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Spettacolo

Ecco chi presenterà il festival all’Ariston

Sarebbe quello di Milly Carlucci il nome scelto dalla RAI per il dopo Amadeus. La showgirl sarebbe anche il direttore artistico del Festiva. La seconda dal 1951

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    Con l’annuncio di Amadeus riguardo alla sua rinuncia alla conduzione del prossimo Festival di Sanremo su Rai, l’industria dell’intrattenimento è immersa in una fervida speculazione. Mentre diversi nomi sono stati proposti come suoi successori, molti hanno declinato l’offerta, temendo di non riuscire a eguagliare il successo di Amadeus. Secondo le indiscrezioni dei soliti bene infirmati sembra che Milly Carlucci sia una delle candidate più probabili per il ruolo di direttrice artistica del prossimo Festival di Sanremo.

    Nonostante la rarità delle donne nel ruolo di direttrice artistica, è importante ricordare che, dal 1951, solo una donna ha ricoperto questo incarico al Festival di Sanremo. Nel 1997, Carla Vistarini ha condiviso la direzione artistica con due uomini, Pino Donaggio e Giorgio Moroder, rappresentando una delle rare eccezioni nella storia del Festival. Questo potenziale ruolo per Milly Carlucci potrebbe rappresentare un’altra pietra miliare nella ricerca di una maggiore rappresentanza femminile nell’industria dell’intrattenimento italiano e un ulteriore passo avanti nella storia del Festival di Sanremo.

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      Televisione

      Martina Miliddi rompe il silenzio su Stefano De Martino: «Ecco come stanno davvero le cose tra noi»

      L’arrivo della ballerina ad Affari Tuoi aveva acceso il chiacchiericcio sul presunto legame con Stefano De Martino. Ora Martina Miliddi mette fine alle voci e racconta come stanno davvero le cose, mentre nella sua vita sentimentale c’è già un altro uomo.

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        Da settimane il suo nome rimbalza tra social, siti di gossip e programmi televisivi. Da quando Martina Miliddi è arrivata nel cast di Affari Tuoi, il web ha iniziato a osservare ogni sguardo, ogni sorriso e ogni complicità con Stefano De Martino. Tanto è bastato per trasformare una collaborazione televisiva in un presunto flirt.

        Il tam tam social è partito quasi subito. C’è chi ha parlato di feeling speciale dietro le quinte, chi di sintonia evidente davanti alle telecamere e chi addirittura di una frequentazione tenuta lontana dai riflettori. Un copione ormai classico quando si parla di Stefano De Martino, da anni uno dei volti più chiacchierati della televisione italiana.

        Martina Miliddi chiarisce tutto

        Adesso però è arrivata direttamente la risposta della ballerina, che ha deciso di mettere un punto alle indiscrezioni. Martina Miliddi ha infatti chiarito che tra lei e De Martino non esiste alcun rapporto sentimentale e che il loro legame sarebbe esclusivamente professionale.

        Una precisazione che smonta le ricostruzioni circolate negli ultimi tempi. La ballerina avrebbe spiegato come tra loro ci sia semplicemente un rapporto di stima e fiducia nato lavorando insieme ad Affari Tuoi. Nessuna storia segreta, nessun flirt nascosto dietro le quinte della Rai. Solo lavoro e complicità professionale.

        Parole che arrivano proprio mentre il gossip attorno a Stefano De Martino continua a crescere settimana dopo settimana. Il conduttore, infatti, resta uno dei personaggi più osservati dello spettacolo italiano e ogni nuova presenza femminile accanto a lui finisce inevitabilmente al centro dei rumor.

        La verità sulla vita privata della ballerina

        A rendere ancora più fragile la teoria del presunto flirt c’è poi la situazione sentimentale della stessa Martina Miliddi. Dopo la storia molto seguita con Aka7even, la ballerina oggi sarebbe felicemente legata al coreografo Simone Milani.

        Una relazione stabile che ridimensiona ulteriormente le voci esplose nelle ultime settimane. Ma si sa, nel mondo dello spettacolo basta condividere uno studio televisivo per trasformarsi immediatamente nella coppia del momento. E così anche Martina Miliddi si è ritrovata dentro il vortice del gossip, costretta ora a intervenire personalmente per spegnere le indiscrezioni.

        Resta però il dato evidente: da quando Stefano De Martino è diventato il nuovo volto di punta dell’access prime time Rai, ogni dettaglio della sua vita privata sembra trasformarsi automaticamente in una notizia.

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          Personaggi e interviste

          Jasmine Carrisi entra nella guerra di famiglia e difende Al Bano dagli attacchi: «Non merita certe accuse»

          La nuova puntata dello scontro familiare arriva da La Volta Buona, dove Jasmine Carrisi ha raccontato di essersi commossa vedendo Al Bano così vulnerabile a Domenica In. Poi la risposta ai post dei fratelli maggiori, letti da molti come una stoccata durissima al cantante.

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            Nella famiglia Carrisi la tempesta non si è ancora fermata. Dopo l’intervista di Al Bano a Domenica In, la replica a Romina Power e i messaggi social di Yari e Cristel, ora a parlare è Jasmine Carrisi. La figlia del cantante di Cellino San Marco e di Loredana Lecciso è intervenuta a La Volta Buona, ospite di Caterina Balivo nella puntata del 5 maggio, e ha scelto una posizione chiarissima: difendere il padre.

            Non un intervento freddo, non una frase diplomatica buttata lì per spegnere il caso. Jasmine ha raccontato di aver seguito l’intervista di Al Bano e di essersi commossa vedendolo in una veste insolita, lontana dall’immagine granitica che il pubblico conosce da decenni. «Ho seguito l’intervista, mi ha commosso, è la prima volta che ho visto mio padre così vulnerabile», ha detto. Poi ha aggiunto: «Sarò anche di parte ma mi ha emozionato e credo sia stato giusto che si sia tolto qualche sassolino dalla scarpa».

            La risposta ai messaggi di Yari e Cristel

            Il passaggio più delicato riguarda inevitabilmente i post pubblicati dai fratelli maggiori. Dopo l’intervista di Al Bano, Yari aveva scelto un tono più sfumato, pubblicando una foto dei genitori negli anni Settanta e scrivendo: «Grazie a Dio adesso esiste internet e i social non sono più soggetti alla stampa. Detto ciò, vi riporto al discorso musicale». Cristel, invece, aveva affidato a X una frase molto più tagliente: «E comunque nessuno si arrabbia di più di un narcisista che si sente accusato di qualcosa che ha assolutamente commesso…..».

            Nessun nome, ma il tempismo ha fatto il resto. Quelle parole sono state lette da molti come una stoccata diretta ad Al Bano, proprio mentre il cantante stava raccontando la sua verità sulla scomparsa di Ylenia e sui rapporti con Romina Power. Jasmine, pur spiegando di non sapere con certezza a chi fossero riferiti quei messaggi, ha preso le distanze da una simile lettura del padre.

            «Mio padre è una persona di cuore»

            La giovane Carrisi ha usato parole nette per descrivere Al Bano. «Mi dispiacerebbe se fosse così perché qualsiasi persona che conosca mio papà sa che è una persona di cuore», ha detto in studio. Poi ha aggiunto una frase che suona come una difesa piena, quasi definitiva: «È difficile non trovare un pilastro in lui, né da figlio né da moglie».

            Una presa di posizione che aggiunge un nuovo capitolo al caso Carrisi. Da una parte Yari e Cristel, segnati da ferite familiari che sembrano ancora aperte. Dall’altra Jasmine, che vede nel padre un uomo fragile, attaccato e costretto a difendersi pubblicamente. Nel mezzo, come sempre, resta il nome di Ylenia, la ferita più grande e mai rimarginata di una famiglia che da anni vive sotto gli occhi di tutti.

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              Musica

              In 25 mila allo stadio Romeo Neri per la data zero del VascoLive2026, tra pezzi storici, rabbia civile e delirio collettivo.

              CATENACCIO
              Il Komandante riparte da Rimini con due ore e mezza di concerto, recupera brani degli esordi e trasforma il palco in una dichiarazione politica senza comizi: “La musica è resistenza contro i sociopatici guerrafondai”.

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                Vasco Rossi è tornato e lo ha fatto nel solo modo che conosce davvero: occupando uno stadio, accendendo tre generazioni insieme e trasformando un concerto in una specie di rito collettivo dove il rock, la memoria e la rabbia civile finiscono nello stesso amplificatore. Allo stadio Romeo Neri di Rimini, davanti a 25 mila persone, la data zero del VascoLive2026 ha mostrato subito la misura del tour: undici concerti in sei città e una scaletta che pesca nel passato più ruvido del Komandante per parlare, senza troppe spiegazioni, anche del presente.

                VascoLive2026, Rimini esplode per il Komandante

                Il pubblico è arrivato presto, fin dal pomeriggio, sfidando caldo, attese e qualche inevitabile malore gestito dai soccorsi. C’erano fan arrivati dal Sudamerica, gruppi partiti di notte dalla Sicilia, famiglie intere, ragazzi giovanissimi e fedelissimi che non hanno mai saltato un concerto. Una signora coetanea di Vasco raccontava ai vicini di posto di non essersi mai persa una data del suo Komandante. È questa, da sempre, la forza di Vasco: mettere nello stesso stadio chi lo segue dagli anni di Colpa d’Alfredo e chi lo ha scoperto molto dopo, magari per contagio familiare.

                La partenza è stata una scossa. Vado al massimo, Ormai è tardi, Fegato, fegato spappolato. Non una passerella rassicurante, ma un ritorno al Vasco più rock, provocatorio, abrasivo, quello che all’inizio degli anni Ottanta spaccava la grammatica della canzone italiana e se ne fregava delle facce ingessate. Vado al massimo, brano del 1982, è stato presentato da Vasco come l’incipit di un libro scritto per provocare un mondo ipocrita e bigotto che, secondo lui, non è mai davvero morto.

                Le canzoni ritrovate e la rabbia contro la guerra

                La scaletta ha puntato molto su brani meno frequentati nei live recenti. Una nuova canzone per lei, mai eseguita dal vivo, Alibi, Sono ancora in coma, Ciao in una veste inattesa con archi e fiati. Accanto ai classici da stadio, Vasco ha scelto di recuperare pezzi che sembrano arrivare da un’altra epoca ma che suonano ancora stranamente attuali.

                Il momento più politico è arrivato con (Per quello che ho da fare) faccio il militare, canzone del 1979 tratta da Non siamo mica gli americani. “In questi tempi complicati mi è tornata in mente questa canzone”, ha detto Vasco. Poi ha spiegato il suo modo di schierarsi: non con lunghi discorsi, ma con le canzoni. “La musica è una forma di resistenza attiva contro questi sociopatici che scatenano guerre e distruzioni e chi soffre è solo la popolazione civile”, ha dichiarato.

                “Il potere è una droga”

                Vasco ha anche chiarito di avere rispetto per De Gregori e per chi sceglie strade diverse, ma il suo palco non è rimasto certo neutro. Durante Fegato, fegato spappolato ha urlato che “il potere è una droga” e che quindi al governo “sono tutti drogati”. Una frase alla Vasco, brutale, diretta, senza confezione diplomatica. Poi il riferimento agli Stati Uniti: “A un certo punto abbiamo pensato anche noi di essere americani. E invece no, siamo italiani”. Il vecchio slogan “Non siamo mica gli americani… che loro possono sparare agli indiani” diventa così una chiave per leggere guerre, poteri e arroganze contemporanee.

                Tre generazioni nello stesso stadio

                Il concerto ha funzionato anche perché Vasco continua a parlare al “noi”, parola quasi fuori moda in un tempo dominato dall’io. Lui invece costruisce ancora comunità, aggregazione, appartenenza. Lo definisce un “acceleratore quantico di particelle emotive”, una formula molto vaschiana per dire che il live serve a capire chi siamo davvero. E forse è proprio questo che il pubblico va a cercare: una felicità collettiva, sana e scandalosa, come la chiama lui.

                Nel finale sono arrivati i colpi che nessun fan perdonerebbe se mancassero: Siamo soli, Stupendo, Gli spari sopra, dedicata “a tutti i farabutti che governano questo mondo”, poi Un mondo migliore, Sally, Siamo solo noi, Vita spericolata piano e voce, Canzone e Albachiara. A quel punto lo stadio non era più pubblico ma onda, un corpo solo, una massa compatta che cantava ogni parola.

                “A giugno ci sono solo due certezze: il caldo e i concerti di Vasco”, ha scherzato lui. Su uno striscione c’era scritto Pane e Vasco. Ed è forse la sintesi più semplice di una fedeltà che non ha bisogno di molte spiegazioni. Vasco riparte da Rimini con uno show gigantesco, pieno di memoria e nervi scoperti. Non fa comizi, non cerca formule eleganti, non chiede permesso. Si schiera come ha sempre fatto: mettendo le canzoni davanti a tutto.

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