Musica
Coldplay: e anche il pop si tinse di green
Coldplay: e anche il pop si tinse di green. E’ proprio così: attraverso una nota ufficiale, il team della band guidata da Chris Martin ha comunicato con orgoglio la sua nuova identità green. La formazione britannica, infatti, ha ridotto del 59% rispetto al precedente tour le emissioni di anidride carbonica del Music Of The Spheres World Tour. Ricevendo, per questo aspetto, anche un importante riconoscimento da parte del professor John E. Fernandez del Massachusetts Institute of Technology.
Meno carbonio, più divertimento e consapevolezza
Il testo diramato dai Coldplay sottolinea l’impegno nel ridurre le emissioni dirette di carbonio del tour, soddisfattissimi dei risultati finora ottenuti, peraltro verificati dall’MIT Environmental Solutions Initiative. Martin e compagni ringraziano tutti coloro che hanno contribuito al successo ambientale del tour, non ultimi i fan che hanno adottato pratiche sostenibili durante gli eventi.
Grazie anche ai fan e al loro comportamento virtuoso
“Vorremmo dire un enorme grazie alla nostra incredibile famiglia in tournée, e a tutte le persone fantastiche che hanno reso tutto questo possibile”, dichiara la band. “Soprattutto, vorremmo ringraziare tutti coloro che sono venuti ai concerti e hanno contribuito a caricare le batterie dello spettacolo sulle cyclette e sulle piste da ballo ‘cinetiche’; tutti coloro che sono arrivati a piedi, in bicicletta, in ride sharing o con i mezzi pubblici; tutti coloro che sono venuti con bottiglie d’acqua ricaricabili o hanno restituito il braccialetto LED per il riciclaggio; e tutti quelli che hanno acquistato il biglietto – grazie ai quali sono stati piantati 7 milioni di alberi, a oggi”.
Fai la cosa giusta!
“Come band e come industria, siamo molto lontani da quelli che dovrebbero essere i nostri obiettivi, ma siamo grati per l’aiuto di tutti finora e salutiamo tutti coloro che si stanno impegnando per spingere le cose nella giusta direzione”.
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Musica
Ligabue riempie l’Olimpico, canta contro tutte le guerre e risponde a De Gregori: «La musica può decidere»
Luciano Ligabue infiamma l’Olimpico con oltre 50 mila fan e porta sul palco il suo no alle guerre, da Gaza all’Ucraina, dal Sudan agli altri conflitti dimenticati. Poi risponde a De Gregori: «La musica non deve, può».
Luciano Ligabue è ripartito dagli stadi e lo ha fatto come sa fare lui: chitarre alte, pubblico in piedi dopo pochi secondi e quella miscela di rock popolare, memoria generazionale e parole semplici che, quando funzionano, arrivano dritte. Dopo la data zero di Bibione, il tour “La notte di certe notti” ha acceso l’Olimpico di Roma davanti a oltre 50 mila fan, chiamati a celebrare i trent’anni di “Certe notti”, una delle canzoni più riconoscibili della sua carriera. L’apertura con “Balliamo sul mondo” ha dato subito il tono della serata: niente preamboli, niente riscaldamento, si parte correndo.
Il messaggio contro i massacri sul maxi-schermo
Nel cuore del concerto è arrivato uno dei momenti più forti, con “Il mio nome è mai più”, il brano scritto ai tempi della guerra nella ex Jugoslavia e purtroppo ancora perfettamente attuale. Ligabue lo ha introdotto ricordando: «Proprio mentre stavo registrando “Miss Mondo”, era il periodo della guerra particolarmente cruenta nella ex Jugoslavia, io e altri miei due amici abbiamo scritto una canzone che valeva allora tanto quanto vale oggi, oggi forse ancora di più, e che fa così». Sui maxi-schermi sono quindi apparse scritte nette: basta con il massacro a Gaza, basta con il massacro in Ucraina, basta con i massacri in Sudan, basta con i 56 massacri nel mondo. Un messaggio ampio, non selettivo, che ha rimesso al centro anche la guerra ucraina, spesso inghiottita dal rumore del dibattito social.
La frecciata a De Gregori sulla musica e la politica
Ligabue ha poi risposto, senza strappi ma con chiarezza, alle parole di Francesco De Gregori, critico verso gli artisti che prendono posizione su temi politici o sociali. «Non condivido più di tanto il suo pensiero. Noi non siamo costretti. Troppe volte si dice la musica “deve”. No, la musica può e a volte decide». Una frase che sintetizza bene il punto: nessun obbligo di trasformare ogni palco in un comizio, ma nemmeno il divieto di usare una canzone per dire qualcosa quando si ritiene necessario.
Hit, immagini generate con l’IA e il figlio Lenny alla batteria
La scaletta è stata costruita a blocchi, attraversando album e stagioni diverse, fino alla chiusura sulle note di “Certe notti”. Durante “Happy Hour”, sull’intro al piano di Luciano Luisi, sono apparse immagini create con l’intelligenza artificiale: una sorta di “space cocktail bar” dove brindano politici e uomini di potere in versione astronauta, da Trump a Putin, da Von der Leyen a Draghi, da Xi Jinping a Erdogan. Spazio anche al tema della violenza sulle donne con “Nessuno è di qualcuno”. Sul palco, accanto a Ligabue, tutti i chitarristi storici della sua carriera, Fede Poggipollini, Max Cottafavi, Mel Previte e Niccolò Bossini, insieme a Luciano Luisi, Davide Pezzin e al figlio Lenny Ligabue alla batteria. Il tour proseguirà il 17 giugno all’Allianz Stadium di Torino, il 20 giugno a San Siro e poi con nuove date tra settembre e ottobre.
Musica
Marta Donà sfida Francesca Michielin? La strana coincidenza che fa parlare il mondo della musica
La data scelta per pubblicare il singolo dei due artisti gestiti da Marta Donà coincide con quella del nuovo progetto discografico di Francesca Michielin, che ha lasciato la sua agenzia. Una coincidenza che per molti è troppo perfetta per essere casuale.
Le coincidenze esistono. Ma nel mondo della musica, dove ogni uscita viene studiata al millimetro, c’è chi fatica a credere che tutto sia frutto del caso. A far discutere è la decisione di pubblicare il nuovo singolo di Angelina Mango e Marco Mengoni proprio nel giorno in cui arriva nei negozi e sulle piattaforme il nuovo album di Francesca Michielin.
Fin qui, nulla di strano. Se non fosse che dietro Angelina Mango e Marco Mengoni c’è Marta Donà, una delle manager più influenti del panorama musicale italiano. E che Francesca Michielin, fino a non molto tempo fa, faceva parte proprio della sua scuderia.
L’addio di Francesca Michielin all’agenzia
La cantante veneta ha infatti intrapreso un nuovo percorso professionale dopo aver lasciato l’agenzia guidata da Marta Donà. Una separazione che aveva inevitabilmente attirato l’attenzione degli addetti ai lavori, anche se senza particolari polemiche pubbliche.
Proprio per questo, la coincidenza tra le uscite discografiche ha acceso la fantasia degli osservatori più maliziosi e degli utenti dei social, sempre pronti a cercare retroscena e messaggi nascosti.
Una semplice strategia o qualcosa di più?
Nel mercato discografico le date non vengono quasi mai scelte a caso. Ogni pubblicazione è frutto di una pianificazione accurata e la concorrenza tra artisti è una realtà consolidata.
Per questo motivo, c’è chi si è chiesto se la sovrapposizione tra il ritorno di Marco Mengoni e Angelina Mango e l’uscita del disco di Francesca Michielin sia davvero soltanto una coincidenza. Al momento, però, non esiste alcun elemento che permetta di leggere la vicenda come qualcosa di diverso da una normale dinamica di mercato.
Il web si divide e alimenta il gossip
Sui social, naturalmente, le interpretazioni si sono moltiplicate. Da una parte c’è chi parla di pura casualità e ricorda che il calendario musicale è sempre più affollato. Dall’altra c’è chi sospetta che Marta Donà non abbia ancora completamente digerito l’addio di Francesca Michielin.
Per ora si resta nel campo delle suggestioni e delle chiacchiere da appassionati. Ma una cosa è certa: nel mondo dello spettacolo anche una data sul calendario può trasformarsi in un piccolo caso.
Musica
Shakira divide il web dopo il Mondiale: c’è chi rimpiange Jennifer Lopez e Pitbull e chi la incorona regina assoluta
Per alcuni l’esibizione di Shakira non ha avuto l’impatto del celebre show con Jennifer Lopez e Pitbull. Altri esaltano la star colombiana, che parla di musica e memoria. Intanto i numeri premiano lei: il pubblico è stato il doppio di quello registrato da Bad Bunny al Super Bowl.
Qualunque cosa faccia, Shakira riesce sempre a dividere il pubblico. È successo anche dopo la sua esibizione alla cerimonia del Mondiale, che ha acceso un acceso dibattito sui social tra nostalgici e fan sfegatati.
Da una parte c’è chi continua a sostenere che il ritorno di Jennifer Lopez e Pitbull avrebbe avuto un impatto emotivo ben diverso. Dall’altra, invece, ci sono quelli che considerano Shakira ancora la regina indiscussa dei grandi eventi internazionali.
Il web rimpiange Jennifer Lopez e Pitbull
Tra X, Instagram e TikTok si moltiplicano i commenti di chi avrebbe preferito rivedere insieme Jennifer Lopez e Pitbull, protagonisti di uno degli show più ricordati degli ultimi anni.
Secondo molti utenti, la performance di Shakira non avrebbe raggiunto la stessa intensità emotiva e la stessa capacità di coinvolgere il pubblico. Una valutazione che, naturalmente, resta soggettiva e che ha dato vita a una vera guerra di tifoserie tra i fan delle diverse star.
Shakira si trasforma in filosofa della musica
I sostenitori della cantante colombiana, però, non hanno alcuna intenzione di arretrare. E anzi, rilanciano citando una delle frasi pronunciate dalla stessa artista a proposito dell’inno del Mondiale.
«La cultura è il sistema nervoso del pianeta. Quando una canzone viaggia, non trasporta suono, trasporta memoria», ha dichiarato Shakira, regalando ai suoi ammiratori una riflessione che in molti hanno definito poetica e profonda.
Per altri, invece, la cantante si sarebbe lasciata prendere un po’ troppo dalla vena filosofica. Ma anche in questo caso il dibattito ha contribuito ad alimentare la sua centralità mediatica.
I numeri danno ragione alla cantante colombiana
Al di là delle preferenze personali, ci sono i dati. E quelli sembrano sorridere a Shakira. La sua esibizione ha infatti registrato un’audience doppia rispetto a quella ottenuta da Bad Bunny durante il Super Bowl.
Un risultato che conferma ancora una volta il peso internazionale della cantante colombiana. Per qualcuno Jennifer Lopez e Pitbull restano imbattibili. Ma quando si parla di numeri e capacità di attirare pubblico, Shakira continua a dimostrare di essere una fuoriclasse difficile da eguagliare.
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