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Spettacolo

Crema va nel pallone con la partita vip per beneficenza

Tanti volti noti dei reality e della TV hanno partecipato alla partita di beneficenza ‘Un Sogno nel Cuore’ allo stadio Voltini. L’evento, patrocinato dal Comune e sostenuto dalla Pergolettese, ha raccolto fondi per le famiglie indigenti con disabili, sensibilizzando sul grave disagio causato dalla disabilità.

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    Applausi e beneficenza ieri durante la partita di calcio allo stadio Voltini. L’iniziativa, chiamata ‘Un Sogno nel Cuore’, è stata organizzata a favore delle famiglie indigenti con disabili e ha ricevuto il patrocinio del Comune e il sostegno della Pergolettese, che ha partecipato attivamente con la propria prima squadra.

    Tra i protagonisti in campo c’erano Alessio Tacchinardi, il calciatore brasiliano Jeda, il celebre ballerino di Amici Cristian Stefanelli, Matteo Diamante, ex concorrente dell’Isola dei Famosi e del GF Vip, Gianluca Costantino del GF Vip, e molti altri. L’inno nazionale è stato cantato da Chiara Grispo, vincitrice di Amici.

    Questa grande iniziativa mira a sensibilizzare sulla necessità di creare consapevolezza riguardo al grave disagio causato dalla disabilità, sia per chi ne è afflitto, sia per le loro famiglie. Durante l’evento è stato istituito un fondo di solidarietà, gestito dal Comune, destinato alle famiglie indigenti con membri disabili che necessitano di terapie costose.

    La manifestazione sportiva e solidale è organizzata dalla Società Nation Blu, che fa riferimento alla storica Nazionale Azzurri italiana. Le squadre Nation Blue, con il direttore generale Alessandro Arena, e gli All Star Pergo, composti da calciatori della Pergolettese, si sono sfidate in campo. Nation Blue, con una lunga storia di eventi benefici, continua la sua missione di charity con la partecipazione di celebrità del mondo dello spettacolo e del calcio internazionale. Per la cronaca la partita si è chiusa sul punteggio di 6 a 6!

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      Speciale Ballando con le stelle

      “Di cosa dovrei essere gelosa?”: Barbara d’Urso sfida Pasquale La Rocca e Ornella Muti dopo il bacio in pista

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      "Di cosa dovrei essere gelosa?": Barbara d'Urso sfida Pasquale La Rocca e Ornella Muti dopo il bacio in pista

        La puntata del 10 ottobre di Ballando con le Stelle ha regalato momenti di forte intensità emotiva ed esplicita tensione verbale in studio. A scatenare la scintilla è stata l’esibizione di Ornella Muti in coppia con il maestro Pasquale La Rocca, culminata in un bacio finale molto tenero che ha fatto esplodere un boato di approvazione e un lungo applauso tra le tribune dello show.

        La performance ha tuttavia riacceso immediatamente il confronto con i banchi della giuria, richiamando l’attenzione di Barbara d’Urso.

        Il confronto tra Barbara d’Urso e Pasquale La Rocca

        Subito dopo l’esibizione, Barbara d’Urso ha preso la parola per chiarire una voce circolata dietro le quinte. La giurata ha spiegato di aver sentito dire da Ornella Muti che lei sarebbe gelosa, chiedendo direttamente di cosa dovrebbe mai esserlo. A quel punto Pasquale La Rocca ha deciso di lanciare una provocazione: «Allora abbiamo vissuto un momento davvero speciale io e te. E sarrebe davvero un dispiacere per me se tu non fossi gelosa».

        Raccogliendo l’assist, d’Urso ha tenuto un lungo discorso ricordando come, quando La Rocca le insegnava a ballare, fosse estremamente rigido e la sgridasse di continuo, notando come oggi appaia visibilmente ammorbidito.

        Il sospetto della coreografia e la smentita di Ornella Muti

        Nel dibattito è intervenuta anche Rossella Erra, che ha chiesto apertamente a La Rocca se avesse inserito il bacio nella coreografia al solo scopo di fare ingelosire la giurata, incalzandolo: «Sei un po’ geloso anche tu perché non ti guardava la scorsa volta?». Il ballerino ha prontamente precisato che «Questo bacio faceva parte del ballo».

        Dal canto suo, Ornella Muti ha voluto subito precisare la propria posizione, dichiarando di non aver mai affermato che Barbara fosse gelosa.

        Il voto della giuria e il plauso di Alberto Matano

        Preso atto della precisazione, Barbara d’Urso ha speso parole di apprezzamento per l’attrice definendola «bellissima», per poi fornirle un suggerimento tecnico e consigliarle di passare «sempre con le caviglie vicine», prima di assegnare alla coppia un voto pari a 6. Il voto complessivo della giuria comunque ha raggiunto un numero di 41 punti.

        A chiudere il teso blocco televisivo ci ha pensato Alberto Matano, che ha chiesto il microfono dichiarando: «Posso chiedere un applauso per Ornella Muti, per una vera lezione di stile?». La frase del giornalista ha trovato il favore immediato del pubblico, facendo scoppiare l’intera sala in un caloroso applauso.

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          Televisione

          Elisa Isoardi pubblica per errore il “totomorte” della redazione: tra i 22 nomi della lista spunta anche Sergio Mattarella

          Clamorosa gaffe per Elisa Isoardi nel backstage di Bar Centrale: la foto social tradisce la lavagna con il “totomorte”

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          Elisa Isoardi pubblica per errore il "totomorte" della redazione: tra i 22 nomi della lista spunta anche Sergio Mattarella

            Un momento di apparente relax dietro le quinte televisive si è trasformato in una scivolata mediatica per la redazione di Bar Centrale, la trasmissione condotta da Elisa Isoardi nel palinsesto di Rai 1. A scatenare le reazioni degli utenti sui canali social è stata una storia pubblicata direttamente dalla conduttrice sul proprio profilo Instagram, pensata per mostrare al pubblico l’atmosfera informale che precede la messa in onda ma finita per mostrare dettagli inattesi dell’ambiente di lavoro.

            L’intenzione originaria della presentatrice era quella di condividere una foto di una collaboratrice intenta a consumare uno snack, accompagnata dalla didascalia «Momento prima lettura con popcorn».

            La lavagna con la “dead pool” e i nomi dei vip coinvolti

            L’attenzione dei follower si è spostata immediatamente dall’oggetto dello scatto allo sfondo della stanza, dove campeggiava una grande lavagna recante l’intestazione «dead pool». Sulla superficie risultava stilato un elenco composto da ventidue personalità del mondo dello spettacolo, della cultura e delle istituzioni nazionali, con l’indicazione dell’età anagrafica riportata di fianco a ciascun nominativo.

            Tra i volti noti inseriti nel macabro elenco figuravano icone della tv e del cinema del calibro di Lino Banfi, Renzo Arbore, Sophia Loren, Liliana Segre e Mina.

            La presenza del Presidente Mattarella e la reazione della rete

            Ad amplificare le polemiche ha contribuito l’inserimento nel diagramma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accanto al cui nome gli autori dello scritto avevano aggiunto la precisazione «speriamo di no». Agli utenti della rete sono bastati pochi minuti per ingrandire l’immagine, effettuare gli screenshot dell’elenco e diffonderli in maniera virale sulle diverse piattaforme online.

            Preso atto della gaffe, la conduttrice ha provveduto a cancellare la storia dal proprio profilo, senza tuttavia rilasciare dichiarazioni ufficiali per chiarire l’origine o il significato della lavagna.

            Il boomerang mediatico per la trasmissione di Rai 1

            L’episodio ha scatenato accesi dibattiti sull’opportunità di simili goliardie all’interno degli uffici di una produzione del servizio pubblico. La dicitura «dead pool», comunemente utilizzata per indicare scommesse sull’aspettativa di vita di personaggi famosi, è stata interpretata dalla maggior parte dei lettori come un vero e proprio “totomorte”.

            L’assenza di commenti da parte della rete e del team di lavoro ha lasciato aperto l’interrogativo, trasformando un semplice contenuto di backstage in un boomerang di visibilità negativa per il programma.

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              Musica

              Brunori Sas senza filtri: «Gaza è un genocidio, bisogna prendere posizione». E confessa: «Io di sinistra, mio padre votava destra»

              Sul palco degli Arcimboldi, Brunori Sas parla della tragedia palestinese, ironizza sulle proprie idee politiche e racconta il rapporto con il padre. Tra battute pungenti e momenti emozionanti, rivendica il diritto degli artisti a schierarsi.

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                Brunori Sas non ha intenzione di limitarsi a cantare, soprattutto quando ci sono argomenti sui quali sente il bisogno di esprimere la propria opinione. Il cantautore calabrese, protagonista al Teatro degli Arcimboldi di Milano con TuttoBrunori, ha trasformato il suo nuovo spettacolo in un viaggio tra musica, confessioni personali e riflessioni politiche, affrontando senza troppi giri di parole anche la tragedia di Gaza, che definisce un «genocidio». E tra una canzone e l’altra trova il tempo per raccontare le differenze ideologiche con il padre, che votava Fiamma Tricolore, mentre lui è diventato uno dei cantautori più riconoscibili dell’area culturale di sinistra.

                Lo spettacolo mescola il concerto tradizionale al teatro canzone, con dieci monologhi che accompagnano i brani più amati del suo repertorio. Brunori alterna ironia, provocazioni e momenti di grande tenerezza, prendendo in giro persino se stesso e quella fama da intellettuale progressista che ormai lo accompagna.

                «Io di sinistra, mio padre votava Fiamma Tricolore»

                Uno dei momenti più divertenti e commoventi arriva quando Brunori immagina un dialogo con il padre, scomparso prima che il figlio raggiungesse il successo. Il cantautore gli racconta la propria carriera e scherza sulle differenze politiche che li separavano.

                «Sono diventato cantautore, e quindi di sinistra. Un figlio che canta per i comunisti mentre tu votavi Fiamma Tricolore…», dice, strappando sorrisi al pubblico e trasformando un ricordo familiare in una riflessione sulle appartenenze politiche.

                Poi rincara la dose, prendendo in giro la propria immagine pubblica: «Sono il king del woke, il santino perfetto del cantautore di sinistra». Eppure, quando vede Matteo Salvini cantare le sue canzoni o alcuni esponenti della destra celebrare Francesco Guccini, anche le certezze ideologiche diventano materia di ironia.

                Gaza e la scelta di schierarsi: «Meglio il ridicolo di prendere posizione»

                Il tono cambia quando Brunori affronta la guerra a Gaza. Attraverso un monologo sarcastico, il cantante immagina una riunione aziendale nella quale perfino le vittime di un conflitto vengono trattate come numeri da inserire in un bilancio.

                Il riferimento è a «70 mila morti di cui 21 mila children», una provocazione che utilizza volutamente il linguaggio del marketing per denunciare l’assurdità di trasformare una tragedia umanitaria in una questione di risultati.

                Brunori racconta poi un episodio realmente vissuto durante un concerto in Sardegna, quando uno spettatore gli porse una bandiera. Accettarla avrebbe significato prendere posizione pubblicamente, con tutte le inevitabili reazioni sui social; ignorarla avrebbe invece permesso di evitare polemiche.

                Il cantautore sceglie di affrontare il dilemma con una frase che riassume il senso dello spettacolo: «Meglio il ridicolo di prendere posizione, al ridicolo di non prenderne affatto».

                «Questo spettacolo lancia il sasso e non nasconde la mano»

                Brunori chiarisce che la riflessione non nasce dal desiderio di attaccare altri artisti, ma da un confronto con i propri dubbi. «Non avevo in mente lui ma me stesso», spiega a proposito di chi aveva interpretato il monologo come una risposta a Francesco De Gregori.

                Il cantante riconosce che esiste una differenza tra schierarsi per convinzione e farlo soltanto perché una determinata posizione è popolare. «C’è una linea sottile fra lo schierarsi per retorica o perché è di moda e l’importanza di prendere posizione», osserva, sottolineando che anche il dubbio deve servire a cercare risposte.

                E aggiunge un’altra riflessione sul ruolo dell’ironia: «L’ironia stessa a volte è usata per tirare il sasso e nascondere la mano». Questa volta, però, vuole evitare qualsiasi ambiguità: «Questo spettacolo lancia il sasso e non nasconde la mano».

                Dalla Calabria a Sanremo, fino all’amore per la figlia

                Non c’è soltanto la politica nello spettacolo di Brunori Sas. Il cantautore, cresciuto a San Fili, in provincia di Cosenza, non ha mai rinnegato le proprie radici calabresi, mantenendo un legame profondo con la terra dalla quale è partito per conquistare il pubblico nazionale.

                Sul palco trova spazio anche l’amore, raccontato attraverso il rapporto con la compagna Simona Marrazzo, che condivide con lui la passione per la musica. E naturalmente arriva il momento dedicato alla figlia, protagonista emotiva di L’albero delle noci, il brano che Brunori ha portato al Festival di Sanremo nel 2025.

                Tra risate, ricordi e confessioni, il cantautore mette insieme tutte le sfaccettature della propria vita, dal ragazzo calabrese cresciuto con una famiglia politicamente divisa all’artista che oggi sente il bisogno di esprimersi anche sulle questioni più controverse.

                Il finale è affidato a poche parole che racchiudono il senso del viaggio: «Tutto questo sono». E il pubblico degli Arcimboldi risponde con gli applausi.

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