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Cinema

Il fenomeno Wicked: citando Il mago di Oz, con rimandi e citazioni d’attualità

L’attrice Cynthia Erivo dichiara: «Mia madre ha visto il film ieri sera per la prima volta e ha pianto. È stato un momento speciale perché non sapevo come avrebbe reagito». Tanta l’emozione per aver visto “Wicked” alla prima organizzata nella sua città, Londra, insieme a un’ospite speciale. Al suo fianco la collega e «sorella» Ariana Grande.

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    Le due attici, spesso mano nella mano per sostenersi a vicenda, sono le due protagoniste dell’adattamento firmato da Jon M. Chu. Che riprende su grande schermo uno dei musical più longevi e amati degli ultimi vent’anni, sbarcato nei nostri cinema qualche giorno fa con Universal Pictures.

    La storia narrata nel film

    In Wicked viene descritta un’amicizia piuttosto improbabile. Da un lato Elphaba (Cynthia Erivo), considerata diversa per il colore verde della sua pelle ma dotata di un grande potere, dall’altro Glinda (Ariana Grande), popolare aspirante strega cresciuta nel privilegio e mossa dall’ambizione. Dopo l’incontro con il Mago di Oz, la loro amicizia raggiunge un bivio e le loro vite prendono strade molto diverse diventando, rispettivamente, la strega cattiva dell’Ovest e la strega buona del Sud.

    Lavoro duro preparatorio per Ariana Grande

    «Amare qualcosa così tanto come fan è diverso rispetto ad affrontarlo come lavoro», sottolinea Ariana Grande. Proseguendo: «Ho amato il viaggio di Glinda alla scoperta di se stessa. All’inizio non sa vedere fuori da sé a causa del modo in cui è stata cresciuta. Ha paura di non piacere e di non essere la persona più popolare nella stanza. Lavorando duramente per cambiare i muscoli della mia gola così da poter cantare da soprano, qualcosa di totalmente diverso rispetto alla mia carriera pop. Non volevo dare la possibilità a nessuno ti poter dire che non ero io quella giusta per interpretarla».

    Il pensiero va all’originale con Hudy Garland del ’39

    Se la magia del cinema rappresenta spesso qualcosa di inesplicabile a parole, l’incantesimo contenuto in Wicked possiede caratteristiche differenti, che vanno oltre i confini imposti da uno schermo. Quando ci si avvicina, per la prima volta, al Mago di Oz, vengono subito in mente Judy Garland e la pellicola diretta da Victor Fleming del 1939. Da allora, di adattamenti, in qualsiasi forma e formato, ce ne sono stati parecchi. Il Wicked di Jon M. Chu è diverso: sebbene fortemente legato al musical originale, riesce a far riflettere su tutta una serie di argomenti attuali, soffermandosi sulle loro sfumature e giocando con rimandi e simbologie tutt’altro che scontate.

    Cantando in volo

    La Erivo ha lavorato sodo per prepararsi, prima di girare: «Per la canzone Defying Gravity mi allenavo due ore tutti i giorni prima del set. Quella sequenza mi vede fluttuare in aria, ma quando canti in quel modo hai bisogno del terreno sotto i piedi. Ho lavorato sodo perché volevo sentire cosa si provasse a volare», racconta Erivo parlando dell’impegno messo nell’esecuzione delle canzoni che lei e Grande hanno intonato live sul set. Un’esperienza lunga due anni – intervallata dallo sciopero del 2023 che ha bloccato Hollywood – che ha cambiato le loro vite.

    Una famiglia adottiva

    «Ho guadagnato una famiglia grazie a Wicked. Elphaba ha preso spazio in me e mi ha aiutata a guarire delle ferite interiori», commenta la Erivo mentre l’amica Grande la osserva visibilmente commossa. «Sono dovuta andare in fondo a me stessa per ritrovare quei sentimenti. Recitare è mettere insieme i pezzi di un personaggio, ma anche immergersi dentro te stesso».

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      Cinema

      Angelina Jolie vende la villa da sogno dopo Brad Pitt: 30 milioni per la reggia hollywoodiana con 10 bagni e giardini immensi

      Angelina Jolie dice addio alla sua enorme residenza di Hollywood, comprata nel 2017 subito dopo la separazione da Brad Pitt. La proprietà appartenuta al regista Cecil B. DeMille è ora sul mercato per quasi 30 milioni di dollari.

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        Per anni Angelina Jolie aveva ripetuto di voler lasciare Los Angeles appena i figli più piccoli fossero diventati maggiorenni. E ora che Vivienne e Knox sono ormai vicinissimi ai 18 anni, la promessa sembra diventare realtà. L’attrice ha infatti deciso di mettere in vendita la gigantesca villa hollywoodiana acquistata nel 2017, subito dopo il traumatico divorzio da Brad Pitt.

        La proprietà, comparsa sul sito di Sotheby’s International Realty, viene proposta per circa 29,85 milioni di dollari, pari a oltre 27 milioni di euro. Una cifra enorme per una dimora che, più che una casa, sembra un set cinematografico permanente.

        La storica villa di Cecil B. DeMille

        La tenuta non è una villa qualunque. Si tratta infatti della storica residenza appartenuta a Cecil B. DeMille, uno degli uomini che hanno trasformato Hollywood nella capitale mondiale del cinema. La proprietà si trova nella prestigiosa zona di Laughlin Park ed è stata progettata nel 1913 dall’architetto B. Cooper Corbett in stile Beaux-Arts.

        Una dimora gigantesca, immersa nel verde e costruita nel punto più alto dell’area, con vista sulle Hollywood Hills e sull’Osservatorio Griffith. DeMille acquistò la proprietà nel 1916 e successivamente la ampliò incorporando anche la vicina residenza Dodd, che in passato avrebbe ospitato persino Charlie Chaplin.

        Gli interni superano i mille metri quadrati distribuiti su due piani. Dentro ci sono sei camere da letto, dieci bagni, salotti monumentali, eleganti scale interne e ambienti dominati dal bianco con arredi in legno scuro. Tutto è stato completamente ristrutturato da Angelina Jolie dopo l’acquisto nel 2017.

        Piscina, dependance e giardini immensi

        Ma è all’esterno che la proprietà diventa davvero impressionante. La villa sorge infatti su un terreno enorme, immerso in oltre due acri di vegetazione che garantiscono privacy assoluta lontano dai paparazzi e dal caos di Hollywood.

        Tra alberi secolari, prati immensi e giardini curatissimi, la tenuta offre anche una dependance indipendente con studio, soggiorno con camino e garage separato con postazione di sicurezza. Non mancano una piscina, una palestra privata e perfino una sala da tè.

        Negli ultimi anni Angelina Jolie aveva spiegato più volte di essere rimasta a Los Angeles soprattutto per rispettare gli accordi legati al divorzio e alla gestione dei figli. Ora però, con i ragazzi quasi tutti adulti, l’attrice sembra pronta a cambiare vita ancora una volta. E tra le ipotesi più forti c’è quella di un trasferimento più stabile nella sua proprietà in Cambogia.

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          Cinema

          Robert De Niro e il coming out della figlia Airyn: “L’ho sempre amata, non cambia nulla”. Le sue parole spiazzano il clamore

          La 29enne parla del suo percorso e dei progetti nel sociale, Robert De Niro chiude le polemiche con una posizione chiara e diretta

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            Airyn De Niro ha scelto di raccontarsi senza filtri, parlando del suo percorso come persona transgender e della decisione di iniziare la transizione alla fine del 2024. Oggi ha 29 anni e spiega di aver vissuto a lungo una sensazione di disagio, senza mai sentirsi davvero a suo agio. Un passaggio personale importante, che ha deciso di condividere pubblicamente anche per dare un senso più ampio alla sua esperienza. Il suo obiettivo, infatti, è lavorare nel campo della salute mentale, con un’attenzione particolare alle comunità queer e nere, spesso meno rappresentate e più esposte a difficoltà.

            La risposta di Robert De Niro

            A intervenire è stato anche il padre, Robert De Niro, con parole che hanno subito fatto il giro del mondo. Nessun discorso articolato, nessuna presa di posizione complessa: “Ho sempre amato mio figlio, ora amo mia figlia. Per me non cambia niente. Non capisco tutto questo clamore”. Una frase semplice, diretta, che ha colpito proprio per la sua essenzialità e per il rifiuto di trasformare la vicenda in un caso mediatico.

            Tra racconto personale e attenzione pubblica

            La storia di Airyn De Niro si inserisce in un contesto in cui le identità e i percorsi individuali finiscono spesso sotto i riflettori, generando dibattiti e reazioni contrastanti. In questo caso, però, il messaggio che emerge è lineare: un percorso personale raccontato con lucidità e una risposta familiare che punta alla normalità. Il clamore mediatico resta, ma le parole scelte sembrano volerlo ridimensionare, riportando l’attenzione su ciò che conta davvero per i protagonisti.

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              Cinema

              Emerald Fennell taglia le ascelle di Margot Robbie da “Cime Tempestose”: il rimpianto che sta facendo discutere

              All’Hay Festival, Emerald Fennell ha rivelato di essersi pentita di aver eliminato una sequenza di “Cime Tempestose” in cui Margot Robbie appariva con le ascelle non depilate. Una scelta che, secondo molti, non avrebbe cambiato poi molto il film.

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                Ogni regista ha il proprio grande rimpianto. Una scena tagliata, un dialogo eliminato, una scelta narrativa ripensata troppo tardi. Nel caso di Emerald Fennell, il cruccio riguarda una parte molto specifica del corpo di Margot Robbie.

                Parlando all’Hay Festival, la regista ha raccontato che una delle sequenze eliminate dal montaggio finale della sua versione di Cime Tempestose mostrava l’attrice con le ascelle non depilate.

                Una scelta che, nelle intenzioni della regista, avrebbe contribuito a restituire una rappresentazione più autentica e storicamente corretta del corpo femminile nell’epoca in cui è ambientata la storia.

                Il realismo storico passa dalle ascelle

                Secondo Fennell, quella scena possedeva un valore simbolico preciso. Mostrare un dettaglio normalmente escluso dall’immaginario cinematografico contemporaneo avrebbe aiutato a ricordare al pubblico quanto siano cambiate nel tempo le convenzioni estetiche legate al corpo femminile.

                Una riflessione interessante, soprattutto in un momento storico in cui il cinema cerca sempre più spesso di mettere in discussione gli standard di bellezza tradizionali.

                Il rimpianto della regista

                La regista ha spiegato di considerare quella eliminazione uno dei suoi piccoli rimpianti artistici. Evidentemente riteneva che quel dettaglio contribuisse alla costruzione del personaggio e dell’atmosfera generale del film.

                Ma qui arriva la parte più divertente della vicenda.

                Sarebbe cambiato davvero qualcosa?

                La domanda che molti si stanno facendo è piuttosto semplice: davvero una scena con le ascelle non depilate di Margot Robbie avrebbe modificato in maniera significativa la percezione del film?

                Probabilmente no.

                Per quanto il dettaglio possa avere una sua valenza storica o simbolica, è difficile immaginare folle di spettatori uscire dalla sala commentando l’audacia rivoluzionaria di quelle ascelle ottocentesche.

                Anzi, conoscendo il pubblico contemporaneo, è molto più probabile che la discussione si sarebbe limitata a qualche giorno di polemiche sui social prima di essere rapidamente sostituita da un nuovo dibattito.

                Le ossessioni del cinema moderno

                La vicenda racconta comunque qualcosa di curioso sul cinema contemporaneo: spesso autori e spettatori finiscono per attribuire un peso enorme a dettagli che, una volta sullo schermo, passano quasi inosservati.

                Emerald Fennell continuerà probabilmente a pensare a quella scena perduta. Gli spettatori, invece, forse non si sarebbero nemmeno accorti della differenza.

                E chissà, magari proprio questo è il vero dramma di ogni regista: sapere che il dettaglio che ti toglie il sonno è spesso quello che il pubblico nota meno.

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