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Cinema

Il biopic sui Bee Gees si blocca: secondo Paramount il regista vuole troppi soldi

Ridley Scott, una leggenda vivente in ambito cinematografico (noto per pellicole di enorme successo come Alien, Blade Runner, Il gladiatore e Thelma & Louise) è attualmente in disaccordo su un progetto le cui riprese sarebbero dovute iniziare a breve.

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    Il famoso cineasta inglese ha bloccato il preannunciato progetto sui Bee Gees per via di un disaccordo economico che lo ha spinto a dedicarsi ad altro. Un biopic, quello basato sulla storia dei fratelli Gibb, rimandato a data da destinarsi. Di sicuro non si tratterà del prossimo progetto a cui il regista si dedicherà, questo è poco ma sicuro. La ragione di questo slittamento è dovuta a un disaccordo fra Scott e la Paramount. A parlarne è lo stesso filmmaker nel corso di un’intervista rilasciata di recente.

    Il suo prossimo film sarà un thriller

    Del biopic sul leggendario trio canoro de La febbre del sabato sera aveva dato notizia Variety nel mese di febbraio dello scorso anno, preannunciando che le riprese del film sarebbero cominciate a inizio 2025. Così però non sarà, anche perché il regista è impegnato nella pre-produzione del thriller post-apocalittico The Dog Stars per la 20th Century, le cui riprese sono schedulate con inizio ad aprile.

    Maretta tra Ridley Scott la Paramount Pictures

    Ma cosa è davvero accaduto esattamente fra il regista e la Paramount? Per quale ragione Scott ha deciso di non procedere con il biopic sui Bee Gees? Questa la risposta del cineasta: “Lo studio ha cambiato carte in tavola. Ho detto: “Non potete farlo”, ma loro hanno insistito, così ho risposto: “Vi avverto, me ne vado, comincio a girare il mio nuovo film”. Loro non mi hanno creduto, e io allora l’ho fatto.”

    Consapevole del suo valore

    Sulla spinosa questione, il regista ha comunque lasciato aperto uno spiraglio, affermando di sperare in un nuovo un accordo con la Paramount, in modo da battere il primo ciak a settembre. “Non le piacevano le mie condizioni” – ha spiegato subito dopo. “Me ne andrò per la mia strada: costo parecchio ma sono fottutamente bravo!”

    Questioni economiche

    Anche se non è stato espressamente dichiarato dalle parti, è chiaro che l’oggetto del contendere riguarda il cachet del regista o, quantomeno, il budget del film. Sta di fatto che al momento è tutto fermo. La casa di produzione di Ridley Scott ha però fatto sapere che lui riprenderà in mano il progetto in autunno, cosa confermata anche da una fonte interna alla Paramount. Anche perchè il regista di Alien tiene molto a questo film, perché i Bee Gees contemplano, secondo lui, un lato “operaio”, interessante almeno quanto la rivalità tra fratelli, sempre piuttosto accesa. A complicare le cose tra di loro la scomparsa prematura del più piccolo: quell’Andy Gibb che non ne voleva sapere di unirsi al gruppo perché preferiva la carriera da solista, morto per overdose a 30 anni.

    Un’idea che viene dal passato

    Non si tratta di un progetto recente: già da giovane Scott voleva fare un film sui Bee Gees. Nel gruppo c’erano però dei forti contrasti e quindi l’idea di lavorare insieme veniva esclusa a priori da Barry, Robin e Maurice. Il loro manager sperava che il film potesse fungere da elemento di coesione e quando il regista spiegò che intendeva fare qualcosa di medievale, i cantanti accettarono. Purtroppo non fu possibile avere il budget necessario e il progetto venne abortito. Se si riuscirà, come sembra, ad iniziare in autunno la lavorazione, il film segnerebbe una vera e propria chiusura del cerchio per Scott.


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      Cinema

      Il Diavolo veste Prada, Milano resta a bocca asciutta: niente star alla prima, mentre Seul e New York fanno il pieno

      Meryl Streep e Anne Hathaway brillano a Seul e New York, ma alla première milanese grande assente il cast: delusione dopo giorni di attesa.

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        Il Diavolo veste Prada torna sotto i riflettori con un giro di première che accende l’attenzione globale, ma Milano – città simbolo del film – resta sorprendentemente fuori dalla festa. Se a Seul e a New York il tappeto rosso ha visto sfilare tutto il cast, a partire da Meryl Streep e Anne Hathaway, nel capoluogo lombardo l’assenza è stata totale. E il contrasto non è passato inosservato.

        Seul e New York, show a cinque stelle

        Nelle due città internazionali l’evento è stato costruito come un vero spettacolo. Le protagoniste hanno catalizzato l’attenzione, tra flash, outfit studiati e un pubblico pronto a celebrare uno dei titoli più iconici degli ultimi anni. Un copione perfetto, che ha confermato il peso globale del film e la forza del suo immaginario.

        Milano esclusa dal grande gioco

        Il problema nasce quando lo sguardo si sposta su Milano. Qui, dove il film è stato girato e dove il mondo della moda trova una delle sue capitali, l’aspettativa era altissima. Invece, alla prima, niente star. Nessuna presenza di rilievo, nessun volto del cast a dare corpo a giorni di attesa e indiscrezioni. Un vuoto che pesa, soprattutto per il valore simbolico della città nel racconto cinematografico.

        Tra attese e realtà

        Il “can can” mediatico dei giorni precedenti aveva alimentato l’idea di una grande serata milanese. La realtà, però, è stata diversa: un evento senza i protagonisti principali, che ha lasciato spazio a commenti e delusione. Il risultato è un corto circuito tra aspettativa e realtà, che in un contesto come quello delle première internazionali difficilmente passa sotto silenzio.

        Milano resta così spettatrice di un successo celebrato altrove, in una storia che, almeno per una sera, ha dimenticato le sue origini.

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          Cinema

          Achille Costacurta debutta al cinema a Riccione: sul set con Roncato e Eva Robins per “Piove col sole”

          Achille Costacurta sbarca sul grande schermo con “Piove col sole”, diretto da Kristian Gianfreda: nel cast anche Andrea Roncato ed Eva Robins.

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            Dal cognome pesante al primo vero banco di prova: Achille Costacurta sceglie Riccione per il suo debutto sul grande schermo. Il figlio di Martina Colombari e Alessandro Costacurta è infatti impegnato nelle riprese della commedia “Piove col sole”, diretta da Kristian Gianfreda. Un progetto che lo porta direttamente sotto i riflettori, in un ambiente dove i paragoni sono inevitabili ma dove, questa volta, conta soprattutto quello che saprà dimostrare davanti alla macchina da presa.

            Il debutto tra curiosità e aspettative

            Il passaggio al cinema non è mai banale, soprattutto quando si arriva da una famiglia così esposta mediaticamente. Achille si trova a muovere i primi passi in un contesto che osserva e giudica con attenzione, tra curiosità e aspettative. La scelta di una commedia leggera sembra puntare proprio a questo: rompere il ghiaccio senza eccessive pressioni, lasciando spazio alla naturalezza.

            Un cast tra esperienza e personalità

            Accanto a lui ci sono nomi che garantiscono esperienza e presenza scenica. Andrea Roncato porta in dote la sua lunga carriera tra cinema e televisione, mentre Eva Robins aggiunge una componente forte e riconoscibile al progetto. Un mix che potrebbe aiutare il giovane esordiente a trovare il suo spazio, senza restare schiacciato dal contesto.

            Riccione diventa set

            La città romagnola si trasforma così in un set a cielo aperto, confermando ancora una volta il suo legame con il mondo dello spettacolo. Tra ciak e curiosi, l’atmosfera è quella tipica delle produzioni estive, dove il lavoro si intreccia con l’energia del luogo. Per Achille Costacurta, però, è molto più di una semplice esperienza: è l’inizio di un percorso tutto da costruire.

            E mentre le riprese continuano, resta una domanda sospesa: sarà solo un debutto o l’inizio di qualcosa di più?

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              Cinema

              Paris Jackson attacca il biopic sul padre: “È Hollywood, una fantasia piena di inesattezze”

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                Quando a parlare è Paris Jackson, il peso delle parole va ben oltre il gossip. La figlia di Michael Jackson interviene sul biopic dedicato al padre, uno dei progetti più attesi dagli appassionati, ma lo fa con toni tutt’altro che concilianti. Il suo giudizio è netto e mette in discussione non solo il film, ma il modo stesso in cui Hollywood racconta certe storie.

                “È un mondo di fantasia”

                Paris non usa mezze misure: “Il fatto è che questi biopic sono Hollywood. Quindi questo è… è un mondo di fantasia. Non è reale”. Una posizione chiara, che smonta l’idea di un racconto fedele e invita a guardare il film con occhi diversi. Il problema, secondo lei, non è solo ciò che viene mostrato, ma il modo in cui viene percepito dal pubblico.

                Narrazione controllata e realtà distorta

                La critica si fa ancora più dura quando parla di una narrazione “edulcorata” e “controllata”. “Però viene venduto come se fosse reale”, sottolinea, evidenziando un cortocircuito tra finzione e verità. E poi l’affondo: “Ci sono molte inesattezze, vere e proprie bugie”. Parole che riaprono il dibattito su quanto i biopic possano davvero raccontare una vita complessa senza tradirla.

                Il peso di una voce diretta

                A rendere il tutto più significativo è il fatto che queste critiche arrivino da chi quella storia la conosce da dentro. Paris Jackson non è una spettatrice qualsiasi, ma una testimone diretta, e questo conferisce alle sue parole un peso diverso. Il risultato è un confronto che si sposta dal piano del semplice intrattenimento a quello della responsabilità narrativa.

                Il biopic resta atteso, ma ora anche osservato con maggiore attenzione. E il dibattito è appena iniziato.

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