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Musica

Donatella Rettore compie 69 anni: auguri Splendida Splendente!

Un compleanno ricco di ricordi e passione per Donatella Rettore, l’icona ribelle della musica italiana, che festeggia oggi i suoi 69 anni. Rivisitiamo i momenti salienti della sua carriera e della sua vita personale.

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    Donatella Rettore, nata a Castelfranco Veneto nel 1955, ha sempre mostrato un carattere forte e indomabile. Fin dai primi passi nel mondo della musica, grazie al supporto di Lucio Dalla, Rettore ha saputo farsi notare per il suo stile audace e provocatorio. La sua carriera musicale ha conosciuto momenti di grande successo, a partire dal 1979 con il brano “Splendido Splendente” che affrontava il tema della chirurgia estetica. Questa canzone, contenuta nell’album “Brivido divino”, è diventata un inno generazionale, proiettando Rettore nelle classifiche italiane e internazionali.

    Il successo si è replicato l’anno successivo con “Kobra”, un brano ironico e controverso che ha scalato le classifiche e conquistato il pubblico, nonostante le critiche. Nel 1982, “Lamette” è diventato un altro grande successo, trasformandosi in un tormentone estivo grazie al suo testo accattivante.

    Nel corso degli anni, Donatella Rettore ha saputo reinventarsi continuamente, affrontando sfide personali e professionali con grande determinazione. Nel 1994, ha fatto il suo ritorno al Festival di Sanremo con “Di notte specialmente”, una ballad che ha segnato un nuovo capitolo nella sua carriera. Anche nel 2022, ha partecipato a Sanremo con “Chimica”, in coppia con Ditonellapiaga, classificandosi al 16° posto.

    Oltre alla musica, Rettore ha dimostrato la sua versatilità partecipando a programmi televisivi come il Grande Fratello e La Fattoria, mostrando al pubblico un lato diverso di sé. Nonostante le difficoltà personali, come la perdita di un figlio e le difficoltà nel concepire, ha mantenuto un legame solido con il compagno Claudio Rego, conosciuto nel 1974, con cui condivide una lunga storia d’amore e di collaborazione professionale.

    Oggi, a 69 anni, Donatella Rettore continua a essere una figura centrale nella cultura pop italiana, ispirando nuove generazioni con la sua musica e la sua personalità unica. Buon compleanno, Donatella!

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      Musica

      Mengoni incendia Milano con Mace: palco all stars, Salmo e Colapesce, e De Martino in tribuna da “ct” di Sanremo

      Al live di Mace a Milano salgono sul palco Mengoni, Frah Quintale e Gemitaiz, poi Salmo e Colapesce. Energia altissima e occhi puntati su Stefano De Martino, spettatore speciale.

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        Non è stato un concerto, è stato un rito collettivo. A Milano, il live di Mace si trasforma in un concentrato di energia pura, un flusso continuo che travolge palco e platea. E quando entra Marco Mengoni, l’atmosfera cambia marcia: voce, presenza, carisma. Il pubblico risponde come a una chiamata, senza esitazioni.

        Un palco che diventa una squadra
        Accanto a Mengoni arrivano Frah Quintale e Gemitaiz. Non è una semplice parata di ospiti: è una squadra che si muove compatta, incastra stili e ritmi, costruisce un racconto comune. Il risultato è un set che non concede pause, dove ogni ingresso alza l’asticella e ogni pezzo diventa un pretesto per spingere ancora più in alto l’energia.

        Salmo e Colapesce, il colpo di scena
        Quando sembra già tutto al massimo, arrivano Salmo e Colapesce. Due mondi diversi che si incontrano nello stesso spazio e nello stesso tempo, aggiungendo ulteriori strati a un live già densissimo. Milano diventa una cassa di risonanza, un punto di convergenza dove le differenze non si scontrano ma si sommano.

        De Martino in platea, sguardo da selezionatore
        In mezzo al pubblico c’è anche Stefano De Martino. Non canta, non sale sul palco, ma osserva. E il suo sguardo sembra quello di un ct che studia la formazione perfetta, come se stesse già immaginando una possibile squadra per Sanremo. Un dettaglio che non passa inosservato e che aggiunge un ulteriore livello di lettura a una serata già carica di suggestioni.

        Tra musica e visione, qualcosa resta
        Quando le luci si abbassano, resta la sensazione di aver assistito a qualcosa che va oltre la scaletta. Un live costruito per unire, mescolare, sorprendere. E forse è proprio questo il punto: non un concerto da ricordare, ma un momento da raccontare.

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          Musica

          Shakira travolta da una folla oceanica a Copacabana: “Siete qui per me?” e il Brasile impazzisce

          A Copacabana è già delirio per Shakira: attesi oltre 2 milioni di spettatori per l’evento “Todo Mundo no Río”.

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            A Copacabana non servono countdown: quando arriva Shakira, il tempo si ferma da solo. La popstar colombiana è stata accolta da una marea umana già il giorno prima del suo attesissimo concerto gratuito a Rio de Janeiro, parte dell’evento “Todo Mundo no Río”. Migliaia di persone assiepate sulla spiaggia, telefoni alzati e occhi puntati su di lei. La sua reazione? Sincera, quasi incredula: «Siete qui per me?». Una domanda che suona retorica solo a chi non ha visto cosa stava succedendo.

            Una folla da record che anticipa lo show
            Non era ancora il momento di salire sul palco, ma per i fan non faceva alcuna differenza. Copacabana si è trasformata in un gigantesco abbraccio collettivo, con una presenza già imponente a ventiquattr’ore dallo spettacolo. E le previsioni fanno girare la testa: oltre 2 milioni di persone attese per l’evento. Numeri da capogiro che confermano, se mai ce ne fosse bisogno, il legame fortissimo tra Shakira e il pubblico brasiliano.

            Tra sorpresa e carisma, Shakira domina la scena
            La scena è di quelle che restano: lei che osserva la folla, sorpresa ma perfettamente a suo agio, mentre il pubblico risponde con un entusiasmo quasi viscerale. Non è solo un concerto, è un rituale collettivo. Shakira lo sa e lo gestisce con quella miscela di spontaneità e controllo che l’ha resa una delle performer più amate al mondo. Anche un semplice saluto diventa evento.

            Copacabana pronta all’assalto, il Brasile già canta
            Con l’evento “Todo Mundo no Río” pronto a entrare nel vivo, la sensazione è che Copacabana sia solo all’inizio. Il vero spettacolo deve ancora cominciare, ma l’energia è già alle stelle. Tra cori, attese infinite e un pubblico che non sembra conoscere stanchezza, il Brasile si prepara a una notte destinata a entrare negli annali.

            E mentre Shakira si gode l’onda d’affetto, la domanda resta sospesa nell’aria. “Siete qui per me?”. Basta guardare la spiaggia per avere la risposta.

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              Musica

              Delia Buglisi non si ferma e rilancia su Bella ciao: “Partigiano? Io scelgo essere umano” e la polemica esplode

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                Doveva essere uno dei momenti più simbolici del concerto del Primo maggio e invece si è trasformato in un caso destinato a durare. Sul palco di piazza San Giovanni, a Roma, Delia Buglisi ha cantato Bella ciao cambiando una parola chiave: non più “partigiano”, ma “essere umano”. Una modifica che la cantautrice catanese, lanciata da X Factor, ha rivendicato come scelta artistica per “allargare il campo”. Il risultato? Una valanga di reazioni, con i social divisi e il dibattito subito acceso.

                La scelta di Delia e la tempesta social
                La performance è bastata a scatenare una discussione feroce. Da una parte chi difende la libertà artistica e il diritto di reinterpretare un brano simbolo, dall’altra chi considera quella modifica una forzatura inaccettabile. Bella ciao, del resto, non è una canzone qualsiasi. È un simbolo storico, identitario, legato alla Resistenza e alla Liberazione. Toccarne le parole significa inevitabilmente entrare in un terreno delicato, dove ogni sfumatura pesa.

                L’Anpi attacca: “Così si stravolge il senso”
                A prendere posizione in modo netto è stato Ottavio Terranova, presidente regionale Anpi: «Delia lo avrà anche fatto in buona fede, ma è un abuso. “Bella ciao” non va toccata: è una canzone con un testo e un autore, cantata in tutto il mondo e deve rimanere così com’è. Togliere la parola “partigiano” significa stravolgerne il senso e questo non è accettabile». Sulla stessa linea anche Giusy Vacca, segretaria Anpi Palermo: «Non giustifico Delia: la parola “partigiano” non è divisiva, non nominarla del tutto per non disturbare qualcuno è grave. Delia avrebbe potuto cantare “Bella ciao” inserendo la parola “partigiano”, con la strofa giusta, e poi, se voleva universalizzare come dice lei, avrebbe potuto aggiungere la sua nuova versione».

                La replica della cantante: “Volevo allargare, non evitare”
                Delia Buglisi, però, non arretra e difende la sua scelta con fermezza: «Non ho voluto evitare una posizione, ho voluto allargarla. I partigiani sono esseri umani. In questo momento, guardando ciò che accade nel mondo, in Iran, in Palestina, dove cadono bombe ovunque, la gente non è libera di vivere». Una spiegazione che sposta il discorso su un piano più universale, ma che non basta a spegnere le polemiche.

                Tra libertà artistica e rispetto della memoria, la vicenda continua a dividere. E mentre la rete resta spaccata, quella parola sostituita continua a pesare più di tutte le altre.

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