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Musica

Dov’è Liana, il trio italo-francese che ha infiammato Roma

Il nuovo sound della band Dov’è Liana, dalle suggestioni house pop, french touch con influenze
italiane, infiamma il Cieloterra di Roma a suon di “Peace, Love and Baci”.

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    Ode alle donne, alla bellezza, all’amore, alla libertà e all’eguaglianza. Al Cieloterra di Roma il concerto dei Dov’è Liana si è aperto sulle righe del libro L’arte della gioia di Goliarda Sapienza. Ma perché proprio questo libro? Per chi ormai ha già abituato l’orecchio al sound “lianiano” e al loro lifestyle, può benissimo dedurre che la scelta di leggere qualche riga di questo libro, come intro e come fine, ricade proprio dal fatto che racconta la vita di Modesta, una donna siciliana che, attraverso una serie di esperienze intense e trasformative, affronta la ricerca della propria libertà e identità.

    Un progetto che nasce a Palermo

    La storia esplora temi di emancipazione, passione, e lotta contro le convenzioni sociali, presentando una protagonista che si ribella alle restrizioni imposte dalla società e dalla famiglia, cercando di vivere autenticamente. Ma perché proprio una donna siciliana e perchè proprio un romanzo di ribellione? Perché la band nasce proprio nell’estate più calda di Palermo e, ispirati dalla Vucciria Palermitana, iniziano a comporre i loro primi brani. La band si innamora della cittadina siciliana e pensano che sia il paese più bello d’Europa. Si innamorano dei vicoli, del mare, dei sapori, degli odori mediterranei e sono in continua ricerca di Liana, una ragazza che li ha “folgorati” in una notte d’estate a Palermo, da qui nasce il loro particolarissimo nome.

    Lo show romano, che ha elettrizzato tutti

    Il concerto dopo l’ode al libro di Goliarda Sapienza parte con la prima canzone dell’Album LOVE 679, dal titolo Love 679 (Not Hate) – dove è stato volutamente escluso il numero 8 perche la dicitura inglese (eight) richiama foneticamente alla parola “odio” (hate). Un’ora e mezza di live ha fatto scatenare il popolo della notte, composto da Gen-Z e dai Millennials, con il loro nuovo sound innovativo e controcorrente.

    Suggestiva miscelanza di influenze

    Per chi non li conoscesse ancora: Dov’è Liana è una band italo-francese che fonde diversi stili musicali, tra cui il soft rock, house pop, french touch con influenze italiane creando un sound distintivo e unico con tocchi di elettronica che arricchiscono le melodie. Il gruppo prende il nome da una figura misteriosa, “Liana”, evocando una sorta di enigma che si riflette nella
    loro musica, caratterizzata da testi introspettivi e sognanti.

    Tre francesi sedotti dal quartiere Vucciria

    La band è composta da tre giovani ragazzi francesi, che si innamorano della Vucciria di Palermo, il che contribuisce a una fusione di influenze culturali, musicali e linguistiche. I testi sono scritti in italiano e in inglese, aggiungendo una dimensione multilingue alla loro proposta. Le canzoni sono intrise di un’atmosfera intima, a volte nostalgica, che invita l’ascoltatore a riflettere sulla bellezza e la fragilità dell’esistenza, trasmettendo così un forte senso di libertà e un profondo desiderio di leggerezza. Il trio è diventato in poco tempo pioniere di una generazione che ama esplorare culture diverse, viaggiare, conoscere nuove persone, combattere i pregiudizi e le disuguaglianze.

    Da ascoltare!

    Dov’è Liana, seppur in poco tempo, sono riusciti a diventare la band di punta del momento, ancora hanno molta strada da fare, ma siamo certi che sapranno continuare a stupirci ed emozionarci. Cari lettori, amanti della musica di nicchia, vi lascio con la curiosità: aprite
    spotify e immergetevi nel mondo dei Dov’è Liana. Non ve ne pentirete. Viva l’amore, la libertà, la musica e le connesioni immense che crea!

    Chiara Alviano

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      Musica

      Shiva a Belve tra lacrime e accuse: “Fedez mi ha danneggiato”, il racconto choc su carcere, sparatoria e vita privata

      Il rapper, primo nella classifica Fimi, si confessa da Francesca Fagnani tra passato difficile, sparatoria, dolore familiare e una stoccata diretta a Fedez. Emozioni forti e parole pesanti.

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        Non è una semplice intervista, è un viaggio dentro una vita che non ha mai conosciuto mezze misure. Shiva arriva a Belve da protagonista, forte del primo posto nella classifica Fimi con il suo ultimo album, ma soprattutto con un bagaglio personale che pesa quanto le sue barre. Davanti a Francesca Fagnani, il rapper si racconta senza filtri, tra successi, errori e ferite ancora aperte.

        Dall’infanzia alla musica: “Non ho mai avuto una ragazza”

        Il punto di partenza è lontano, molto prima del successo. Shiva parla della sua adolescenza, vissuta completamente dentro la musica. “Ho iniziato a 13 anni. L’infanzia è stata completamente dedicata alla musica per me. Non ho mai avuto neanche una ragazza prima…”, racconta con una sincerità disarmante. Una scelta di vita precoce, quasi totalizzante, che ha lasciato poco spazio a tutto il resto, ma che oggi spiega anche la determinazione con cui è riuscito a imporsi nella scena.

        La sparatoria, il carcere e la domanda senza risposta

        Il racconto si fa più teso quando si arriva all’episodio che ha segnato una svolta drammatica. La sparatoria del 2023, l’arresto, la condanna per tentato omicidio e il successivo patteggiamento che gli ha permesso di ottenere una pena ridotta e la libertà con obbligo di firma. Fagnani entra nel merito e pone una domanda diretta: “La pistola non è mai stata trovata, che fine ha fatto?”. Shiva sorride, ma non si sbilancia: “Non ne ho idea”. Una risposta che lascia sospesi, proprio come una vicenda che ancora oggi continua a far discutere.

        Il dolore privato e l’attacco a Fedez

        Il momento più intenso arriva quando Shiva ripercorre la nascita del suo primo figlio, avvenuta mentre era in carcere. “Non mi hanno accettato il permesso. Di solito si accettano anche in casi di reati più gravi”, racconta con voce spezzata. Poi l’immagine che resta: i fuochi d’artificio fuori dal carcere per annunciare la nascita. “Quando li ho sentiti ho pianto tantissimo”. Una scena che racchiude tutto il peso di quel momento, tra gioia e impossibilità di viverlo davvero.

        Accanto a questo, c’è anche il vuoto lasciato dall’assenza del padre. “Nella vita cosa era giusto o sbagliato l’ho dovuto capire da solo. E per capirlo ho dovuto sbagliare”, ammette. Parole che danno il senso di un percorso costruito senza guide, spesso a tentoni.

        E poi arriva la parte più tagliente, quella che accende il gossip. Shiva parla di Fedez, unico tra i rapper a non aderire al movimento #freeshiva. Non usa mezzi termini: “Fedez non si è mai esposto su di me e l’unica volta che lo ha fatto è stato nel momento più critico della mia carriera… Mi ha danneggiato”. Fagnani prova a riportare equilibrio, sottolineando che quelle rime erano comunque dell’artista, ma Shiva non arretra.

        Martedì 21 aprile Belve torna in prima serata su Rai2 con una puntata che promette scintille. Oltre a Shiva, tra gli ospiti anche Brigitte Nielsen ed Elettra Lamborghini. Ma è difficile non pensare che, alla fine, saranno proprio le parole del rapper a far discutere più di tutte.

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          Musica

          Billie Eilish fulmina i miliardari (con Zuckerberg in sala): «Date i vostri soldi a chi ne ha bisogno»

          Billie Eilish, 23 anni, donerà 11,5 milioni di dollari a enti contro fame e cambiamento climatico. Premiata agli Innovator Awards del Wall Street Journal, ha invitato il pubblico – tra cui Mark Zuckerberg e Priscilla Chan – a sostenere chi è in difficoltà: «Il mondo è buio, servono empatia e aiuto». Applausi in sala. Tranne uno.

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            Billie Eilish non ha scelto la via diplomatica. Dal palco del Museum of Modern Art di New York, dove ha ricevuto il Music Innovator Award agli Innovator Awards del Wall Street Journal, la popstar ha rivolto un appello diretto ai miliardari: «Se avete soldi, sarebbe fantastico usarli per cose buone, magari darli a chi ne ha bisogno».

            Un invito pronunciato davanti a una platea che di certo non fatica a pagare l’affitto. Tra gli ospiti, nomi da rubrica finanziaria: Mark Zuckerberg e Priscilla Chan, Hailey Bieber, George Lucas, Spike Lee, Ben Stiller. E proprio Zuckerberg, racconta People, sarebbe rimasto immobile mentre tutto il MoMA applaudiva.

            Eilish ha parlato con il tono di chi non intende fare sermoni, ma nemmeno girarsi dall’altra parte. «Siamo in un momento in cui il mondo è davvero brutto e davvero buio», ha detto. «Le persone hanno bisogno di empatia e aiuto più che mai, soprattutto nel nostro Paese». Poi la frase che ha acceso la sala: «Vi voglio bene, ma ci sono alcune persone qui che hanno molti più soldi di me. Se siete miliardari, perché lo siete? Senza odio, ma sì, date via i vostri soldi, piccolini».

            La cantante, 23 anni, non si limita alle parole. Nei giorni scorsi è trapelata la decisione di donare 11,5 milioni di dollari a organizzazioni impegnate contro fame e cambiamento climatico. Un gesto che ha fatto rumore quanto il suo discorso.

            Zuckerberg e la moglie erano presenti perché quest’ultima ha ricevuto il riconoscimento come Innovatrice della Filantropia nella Scienza 2025 per il lavoro della Chan Zuckerberg Initiative, che sostiene la ricerca medica e ha promesso di devolvere in beneficenza il 99% delle azioni Meta.

            Un incontro simbolico tra due mondi: da una parte la beneficenza come progetto miliardario a lungo termine, dall’altra la provocazione schietta di una popstar che parla alla sua generazione e chiede immediatezza, responsabilità, partecipazione.

            New York ha applaudito. E qualcuno ha scelto il silenzio.

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              Musica

              Il Volo contro Bad Bunny, Boschetto sbotta nel podcast di Cattelan: “Dopo un minuto ti rompi…”, gelo in studio

              Nel podcast di Alessandro Cattelan, il trio si lascia andare a un commento tranchant sul fenomeno globale Bad Bunny. Tra battute e tentativi di rimediare, la discussione accende il dibattito.

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                Diciassette anni di carriera, milioni di dischi venduti e un’immagine costruita sull’eleganza. Poi basta una battuta fuori posto per cambiare completamente atmosfera. È quello che è successo a Il Volo durante una puntata di Supernova, il videopodcast di Alessandro Cattelan, dove il trio ha aperto una parentesi destinata a far discutere.

                La battuta di Boschetto che accende il caso

                A tirare in ballo il tema è stato lo stesso Cattelan, confessando di non aver particolarmente apprezzato l’esibizione di Bad Bunny all’Half Time Show del Super Bowl. Un assist che Ignazio Boschetto ha colto al volo, lasciandosi andare a un’imitazione del rapper portoricano. Il tono, però, è subito diventato più duro del previsto. “Parli di uno che è al top mondiale, ma poi lo ascolti… e dopo un minuto e mezzo ti rompi i coglioni”, ha detto senza troppi giri di parole.

                Una frase che ha gelato lo studio, soprattutto perché arrivata da un artista abituato a un’immagine pubblica ben più misurata. Il passaggio, inevitabilmente, ha cambiato il ritmo della conversazione.

                Il tentativo di rimediare e l’imbarazzo in studio

                Piero Barone e Gianluca Ginoble hanno provato a ricucire subito lo strappo, spostando il discorso su un piano più analitico. Hanno riconosciuto il peso enorme di Bad Bunny nell’industria musicale, sottolineando la sua capacità di costruire un’identità forte e di rappresentare una voce per il pubblico latinoamericano in un momento storico complesso.

                Il tentativo era chiaro: riportare la discussione su binari meno polemici. Ma Boschetto, nel frattempo, aveva già lasciato il segno. Quando ha provato a tornare sull’imitazione, è stato proprio Ginoble a fermarlo con una frase semplice ma significativa: “Non si imitano gli altri artisti”.

                Tra libertà di opinione e rischio scivolone

                L’episodio riaccende un tema sempre attuale: fino a che punto un artista può permettersi di esprimere giudizi così netti su un collega? Da una parte c’è la libertà di opinione, dall’altra il rischio di trasformare una chiacchierata leggera in un piccolo caso mediatico.

                Il Volo, abituato a un pubblico trasversale e a un’immagine internazionale, si è trovato per un attimo fuori dalla propria zona di comfort. E proprio questo rende la scena ancora più interessante: vedere un gruppo così rodato alle prese con una gestione improvvisa dell’imbarazzo.

                Il risultato è un momento televisivo che, nel bene o nel male, ha già acceso il dibattito. Perché nel mondo della musica globale, basta una frase per passare da commento a polemica. E questa, difficilmente, passerà inosservata.

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