Cinema
Ema Stokholma madrina della Festa del Cinema di Roma: “Il cinema mi ha salvato, mi ha fatto capire che non stavo male solo io”
“Resto una persona traumatizzata, ma anche fortunata: sono nata in Europa e il mondo mi ha accolta. Non voglio più nessuno da mantenere. L’amore? Non ci credo più. L’unico che mi fa pensare sia possibile è Luca Barbarossa.”
Sarà Ema Stokholma la madrina della prossima Festa del Cinema di Roma, in programma alla fine di ottobre. Un ruolo che la conduttrice, pittrice e scrittrice accoglie con entusiasmo, come una nuova sfida in una vita sempre in movimento. «Il cinema è fondamentale per raccontare le nostre vite e ne ho molto rispetto – racconta a F –. Ci sono film che per me sono stati cruciali, mi hanno fatto capire che non stavo male solo io».
Ema, oggi 41 anni, non ha mai nascosto le ombre del proprio passato. Le violenze subite da bambina, gli abusi, il trauma che l’ha segnata per sempre: «Un trauma che non si supera mai. Io resto una persona traumatizzata. I bambini che vivono la guerra resteranno segnati a vita, come quelli che vedono certe scene sui social o che hanno vissuto il Covid».
Ma dentro quel dolore c’è anche la forza di chi ha imparato a salvarsi da sola. «Sono stata fortunata a nascere in Europa, dove a 15 anni ho potuto prendere un treno e scappare dalla Francia per venire in Italia. Ho dormito per strada, ma c’era il sole, non morivo di fame. Il mondo mi ha accolta».
Oggi si definisce una donna libera, indipendente, e anche felice nella sua solitudine: «Sto benissimo da sola e non voglio più nessuno da mantenere. È sempre andata così: trovavo uomini da accudire, da aiutare, e poi ci rimettevo io. Mi ritrovavo invasa, senza soldi e senza rispetto. Non accadrà più».
Dell’amore parla con disincanto, ma non senza tenerezza. «Non ci credo più. L’unico che ogni tanto mi fa pensare che potrebbe essere diverso è Luca Barbarossa. Lo ammiro per la famiglia che ha saputo costruire, quando parla di sua moglie gli brillano gli occhi».
Della madre, invece, conserva un ricordo complesso. «Quando è morta non ho provato nulla. Solo ascoltando un album di George Michael che le piaceva ho capito di averla perdonata». Oggi il suo punto debole resta il fratello: «Per farmi piangere basta nominarlo. Siamo due persone buone. Con quello che abbiamo vissuto, potevamo diventare serial killer».
Un’anima sopravvissuta che ha scelto di splendere, e ora porta la sua luce sul red carpet più importante d’Italia.
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Cinema
Megan Fox e Michele Morrone, il video virale imbarazza tutti: lei si tura il naso mentre lui parla, cosa c’è dietro?
Durante la promozione di Subservience riaffiora un filmato curioso: Megan Fox compie un gesto che scatena i sospetti sul web mentre Michele Morrone parla. Ironia, disagio o semplice coincidenza?
Basta un gesto, anche minuscolo, per trasformare un momento qualunque in un caso virale. E quando i protagonisti sono Megan Fox e Michele Morrone, il gioco è fatto. Nelle ultime ore è tornato a circolare un video girato durante la promozione del film Subservience, in cui i due attori appaiono insieme davanti alle telecamere. Tutto normale, almeno fino a quando il dettaglio non salta all’occhio.
Il gesto che scatena il sospetto
Nel filmato, mentre Michele Morrone parla, Megan Fox compie un gesto che non passa inosservato: si tura il naso più volte, quasi in modo automatico. Una sequenza breve, ma sufficiente per far scattare il sospetto. Coincidenza? Tic involontario? O qualcosa che ha davvero infastidito l’attrice? Il web, ovviamente, ha già scelto la versione più maliziosa.
Social scatenati: ironia e illazioni
In pochi minuti il video è rimbalzato ovunque, accompagnato da commenti ironici e teorie più o meno fantasiose. C’è chi scherza apertamente parlando di “problemi d’alito”, chi difende Morrone e chi invece invita a non costruire un caso su un gesto isolato. Come sempre, la verità si perde tra meme e interpretazioni, mentre il filmato continua a macinare visualizzazioni.
Realtà o semplice suggestione?
Guardando attentamente la scena, non ci sono elementi certi che colleghino quel gesto a Michele Morrone. Potrebbe trattarsi di un movimento involontario, di una reazione momentanea o semplicemente di una coincidenza enfatizzata dalla lente dei social. Ma nel mondo dello spettacolo, si sa, anche il più piccolo dettaglio può diventare un racconto a sé. E in questo caso, più che il gesto in sé, è la narrazione costruita attorno a quel gesto ad aver trasformato un momento qualunque in un piccolo caso mediatico.
Cinema
Megan Fox senza filtri sulla sessualità: “Libido da quindicenne”. E smonta i pregiudizi sul suo lato più discusso
Megan Fox torna a far parlare di sé con dichiarazioni provocatorie ma lucide sulla sessualità: sicurezza, sensualità e monogamia in un equilibrio che sfida stereotipi e giudizi
Megan Fox riaccende i riflettori su uno dei temi più dibattuti quando si parla di celebrità: la sessualità. E lo fa, come spesso accade, senza filtri e senza paura di esporsi. Le sue parole, dirette e provocatorie, stanno facendo il giro del web, alimentando discussioni e interpretazioni.
“Libido da quindicenne”: la frase che accende il dibattito
“Ho la libido di un ragazzo di 15 anni”. È questa la dichiarazione che ha catturato l’attenzione, diventando immediatamente virale. Megan Fox non si nasconde e rivendica una forte sicurezza in ambito sessuale: “Sono molto sicura di me sessualmente, è una cosa che mi viene da dentro”. Un’affermazione che rompe ancora una volta gli schemi tradizionali con cui viene spesso raccontata la femminilità.
Sensualità non è ninfomania: la precisazione
Ma l’attrice va oltre e chiarisce un punto fondamentale, spesso frainteso: “La gente pensa che io sia una mantide, ma sono in una relazione monogama. Essere molto sensuale e essere ninfomane sono cose diverse”. Una distinzione netta, che punta a smontare uno dei cliché più diffusi: associare automaticamente una forte espressione della sensualità a comportamenti estremi o fuori controllo.
Tra immagine pubblica e realtà privata
Le parole di Megan Fox evidenziano ancora una volta lo scarto tra percezione pubblica e realtà personale. Da anni considerata un simbolo di sensualità, l’attrice si trova spesso a dover ridefinire la propria immagine, sottolineando che sicurezza e consapevolezza non coincidono con gli stereotipi che le vengono attribuiti.
Nel racconto di Fox emerge una volontà precisa: riappropriarsi della propria narrazione, senza lasciare che siano gli altri a definirla. E, nel farlo, riapre un dibattito che continua a dividere: quello su come viene percepita e giudicata la sessualità femminile.
Cinema
Anne Hathaway, il sogno da suora e la scelta che cambia tutto: “Non posso credere in una religione che non accetta mio fratello”
Anne Hathaway rivela un passato sorprendente: da bambina voleva diventare suora, ma la scoperta dell’omosessualità del fratello ha cambiato tutto, spingendola a prendere una posizione netta
Anne Hathaway si prepara a tornare sul grande schermo con Il Diavolo veste Prada 2, ma a far parlare oggi è una parte molto più privata della sua vita. Un racconto che affonda le radici nell’infanzia e che svela un desiderio inaspettato: diventare suora. Cresciuta in un contesto profondamente cattolico, l’attrice ha infatti vissuto per anni un rapporto intenso con la religione, fatto di fede, educazione rigorosa e convinzioni radicate.
Il sogno di diventare suora e la fede dell’infanzia
Da bambina, Hathaway non aveva dubbi su quale sarebbe stato il suo futuro. La vocazione religiosa era qualcosa di concreto, quasi naturale, cresciuta all’interno di una famiglia che le aveva trasmesso valori forti e ben definiti. Un percorso che sembrava già scritto, almeno fino all’adolescenza, quando la realtà ha iniziato a incrinare quelle certezze.
La scoperta del fratello e la rottura con la religione
Il punto di svolta arriva quando Anne scopre che suo fratello Michael è gay. Una rivelazione che cambia completamente il suo modo di guardare alla fede. L’attrice prende una posizione netta, senza esitazioni: non può accettare una religione che non accetta suo fratello. Una scelta forte, che segna una rottura definitiva con il percorso che aveva immaginato per sé.
Una decisione che definisce un’identità
Da quel momento, Hathaway ridefinisce il proprio rapporto con la spiritualità e con i valori in cui credere. Non si tratta solo di abbandonare un’idea d’infanzia, ma di affermare un principio: l’amore e il rispetto per la propria famiglia vengono prima di tutto. Una presa di posizione che, nel tempo, è diventata parte integrante della sua identità pubblica e privata.
Oggi Anne Hathaway è una delle attrici più amate di Hollywood, pronta a tornare sotto i riflettori con un sequel attesissimo. Ma dietro il successo, resta la storia di una scelta personale che ha segnato profondamente il suo percorso.
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