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Spettacolo

Crema va nel pallone con la partita vip per beneficenza

Tanti volti noti dei reality e della TV hanno partecipato alla partita di beneficenza ‘Un Sogno nel Cuore’ allo stadio Voltini. L’evento, patrocinato dal Comune e sostenuto dalla Pergolettese, ha raccolto fondi per le famiglie indigenti con disabili, sensibilizzando sul grave disagio causato dalla disabilità.

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    Applausi e beneficenza ieri durante la partita di calcio allo stadio Voltini. L’iniziativa, chiamata ‘Un Sogno nel Cuore’, è stata organizzata a favore delle famiglie indigenti con disabili e ha ricevuto il patrocinio del Comune e il sostegno della Pergolettese, che ha partecipato attivamente con la propria prima squadra.

    Tra i protagonisti in campo c’erano Alessio Tacchinardi, il calciatore brasiliano Jeda, il celebre ballerino di Amici Cristian Stefanelli, Matteo Diamante, ex concorrente dell’Isola dei Famosi e del GF Vip, Gianluca Costantino del GF Vip, e molti altri. L’inno nazionale è stato cantato da Chiara Grispo, vincitrice di Amici.

    Questa grande iniziativa mira a sensibilizzare sulla necessità di creare consapevolezza riguardo al grave disagio causato dalla disabilità, sia per chi ne è afflitto, sia per le loro famiglie. Durante l’evento è stato istituito un fondo di solidarietà, gestito dal Comune, destinato alle famiglie indigenti con membri disabili che necessitano di terapie costose.

    La manifestazione sportiva e solidale è organizzata dalla Società Nation Blu, che fa riferimento alla storica Nazionale Azzurri italiana. Le squadre Nation Blue, con il direttore generale Alessandro Arena, e gli All Star Pergo, composti da calciatori della Pergolettese, si sono sfidate in campo. Nation Blue, con una lunga storia di eventi benefici, continua la sua missione di charity con la partecipazione di celebrità del mondo dello spettacolo e del calcio internazionale. Per la cronaca la partita si è chiusa sul punteggio di 6 a 6!

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      Musica

      Pierdavide Carone scrive a Stefano De Martino: tra orgoglio e autocandidatura spunta il sogno Sanremo

      Dopo l’annuncio di Stefano De Martino a Sanremo 2027, Pierdavide Carone gli scrive una lettera pubblica tra ricordi, stima e un invito neanche troppo velato. Tra amicizia e ambizioni, il cantautore riapre il discorso Festival e accende il gossip

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        Pierdavide Carone riemerge con una mossa che non passa inosservata e sceglie un destinatario preciso: Stefano De Martino. Dopo l’ufficialità del suo ruolo come conduttore e direttore artistico di Sanremo 2027, il ballerino diventato volto di punta della tv riceve una lettera pubblica che sa di nostalgia, ma anche di opportunità. Un messaggio che sembra partire dal cuore, ma che tra le righe lascia intravedere qualcosa di più.

        “Sono orgoglioso di te”: il messaggio che riapre tutto

        Carone non gira intorno alle parole. “Sono davvero orgoglioso di te”, scrive, ricordando i tempi di Amici 2010, quando condividevano sogni e fatica sotto lo stesso tetto. Le loro strade si sono divise, ma il legame non si è mai spezzato del tutto. Tra un messaggio e l’altro, negli anni, è rimasta quella promessa mai mantenuta: vedersi a Roma per un caffè o una pizza. Una frase che torna anche nella lettera, quasi a voler riaprire un dialogo rimasto sospeso.

        Tra amicizia e… qualcosa in più

        Fin qui tutto perfetto, quasi romantico. Ma poi arriva il passaggio che cambia prospettiva. L’annuncio di De Martino a Sanremo accende qualcosa in Carone, che ammette di aver subito pensato a quel ragazzo con cui condivideva il palco. Un pensiero che suona come una dichiarazione di intenti. Non esplicita, certo, ma neanche troppo nascosta. Del resto, Carone conosce bene il Festival: lo ha vinto come autore e lo ha vissuto anche da protagonista.

        Il nodo vero si chiama casting

        Il punto, però, non è solo l’amicizia. Il Festival è un meccanismo complesso, dove contano strategie, numeri e scelte artistiche. E qui entra in gioco un nome chiave: Fabrizio Ferraguzzo, consulente artistico e figura centrale nelle decisioni sul cast. È lui, più di chiunque altro, a pesare nella costruzione della line-up. E allora la domanda resta sospesa: basterà una lettera carica di affetto per aprire le porte dell’Ariston?

        Per ora, Carone ha lanciato il suo messaggio. Una sorta di bottiglia affidata al mare mediatico. Se arriverà a destinazione, lo dirà il tempo. E forse, prima ancora del palco, servirà davvero quella pizza mai fatta.

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          Televisione

          Grande Fratello Vip in crisi: ascolti bassi, voci di chiusura anticipata e la verità sul futuro del reality

          Il Grande Fratello Vip fatica a decollare e perde la sfida degli ascolti, alimentando le voci di una possibile chiusura anticipata. Ma dietro le quinte la situazione sarebbe diversa: il reality potrebbe andare avanti fino a maggio, con qualche possibile cambiamento nella programmazione

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            Il Grande Fratello Vip non ingrana e i numeri iniziano a preoccupare. Dopo l’entusiasmo iniziale per il ritorno di Ilary Blasi alla conduzione, il reality di Canale 5 si trova a fare i conti con ascolti al di sotto delle aspettative e con una concorrenza sempre più agguerrita. Il risultato? Il pubblico inizia a farsi una domanda precisa: quanto durerà davvero questa edizione?

            Ascolti in calo e pubblico in allarme

            Il debutto aveva acceso grandi speranze, complice il ritorno di Ilary Blasi e il bisogno di rilanciare un format storico dopo le polemiche legate alla precedente gestione. Eppure, settimana dopo settimana, gli ascolti non stanno premiando il programma. Il Grande Fratello Vip perde terreno anche nella sfida diretta con altri show, come The Voice Generation, e il calo diventa un tema sempre più centrale anche sui social. Dentro la casa, intanto, la vita scorre tra dinamiche, flirt mancati e tensioni, ma fuori cresce il dubbio che tutto questo non basti a tenere incollato il pubblico.

            Il rischio chiusura anticipata

            Con numeri poco brillanti, il timore di una chiusura anticipata si fa strada tra i fan. Il precedente recente di programmi stoppati prima del previsto pesa e alimenta le preoccupazioni. C’è chi teme un nuovo flop per Ilary Blasi e un addio anticipato al reality, soprattutto se la curva degli ascolti dovesse continuare a scendere. Un’ipotesi che, almeno per ora, resta sul tavolo più come suggestione che come decisione concreta.

            La verità sulla programmazione

            Dietro le quinte, però, il quadro sarebbe meno drammatico di quanto si pensi. Secondo le indiscrezioni, Mediaset non avrebbe alcuna intenzione di chiudere in anticipo il Grande Fratello Vip, che dovrebbe proseguire fino ai primi di maggio, salvo crolli improvvisi e clamorosi. Più probabile, invece, un aggiustamento della programmazione: si parla della possibile eliminazione del doppio appuntamento settimanale, lasciando un solo giorno fisso per cercare di consolidare il pubblico.

            Intanto, si guarda già avanti, con l’ipotesi di una nuova edizione in autunno. Segno che, nonostante le difficoltà, il format resta centrale nelle strategie televisive. E allora la vera partita è ancora tutta aperta: capire se il Grande Fratello Vip riuscirà a rialzarsi o se continuerà a navigare in acque agitate.

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              Musica

              Andrea Bocelli si mette a nudo nel documentario evento: “La musica mi ha aiutato a far bella la mia vita”

              Andrea Bocelli si racconta come non aveva mai fatto prima nel documentario Because I Believe, tra ricordi dell’infanzia, il dolore della cecità, l’amore per la famiglia e una carriera esplosa quando per molti artisti il treno è già passato. Un viaggio intimo dentro la vita di un uomo che ha trasformato la musica in destino

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                Andrea Bocelli si racconta senza maschere e senza sovrastrutture, affidando al documentario Andrea Bocelli – Because I Believe una confessione che suona quasi come un bilancio esistenziale. “Mi sono sempre fidato di quello che il destino ha preparato per me”, dice il tenore in apertura, e dentro questa frase c’è già tutto: la fede, la disciplina, il dolore, la pazienza e soprattutto quella capacità rara di trasformare una ferita in una forma di bellezza. Il film, in prima visione su Sky Documentaries il 5 aprile alle 21.15 e in streaming su Now, promette di mostrare il lato più intimo dell’artista, lontano dal solo mito della voce.

                Il bambino mandato lontano da casa

                Tra i passaggi più toccanti del racconto c’è l’infanzia. Bocelli ripercorre gli anni del collegio per non vedenti in Emilia Romagna, dove fu mandato a dieci anni, vivendo con sofferenza il distacco dagli affetti e dalla sua terra. È lì che si comincia a intuire la tempra dell’uomo prima ancora dell’artista. La perdita della vista non diventa mai, nel suo racconto, una posa narrativa o una scorciatoia emotiva. Resta una realtà durissima, ma anche una condizione dentro cui la musica cresce con lui, “come le gambe, come le braccia”, fino a diventare una forma di respiro quotidiano.

                La svolta arrivata quando nessuno se l’aspetta

                La parabola di Bocelli ha qualcosa di anomalo e forse proprio per questo di ancora più affascinante. Il successo arriva dopo i trent’anni, quando molti considerano già chiusa la finestra delle grandi occasioni. Prima ci sono i piano bar, la gavetta, la fedeltà ostinata alla Toscana e alla lingua italiana, senza la tentazione di spostarsi dove tutto sembra più facile. Poi la svolta, grazie a Zucchero, al provino per Miserere e a quella catena di eventi che lo porta prima a Sanremo e poi nel mondo. Da lì in avanti, la storia cambia passo: dischi d’oro, classifiche internazionali, il boom di Time to Say Goodbye e una carriera diventata globale.

                La famiglia, la musica e una vita resa più bella

                Il documentario però non si ferma alla leggenda pubblica. Mostra Bocelli nella quotidianità, accanto alla moglie Veronica e alla figlia Virginia, nelle riunioni di lavoro come nei grandi palchi delle Terme di Caracalla o del Madison Square Garden. È il ritratto di un uomo rigoroso, profondamente legato ai suoi affetti e ancora stupito davanti alla forza della propria storia. Quando dice che “la musica mi ha aiutato a vivere bene, a far bella la mia vita”, non sembra una frase costruita, ma una verità semplice conquistata nel tempo. Ed è forse proprio questo il cuore più potente del racconto: non il trionfo del personaggio, ma la gratitudine ostinata dell’uomo.

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