista più discussa della première di Odissea, il kolossal diretto da Christopher Nolan. Non per il ruolo interpretato nel film né per l’abito scelto sul red carpet, ma per la silhouette apparsa particolarmente sottile e per un volto che alcuni utenti hanno giudicato più scavato rispetto al passato.

    Sono bastati pochi video e alcune fotografie dell’evento per scatenare sui social il consueto processo alle intenzioni. «Ozempic ha trovato un’altra bellezza», ha scritto qualcuno. «Spero che stia bene», hanno commentato altri, associando l’aspetto dell’attrice cinquantenne all’impiego dei farmaci agonisti del recettore GLP-1 utilizzati contro il diabete e, dietro prescrizione medica, per la perdita di peso. Al momento, però, Charlize Theron non ha dichiarato di assumere Ozempic o medicinali analoghi e non esiste alcun elemento verificabile che permetta di attribuire la sua magrezza a una terapia farmacologica.

    Che cos’è davvero la cosiddetta «faccia da Ozempic»

    L’espressione “Ozempic face” non indica una diagnosi e non rappresenta un effetto esclusivo del farmaco. Viene usata per descrivere la perdita di volume del viso che può accompagnare un dimagrimento rapido o importante: le guance appaiono più scavate, la pelle meno tesa e alcuni segni dell’età diventano maggiormente visibili. Lo stesso fenomeno può però verificarsi anche in persone che perdono peso senza assumere semaglutide. Osservare una fotografia, dunque, non consente di ricostruire cure, condizioni di salute o abitudini personali.

    Il corpo di Theron, inoltre, è cambiato più volte nel corso della carriera per esigenze cinematografiche. L’attrice ha raccontato in passato quanto sia diventato più difficile perdere i chili acquistati per alcuni ruoli con l’avanzare dell’età. Negli ultimi mesi avrebbe anche affrontato una preparazione fisica intensa per due produzioni consecutive, tra cui Apex e lo stesso film di Nolan.

    «Non ho fatto un lifting, sto semplicemente invecchiando»

    Non è la prima volta che il volto della star sudafricana finisce al centro delle speculazioni. In un’intervista concessa ad Allure nel 2023, Charlize Theron aveva respinto con fermezza le voci su un presunto intervento di chirurgia estetica.

    «La mia faccia sta cambiando e mi piace che stia cambiando e invecchiando. La gente pensa che abbia fatto un lifting. Si chiede: “Che cosa si è fatta al viso?”. Io rispondo: “Sto semplicemente invecchiando”. Non significa che abbia fatto un intervento di chirurgia plastica venuto male. È semplicemente quello che accade».

    L’attrice aveva anche contestato il doppio standard riservato a uomini e donne a Hollywood: i primi vengono spesso celebrati mentre invecchiano, le seconde sottoposte a continui confronti fotografici e sospettate alternativamente di essersi rifatte oppure di essersi lasciate andare.

    Tra sport, alimentazione e processo social al corpo delle star

    Theron ha sempre raccontato di praticare attività fisica con regolarità, alternando pilates, yoga e allenamenti legati ai personaggi che deve interpretare. Questo, tuttavia, non autorizza a dedurre dalle sue fotografie né il regime alimentare seguito né l’eventuale ricorso a farmaci o trattamenti estetici.

    Il caso nato alla première di Odissea racconta soprattutto la velocità con cui il web trasforma ogni cambiamento corporeo di una donna famosa in una diagnosi collettiva. Per ora l’unico dato certo è che Charlize Theron si è presentata sul red carpet con un fisico molto asciutto. Tutto il resto, dall’Ozempic alla chirurgia estetica, resta una supposizione priva di conferme.

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      Cinema

      Isabella Rossellini, da Locarno a Spoleto nel ricordo di Robert Wilson. E le sue tre pecore si chiamano Ma, Gna e Ni per Anna Magnani

      Isabella Rossellini partecipa all’omaggio a Robert Wilson e intanto nel suo ranch rende un tributo decisamente originale ad Anna Magnani: ha chiamato tre pecore Ma, Gna e Ni, componendo il cognome dell’attrice che amò suo padre Roberto Rossellini.

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        Isabella Rossellini non si ferma mai. Dopo il Festival di Locarno, l’attrice è arrivata a Spoleto come ospite della Carla Fendi Foundation per l’omaggio dedicato a Robert Wilson. Cinema, teatro, arte e memoria familiare continuano così a intrecciarsi nella vita della figlia di Roberto Rossellini e Ingrid Bergman, che riesce però a rendere sorprendente persino un capitolo apparentemente lontanissimo dal grande schermo: quello delle pecore che alleva nel suo ranch.

        Tre di loro hanno infatti nomi molto particolari: Ma, Gna e Ni. Messe una accanto all’altra formano Magnani, un omaggio affettuoso e ironico alla grande Anna Magnani, protagonista non soltanto della storia del cinema italiano ma anche di una pagina fondamentale della vita sentimentale di suo padre.

        Isabella Rossellini da Locarno a Spoleto

        L’estate di Isabella Rossellini continua all’insegna dei grandi appuntamenti culturali. Dopo la presenza al Festival di Locarno, l’attrice ha raggiunto Spoleto, ospite della Carla Fendi Foundation nell’ambito dell’omaggio dedicato a Robert Wilson.

        Un altro appuntamento che conferma il rapporto mai interrotto di Rossellini con il cinema e il teatro internazionali, accanto a quella vita nella natura che da anni rappresenta l’altra grande dimensione della sua quotidianità.

        Le pecore Ma, Gna e Ni in omaggio ad Anna Magnani

        Ed è proprio nel ranch di Isabella che compare un piccolo e curioso pezzo di storia del cinema. L’attrice ha deciso di chiamare tre delle sue pecore Ma, Gna e Ni. Basta pronunciare i tre nomi in sequenza per scoprire il gioco: Magnani.

        Il riferimento è naturalmente ad Anna Magnani, musa e compagna di Roberto Rossellini, con il quale visse un’intensa relazione personale e artistica. Un sodalizio entrato nella storia del cinema anche grazie a film come Roma città aperta.

        Da Anna Magnani a Ingrid Bergman, una storia diventata cinema

        Il rapporto tra Magnani e Rossellini terminò quando nella vita del regista arrivò Ingrid Bergman. La loro relazione provocò uno scandalo internazionale e dalla loro unione nacquero tre figli, tra i quali Isabella.

        Una storia familiare complessa che Rossellini ha scelto di ricordare senza pesantezza e con un omaggio pieno di ironia. Anna Magnani non era sua madre, ma appartiene inevitabilmente alla storia di suo padre e quindi, in qualche modo, anche alla sua. Nel ranch di Isabella quel pezzo di Novecento oggi pascola tranquillamente diviso in tre: Ma, Gna e Ni.

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          Cinema

          Sacha Baron Cohen di nuovo nei panni di Ali G: il trailer del sequel Who Iz I? anticipa il film al cinema dal 23 ottobre con Amazon MGM

          A oltre vent’anni dal primo capitolo, il cinquantaquattrenne comico britannico riporta sul grande schermo il suo iconico personaggio. Prodotto da Amazon MGM Studios e al cinema dal 23 ottobre, il lungometraggio segna il debutto alla regia della star di Borat e Brüno

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          Sacha Baron Cohen di nuovo nei panni di Ali G: il trailer del sequel Who Iz I? anticipa il film al cinema dal 23 ottobre con Amazon MGM

            Sacha Baron Cohen porta nuovamente l’unico e inimitabile Ali G sul grande schermo. Il film Ali G: Who Iz I?, nelle sale cinematografiche dal 23 ottobre, rappresenta il lungometraggio seguito dello show di successo trasmesso su Channel 4 e HBO Da Ali G Show, nonché il sequel diretto del film del 2002 Ali G Indahouse.

            Un nuovo trailer della commedia prodotta da Amazon MGM Studios, che segna ufficialmente il debutto di Cohen alla regia di un lungometraggio, mostra la star britannica, 54 anni, nuovamente nei panni del finto “rude boy” inglese diventato celebre per le sue sfacciate interviste a soggetti del tutto ignari.

            Le gaffe del trailer e le nuove provocazioni

            Nel filmato promozionale si vede Cohen seminare il caos durante le sue bizzarre interviste. Tra le scene mostrate spicca l’interazione con un medico intento a visitare una donna in evidente stato di gravidanza. Nei panni di Ali G, l’attore chiede: «Pensa che sia incinta? Non potrebbe semplicemente dirle che probabilmente sono solo gas o una grossa cacca?». Subito dopo, la sequenza mostra il protagonista mettere in bocca il test di gravidanza positivo della donna, annunciando con disinvoltura che «sa di pipì».

            Il trailer promette inoltre di includere «i primissimi trend di TikTok» tra i suoi momenti clou. Nelle immagini si nota anche il generale di brigata statunitense C. Stewart Rodeheaver mentre indossa delle cuffie con orecchie da gatto e sussurra della guerra con l’Iran in perfetto stile ASMR.

            L’evoluzione del personaggio e la tecnica del mockumentary

            La pellicola Ali G Indahouse, ispirata al personaggio apparso per la prima volta all’interno de The 11 O’Clock Show su Channel 4, non includeva l’elemento del mockumentary — il finto documentario — per cui le opere irriverenti di Cohen sono diventate famose negli anni. Quello fu il primo dei film dell’artista a portare i suoi famosi personaggi televisivi al cinema, seguito da successi globali come Borat (2006), Brüno (2009) e Borat – Seguito di film cinema (2020).

            Il comico ha fatto spesso parlare di sé per le sue bravate oltraggiose ai danni di persone reali, tra cui celebrità e uomini politici, lasciati del tutto all’oscuro del fatto che stessero interagendo con un personaggio di finzione.

            Le ultime apparizioni pubbliche di Ali G

            Negli ultimi anni Ali G ha fatto soltanto sporadiche apparizioni pubbliche rispetto ai tempi del Da Ali G Show. Tra le più rilevanti si ricorda quella in occasione degli MTV Movie & TV Awards del 2021, contesto in cui il personaggio è apparso all’interno di un video insieme a Borat e allo stesso Sacha Baron Cohen.

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              Cinema

              Jessica Chastain diventa una cantante solitaria nel film Heartland: le prime immagini del thriller tra i segreti oscuri di Nashville

              Nel nuovo dramma scritto e diretto da Shana Feste, la vincitrice dell’Oscar interpreta Misty Jones, un’ex celebrità della musica costretta a uscire dall’isolamento per ritrovare la nipote. Il film debutterà su Netflix il 13 novembre, aprendo la stagione autunnale dell’attrice

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              Jessica Chastain diventa una cantante solitaria nel film Heartland: le prime immagini del thriller tra i segreti oscuri di Nashville

                Jessica Chastain torna nel mondo della musica country per il suo nuovo progetto cinematografico. Il magazine PEOPLE ha diffuso in anteprima esclusiva le prime immagini di Heartland, il nuovo film drammatico ambientato a Nashville e prodotto per Netflix, che vedrà la luce in streaming a partire dal prossimo 13 novembre. La pellicola rappresenta uno dei due titoli autunnali guidati dall’attrice statunitense, attesa nelle sale italiane dall’8 ottobre con l’horror Other Mommy.

                In Heartland, la vincitrice del premio Oscar interpreta Misty Jones, un’ex star della musica country ritiratasi a vita privata. La trama ufficiale chiarisce le premesse della vicenda: Misty «esce dal suo isolamento per indagare sulla scomparsa della nipote, una musicista country in ascesa, e deve fare i conti con il proprio passato e con i bassifondi di Nashville. La sua ricerca svela un lato oscuro di Nashville dove nessuno, inclusa Misty, è chi sembra essere».

                Il legame con Tammy Wynette e il cast del film

                Per affrontare la recitazione nei panni di una cantante, l’artista quarantanovenne ha fatto tesoro dell’esperienza maturata nella miniserie del 2022 George & Tammy, ruolo che le è valso una candidatura agli Emmy Award nel 2023 per l’interpretazione di Tammy Wynette.

                «Arrivare a Misty con Tammy conservata da qualche parte nel mio DNA è stato enormemente d’aiuto», ha dichiarato Chastain a PEOPLE. «Ho potuto attingere da quella comprensione di ciò che la celebrità fa a una persona, ma anche dall’innocenza che riesce in qualche modo a sopravvivere al suo fianco. Misty ha vissuto questa enorme vita pubblica e volevo che si percepisse questa storia senza che lei dovesse mai spiegarla. Per fortuna, Tammy mi aveva già fatto fare un master in musica country».

                Nel cast di Heartland figurano Garrett Hedlund, Ross Lynch, Paul Sparks e John Hawkes, affiancati dalla cantautrice country Jennifer Nettles, celebre voce dei Sugarland. Il film segna inoltre il debutto sullo schermo della ventiseienne musicista Carter Faith, la quale ha ricordato un insegnamento ricevuto dalla collega sul set: «Ricordo che mi ha detto che recitare è tutta una questione di tempismo. Se lo pensi come una vera conversazione, ascoltando l’altra persona e rispondendo invece di memorizzare semplicemente le battute, diventa tutto più umano».

                La visione della regista Shana Feste e lo stile noir

                Dietro la macchina da presa figura la cinquantenne Shana Feste, già autrice della pellicola del 2010 Country Strong, che vedeva nel cast proprio Garrett Hedlund insieme a Gwyneth Paltrow e Tim McGraw. La regista ha spiegato di aver voluto rappresentare Nashville «attraverso l’obiettivo del film noir, esplorando un lato più losco della città» e ponendo al centro una protagonista «complicata e profondamente imperfetta».

                La cineasta ha espresso grande entusiasmo per la prova della sua interprete: «Jessica mi ha sorpreso continuamente. Una volta diventata Misty, la conosceva meglio di me. Tutti i condizionamenti che abbiamo come donne — essere educate, metterci al secondo posto, preoccuparci di piacere agli altri — sono semplicemente scomparsi. Non aveva alcun senso di colpa per nulla di tutto ciò. C’era qualcosa di incredibilmente liberatorio nel vederla interpretare un personaggio che non si atteneva alle regole».

                I colpi di scena della trama e l’intesa sul set

                La struttura narrativa del lungometraggio ha catturato la stessa protagonista fin dalla prima lettura dello script. «Ogni volta che pensavo di aver capito che tipo di film stessi leggendo, cambiava strada, cosa che ho adorato», ha confessato Jessica Chastain.

                «Misty era irresistibile per me perché è completamente priva di filtri e ritrosie. È sconsiderata, divertente, profondamente vulnerabile e davvero ferita. È scomparsa da questo mondo piuttosto che continuare a rincorrere il successo, cosa che ho trovato affascinante. C’è qualcosa di quasi pericoloso in lei perché non sai mai esattamente cosa farà dopo. Poi ho incontrato Shana, l’ho adorata immediatamente e ho pensato: ‘Beh, ora voglio davvero vedere cosa succede se facciamo questa cosa insieme’», ha concluso la star.

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