Connect with us

Spettacolo

Elisabetta Gregoraci, una serata di eleganza e solidarietà per i bambini

Venerdì 31 gennaio, una cena di beneficenza con protagonista Elisabetta Gregoraci raccoglierà fondi per la Fondazione “Il Coraggio dei Bambini”, impegnata nella lotta ai tumori cerebrali solidi infantili.

Avatar photo

Pubblicato

il

    Una serata speciale, tra glamour e impegno sociale, con un unico obiettivo: fare la differenza. Venerdì 31 gennaio, a partire dalle 19:30, il Riva Restaurant & Lounge Bar di Falerna Marina ospiterà una cena di beneficenza a favore della Fondazione “Il Coraggio dei Bambini”, un’organizzazione che da anni combatte instancabilmente contro i tumori cerebrali solidi infantili nell’ambito della neuro-oncologia pediatrica.

    L’evento, ideato da DIEMMECOM, avrà un’ospite d’eccezione: Elisabetta Gregoraci, madrina della serata e volto noto dello spettacolo, da sempre sensibile alle cause umanitarie. Un appuntamento che unisce eleganza e generosità, dimostrando come il mondo della mondanità possa trasformarsi in un’opportunità concreta per aiutare chi ne ha più bisogno.

    La location scelta non è casuale: il Riva Restaurant & Lounge Bar, con la sua atmosfera raffinata, farà da cornice a una serata esclusiva in cui ogni gesto, ogni brindisi e ogni donazione si tradurranno in un contributo concreto per la ricerca. I fondi raccolti saranno destinati a sostenere i progetti della Fondazione, che si impegna a garantire un futuro migliore ai bambini colpiti da queste gravi patologie.

    Partecipare significa non solo godersi una cena in un ambiente d’eccezione, ma anche diventare parte attiva di una battaglia che nessun bambino dovrebbe affrontare da solo. Un’occasione per coniugare piacere e altruismo, dimostrando che la solidarietà può essere anche un evento indimenticabile.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Televisione

      Elisabetta Canalis, la figlia Skyler boccia tutti i suoi corteggiatori: «Non ne fa passare uno. È il giudice supremo»

      A 11 anni Skyler Eva sembra avere già le idee chiarissime sugli uomini che possono avvicinarsi alla mamma. L’ex velina confessa divertita: «È tremenda, non ne fa passare uno». Ma alla fine si fida del suo fiuto: «Ci vede sempre giusto».

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        Altro che amiche del cuore, sorelle, agenti o consulenti sentimentali. Quando Elisabetta Canalis deve capire se un uomo merita davvero di entrare nella sua vita, in casa c’è qualcuno che sembra avere già assunto il ruolo di giudice supremo: sua figlia Skyler Eva, 11 anni, che a quanto pare sottopone gli aspiranti fidanzati della mamma a una selezione durissima.

        A raccontarlo è stata la stessa Canalis, che ha descritto con molta ironia il caratterino della figlia quando si parla della sua vita sentimentale: «Tremenda, non ne fa passare uno. Lei è il giudice supremo, però ci vede sempre giusto».

        Una frase che dice parecchio del rapporto tra madre e figlia, ma anche della difficoltà che deve incontrare chiunque provi a conquistare Elisabetta. Perché prima ancora di convincere lei, evidentemente, bisogna superare l’esame di Skyler. E da quanto racconta la mamma, la commissione non concede promozioni facili.

        Skyler Eva, 11 anni e già «giudice supremo» degli uomini della mamma

        Skyler Eva è nata nel 2015 dal matrimonio tra Elisabetta Canalis e il chirurgo americano Brian Perri. Dopo la separazione dei genitori, la bambina è rimasta naturalmente al centro della vita dell’ex velina, che negli anni ha spesso mostrato sui social il loro rapporto fatto di complicità, viaggi, sport e quotidianità.

        Adesso scopriamo che Skyler esercita anche una certa influenza sulle questioni di cuore della mamma.

        Canalis non sembra viverla come un’invasione di campo, anzi. Quando dice che la figlia «ci vede sempre giusto», le riconosce evidentemente un istinto che considera affidabile. E questo rende ancora più complicata la vita degli eventuali corteggiatori: una cosa è conquistare una delle donne più desiderate della televisione italiana, un’altra è convincere contemporaneamente una undicenne che, a quanto pare, ha già sviluppato un radar piuttosto sensibile.

        Per conquistare Elisabetta bisogna prima superare l’esame della figlia

        La confessione aggiunge un dettaglio molto privato alla vita sentimentale di Canalis, che dopo la fine del matrimonio con Perri ha continuato a suscitare inevitabilmente curiosità su amori, frequentazioni e nuovi compagni.

        Ma la vera notizia, almeno a sentire Elisabetta, è che nessun uomo entra facilmente nel suo mondo. Skyler osserva, valuta e apparentemente boccia con una certa frequenza.

        «Non ne fa passare uno», dice sua madre. E quell’«uno» sembra quasi suggerire una lunga fila di candidati rimandati a casa prima di raggiungere la finale.

        Naturalmente Canalis scherza e non racconta quali siano i criteri utilizzati dalla figlia per distribuire le sue implacabili bocciature. Simpatia? Sensazioni? Gelosia nei confronti della mamma? Oppure quel sesto senso dei bambini che talvolta riesce a cogliere immediatamente ciò che gli adulti impiegano mesi a vedere?

        Elisabetta sembra propendere per l’ultima ipotesi: Skyler ci azzecca.

        Il vero problema per i corteggiatori della Canalis? Convincere Skyler

        A questo punto, quindi, gli eventuali spasimanti sono avvertiti. Essere affascinanti, simpatici e capaci di conquistare Elisabetta potrebbe non bastare. Il colloquio decisivo si tiene altrove e la persona seduta dall’altra parte del tavolo ha appena undici anni.

        Del resto Canalis, diventata famosa giovanissima e vissuta per decenni sotto l’occhio dei fotografi, sembra aver costruito con la figlia un rapporto nel quale il confine tra protezione e complicità è molto forte. E se nella sua vita deve entrare qualcuno destinato inevitabilmente a frequentare anche Skyler, il giudizio della bambina per lei conta.

        Forse persino più di quanto vorrebbero i pretendenti.

        Perché Elisabetta Canalis potrà anche essere una delle donne più corteggiate d’Italia, ma a casa sua l’ultima parola sembra averla Skyler Eva.

        E il verdetto, finora, pare quasi sempre lo stesso: bocciato.

          Continua a leggere

          Televisione

          Clamoroso a La Ruota della Fortuna: errore tecnico sul tabellone, Gerry Scotti si scusa e la produzione ripete la partita

          L’annullamento del match precedente per irregolarità ha completamente stravolto l’esito della gara coronando un nuovo campione.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

          Clamoroso a La Ruota della Fortuna: errore tecnico sul tabellone, Gerry Scotti si scusa e la produzione ripete la partita

            Una svista tecnica che si è verificata negli appuntamenti precedenti ha costretto la produzione de La Ruota della Fortuna a un passo indietro. Nella puntata andata in onda domenica 27 settembre su Canale 5, Gerry Scotti ha aperto la trasmissione rivolgendo le scuse del programma al pubblico e ai concorrenti per un errore legato al tabellone di gioco. Una dinamica che si era verificata anche lo scorso agosto, quando Lorenzo da Colleferro e Maikol da Villafranca Padovana erano stati richiamati dopo aver già partecipato lo scorso marzo.

            L’errore sul tabellone e il discorso del conduttore in apertura

            Al centro dello studio, a contendersi il titolo insieme alla campionessa in carica Arianna di Brugherio, si sono presentati due volti già noti agli spettatori: Andrea, originario di Missilmeri, e Marco, di Roma. I due erano stati protagonisti di una partita disputata la settimana precedente. A seguito di verifiche interne, la redazione ha tuttavia riscontrato un’imprecisione regolamentare e di gestione del tabellone, decidendo così di invalidare l’esito di quel match e di richiamare i concorrenti per una nuova opportunità.

            “Hanno giocato con noi la settimana scorsa. Per una nostra imprecisione, quindi per un nostro errore sul tabellone, abbiamo rilevato noi questa volta un’irregolarità nel gioco”, ha spiegato il conduttore in apertura, ribadendo le scuse ufficiali della rete prima di dare il via alla gara.

            La nuova sfida e il trionfo finale di Andrea di Missilmeri

            La seconda possibilità concessa dalla produzione ha ridisegnato gli equilibri della competizione. La sfida si è protratta fino alle battute finali, decisa soltanto nel corso dell’Ultimo Round incentrato sul tema dell'”Economia antica”. Al termine dei passaggi decisivi, la vittoria è andata proprio ad Andrea di Missilmeri, che ha chiuso la partita con un montepremi complessivo di 17.900 euro, subentrando ufficialmente come nuovo campione del programma.

            La trasparenza del programma di fronte agli imprevisti

            Il richiamo in studio di concorrenti già visti in precedenza evidenzia l’attenzione della produzione verso il rispetto del regolamento. La gestione tempestiva delle imperfezioni tecniche garantisce l’equità del gioco e tutela i partecipanti di fronte a imprevisti legati ai meccanismi del tabellone.

              Continua a leggere

              Musica

              Sanremo, De Martino apre all’Autotune: «Rap, trap e drill devono esserci». E allora può cantare pure Valeria Marini

              Il futuro direttore artistico spalanca le porte del Festival alla tecnologia che corregge e modifica la voce: «Non possiamo precluderlo a un’intera scena musicale». Una decisione che farà felici rapper e trapper e riapre un’antica questione: a Sanremo bisogna ancora saper cantare? Intanto Valeria Marini ha già pronta una canzone e l’ha mandata proprio a lui.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

              stefano-de-martino-sanremo-2027

                A Sanremo cade un altro tabù e, a questo punto, viene quasi spontaneo chiedersi quanto serva ancora saper cantare. Stefano De Martino ha annunciato che al Festival sarà ammesso l’Autotune, lo strumento diventato ormai parte integrante della musica rap, trap e drill e capace, tra le altre cose, di intervenire pesantemente sull’intonazione e sul timbro della voce.

                La motivazione del futuro direttore artistico è chiarissima: «Per non precludere il Festival a una scena musicale intera, quella del rap, trap e drill». De Martino mette però un paletto: l’Autotune «dovrà essere al servizio del genere».

                Tradotto: niente liberi tutti, almeno nelle intenzioni, ma il vecchio principio secondo cui sul palco dell’Ariston ci si presenta con la propria voce, nel bene e nel male, sembra destinato a diventare un ricordo. Del resto l’Autotune non rappresenta più da anni soltanto una scorciatoia per sistemare qualche nota ballerina. Per una parte della musica contemporanea è diventato un vero linguaggio sonoro e bandirlo significherebbe escludere a priori una fetta importante della scena che domina classifiche e streaming.

                Tutto molto moderno. Resta però una domanda inevitabile: dove finisce l’effetto artistico e dove comincia il salvagente per chi senza aiutino tecnologico faticherebbe parecchio di più?

                De Martino apre a rap, trap e drill

                La scelta di De Martino punta evidentemente a evitare un Festival imbalsamato, incapace di rappresentare quello che ascoltano oggi i più giovani. Rap, trap e drill non costituiscono più una nicchia da confinare lontano dall’Ariston, ma occupano stabilmente le classifiche e hanno trasformato linguaggio, produzione e perfino il modo di usare la voce.

                In questo senso l’Autotune non serve necessariamente a nascondere una stecca: molti artisti lo utilizzano deliberatamente per ottenere un timbro artificiale e immediatamente riconoscibile. Il problema nascerà semmai nel momento in cui bisognerà stabilire quanto Autotune sia «al servizio del genere» e quanto, invece, al servizio del cantante.

                Perché Sanremo resta pur sempre il Festival della canzone italiana e, per generazioni di interpreti, affrontare l’Ariston significava soprattutto una cosa: microfono acceso, orchestra dietro e voce davanti. Se sbagliavi una nota, la sentivano milioni di italiani.

                Ora il confine diventa decisamente più elastico.

                «E chi se ne frega di chi canta bene»

                La decisione farà discutere proprio perché tocca uno dei nervi scoperti della musica contemporanea. Da una parte ci sono artisti e produttori che considerano l’Autotune uno strumento espressivo come tanti altri; dall’altra chi continua a pensare che una gara canora dovrebbe permettere al pubblico di capire, banalmente, chi sa cantare e chi no.

                Il rischio della nuova regola sta tutto lì. Se l’effetto serve a costruire il suono caratteristico di un brano trap, ha perfettamente senso. Se diventa invece un modo per trasformare una voce mediocre in qualcosa che regga il palco dell’Ariston, allora la faccenda cambia parecchio.

                E inevitabilmente qualcuno finirà per domandarsi perché perdere anni tra lezioni di canto, respirazione, tecnica e intonazione quando può pensarci una macchina.

                E attenzione, perché Valeria Marini ha già pronta la canzone

                La parte più divertente della storia arriva però dal Grande Fratello Vip, dove proprio in queste ore Valeria Marini ha raccontato di avere scritto una canzone prima di entrare nella Casa e, soprattutto, di averla già spedita a Stefano De Martino con un obiettivo che non lascia spazio a interpretazioni: Sanremo.

                La diva stellare sogna l’Ariston e ha deciso di bussare direttamente alla porta dell’uomo che dovrà occuparsene. Fin qui poteva sembrare una delle tante meravigliose ambizioni marinesche, da aggiungere alla sterminata collezione di progetti, sogni e «baci stellari» disseminati nella sua carriera.

                Poi De Martino ha annunciato l’apertura all’Autotune.

                E improvvisamente le quotazioni di Valeria salgono.

                Non sappiamo naturalmente come sia la canzone, né tantomeno se De Martino l’abbia ascoltata o abbia intenzione di prenderla in considerazione. Ma la coincidenza è irresistibile: mentre il futuro direttore artistico spiega che la tecnologia potrà aiutare a portare all’Ariston linguaggi musicali che senza Autotune perderebbero una parte fondamentale della propria identità, dalla Casa più spiata d’Italia una aspirante concorrente ha già spedito il suo brano.

                Sanremo cambia pelle: ma la voce conta ancora?

                La vera questione resta questa. Sanremo deve premiare una canzone, un interprete o un prodotto musicale nel suo complesso? Perché dalla risposta dipende anche il giudizio sull’Autotune.

                Se il Festival vuole fotografare senza ipocrisie la musica italiana contemporanea, vietarlo avrebbe poco senso: significherebbe chiedere a determinati artisti di rinunciare a uno degli elementi che definiscono il loro suono. Se invece l’Ariston continua a essere considerato anche il grande palcoscenico della voce italiana, il confine diventa molto più delicato.

                De Martino sembra aver scelto una via intermedia: Autotune sì, purché abbia una funzione artistica e non diventi semplicemente il girello per arrivare vivi alla nota successiva.

                Sulla carta funziona. Resta da capire chi stabilirà il confine e con quali criteri.

                Nel frattempo una certezza ce l’abbiamo: Valeria Marini ha scritto una canzone, Stefano De Martino ce l’ha e adesso a Sanremo si può usare pure l’Autotune.

                Se vedremo comparire una stella sulla scalinata dell’Ariston, non dite che non vi avevamo avvertiti.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie