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Cinema

Gene Hackman trovato morto in casa con la moglie. Si è tolto la vita?

Lutto nel mondo del cinema: il leggendario Gene Hackman si è spento all’età di 94 anni. I corpi dell’attore e della moglie sono stati rinvenuti nella loro abitazione in New Mexico. La polizia ha escluso segni evidenti di violenza, ma non ha ancora chiarito le circostanze della tragedia.

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    Gene Hackman, il leggendario attore due volte premio Oscar, è morto all’età di 94 anni nella sua casa di Santa Fe, in New Mexico. Accanto a lui, senza vita, sono stati trovati la moglie Betsy Arakawa, 63 anni, e il loro cane. Una scena che ha lasciato sgomenti gli agenti intervenuti sul posto nel primo pomeriggio di mercoledì, intorno alle 13:45 ora locale.

    A diffondere per primo la notizia è stato il quotidiano locale Santa Fe New Mexican, poi confermata dallo sceriffo Adan Mendoza: «Non ci sono, al momento, elementi che facciano pensare a un omicidio». Nessuna dichiarazione ufficiale è stata ancora rilasciata sulle cause del decesso né sul momento esatto della morte della coppia. L’unica certezza è che la polizia ha aperto un’inchiesta.

    Hackman e Arakawa, sposati dal 1991, vivevano da anni in un complesso isolato nella zona di Old Sunset Trail, a nord-est di Santa Fe. Non è chiaro chi abbia dato l’allarme per primo, ma gli agenti sono arrivati «per indagare sulla morte di due anziani e di un cane», ritrovando i corpi senza vita di un uomo «di circa 90 anni» e di una donna «di 60». Poche ore dopo, è arrivata la conferma delle identità.

    L’addio a una leggenda di Hollywood

    Nato il 30 gennaio 1930 a San Bernardino, in California, Hackman è stato uno dei giganti del cinema americano. In oltre 40 anni di carriera ha collezionato ruoli indimenticabili, imponendosi per la sua presenza scenica intensa e per l’abilità nel dare spessore a personaggi complessi.

    Vinse il primo Oscar nel 1972 per Il braccio violento della legge, nel ruolo del poliziotto Jimmy “Popeye” Doyle, e il secondo nel 1993 per Gli spietati di Clint Eastwood, dove interpretava lo sceriffo corrotto “Little Bill” Daggett.

    Indimenticabile anche nei panni di Buck Barrow in Bonnie e Clyde (1967), dell’agente dell’FBI in Mississippi Burning (1988) – che gli valse l’Orso d’argento a Berlino –, e del carismatico Lex Luthor nei primi film di Superman con Christopher Reeve. Fu anche protagonista de La conversazione di Francis Ford Coppola, vincitore della Palma d’oro a Cannes nel 1974.

    Tra le sue ultime apparizioni sul grande schermo, spicca I Tenenbaum (2001) di Wes Anderson, film che lo consacrò anche alle nuove generazioni. Il suo ultimo lavoro da attore risale al 2004 con Due candidati per una poltrona.

    L’addio al cinema e la vita lontano dai riflettori

    Nel 2008 Hackman annunciò ufficialmente il suo ritiro dalle scene, motivato da ragioni di salute. «Un test da sforzo a New York mi ha fatto capire che il mio cuore non poteva più reggere certi ritmi», raccontò a Empire. Da allora, si tenne lontano da Hollywood e dal mondo del cinema, concedendo pochissime interviste.

    Si dedicò invece alla scrittura, pubblicando cinque romanzi – tre dei quali scritti a quattro mani con l’amico Daniel Lenihan.

    In una delle sue ultime dichiarazioni pubbliche, nel 2011, quando gli chiesero come avrebbe descritto la sua vita, rispose semplicemente: «Ci ha provato». Un epitaffio perfetto per un uomo che ha segnato un’epoca e che ora lascia un vuoto incolmabile nel mondo del cinema.

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      Cinema

      Sydney Sweeney infiamma Venezia e arriva con il fidanzato Scooter Braun: la coppia ormai non si nasconde più sul red carpet

      Sydney Sweeney sbarca a Venezia insieme al manager musicale Scooter Braun, con cui fa coppia dalla fine del 2025. Una relazione diventata sempre più importante dopo la rottura dell’attrice con Jonathan Davino, che avrebbe dovuto sposare.

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        Ormoni a mille a Venezia per l’arrivo di Sydney Sweeney. L’attrice americana è sbarcata al Lido e, inevitabilmente, ha catalizzato immediatamente flash e attenzione. Ma questa volta accanto a una delle star più desiderate di Hollywood c’è anche l’uomo che da mesi occupa stabilmente il suo cuore: Scooter Braun, potentissimo manager musicale americano.

        I due si frequentano dalla fine del 2025 e quella che inizialmente sembrava una delle tante indiscrezioni sentimentali provenienti da Hollywood ha assunto nel corso del 2026 contorni sempre più seri. Venezia diventa così un’altra tappa pubblica di una relazione che ormai ha ben poco da nascondere.

        E per Sweeney segna definitivamente l’inizio di un nuovo capitolo dopo la lunga storia con Jonathan Davino, l’uomo che avrebbe dovuto sposare.

        Sydney Sweeney e Scooter Braun, amore sempre più serio

        La coppia formata dall’attrice e dal manager aveva inevitabilmente acceso il gossip fin dalle prime indiscrezioni. Non soltanto per la popolarità di Sydney, ma anche perché Scooter Braun è tutt’altro che uno sconosciuto nel mondo dello spettacolo.

        Manager e imprenditore musicale, negli anni Braun ha lavorato con alcune delle più importanti star internazionali ed è stato uno degli uomini più influenti dell’industria discografica americana. Il suo nome è legato in particolare alla scoperta e all’ascesa di Justin Bieber, oltre che alla lunga e burrascosa vicenda dei master delle prime registrazioni di Taylor Swift.

        Adesso, però, a far parlare è soprattutto la sua vita sentimentale. Con Sydney Sweeney il rapporto avrebbe progressivamente superato la fase della semplice frequentazione, diventando sempre più stabile durante il 2026.

        La fine della storia con Jonathan Davino e il matrimonio saltato

        Per l’attrice di Euphoria e The White Lotus si tratta di una svolta importante. Sydney era stata infatti legata per anni a Jonathan Davino e i due erano arrivati al fidanzamento ufficiale, con un matrimonio all’orizzonte.

        La relazione si è però conclusa prima delle nozze. Una separazione che aveva immediatamente scatenato il gossip internazionale, alimentato anche dalle continue indiscrezioni sulla vita privata dell’attrice.

        Dopo quella rottura è arrivato Braun. E con il passare dei mesi le apparizioni e gli avvistamenti hanno progressivamente raccontato una storia sempre meno clandestina.

        Sydney Sweeney conquista Venezia tra cinema e gossip

        A Venezia, del resto, Sydney Sweeney non ha bisogno di fare molto per conquistare l’attenzione. L’attrice è diventata in pochi anni uno dei volti più riconoscibili della sua generazione e anche una delle celebrity sulle quali si concentra maggiormente la curiosità del pubblico.

        Tra red carpet, campagne di moda e ruoli cinematografici, ogni sua apparizione diventa materiale da social. E la presenza di Scooter Braun aggiunge inevitabilmente una robusta dose di gossip allo spettacolo veneziano.

        Dopo Jonathan Bailey e le altre star capaci di scatenare il pubblico del Lido, dunque, Venezia continua a far salire la temperatura. Questa volta ci pensa Sydney Sweeney. Ma per chi sperava di poterci fare un pensierino, c’è una brutta notizia: accanto a lei, ormai sempre più saldamente, c’è Scooter Braun.

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          Cinema

          Jonathan Bailey travolto dai fan a Venezia, poi l’incredibile gesto sul red carpet: una ragazza gli mette una mano tra le gambe

          Urla, fotografie e fan in delirio per Jonathan Bailey sul red carpet dell’83esima Mostra del Cinema di Venezia. L’attore di Bridgerton si ferma a lungo con il pubblico, finché una ragazza supera decisamente il limite.

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            Elegantissimo, sorridente e accolto da urla da rockstar: a Venezia è bastata la comparsa di Jonathan Bailey per far salire improvvisamente la temperatura sul red carpet. L’attore inglese, incoronato da People «uomo più sexy del 2025», ieri sera ha conquistato fotografi e pubblico dell’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Fino a quando l’entusiasmo di una fan è andato decisamente oltre.

            Bailey si era fermato a lungo lungo la passerella, concedendosi ai fotografi e soprattutto alle persone che lo aspettavano dietro le transenne. Sorrisi, saluti, selfie e autografi, mentre intorno a lui si levavano urla appena l’attore si avvicinava al pubblico.

            Poi l’imprevisto: durante uno degli incontri ravvicinati, una ragazza gli ha messo una mano tra le gambe. Un gesto improvviso e decisamente invasivo, che ha trasformato per qualche istante il bagno di folla in qualcosa di molto diverso dal normale entusiasmo di una fan.

            Jonathan Bailey scatena il delirio sul red carpet di Venezia

            Che Bailey avrebbe attirato parecchia attenzione era ampiamente prevedibile. A 38 anni l’attore britannico è uno dei volti più amati del cinema e delle serie internazionali e il riconoscimento attribuitogli da People nel 2025 non ha fatto altro che aumentare una popolarità già enorme.

            Sul tappeto rosso veneziano ha sfoggiato eleganza e soprattutto una notevole disponibilità nei confronti del pubblico. Niente passaggio frettoloso davanti alle transenne: Bailey si è fermato ripetutamente, avvicinandosi ai fan e regalando fotografie e saluti.

            Una disponibilità accolta con un entusiasmo quasi da concerto. In molti hanno iniziato a urlare appena lo hanno visto arrivare sulla passerella, confermando quanto il fascino del visconte più famoso della televisione continui a funzionare anche lontano dal set.

            Da Bridgerton a Wicked, il fascino del «visconte» Anthony

            Per il grande pubblico Jonathan Bailey resta soprattutto Anthony Bridgerton, il visconte protagonista della serie Netflix Bridgerton. Il personaggio lo ha trasformato in una star internazionale, facendo esplodere una popolarità costruita attraverso anni di teatro, televisione e cinema.

            La consacrazione è poi proseguita sul grande schermo. Bailey ha interpretato Fiyero in Wicked, accanto a Cynthia Erivo e Ariana Grande, ed è entrato nell’universo dei dinosauri con Jurassic World – La rinascita.

            Ruoli molto diversi che gli hanno permesso di scrollarsi di dosso il rischio di restare imprigionato per sempre nei panni del seducente aristocratico della serie Netflix.

            L’uomo più sexy del 2025 e quella fan che supera il limite

            Nel 2025 è arrivata anche la consacrazione pop definitiva, quando People lo ha scelto come uomo più sexy dell’anno. Un titolo che sul red carpet di Venezia sembra avere trovato parecchie sostenitrici e sostenitori.

            Ma tra manifestare il proprio entusiasmo e allungare le mani la distanza dovrebbe restare piuttosto ampia. Il gesto della ragazza che ha toccato Bailey tra le gambe ha infatti superato il confine della normale interazione tra una star e i suoi ammiratori.

            Per il resto, la serata veneziana ha confermato che Jonathan Bailey sta vivendo un momento d’oro. Cinema, serie televisive, red carpet e folle urlanti: il visconte di Bridgerton è ormai diventato una star globale. E a Venezia qualcuno ha preso decisamente troppo alla lettera il titolo assegnatogli da People.

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              Cinema

              Jane Fonda contro Donald Trump da Venezia: «Tempi spaventosi, dobbiamo fermare il consolidamento dell’autoritarismo negli Usa»

              Arrivata in Italia per ricevere il DVF Award di Diane von Furstenberg, Jane Fonda lancia l’allarme sull’America di Trump: «Anche molti repubblicani non apprezzano ciò che sta accadendo». E assicura: «Sono piena di speranza».

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                A 88 anni Jane Fonda non ha alcuna intenzione di deporre le armi. E da Venezia torna a fare ciò che fa da oltre mezzo secolo: usare la propria popolarità per prendere posizione politica. Questa volta nel mirino c’è Donald Trump e quello che l’attrice considera il pericolo di una deriva autoritaria negli Stati Uniti.

                «Stiamo vivendo tempi molto spaventosi e pericolosi», ha detto Fonda durante un incontro con un ristretto gruppo di giornalisti. Parole pronunciate a Venezia, dove l’attrice è arrivata su invito di Diane von Furstenberg per ricevere il DVF Award, riconoscimento istituito 17 anni fa dalla stilista e filantropa attraverso la Diller-Von Furstenberg Family Foundation.

                Ma la passerella veneziana è diventata rapidamente politica. Perché per Fonda la seconda presidenza Trump rappresenta qualcosa con cui una parte dell’America non avrebbe mai dovuto confrontarsi direttamente.

                Jane Fonda: «Gli americani bianchi non hanno conosciuto l’autoritarismo»

                «Per noi negli Stati Uniti è qualcosa di nuovo», ha spiegato l’attrice. Poi il passaggio destinato a far discutere: «Gli afroamericani hanno conosciuto l’autoritarismo, gli americani bianchi no. Per questo stiamo cercando di capire come reagire e stiamo imparando velocemente. E questo è positivo».

                Fonda, del resto, non arriva oggi all’attivismo politico. Dalle proteste contro la guerra in Vietnam alle campagne per i diritti civili e sociali, la sua biografia pubblica corre da decenni parallelamente a quella cinematografica.

                E l’attrice è convinta che il fronte critico nei confronti della Casa Bianca sia più ampio di quanto suggerisca la tradizionale contrapposizione tra democratici e repubblicani.

                «Anche molti elettori di Trump non apprezzano quello che succede»

                Secondo Jane Fonda, il malcontento attraverserebbe infatti anche una parte dell’elettorato che ha contribuito a riportare Trump alla presidenza.

                «Ci sono molti repubblicani che hanno votato per Trump e che non apprezzano quello che sta succedendo», ha sostenuto. «Non piacciono loro leader che traggono vantaggio dalla crudeltà e che creano caos».

                Parole che arrivano mentre Hollywood continua a rappresentare uno dei mondi culturalmente più ostili al presidente americano. Nei mesi scorsi anche George Clooney è intervenuto duramente sul clima politico statunitense. Un protagonismo delle star che resta però controverso: alle presidenziali del 2024 gran parte dello show business americano si schierò con Kamala Harris, senza riuscire a impedirne la sconfitta contro Trump.

                Da Hollywood alla politica, Jane Fonda non si arrende a 88 anni

                Fonda, però, non sembra interessata a interrogarsi sull’efficacia elettorale delle prese di posizione delle celebrity. La sua battaglia è dichiaratamente politica e personale.

                «Sono piena di speranza. Perché sto lavorando. Sto facendo tutto il possibile per fermare il consolidamento dell’autoritarismo», ha spiegato. Poi una definizione quasi programmatica: «La speranza è un muscolo, come il cuore: se lo eserciti, diventi più forte e senti speranza».

                Infine la promessa: «Abbiamo lottato a lungo per i diritti civili, per tutti i diritti, e non permetteremo che ce li portino via».

                A 88 anni, insomma, Jane Fonda continua a interpretare uno dei ruoli più longevi della propria carriera. Quello dell’attivista. E questa volta il nemico indicato dall’attrice siede alla Casa Bianca.

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