Cinema
Gli spettatori incoronano Schindler’s List: il miglior film storico di sempre secondo 1,5 milioni di persone
Il capolavoro del 1993, premiato con 7 Oscar, si aggiudica il primo posto con un punteggio di 9,0. Seguono Oppenheimer e Hamilton, due opere moderne che hanno conquistato il pubblico con le loro narrazioni potenti e la rappresentazione di eventi storici epocali.
Se esiste una piattaforma che mette d’accordo milioni di cinefili nel mondo, quella è IMDb (Internet Movie Database), il gigantesco archivio online che cataloga film, serie televisive e videogiochi. Uno degli elementi che spiccano nel sito sono le valutazioni degli utenti: milioni di appassionati assegnano un voto alle opere indicizzate, creando una classifica collettiva che fotografa i gusti del pubblico globale.
Abbiamo chiesto a IMDb di svelare quali siano i migliori film storici di tutti i tempi, basandoci su due criteri: un alto numero di voti, per garantire una rappresentazione ampia, e un punteggio elevato. I risultati parlano chiaro, incoronando come vincitore un capolavoro indiscusso della storia del cinema.
Il podio dei film storici: capolavori di ieri e di oggi
In terza posizione troviamo Hamilton (2020), il film ispirato all’omonimo musical di Broadway. Con un punteggio di 8,3 basato su 123mila voti, il film racconta la vita di Alexander Hamilton, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti. Una storia moderna narrata in modo innovativo, che mescola storia e cultura pop.
Sul secondo gradino del podio si piazza Oppenheimer (2023), diretto da Christopher Nolan. Basato sulla vita dello scienziato J. Robert Oppenheimer, padre della bomba atomica, il film ha ottenuto un punteggio di 8,3 con ben 828mila voti. Un risultato straordinario per un’opera che ha debuttato da poco ma che ha già lasciato un segno indelebile.
Il primo posto, però, distanzia tutti gli altri, sia in termini di punteggio che di voti. Schindler’s List (1993), diretto da Steven Spielberg, si aggiudica il titolo di miglior film storico secondo IMDb. Con un punteggio di 9,0 e 1,5 milioni di voti, la pellicola che racconta la storia di Oskar Schindler e del suo coraggioso tentativo di salvare migliaia di ebrei durante l’Olocausto è un capolavoro universale che continua a commuovere e ispirare.
Un fenomeno senza tempo
Schindler’s List non è soltanto un film: è un’esperienza emotiva che affronta uno dei capitoli più bui della storia dell’umanità. Con le sue 7 statuette agli Oscar, tra cui quella per il miglior film e il miglior regista, l’opera di Spielberg non solo ha definito un genere, ma ha anche ridefinito il modo in cui il cinema racconta la Storia.
La scelta del bianco e nero, il tocco narrativo unico di Spielberg e le straordinarie interpretazioni di Liam Neeson, Ben Kingsley e Ralph Fiennes rendono questo film un esempio perfetto di come l’arte possa essere usata per ricordare, educare e sensibilizzare.
Il pubblico e la Storia
Il successo di opere moderne come Oppenheimer e Hamilton dimostra che il pubblico è affascinato dalle storie che esplorano il passato attraverso prospettive fresche e innovative. Tuttavia, il primato di Schindler’s List suggerisce che i classici restano insuperabili quando si tratta di emozionare e far riflettere sulle lezioni della Storia.
Che si tratti di musical rivoluzionari, biografie di figure scientifiche o racconti struggenti dell’Olocausto, il cinema storico continua a occupare un posto speciale nei cuori degli spettatori, offrendoci un modo unico per rivivere il passato e, forse, imparare qualcosa di nuovo.
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Cinema
Dalida torna a far ballare tutti: i suoi successi diventano dance e conquistano i locali queer
È uscito “À leur manière…”, il progetto che affida i classici di Dalida a una nuova generazione di DJ internazionali. La sua voce resta quella originale, ma il sound guarda ai dancefloor di oggi.
Ci sono artiste che non smettono mai di essere contemporanee. Dalida è una di queste. A quasi quarant’anni dalla sua scomparsa, la cantante continua a essere un punto di riferimento per il pubblico francese, ma anche per intere generazioni di fan sparse nel mondo. Diva senza tempo, simbolo della musica internazionale e icona amatissima dalla comunità LGBTQ+, oggi torna protagonista grazie a un progetto che sta facendo parlare il pop e la nightlife.
È appena arrivato “À leur manière…”, un album che rimette al centro la sua voce in una veste completamente nuova. Non una semplice raccolta di remix, ma un vero progetto discografico che coinvolge una nuova generazione di DJ e produttori della scena dance ed elettronica internazionale.
I grandi classici si trasformano in inni da dancefloor
L’idea alla base del disco è semplice quanto ambiziosa: conservare intatta l’emozione della voce originale di Dalida, costruendole intorno sonorità contemporanee. House, synth-pop ed electro-pop diventano così il nuovo abito di alcuni dei suoi brani più celebri, senza tradirne l’identità.
Il risultato è un ponte tra epoche diverse. Chi è cresciuto ascoltando Dalida ritrova il timbro inconfondibile che l’ha resa una leggenda, mentre il pubblico più giovane scopre un repertorio che sembra nato per i club e i festival di oggi.
Dalida resta un’icona della comunità LGBTQ+
Negli anni Dalida è diventata molto più di una cantante. La sua storia personale, la sensibilità interpretativa, il fascino cosmopolita e il repertorio che attraversa generazioni l’hanno trasformata in una delle più grandi icone gay della musica europea.
Non sorprende quindi che “À leur manière…” stia già conquistando le piste da ballo e i locali queer, dove molti dei nuovi remix sono entrati rapidamente nelle playlist dei DJ. Il progetto dimostra ancora una volta quanto il suo repertorio continui a parlare al presente, senza perdere eleganza ed emozione.
Una voce che continua a vivere
Sono passati quasi quarant’anni dalla morte di Dalida, eppure la sua presenza nella cultura pop non si è mai davvero affievolita. Ogni nuova generazione sembra riscoprirla attraverso linguaggi diversi: il cinema, i documentari, i social e ora anche la musica elettronica.
Con “À leur manière…”, la sua voce torna a incontrare un pubblico nuovo, confermando che alcuni artisti non appartengono soltanto al passato. Cambiano gli arrangiamenti, cambiano le mode, ma il fascino di Dalida continua a trovare nuove strade per arrivare al cuore di chi ascolta.
Cinema
Nicole Kidman, dopo Keith Urban spunta il nuovo amore: il super manager Paul Salem
Il nome accostato a Nicole Kidman è quello di Paul Salem, presidente di MGM Resorts International. A fare da cupido sarebbe stata Reese Witherspoon.
Nicole Kidman avrebbe un nuovo amore. Almeno secondo quanto rilanciato dalla stampa americana e, a ruota, da quella australiana. Per l’attrice sarebbe la prima grande notizia sentimentale dopo l’annuncio del divorzio da Keith Urban, arrivato nel settembre 2025, e inevitabilmente il gossip internazionale ha già acceso i riflettori sulla presunta nuova coppia.
Il nome del “fortunato” è quello di Paul Salem, ricchissimo presidente del consiglio di amministrazione di MGM Resorts International. Un profilo potente, lontano dai red carpet ma vicinissimo ai grandi ambienti del business e dell’intrattenimento.
Paul Salem avrebbe notato Nicole Kidman da tempo
Secondo le indiscrezioni, Salem avrebbe messo gli occhi su Nicole Kidman già da tempo. A febbraio ne avrebbe parlato con l’amico Oliver Haarmann, oggi compagno di Reese Witherspoon.
Ed è proprio qui che la storia prende una piega da commedia romantica hollywoodiana. Haarmann avrebbe condiviso la confidenza con Witherspoon, che conosce bene Nicole Kidman, e da lì sarebbe partita l’idea di organizzare un incontro tra i due.
Reese Witherspoon nel ruolo di cupido
A quanto pare, Reese Witherspoon avrebbe parlato con Nicole Kidman e avrebbe combinato il primo appuntamento con Paul Salem. Un incontro che, stando alle voci circolate, sarebbe andato decisamente bene.
I due si sarebbero piaciuti e la frequentazione avrebbe preso forma lontano dai clamori, almeno fino a quando la stampa americana e australiana ha iniziato a raccontare il possibile nuovo capitolo sentimentale dell’attrice.
Dopo il divorzio da Keith Urban
La notizia arriva in un momento delicato della vita privata di Nicole Kidman. Dopo la fine del matrimonio con Keith Urban, annunciata nel settembre 2025, ogni dettaglio sulla sua sfera sentimentale viene osservato con grande attenzione.
Per ora non ci sono conferme ufficiali da parte dei diretti interessati, ma il nome di Paul Salem basta già ad alimentare il gossip. Ricco, influente e ben inserito nei salotti che contano, sarebbe lui l’uomo che potrebbe aver riacceso il sorriso dell’attrice.
Cinema
Barbara Bouchet, il premio arriva a 82 anni: «Era ora». Il Nastro d’Argento che ripaga una carriera
Dopo una carriera lunga oltre mezzo secolo, Barbara Bouchet viene premiata dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani. La sua reazione è tutta in una frase: «Era ora».
Ci sono riconoscimenti che arrivano presto e altri che sembrano aspettare il momento giusto. Per Barbara Bouchet, quel momento è arrivato a 82 anni. Il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani ha deciso di assegnarle un Nastro d’Argento Speciale per la sua interpretazione in “Finale: Allegro”, il film scritto e diretto da Emanuela Piovano.
Una notizia accolta con l’ironia che da sempre contraddistingue l’attrice, protagonista di una carriera lunghissima tra cinema, televisione e spettacolo.
«Era ora»: la risposta che conquista tutti
La prima reazione di Barbara Bouchet è stata tanto semplice quanto efficace. «Era ora», ha commentato, sintetizzando con due sole parole la soddisfazione per un riconoscimento arrivato dopo decenni di lavoro.
Una battuta che ha subito conquistato il pubblico, anche perché fotografa una realtà evidente: nonostante una carriera costellata di successi e una popolarità costruita nel corso di oltre cinquant’anni, l’attrice non aveva mai ricevuto un premio di questo tipo.
Il riconoscimento per “Finale: Allegro”
Il Nastro d’Argento Speciale le viene assegnato per la prova offerta in “Finale: Allegro”, il film scritto e diretto da Emanuela Piovano.
Il premio rappresenta un ulteriore riconoscimento alla capacità di Barbara Bouchet di mettersi continuamente in gioco, dimostrando come il talento e il carisma possano attraversare le generazioni senza perdere forza.
Una carriera che continua a sorprendere
Attrice, conduttrice e volto amatissimo dal pubblico italiano, Barbara Bouchet continua a essere una presenza autorevole nel panorama dello spettacolo. A 82 anni arriva un riconoscimento che celebra non soltanto un’interpretazione, ma un percorso artistico capace di attraversare epoche diverse, restando sempre attuale.
Con la consueta eleganza e una punta di autoironia, la sua risposta è diventata il simbolo di un premio che molti ritengono meritato da tempo.
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