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Musica

Buon compleanno Elvis… ma tanti auguri anche a Luciano Ligabue: sono 65!

Tanto rock e celebrazioni varie per i 65 anni del rocker di Correggio, a 30 anni dall’uscita del suo iconico album “Buon Compleanno Elvis”.

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    Il 13 marzo 2025, Luciano Ligabue ha festeggiato il suo 65º compleanno, segnando un traguardo significativo nella sua carriera musicale. Quest’anno ricorre anche il 30º anniversario del suo iconico album Buon Compleanno Elvis, pubblicato nel 1995. Per celebrare queste importanti ricorrenze, sono state organizzate diverse iniziative speciali che coinvolgeranno i fan in tutta Italia.

    Un cofanetto celebrativo

    Per commemorare il trentennale di Buon Compleanno Elvis, Ligabue ha annunciato l’uscita di un cofanetto speciale intitolato Buon Compleanno Elvis 1995-2025. Questo progetto comprende sette dischi che offrono oltre sei ore di musica, tra cui versioni riarrangiate, demo inediti e registrazioni live. Il cofanetto sarà disponibile dal 18 aprile 2025 e rappresenta un’opera completa che ripercorre la genesi e l’evoluzione di uno degli album più influenti della musica italiana.

    Eventi live: la notte di certe notti

    In aggiunta al cofanetto, Ligabue ha organizzato due concerti speciali denominati La Notte di Certe Notti. Il primo si terrà il 21 giugno 2025 presso la RCF Arena di Reggio Emilia, nota anche come Campovolo, a vent’anni dal suo storico concerto in quella location. Il secondo evento è previsto per il 6 settembre 2025 nella suggestiva cornice della Reggia di Caserta. Questi concerti celebreranno sia il compleanno dell’artista sia l’anniversario dell’album, offrendo ai fan l’opportunità di rivivere le emozioni delle sue canzoni più amate.

    Un anno di celebrazioni per il rocker di Correggio, da svelare un po’ alla volta

    Il 2025 si preannuncia come un anno ricco di eventi per Ligabue e i suoi sostenitori. Oltre alle iniziative già menzionate, sono in programma ulteriori sorprese che verranno svelate nel corso dell’anno. L’artista ha espresso la sua gratitudine ai fan per il continuo supporto e ha sottolineato come queste celebrazioni rappresentino un modo per condividere insieme i traguardi raggiunti in oltre tre decenni di carriera musicale.

    Forse non tutti sanno che…

    Questa icona del rock italiano vanta una serie di curiosità poco note che lo rendono ancora più interessante. Ad esempio, pochi sanno che prima di sfondare nella musica ha svolto moltissimi lavori, tra cui operaio, magazziniere e persino conduttore radiofonico. Si è cimentato anche con il cinema: nel 1998 ha diretto Radiofreccia, un film ispirato alle sue esperienze giovanili, che ha riscosso grande successo di critica e pubblico. Inoltre, Ligabue è anche uno scrittore affermato: il suo primo libro, Fuori e dentro il borgo, è una raccolta di racconti brevi che vinse il premio Elsa Morante nel 1997. Un’altra chicca riguarda la sua passione per il calcio: tifosissimo dell’Inter, ha giocato per anni nella Nazionale Cantanti. E forse non tutti sanno che il suo soprannome da ragazzo era “Liga”, nato molto prima del successo. Un nomignolo che persiste anche oggi. Un artista poliedrico, insomma, ben oltre la musica!

    Con le iniziative che si stanno mettendo in campo in questo periodo, Ligabue conferma il suo ruolo centrale nella scena musicale italiana, offrendo ai fan vecchi e nuovi l’occasione di celebrare insieme a lui una carriera costellata di successi e momenti indimenticabili.

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      Musica

      Laura Pausini canta Shakira e scatta l’effetto boomerang: “Ti chiamo in privato!”. Duetto in arrivo?

      Nel nuovo album di cover, Laura Pausini omaggia Shakira con “Antología” e conquista la stessa cantante: parole entusiaste e un messaggio che accende il gossip su una possibile collaborazione

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      Laura Pausini frena sull’ipotesi direzione artistica: “Non mi sento pronta, ma mai dire mai”

        Laura Pausini pesca nel repertorio latino e trova il colpo giusto. Nel suo ultimo album di cover inserisce “Antología”, storico brano di Shakira, e il risultato non passa inosservato. Anzi, arriva dritto alla diretta interessata. La popstar colombiana ascolta, reagisce e si espone pubblicamente con parole che fanno rumore: “Laura, sei così e così bella!! Dentro e fuori!! Grazie per questo onore che mi fai, la tua voce in Antología è sublime!! L’America Latina ti ama e io inclusa!! Ti chiamo in privato!”.

        L’investitura di Shakira
        Non è un semplice complimento tra colleghe. È una vera e propria investitura. Shakira non si limita a dire “brava”, ma parla di voce sublime e di un intero continente che ama Pausini. Parole pesanti, soprattutto perché arrivano da chi quella canzone l’ha resa iconica. E poi quella frase finale, quasi buttata lì ma tutt’altro che casuale: “Ti chiamo in privato”.

        Dietro le quinte di una possibile collaborazione
        Ed è proprio lì che il gossip si accende. Perché quando una star di quel livello parla di chiamate private, raramente si tratta solo di un saluto. Il mondo della musica funziona anche così: un messaggio pubblico, un contatto diretto, e poi magari qualcosa prende forma lontano dai riflettori. Un duetto? Una collaborazione futura? Nulla è confermato, ma il terreno è più che fertile.

        Pausini regina oltre confine
        Laura Pausini, del resto, in America Latina non è una novità. È una certezza. La sua capacità di attraversare lingue e mercati è uno dei segreti della sua carriera. E questa cover sembra aver rafforzato ulteriormente quel legame. Non solo omaggio, quindi, ma anche strategia perfetta.

        Tra complimenti, entusiasmo e una telefonata annunciata, la sensazione è che questa storia non finisca qui. E quando due mondi così vicini si sfiorano, il passo successivo potrebbe essere molto più concreto di quanto sembri.

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          Musica

          Gino Paoli è morto a 91 anni: addio all’ultimo patriarca della scuola genovese, l’uomo che ha cambiato per sempre la canzone italiana

          Dalla rivoluzione di Il cielo in una stanza a Sapore di sale, dagli amori tormentati al dolore più feroce, fino al rifugio trovato accanto a Paola Penzo: Gino Paoli lascia un’eredità enorme, scomoda e indelebile

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            È morto stamattina a 91 anni Gino Paoli, ultimo grande patriarca della scuola genovese e figura centrale della canzone d’autore italiana. L’annuncio è arrivato dalla famiglia con parole asciutte e dolorose: “Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari”. I funerali si terranno in forma privata, alla presenza dei soli familiari. E già in queste ore si moltiplicano i messaggi di cordoglio. Mogol lo ha salutato come “grandissimo autore e amico”, mentre Vasco Rossi ha affidato ai social un ricordo pieno di riconoscenza.

            L’uomo che ha cambiato la musica italiana
            Nato a Monfalcone il 23 settembre 1934 ma cresciuto a Genova, Paoli ha fatto molto più che scrivere canzoni di successo. Ha cambiato il modo di raccontare la vita in musica. In un’Italia ancora chiusa, prudente, quasi impaurita dalla concretezza dei sentimenti, lui portò nei testi il quotidiano, il desiderio, la malinconia, la carne viva delle emozioni. Quando presentò Il cielo in una stanza, si sentì dire che non sembrava neppure una canzone. Poi arrivò Mina, arrivò il successo, e arrivò soprattutto una rivoluzione silenziosa che avrebbe cambiato tutto.

            Da Senza fine a Sapore di sale, il segno di un gigante
            Le sue canzoni non hanno solo accompagnato intere generazioni: le hanno formate. La gatta, Senza fine, Sapore di sale, Una lunga storia d’amore, Quattro amici: titoli che bastano da soli a spiegare la statura di un autore che ha lasciato un solco profondo nella cultura italiana. Attorno a lui prese forma quella scuola genovese che avrebbe segnato un’epoca, con nomi come Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Umberto Bindi e Fabrizio De André. Paoli era ruvido, spigoloso, spesso insofferente, ma aveva una qualità rarissima: sapeva trasformare la vita in una canzone che restava.

            Gli amori, il dolore, Paola Penzo e il porto sicuro
            La sua vita privata è stata tumultuosa quanto la sua musica. Gli amori con Ornella Vanoni e Stefania Sandrelli sono entrati nella leggenda del costume italiano, così come il suo lato più tormentato, segnato da depressione, alcolismo e dal tentato suicidio del 1963, quando una pallottola gli restò nel corpo per tutta la vita. Eppure, negli ultimi decenni, il suo grande punto fermo è stato Paola Penzo, seconda moglie dal 1991 e madre di tre dei suoi figli. Un legame nato da giovanissimi e diventato rifugio, sostegno, famiglia. “Se non ci fosse lei, non ci sarei già più”, ammetteva spesso lui. Una frase che oggi, dopo la sua morte, pesa ancora di più.

            Gino Paoli è stato contraddittorio, difficile, a tratti perfino scomodo. Ma gigantesco. Non si è mai addolcito davvero, non ha mai cercato di farsi perdonare il carattere, non ha mai smesso di essere se stesso. Forse è anche per questo che non passava mai. E non passano neppure le sue canzoni.

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              Musica

              GialappaShow riparte col botto: Jovanotti co-conduttore della prima puntata, ritorno clamoroso alla tv dopo anni

              Dal 30 marzo su Tv8 e Sky torna GialappaShow con il Mago Forest e un ospite d’eccezione: Jovanotti co-conduttore della prima puntata. Un ritorno alla tv che riporta Lorenzo Cherubini alle origini della sua carriera

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                La Gialappa’s Band decide di non partire piano. Per la nuova edizione di GialappaShow, in arrivo dal 30 marzo in prima serata su Tv8 e Sky, il primo colpo è di quelli che fanno rumore: Jovanotti co-conduttore della puntata d’esordio. Una scelta che sa di evento e che riporta Lorenzo Cherubini davanti alle telecamere in una veste che mancava da anni.

                Il ritorno di Jovanotti alla conduzione

                Per chi lo ricorda solo come star della musica, la notizia può sorprendere. Eppure Jovanotti nasce proprio in tv, tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, con programmi come DeeJay Television, 1, 2, 3 Jovanotti e Fantastico. Poi la musica ha preso tutto lo spazio, trasformandolo in uno degli artisti più riconoscibili della scena italiana. Ora, però, il cerchio si chiude almeno per una sera.

                L’amicizia con la Gialappa’s dietro la scelta

                Dietro questa partecipazione non ci sono strategie complicate, ma un legame diretto: quello con Marco Santin e Giorgio Gherarducci. Jovanotti è sempre stato un fan della Gialappa’s Band e la sua presenza nasce proprio da questa amicizia. Un ritorno quindi spontaneo, quasi naturale, che aggiunge un elemento di autenticità a un programma che ha sempre giocato sulla complicità tra i suoi protagonisti.

                Una partenza ricca di ospiti e aspettative

                Jovanotti è solo l’ultimo nome di una lista che negli anni ha già portato sul palco personaggi del calibro di Valentino Rossi, Pierfrancesco Favino e Laura Pausini. Ma partire con lui significa alzare subito l’asticella. Al fianco del Mago Forest, volto simbolo del programma, l’energia promette di essere quella delle grandi occasioni. E per GialappaShow, che torna in un panorama televisivo sempre più competitivo, l’effetto nostalgia potrebbe essere la chiave giusta per riconquistare il pubblico.

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