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Cinema

Alessandro Baricco e Angelina Jolie: una spaghettata per due

Un incontro da “terzo tipo”: lo scrittore torinese e la grande attrice hollywoodiana insieme per presentare il film tratto dal libro “Senza sangue”. Lei afferma che si tratti di uno dei libri più belli mai letti nella sua vita.

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    Alessandro Baricco e Angelina Jolie insieme? Ci siamo persi forse qualcosa?!? Sì, sì… è successo per davvero, anche se l’incontro parrebbe essere stato generato da un’intesa prettamente professionale. Nei mesi scorsi, quelli che hanno preceduto la preparazione da parte della star di Hollywood di Without blood, il film di prossima uscita tratto dall’omonimo libro di Baricco (Senza sangue), i due hanno stabilito un’intesa molto forte. Lo scrittore, durante la presentazione del progetto al Torino Film festival, ha raccontato com’è nato il loro rapporto . Che è sfociato nel film scritto, diretto e prodotto dall’attrice americana.

    Il primo passo di Angelina, attraverso una mail

    Racconta lo scrittore, tra il serio ed il faceto: «Angelina mi scrisse una mail, ed è come se ti scrivesse Jessica Rabbit, o Topolino: non ho mai creduto che lei esistesse veramente. Mi ha scritto una lettera su Senza sangue che, forse, è il testo più bello su quel libro che ho letto nella mia vita». Lo scrittore racconta questo episodio con comprensibile soddisfazione; «Mi ha scritto una e-mail bellissima per dolcezza, intelligenza e comprensione. Sono rimasto folgorato. Angelina ha reso tutto facile, da quel momento è stata un’emozione dietro l’altra. Ci siamo rivisti sul set a Roma: il mio libro viveva nel suo film. Dentro il film c’è il mio colore. Il suo è stato un regalo».

    La Jolie ha cucinato per Baricco

    Una missiva che ha fatto scoccare la scintilla artistica fra i due. Per cercare di capire se da quelle parole di elogio potesse nascere un progetto concreto, i due si videro di persona: «Ci siamo conosciuti, e lei si è messa a cucinare un piatto di spaghetti: non male…», si complimenta Baricco. L’incontro è avvenuto a Los Angeles a casa di Jolie: «È stata una di quelle cose magiche che accadono nella vita di uno che fa un mestiere magico», racconta lui.

    Il libro: una discussione più che mai necessaria sulla guerra

    Angelina Jolie quasi arrossisce, poi si affretta a ricambiare il pensiero e la stima: «Lui scrive quasi come un regista, perché dipinge un’immagine così chiara. E quando l’ho letto ho percepito uno studio reale della nostra umanità e una discussione necessaria: oggi, penso, più che importante che mai».

    Si tratta di un noir fiabesco

    Dopo la pellicola Maria, presentata all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, la star è tornata da noi in Italia per Without Blood, il suo quinto film da regista, tratto dall’omonimo romanzo di Baricco. Si tratta di una sorta di fiaba ambientata all’indomani di un generico conflitto, in una generica location, che si addentra sulle verità universali sulla guerra, il trauma, la memoria e la guarigione. Il libro dello scrittore torinese affonda nella complessità umana e non identifica i buoni e i cattivi, tutti hanno colpa e nessuno ha colpa. Gli interpreti sono Salma Hayek e Demián Bichir.

    Preconcetti dominanti sulle menti dei popoli

    «Il libro di Baricco è un viaggio sulle relazioni umane, un argomento più che mai importante al giorno d’oggi. Senza sangue parla di noi», racconta in maniera accorata Angelina Jolie che a Torino ha ricevuto la Stella della Mole. «Abbiamo cercato di entrare nella mente meravigliosa di Baricco ed essere il più fedeli possibile al suo libro. Il nostro viaggio non è stato realizzare il film, ma stare insieme per riflettere sul modo in cui ascoltiamo gli altri. Oggi si è incapaci di ascoltare e di sedersi a un tavolo per trovare un terreno comune. I preconcetti dominano le nostre menti».

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      Cinema

      Barbie 2 rischia di saltare: Margot Robbie e Ryan Gosling chiedono cachet stellari, Warner frena il sequel da 1,4 miliardi

      Ryan Gosling avrebbe chiesto 20 milioni di dollari per tornare nei panni di Ken, mentre anche le richieste di Margot Robbie sarebbero considerate troppo elevate. Se non verrà raggiunto un accordo entro dicembre, i diritti cinematografici torneranno alla Mattel, mettendo a rischio il sequel del film che ha conquistato il botteghino mondiale.

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        Il film che nel 2023 ha trasformato il rosa in un fenomeno culturale globale rischia di non avere un secondo capitolo. Barbie 2 è infatti finito in una fase di stallo a causa delle difficili trattative economiche tra Warner Bros. e i protagonisti del primo successo, Margot Robbie, Ryan Gosling e la regista Greta Gerwig.

        Il primo Barbie ha superato gli 1,4 miliardi di dollari di incasso nel mondo, diventando uno dei più grandi successi commerciali della storia dello studio. Proprio per questo Warner vorrebbe dare il via al sequel il prima possibile. Ma convincere il cast a tornare si sta rivelando molto più complicato del previsto.

        Ryan Gosling vuole 20 milioni di dollari

        Secondo le indiscrezioni pubblicate dalla stampa americana, il nodo principale riguarda il compenso di Ryan Gosling. L’attore, candidato all’Oscar per l’interpretazione di Ken, avrebbe chiesto 20 milioni di dollari per riprendere il ruolo. Una cifra che il CEO di Warner Bros. Discovery, David Zaslav, non sarebbe disposto ad approvare.

        Anche le richieste economiche di Margot Robbie, protagonista e produttrice del film, vengono considerate molto elevate, anche se l’importo esatto non è stato reso noto. Warner avrebbe presentato diverse offerte negli ultimi mesi, comprendendo aumenti di cachet e partecipazioni agli incassi, ma le parti non hanno ancora trovato un’intesa. La società, dal canto suo, sostiene che l’ultima proposta sia stata respinta senza ricevere una controfferta.

        Il tempo stringe: a dicembre i diritti tornano a Mattel

        La questione è diventata ancora più delicata per una ragione contrattuale. Warner Bros. deve chiudere un accordo con il cast e con Greta Gerwig entro dicembre 2026. Se ciò non accadrà, i diritti per realizzare nuovi adattamenti cinematografici di Barbie torneranno alla Mattel, proprietaria del celebre marchio.

        In quel caso lo studio perderebbe il controllo del progetto e un eventuale nuovo film potrebbe essere sviluppato da un’altra casa di produzione, senza utilizzare la continuità narrativa costruita dal primo capitolo.

        Greta Gerwig ha già un’idea, ma aspetta le firme

        A rendere ancora più complessa la situazione c’è Greta Gerwig. La regista e il co-sceneggiatore Noah Baumbach avrebbero già elaborato un’idea per il sequel, ma non intendono svilupparla né presentarla ufficialmente finché tutti gli accordi con Warner non saranno definiti. Una posizione che rafforza il loro peso nelle trattative.

        Dopo il trionfo del primo Barbie, nessuno dei protagonisti era vincolato da contratti per più film. Una scelta che oggi si sta trasformando in un boomerang per lo studio, costretto a negoziare da zero con tutti i nomi che hanno contribuito al successo del fenomeno cinematografico più redditizio degli ultimi anni.

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          Cinema

          Spider-Man: Brand New Day domina il box office mondiale: supera L’Odissea di Nolan in una settimana e punta ai 2 miliardi

          Il nuovo Spider-Man firma uno degli esordi più clamorosi della storia del cinema. Con 927 milioni di dollari raccolti in appena una settimana, il film Marvel sorpassa gli incassi accumulati da L’Odissea di Christopher Nolan in tre settimane e, secondo gli analisti, potrebbe addirittura raggiungere quota due miliardi grazie al mercato cinese.

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            Il fenomeno si chiama ancora una volta Spider-Man. Spider-Man: Brand New Day, il nuovo capitolo dedicato all’Uomo Ragno diretto da Destin Daniel Cretton e interpretato da Tom Holland e Zendaya, ha travolto il botteghino mondiale con un debutto che entra già nella storia del cinema. In appena una settimana ha incassato 927 milioni di dollari, superando i 911 milioni raccolti da L’Odissea di Christopher Nolan nelle sue prime tre settimane di programmazione.

            Si tratta del secondo miglior esordio globale di sempre dopo Avengers: Endgame e dell’apertura più importante del 2026. Un risultato che conferma quanto il personaggio Marvel continui a rappresentare una delle proprietà cinematografiche più forti al mondo.

            Spider-Man vola grazie ai mercati internazionali

            A impressionare non è soltanto il risultato complessivo, ma soprattutto la distribuzione degli incassi. Negli Stati Uniti e in Canada il film ha raccolto 355 milioni di dollari, una cifra enorme ma inferiore al contributo arrivato dal resto del mondo. Sono infatti i 66 mercati internazionali ad avere fatto la differenza, portando nelle casse di Sony e Marvel altri 572 milioni di dollari.

            La Cina ha avuto un ruolo determinante con 121 milioni di dollari al debutto, seguita dal Regno Unito, dalla Corea del Sud, dall’India, dalla Francia, dal Brasile e dagli altri principali mercati mondiali. Proprio il risultato cinese alimenta l’ottimismo degli analisti.

            Secondo Variety, se il passaparola dovesse mantenersi ai livelli dell’esordio, Spider-Man: Brand New Day avrebbe tutte le carte in regola per avvicinarsi addirittura ai 2 miliardi di dollari d’incasso complessivo.

            L’Odissea non crolla e continua la sua corsa

            Il confronto con L’Odissea non racconta però una sconfitta per Christopher Nolan. Il kolossal tratto dal poema di Omero continua infatti a registrare una tenuta eccezionale al botteghino e ha ormai superato i 900 milioni di dollari globali dopo tre settimane, confermandosi uno dei maggiori successi dell’anno.

            Anzi, secondo molti osservatori, la contemporanea presenza dei due blockbuster ha finito per alimentare l’interesse del pubblico verso le sale, trasformando quello attuale in uno dei weekend cinematografici più ricchi di sempre. Anche Tom Holland, protagonista di Spider-Man e presente nel cast de L’Odissea, beneficia del doppio successo.

            Ottimi risultati anche in Italia

            Anche il pubblico italiano ha risposto con entusiasmo. Spider-Man: Brand New Day ha esordito con numeri molto elevati, confermandosi il film più visto della settimana e avvicinandosi rapidamente ai due milioni di spettatori.

            Alle sue spalle resiste proprio L’Odissea, che continua a richiamare pubblico dopo tre settimane di programmazione e resta uno dei fenomeni cinematografici dell’estate. Il confronto tra i due film, però, sembra destinato a proseguire ancora a lungo: da una parte il richiamo universale del supereroe Marvel, dall’altra il passaparola che continua a sostenere il kolossal di Christopher Nolan.

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              Cinema

              Pilar Fogliati si racconta: «Le mie orecchie a sventola? Oggi le mostro con orgoglio». Poi il retroscena sul provino con Paolo Sorrentino

              Pilar Fogliati ripercorre il suo percorso artistico senza nascondere fragilità e ironia. Dalle orecchie a sventola trasformate in un simbolo di body positivity fino al rifiuto ricevuto da Paolo Sorrentino, l’attrice racconta il successo e le difficoltà con la leggerezza che l’ha resa una delle interpreti più amate del cinema e della televisione italiana.

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                Ironica, brillante e sempre capace di prendersi poco sul serio. Pilar Fogliati continua a conquistare pubblico e critica, ma dietro il sorriso c’è un percorso fatto anche di insicurezze, porte chiuse e tanta determinazione. Lo racconta in una lunga intervista concessa a Valerio Cappelli per il Corriere della Sera, nella quale ripercorre la propria carriera, la famiglia, il successo e alcuni episodi che l’hanno segnata.

                L’attrice, 33 anni, sarà presto protagonista della serie Una pura formalità, diretta da Davide Marengo e tratta da un romanzo di Alessia Gazzola. Un progetto che rappresenta un nuovo tassello di una carriera in continua crescita.

                Pilar Fogliati e il successo: «Lavorare per Rai 1 è una responsabilità»

                Nell’intervista al Corriere della Sera, Pilar Fogliati racconta quanto ami il lavoro sul set delle serie televisive.

                «Non ci sono le pause tra un ciak e l’altro. Mi piace che durino tanto», spiega, ricordando anche un curioso episodio durante le riprese, quando un assistente avvisava il regista via radiolina persino mentre lei era andata in bagno.

                L’attrice sottolinea anche il valore del servizio pubblico: «Sento molto il fatto di lavorare per Rai 1, il servizio pubblico, il dover piacere a bambini, adulti e nonni».

                «Le mie orecchie a sventola? Oggi le porto con orgoglio»

                Tra i passaggi più personali dell’intervista c’è quello dedicato al rapporto con il proprio corpo. Pilar Fogliati ricorda l’esperienza sul palco del Festival di Sanremo e un messaggio ricevuto sui social che l’ha profondamente colpita.

                Una ragazza di 17 anni l’ha ringraziata per aver trasmesso un messaggio di body positivity. Non per il fisico, ma per le sue orecchie a sventola.

                «Lei si riferiva alle mie orecchie a sventola», racconta sorridendo.

                Alla domanda se oggi abbia fatto pace con quella caratteristica fisica che da bambina poteva rappresentare un complesso, la risposta è netta.

                «Esco sempre con la coda di cavallo, quindi direi di sì».

                Il no di Paolo Sorrentino che non ha dimenticato

                Non sono mancati i momenti difficili. Tra questi, Pilar Fogliati ricorda un provino sostenuto per Youth di Paolo Sorrentino.

                Il regista le consegnò poche battute da imparare al momento, senza mostrarle la scena completa né il copione. Dopo pochi minuti le chiese se fosse pronta.

                Alla fine il ruolo non arrivò, anche se Sorrentino le lasciò un commento che ancora oggi ricorda con ironia.

                «Aggiunse che gli piacevano molto le mie orecchie a sventola. Non mi prese».

                L’ironia come arma per affrontare la vita

                Sempre nell’intervista al Corriere della Sera, Pilar Fogliati racconta come l’ironia sia diventata il suo modo di affrontare le difficoltà.

                «Sono una che sfugge il conflitto, quando arriva mi viene da ridere», spiega. Un atteggiamento che, come dice lei stessa, la porta spesso a «buttarla in caciara», trasformando anche le situazioni più complicate in occasioni per sorridere.

                È forse proprio questa capacità di alternare leggerezza e profondità ad aver conquistato il pubblico. Personaggi sofisticati o popolari, commedia o dramma, Pilar Fogliati continua a costruire una carriera personale, senza rinunciare a quella spontaneità che oggi considera la sua forza più grande.

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