Musica
Dietro all’esclusione di Al Bano a Sanremo 2025 appare l’ombra di Romina
Spunta una teoria che spiegherebbe la mancata presenza del cantante di Cellino San Marco al
Che vi piaccia o meno la musica dei “tempi che furono”…. è indubbio che Albano Carrisi rappresenti l’escluso eccellente di Sanremo 2025. A giudicare dalle sue dichiarazioni prima dell’annuncio dei “convocati” da parte del direttore artistico Carlo Conti… sebrava che il cantante riponesse grandi speranzi in questa sua ennesima partecipazione al festival.
Fra i 30 nomi eccellenti manca il suo
Per lui poteva davvero rappresentare quella della riscossa, dopo tante delusioni. «Ho proposto due canzoni, sarà il mio ultimo Festival in gara», aveva dichiarato al settimanale Oggi. Poi la doccia fredda dell’esclusione: tra i 30 nomi dei Big in gara annunciati da Carlo Conti per il prossimo Festival, in scena dall’11 al 15 febbraio, il suo non compariva. Solo rapper, giovani cantautori di belle speranze, dive e una risicatissima quota senior, rappresentata dal veterano Massimo Ranieri e da Marcella Bella.
Anche la Lecciso conferma la delusione del compagno
A quel punto Al Bano ha scelto di trincerarsi dietro ad un dignitoso «no comment». Un silenzio rotto solo da uno sfogo rilasciato all’agenzia Adnkronos: «Hanno voluto così? Pazienza, non ci riproverò più». La conferma del suo stato d’animo arriva anche dalla compagna Loredana Lecciso: «Al Bano ci è rimasto male ma preferisce non fare polemiche, non sarebbe elegante».
Conti avrebbe voluto la reunion di coppia, strategica per i dati d’ascolto
A parte il silenzio dell’artista… è chiaro che adesso il popolo dei fan, dei complottisti e degli analisti festivalieri si è scatenato, cercando di capire cosa sia veramente successo. Una possibile ricostruzione vorrebbe che il direttore artistico Carlo Conti avesse intenzione di fare il colpo grosso, riportando Al Bano e Romina, insieme. Di nuovo sul medesimo palco, la coppia più amata della canzone italiana che proprio lì aveva vinto il festival nel 1984, con Ci sarà. Anche nelle due successive ospitate fuori gara fu boom di ascolti: la prima nel 2015, subito dopo la loro reunion a Mosca e un’altra nel 2020, per presentare il brano Raccogli l’attimo, scritto per la coppia da Cristiano Malgioglio.
Romina avrebbe detto “no” alla reunion per una questione di cachet
Le trattative per l’ennesima reunion da celebrare a Sanremo 2025 sarebbero partite, salvo poi non trovare l’accordo finale. A porre il veto sarebbe stata lei, Romina. Dietro le quinte si parla di una richiesta economica esagerata per le disponibilità della Rai. Un aspetto che lascia quantomeno perplessi, visto che Conti mesi fa aveva lasciato intendere la sua volontà di portare in Riviera addirittura i Pink Floyd… o quello che oggi ne rimane. Davvero pensava di far risparmiare denari a Mamma Rai con un nome del genere?!?
Ambizioni solistiche, come ad inizio carriera
Naturalmente Al Bano sarebbe andato, volentieri, anche da solo… ma a quel punto la delusione di Conti aveva modificato le carte in tavola in maniera definitiva. «Ho iniziato la mia carriera solista e a Sanremo vado da solista», aveva dichiarato Carrisi tempo fa. «Certo, io e Romina abbiamo avuto un successo pazzesco in due, rinnegarlo sarebbe da imbecilli. Ma stavolta ci tengo a farlo da solo». Ma più della sua voglia potè il direttore artistico…
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Musica
Sal Da Vinci sbotta contro Cazzullo e si racconta senza filtri: “È come dare dell’imbecille a chi mi ha votato”
Dal dibattito sul brano dopo Sanremo alla stoccata ad Aldo Cazzullo, passando per l’adolescenza complicata e il dolore per la perdita del padre. Sal Da Vinci si racconta tra emozione, sarcasmo e verità mai dette.
Sal Da Vinci non si nasconde e, quando parla, lo fa senza filtri. Ospite di Belve, il cantante napoletano si è lasciato andare a un racconto che mescola ironia, rabbia e momenti di grande intensità. Un’intervista che parte dal successo, ma finisce per scavare molto più a fondo.
La polemica con Cazzullo accende lo scontro
Dopo il trionfo a Sanremo, attorno alla sua canzone si è acceso un dibattito anche tra firme autorevoli. «Eh, troppo!» taglia corto Sal, senza nascondere un certo fastidio. Nel mirino le parole di Aldo Cazzullo, che aveva definito il brano “potrebbe essere la colonna sonora di un matrimonio della camorra”. La replica è diretta, quasi tagliente: «Ma perché, esiste un repertorio delle canzoni della camorra?». Poi aggiunge: «Non ho voluto replicare a queste provocazioni e ho chiesto anche ai miei fan di non farlo». Ma quando si entra nel merito del successo, la stoccata arriva: «È come dare dell’imbecille a chi mi ha votato».
Ironia e doppi sensi: la risposta che spiazza tutti
Il tono cambia, ma solo in apparenza. Alla domanda più maliziosa sulla sua lunga relazione, Sal gioca sul filo dell’ambiguità. «Lei e sua moglie state insieme da quando aveva 15 anni… mai la curiosità di altro?», incalza Francesca Fagnani. E lui, con un sorriso: «Lei non mi ha mai detto niente e quindi neanche io le ho detto nulla». Una battuta che strappa una risata ma lascia intravedere un equilibrio costruito nel tempo, lontano dalle regole del gossip facile.
Tra ombre, dolore e ricordi che pesano ancora
Dietro l’ironia, però, c’è una storia più complessa. Sal Da Vinci torna anche sull’adolescenza difficile e sul rapporto con il padre, una figura centrale nella sua vita. La perdita, arrivata mentre era in tour, resta una ferita aperta, qualcosa che continua a pesare anche oggi. Un racconto che si intreccia con il percorso artistico e con quel confronto inevitabile, spesso evocato ma mai davvero risolto, con nomi ingombranti della musica italiana.
E poi c’è l’aneddoto surreale, quello dell’albergo di Trani, quando era convinto di avere un ospite invisibile in stanza. Un episodio raccontato con leggerezza, quasi a voler alleggerire il peso delle confessioni più intime. Tra risate e verità scomode, Sal Da Vinci si mostra per quello che è: un artista che non ha paura di esporsi, anche quando le parole fanno rumore.
Musica
Laura Pausini, attimi di tensione a Quito: canta a 2.850 metri e si ferma per prendere l’ossigeno sul palco
A Quito l’aria si fa sottile e Laura Pausini deve ricorrere all’ossigeno tra un brano e l’altro. Concerto portato a termine tra professionalità e adattamento.
Il World Tour di Laura Pausini fa tappa a Quito, ma il concerto si trasforma in una sfida inattesa. A quasi 3.000 metri di altitudine, la città ecuadoriana mette alla prova anche chi è abituato ai grandi palchi. Tra una canzone e l’altra, l’aria si fa più leggera, il respiro più corto. E per la cantante arriva il momento di fermarsi, giusto il tempo necessario per riprendere fiato.
L’altitudine che cambia tutto
Quito si trova a 2.850 metri sul livello del mare, una quota che incide concretamente sulla capacità respiratoria, soprattutto durante uno sforzo fisico intenso come un concerto. Cantare, muoversi, mantenere il controllo della voce: ogni gesto richiede più energia. In questo contesto, anche un artista esperto può trovarsi a dover gestire una situazione diversa dal solito.
La pausa per l’ossigeno
Durante lo show, Laura Pausini ha avuto bisogno di qualche boccata d’ossigeno direttamente sul palco. Una pausa breve, tecnica, necessaria per continuare senza compromettere la performance. Nessun allarme, ma un adattamento immediato a condizioni ambientali particolari, che non sempre vengono percepite da chi guarda.
Il concerto va avanti
Dopo il momento di difficoltà, lo spettacolo è proseguito regolarmente. La cantante ha portato a termine la serata, dimostrando capacità di gestione e attenzione al proprio corpo. Un episodio che racconta quanto, dietro ogni live, ci sia anche una componente fisica da affrontare, spesso invisibile al pubblico.
Il tour continua, ma Quito lascia il segno: non per la musica, ma per l’aria che, a quella quota, decide le regole.
Musica
Eurovision 2026, Sal Da Vinci sogna il podio ma i bookmaker gelano l’Italia: Finlandia favorita a Vienna
Dopo il trionfo sanremese, Sal Da Vinci punta all’Eurovision 2026 di Vienna. L’Italia è data tra le candidate al podio, ma il duo finlandese resta davanti a tutti.
L’onda lunga di Sanremo non si è ancora spenta, ma l’Eurovision Song Contest 2026 è già entrato nella fase più calda. L’appuntamento di Vienna, dal 12 al 16 maggio, promette scintille e l’Italia si presenta con un nome pesante: Sal Da Vinci. La sua “Per sempre sì” continua a macinare attenzione, forte del successo ottenuto sul palco dell’Ariston, ma secondo i bookmaker la strada verso la vittoria non è affatto spianata.
Sal Da Vinci cresce, ma non basta
Il cantautore partenopeo resta uno dei nomi più osservati della competizione. Le quote dell’Italia sarebbero in calo, segnale di una fiducia crescente da parte degli scommettitori, con una vittoria azzurra indicata tra 6.00 e 8.50 volte la posta. Numeri interessanti, che collocano Sal Da Vinci nella zona alta dei pronostici, ma non ancora sul gradino più ambito.
Finlandia davanti a tutti
La grande favorita, al momento, sarebbe la Finlandia. Il duo Linda Lampenius x Pete Parkkonen, con il brano “Liekinheitin”, domina la lavagna con una quota media di 2.58. Un vantaggio netto, almeno sulla carta, che rende i finlandesi gli avversari da battere. Subito dietro si muovono Francia e Danimarca: Monroe con “Regarde!” e Søren Torpegaard Lund con “Før Vi Går Hjem” restano tra i rivali più temibili.
Le possibili sorprese
Attenzione anche alle outsider. Australia e Grecia potrebbero inserirsi nella corsa con Delta Goodrem e Akylas, mentre Israele e Svezia restano più staccate ma non fuori dai giochi. L’Eurovision, del resto, vive di ribaltoni, voti imprevedibili e performance capaci di cambiare tutto in tre minuti.
Per Sal Da Vinci la missione è chiara: trasformare la forza emotiva di “Per sempre sì” in un momento televisivo internazionale. Il podio sembra possibile, la vittoria più complicata. Ma a Vienna, come sempre, l’ultima parola non spetta ai bookmaker.
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