Spettacolo
Ecco chi presenterà il festival all’Ariston
Sarebbe quello di Milly Carlucci il nome scelto dalla RAI per il dopo Amadeus. La showgirl sarebbe anche il direttore artistico del Festiva. La seconda dal 1951

Con l’annuncio di Amadeus riguardo alla sua rinuncia alla conduzione del prossimo Festival di Sanremo su Rai, l’industria dell’intrattenimento è immersa in una fervida speculazione. Mentre diversi nomi sono stati proposti come suoi successori, molti hanno declinato l’offerta, temendo di non riuscire a eguagliare il successo di Amadeus. Secondo le indiscrezioni dei soliti bene infirmati sembra che Milly Carlucci sia una delle candidate più probabili per il ruolo di direttrice artistica del prossimo Festival di Sanremo.
Nonostante la rarità delle donne nel ruolo di direttrice artistica, è importante ricordare che, dal 1951, solo una donna ha ricoperto questo incarico al Festival di Sanremo. Nel 1997, Carla Vistarini ha condiviso la direzione artistica con due uomini, Pino Donaggio e Giorgio Moroder, rappresentando una delle rare eccezioni nella storia del Festival. Questo potenziale ruolo per Milly Carlucci potrebbe rappresentare un’altra pietra miliare nella ricerca di una maggiore rappresentanza femminile nell’industria dell’intrattenimento italiano e un ulteriore passo avanti nella storia del Festival di Sanremo.
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Personaggi e interviste
Victoria Cabello senza filtri su X Factor: “Non lo rifarei. Non ero a mio agio, facevo schifo”
Ospite a TvTalk, Victoria Cabello chiude definitivamente con il passato a X Factor: “Non ho il minimo dubbio, non lo rifarei”. Ricorda il lavoro con Morgan, Fedez e Mika e ammette di non essersi sentita portata per quel clima competitivo e urlato. Un’autocritica rara, diretta e senza sconti.
“Non rifarei X Factor, non ho il minimo dubbio”. Victoria Cabello lo dice a TvTalk con quella schiettezza che l’ha sempre contraddistinta. Niente nostalgia televisiva, nessun maquillage sul passato. Solo una constatazione netta: quell’esperienza non faceva per lei.
La conduttrice ripercorre gli anni del talent show e mette a fuoco il punto centrale: “Ho capito che il contesto urlato è molto faticoso per me, io amo lavorare divertendomi”. Una frase che racconta più di mille retroscena. Perché X Factor è competizione, tensione, adrenalina. E non tutti si trovano a casa in quel ritmo.
Il clima “urlato” che non le apparteneva
Il talent musicale è un format che vive di conflitto, giudizi taglienti, battute che diventano virali. In quel periodo Cabello lavorava accanto a Morgan, Fedez e Mika. Un parterre forte, carismatico, spesso sopra le righe.
Ma lei non si è mai sentita completamente integrata in quella dinamica. “Non ero portata e a mio agio”. È un’autocritica che non cerca giustificazioni esterne. Nessuna accusa al format, nessun dito puntato contro colleghi o produzione. Solo la consapevolezza di non aver trovato il proprio posto.
L’autocritica che spiazza
Poi la frase che sorprende e strappa un sorriso: “Insomma, facevo cagare”. Un giudizio durissimo su se stessa, pronunciato con ironia ma anche con onestà. In un mondo televisivo dove spesso si tende a riscrivere il passato in chiave eroica, Cabello sceglie la via opposta.
È proprio questa autoironia a renderla riconoscibile. Ammettere un’esperienza non riuscita, senza filtri, è raro. E forse è anche un modo per chiudere definitivamente un capitolo.
Divertirsi o niente
La chiave sta in una parola: divertimento. Victoria Cabello ha sempre costruito la sua cifra su leggerezza, improvvisazione, ritmo personale. Se manca il piacere, il lavoro diventa fatica sterile.
A TvTalk non c’è rancore, ma chiarezza. X Factor resta un passaggio, non una ferita. E la lezione è semplice: non tutto ciò che funziona per il pubblico funziona per chi lo conduce.
In un’epoca di revival e ritorni, Cabello traccia una linea. Quel palco non lo rifarebbe. E lo dice senza rimpianti.
Speciale Sanremo 2026
Sanremo senza sorprese, l’unico vero colpo di teatro sarebbe Barbara D’Urso all’Ariston: la prova definitiva dell’autonomia di Conti
Cast blindato, poche novità e nessun guizzo inatteso. Mentre Carlo Conti rivendica autonomia totale nelle scelte, il web reclama Barbara D’Urso come unico vero coup de théâtre. Farla salire all’Ariston sarebbe la dimostrazione plastica che nessuna ingerenza – neppure politica – pesa sul Festival.
Sarebbe l’unico vero coup de théâtre di un Festival che, finora, di colpi di scena ne ha offerti pochi. Sanremo 2026 ha un cast solido, nomi rodati, ospiti prevedibili. Tutto funziona, ma nulla sorprende. E quando lo spettacolo scorre senza scosse, è il pubblico a inventarsi la trama alternativa.
Sui social, da giorni, rimbalza un nome: Barbara D’Urso. Nonostante sia lontana dalla conduzione televisiva da anni, il “sentiment” – per usare una parola che lei stessa amava – non si è affatto affievolito. Anzi, si è trasformato in una sorta di nostalgia militante.
Il vuoto che fa rumore
La D’Urso non ha un programma, non presidia prime time, non monopolizza pomeriggi. Eppure continua a generare conversazioni. Basta che venga evocata, ed ecco riaccendersi un dibattito tra fan, detrattori, nostalgici.
In un Festival che punta sulla continuità e sull’equilibrio, la sua eventuale presenza sarebbe un elemento destabilizzante. Nel bene e nel male. Perché Barbara D’Urso non è mai neutra. Divide, incendia, catalizza.
L’autonomia rivendicata da Conti
Carlo Conti ha più volte ribadito di non aver subito alcuna ingerenza, nemmeno politica, nella costruzione del Festival. “Carta bianca”, ha detto. E allora quale miglior prova di indipendenza se non un invito inatteso?
Far salire Barbarella sul palco dell’Ariston significherebbe ribaltare la narrazione di un Sanremo prudente. Sarebbe un gesto simbolico, quasi una dichiarazione: qui decidiamo noi, senza condizionamenti.
Il Festival che manca
Sanremo vive anche di attese tradite e desideri collettivi. Se il cast ufficiale non ha acceso l’effetto sorpresa, il pubblico prova a colmare il vuoto con un nome che evoca televisione popolare, emotiva, senza filtri.
Barbara D’Urso all’Ariston sarebbe un evento mediatico prima ancora che televisivo. Una presenza capace di spostare l’attenzione, di riaccendere il dibattito, di creare quel momento “virale” che quest’edizione, finora, non ha ancora trovato.
Resta da capire se il desiderio dei social resterà suggestione o diventerà realtà. Ma una cosa è certa: in un Festival senza grandi scossoni, il vero colpo di scena sarebbe lei.
Musica
Fiorella Mannoia annuncia il tour “Anime salve” e ricorda De André: “Mi hai cambiato la vita”. E lui la baciò
Fiorella Mannoia sarà in tour con “Fiorella canta Fabrizio e Ivano (Fossati): Anime salve”. Ospite a Che Tempo Che Fa, svela cosa disse a Fabrizio De André: “Mi hai cambiato la vita”. E lui, per risposta, la baciò. Un ricordo che diventa omaggio musicale
Non è solo un tour. È un atto d’amore. A Che Tempo Che Fa, Fiorella Mannoia annuncia il suo nuovo progetto live: “Fiorella canta Fabrizio e Ivano (Fossati): Anime salve”. Un viaggio musicale dentro due universi che hanno segnato la sua carriera e la canzone d’autore italiana.
Sul palco porterà le parole e le melodie di Fabrizio De André e Ivano Fossati, due autori che hanno attraversato la sua vita artistica e personale. E proprio parlando di De André, Mannoia lascia cadere un ricordo che vibra ancora.
“Mi hai cambiato la vita”
“Gli dissi: tanto lo so che ti sto dicendo una cosa che ti hanno detto in tanti, però mi hai cambiato la vita”. Una frase semplice, quasi timida, pronunciata davanti a un gigante della musica italiana.
E la risposta non fu una lezione, né un sorriso ironico. “E lui mi baciò”.
Un gesto che racchiude rispetto, gratitudine, affetto. Non un bacio da copertina, ma un momento intimo che oggi torna come frammento di memoria.
Anime salve, un titolo che è dichiarazione
Il tour prende il nome da “Anime salve”, uno dei lavori più intensi di De André, ma si apre anche al mondo di Ivano Fossati, altro autore raffinato e schivo, capace di raccontare l’inquietudine e la fragilità con eleganza rara.
Fiorella Mannoia non si limita a reinterpretare brani celebri. Li abita. Li attraversa con la sua voce matura, con quell’intensità che negli anni è diventata cifra stilistica. Il progetto è un omaggio ma anche una rilettura, un dialogo a distanza con due maestri.
Un’eredità che continua
A Che Tempo Che Fa l’annuncio non suona come promozione, ma come necessità. Cantare De André e Fossati oggi significa riportare al centro parole che parlano di ultimi, di libertà, di anime fuori posto.
Il ricordo del bacio di Faber non è nostalgia fine a sé stessa. È la testimonianza di un passaggio di testimone emotivo. Un’artista che riconosce il debito e lo restituisce in musica.
E così il tour diventa più di una serie di date. Diventa una promessa: tenere vive quelle canzoni, farle risuonare ancora, farle arrivare a chi magari non c’era quando sono nate.
-
Gossip2 anni faElisabetta Canalis, che Sex bomb! è suo il primo topless del 2024 (GALLERY SENZA CENSURA!)
-
Sex and La City2 anni faDick Rating: che voto mi dai se te lo posto?
-
Cronaca Nera2 anni faBossetti è innocente? Ecco tutti i lati deboli dell’accusa
-
Speciale Grande Fratello1 anno faHelena Prestes, chi è la concorrente vip del Grande Fratello? Età, carriera, vita privata e curiosità
-
Gossip2 anni faLa De Filippi beccata con lui: la strana coppia a cavallo si rilassa in vacanza
-
Speciale Olimpiadi 20242 anni faFact checking su Imane Khelif, la pugile al centro delle polemiche. Davvero è trans?
-
Video1 anno faVideo scandalo a Temptation Island Spagna: lei fa sesso con un tentatore, lui impazzisce in diretta
-
Speciale Grande Fratello1 anno faShaila del Grande Fratello: balzi da “Gatta” nei programmi Mediaset
