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Musica

Elodie e Annalisa troppo svestite? Ecco il Beppe Vessicchio pensiero…

Un direttore d’orchestra che con la sua verve e simpatia è riuscito ad andare oltre il ruolo. L’iconico Beppe Vessicchio interviene sulla questione bravura vs bellezza, citando i casi di Elodie e Annalisa.

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    L’abbiamo imparato tutti a conoscere durante svariati festival di Sanremo. Il celebre direttore d’orchestra Beppe Vessicchio – annoverabile più che mai tra gi “addetti ai lavori” – si è recntemente espresso sulle carriere di Elodie e Annalisa ma non solo.

    Sulle critiche legate alla svolta sexy delle due

    Rilasciando a Novella 2000 un’intervista, il musicista e volto molto noto di tv e spettacolo. ha affrontato svariati temi con un curioso focus su due delle cantanti che stanno riscuotendo grande successo nel mondo della musica: Elodie e Annalisa. Nello specifico, sul tema c’è stato un passaggio importante relativamente alle critiche spesso mosse alle artiste sul fatto dei loro outfit spesso inclini a mostrare il corpo.

    Una inattesa, l’altra già risaputa

    Vessicchio ha commentato le carriere e anche alcune delle critiche mosse alle due artiste. Su Annalisa ha detto: “Si era già fatta apprezzare per la sua maestria canora alla quale recentemente ha aggiunto l’appeal di una particolare femminilità, direi anche inattesa. Elodie è nata già con la consapevolezza del tutt’uno. I terminali mediatici del momento e il relativo mercato danno loro spazio e, se vogliamo, anche ragione”.

    Il giudice è sempre e solo il tempo

    Vessicchio ha poi puntualizzato: “Solo il tempo però ci fornirà una risposta attendibile. Patti Pravo, Anna Oxa, Mina, Ornella Vanoni hanno superato alla grande il loro tempo e appartengono con buona certezza alla memoria collettiva. Quindi… poi si vedrà”. In merito alle critiche di chi sostiene che, soprattutto, la Di Patrizi inon venderebbe se non fosse così bella: “Ha venduto e non. Saper far bene una cosa rimane il modo più convincente per ottenere risultati”.

    Non calcherà il palco dell’Ariston il prossimo festival

    Immancabili le domande sul prossimo Sanremo e su una sua eventuale presenza con la bacchetta in mano, Vessicchio ha disatteso le aspettative: “Non ci sarà e neanche mi aspettavo di esserci nel 2024, ma Fiorello mi ha cercato pochi giorni prima che il Festival avesse inizio proponendomi di ‘giocare’ con lui insieme ad Amadeus sulla questione Jalisse. A Rosario non si può dire di no. È al di sopra di tutto… e poi a me piace giocare”.

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      Musica

      Eurovision 2026, finale ad altissima tensione: Sal Da Vinci canta tra gli ultimi e sogna il colpo grosso

      La Wiener Stadthalle di Vienna ospita l’atto conclusivo della 70esima edizione dell’Eurovision Song Contest. Sal Da Vinci rappresenterà l’Italia con “Per sempre sì” in una posizione considerata strategica.

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        L’Eurovision Song Contest 2026 è pronto alla notte più importante. Sabato 16 maggio, alla Wiener Stadthalle di Vienna, andrà in scena la finalissima della 70esima edizione del contest musicale più seguito del pianeta, con 25 Paesi pronti a giocarsi tutto davanti a milioni di spettatori collegati da tutta Europa. E per l’Italia cresce l’attesa attorno a Sal Da Vinci, protagonista assoluto di questa edizione grazie all’enorme attenzione social generata dal brano “Per sempre sì”.

        Sal Da Vinci canta quartultimo

        L’ordine di uscita ufficiale diffuso dagli organizzatori ha regalato all’Italia una posizione considerata molto favorevole. Sal Da Vinci salirà infatti sul palco come quartultimo artista della serata, piazzato strategicamente nella parte finale dello show, quella che tradizionalmente resta più impressa nella memoria del pubblico prima del televoto. Una scelta che ha immediatamente acceso l’entusiasmo dei fan italiani, convinti che la posizione possa aiutare il cantante napoletano nella corsa finale.

        La scaletta ufficiale della finale

        La finale si aprirà con la Danimarca e si chiuderà con l’Austria padrona di casa. In mezzo un mix esplosivo di pop elettronico, ballad romantiche e performance spettacolari costruite secondo la tradizione Eurovision. Tra i nomi più attesi ci sono la Finlandia, indicata da molti bookmaker come favorita, ma anche Ucraina, Australia, Francia e Norvegia. L’Italia arriverà nella parte più calda della serata, subito prima della Norvegia e della Romania, con una performance che promette ancora una volta grande teatralità e forte impatto visivo.

        Gli ospiti e il ritorno dei grandi nomi Eurovision

        Per celebrare i 70 anni della manifestazione gli organizzatori hanno preparato una finale ricchissima di ospiti. Durante gli interval act saliranno sul palco artisti storici del contest come Lordi, Verka Serduchka e Il Volo. Grande attesa anche per la tradizionale Flag Parade iniziale, che quest’anno sarà accompagnata da una speciale esibizione orchestrale pensata per omaggiare Vienna e la sua lunghissima tradizione musicale.

        Dove vedere la finale Eurovision 2026

        La finale dell’Eurovision Song Contest 2026 sarà trasmessa sabato 16 maggio dalle 21 su Rai 1, Rai Radio2 e in streaming su RaiPlay. Con una line-up estremamente equilibrata e favoriti che continuano a cambiare di giorno in giorno, il contest si prepara a una delle finali più incerte degli ultimi anni. E intanto in Italia cresce la speranza che Sal Da Vinci possa davvero regalare l’ennesimo colpo europeo dopo il dominio italiano delle ultime edizioni.

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          Musica

          Eurovision 2026, le pagelle più feroci della seconda semifinale: fantasmi, farfalle, drammi pop e deliri glitterati

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            Seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026 alla Wiener Stadthalle di Vienna e, come sempre, il confine tra show musicale, sfilata interplanetaria e terapia di gruppo collettiva si fa sottilissimo. C’è chi canta il dolore, chi evoca la natura, chi si lega ai chitarristi con corde luminose, chi si fa sollevare in aria e chi, purtroppo, insiste a cantare quando forse bastava costruire strumenti per TikTok. Ecco le nostre pagelle, tra energia, effetti speciali e qualche numero da chiamare subito un tecnico delle luci.

            Dara, Bulgaria

            Con Bangaranga, che dovrebbe significare “tumulto”, Dara prova a trasformare il palco in una palestra emotiva dove bisogna perdere il controllo, liberare energia positiva e ripetere il titolo fino allo sfinimento. Shorts di pelle, dettagli pelosi su guanti e cintura, atteggiamento da guerriera del sabato sera. Lei ci crede parecchio, forse troppo. Noi arriviamo alla fine un po’ meno convinti.
            Voto: 5

            Jiva, Azerbaigian

            Just go è la classica ballad da cuore spezzato e fidanzato infedele accompagnato gentilmente verso l’uscita. Jiva punta tutto su miniabito di cristalli rossi, neri e blu, trucco da lacrima sanguinante e una scena che chiarisce il concetto anche a chi non mastica l’inglese: arriva un ragazzo, lei lo respinge. Fine della relazione, fine della pazienza.
            Voto: 4

            Alexandra Căpitănescu, Romania

            Pelle nera, corde luminose, chitarristi al guinzaglio scenografico e un fantasma come interlocutore sentimentale. Alexandra Căpitănescu canta Choke me e porta sul palco una specie di seduta spiritica pseudo metal con effetto Ghostbusters incorporato. Il pubblico gradisce, noi pure, perché almeno succede qualcosa e non tutto sembra uscito da un catalogo di buone intenzioni.
            Voto: 6,5

            Eva Marija, Lussemburgo

            Eva Marija arriva scalza, vestita di cipria e spiritualità, e con Mother Nature chiede consiglio direttamente alle foglie, alle farfalle luminose e probabilmente anche al muschio. Il brano celebra la natura come grande guaritrice universale, poi lei imbraccia il violino e lo suona con l’intensità di chi ha appena visto apparire uno spirito nel camerino. Elegante, strana, molto Eurovision.
            Voto: 7

            Daniel Žižka, Cechia

            Daniel Žižka canta Crossroads chiuso in una scatola riflettente, perché il bivio esistenziale evidentemente non bastava: serviva anche vedersi soffrire da più angolazioni. La canzone è malinconica, piovosa, tutta voce interiore e tormento personale. Ascoltare sé stessi è importante, per carità. Ma forse non sempre bisogna farne una semifinale europea.
            Voto: 4

            Monroe, Francia

            Monroe ha 17 anni e sembra già una conferenza internazionale: origini incrociate, storia familiare cosmopolita, treccine bionde e voce da soprano pronta a spaccare i bicchieri buoni. Con Regarde! mostra tecnica, fiato e personalità. Ogni tanto però l’acuto sfiora la sirena condominiale. Brava, ma da maneggiare con cautela vicino ai cristalli.
            Voto: 7 per il fiato

            Simón, Armenia

            Simón si presenta con una giacca nera ricoperta di post-it gialli e l’aria di uno che ha dimenticato la lista della spesa addosso. Paloma Rumba vorrebbe essere un inno alla ribellione, poi lui si spoglia e resta in canotta trasparente, convinto che il nude look aiuti la rivoluzione. Può darsi. A noi, più che altro, serve pazienza.
            Voto: 4

            Veronica Fusaro, Svizzera

            La Svizzera recupera le spalline da robottoni giapponesi e le affida a Veronica Fusaro, radici italiane e brano in inglese. Alice racconta un amore tossico, una violenza mascherata da dolcezza, una prigione emotiva resa sul palco da corde rosse e immobilità. Finale seduta a terra, messaggio chiaro. Bene il tema, ma la prossima volta alziamoci anche fisicamente.
            Voto: 6 con invito a rialzarsi, sempre

            Antigoni, Cipro

            Antigoni punta sulla modalità Shakira, ma senza avere Shakira incorporata. Capelli ovunque, ritmo da ballo, Jalla come invito alla festa e fuochi d’artificio sparati con la generosità di chi teme il silenzio. Le ballerine si agitano, lei pure, il palco prende vita ma non sempre una coreografia frenetica riesce a trasformarsi in canzone.
            Voto: 5

            Cosmó, Austria

            Tanzschein significa “permesso di ballo”, e già qui l’Eurovision ci regala l’idea meravigliosa di un patentino per scatenarsi. Cosmó si muove tra ballerini con maschere metalliche da bestiario futurista: leone, gorilla, antilope, rinoceronte. La vera gara diventa evitare di finire infilzati dalle corna sceniche. Lui sopravvive, e non è poco.
            Voto: 5

            Atvara, Lettonia

            Atvara abbassa i decibel e alza il peso emotivo. Abito nero e argento, cristalli dosati senza isteria, ballad lenta e tema durissimo: l’abuso dentro le mura domestiche. In Ēnā dialoga con la propria ombra, poi lo specchio si frantuma. Niente circo, niente urla inutili, solo una costruzione cupa e controllata.
            Voto: 7

            Søren Torpegaard Lund, Danimarca

            Søren Torpegaard Lund porta trucco impeccabile, presenza scenica e un dilemma sentimentale molto preciso: restare con l’uomo con cui sa che non dovrebbe passare la notte oppure tornare a casa. Før vi går hjem diventa così una piccola commedia morale in salsa pop nordica. Il tormento c’è, la misura anche.
            Voto: 6

            Delta Goodrem, Australia

            Delta Goodrem arriva da favorita e si vede. Alta, bionda, sorridente, vestita d’oro e accompagnata da un pianoforte dorato glitterato, giusto per non lasciare dubbi sulla sobrietà del progetto. Con Eclipse viene sollevata di diversi metri mentre tutti guardano in alto. Wonder Woman della ballad, gioca una partita comoda ma professionale.
            Voto: 6

            Leléka, Ucraina

            Leléka mescola pop e tradizione ucraina con Ridnym, “Ai propri cari”, brano che parla di speranza, distruzione e resistenza. Victoria Leleka sale sul palco con un abito pieno di frange e un’energia da guerriera, costruendo un numero che vuole essere insieme memoria, rito e messaggio. Non tutto colpisce allo stesso modo, ma il peso simbolico arriva.
            Voto: 6

            Look Mum No Computer, Regno Unito

            Il Regno Unito potrebbe pescare in una tradizione musicale infinita e invece manda Sam Battle, star di TikTok, inventore di strumenti costruiti con qualunque cosa. Si presenta in tuta rosa da metalmeccanico pop e omaggia l’elettronica con Eins, zwei, drei. L’idea è simpatica, il personaggio pure. La domanda resta: perché cantare?
            Voto: 4

            Alis, Albania

            Alis Kallaçi entra con occhiali da sole e aria da interrogatorio balcanico. Poi però Nân racconta tutt’altro: il distacco, una madre che aspetta il ritorno dei figli, il legame che resiste. E infatti la madre sale sul palco, perché all’Eurovision puoi anche vestirti da mistero internazionale, ma alla fine la mamma resta sempre la mamma.
            Voto: 5

            Aidan, Malta

            Aidan Cassar sceglie il romanticismo muscolare: pelle nera, baffetti, braccia in mostra e tormento amoroso servito con Bella. Anche qui si soffre, anche qui si spera che l’amato torni, anche qui il cuore viene spremuto come un limone da cocktail. Lui fa il sentimentalone, noi lo osserviamo con prudenza.
            Voto: 5

            Jonas Lovv, Norvegia

            Jonas Lovv parte già simpatico perché pare che l’Ebu gli abbia chiesto di abbassare il tasso erotico della performance. Tatuato, magico, vestito con una tuta a losanghe nere, ondeggia tra Freddie Mercury e Damiano David senza decidere davvero da che parte stare. Con Ya Ya Ya canta di essere un animale senza self control. Almeno sembra divertirsi moltissimo.
            Voto: 6

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              Musica

              L’ex marito di Britney Spears riparte dalla PrEP: Sam Asghari seminudo tra saune e bagni turchi nella campagna shock

              L’ex marito di Britney Spears compare in un video molto sensuale ambientato tra saune e bagni turchi per sensibilizzare sull’uso della PrEP, la terapia preventiva che riduce il rischio di contrarre l’HIV.

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                Dimenticate il ruolo di “marito di Britney Spears”. Sam Asghari prova a costruirsi una nuova immagine pubblica e lo fa scegliendo una campagna destinata a far discutere parecchio. Il modello e attore iraniano-americano è infatti comparso in uno spot dedicato alla salute sessuale e alla sensibilizzazione sull’uso della PrEP, la terapia preventiva utilizzata per ridurre il rischio di contrarre l’HIV.

                Sam Asghari tra sauna, muscoli e provocazione

                Il video non passa certo inosservato. Atmosfere bollenti, luci soffuse, saune, bagni turchi e una sfilata di uomini seminudi dal fisico scolpito. In mezzo a loro compare anche Sam Asghari, che punta apertamente sull’immagine da sex symbol costruita negli anni accanto a Britney Spears. La campagna utilizza un linguaggio molto diretto e fortemente estetico, scegliendo di parlare di prevenzione sessuale attraverso immagini provocatorie e decisamente patinate. Una scelta che online ha già diviso il pubblico tra chi applaude al messaggio e chi invece accusa il video di puntare più sulla sensualità che sull’informazione.

                Che cos’è davvero la PrEP

                Al centro della campagna c’è la PrEP, sigla che indica la profilassi pre-esposizione. Si tratta di una terapia preventiva destinata a ridurre il rischio di contrarre l’HIV prima di un rapporto sessuale a rischio. Negli ultimi anni il tema è diventato sempre più centrale nelle campagne di salute pubblica internazionali, soprattutto negli Stati Uniti, dove molte associazioni insistono sull’importanza di informare correttamente le persone sull’esistenza di strumenti di prevenzione efficaci. Ed è proprio su questo terreno che Sam Asghari ha deciso di esporsi pubblicamente.

                Dopo Britney, Sam cerca una nuova identità pubblica

                Dopo la fine del matrimonio con Britney Spears, Sam Asghari ha cercato in tutti i modi di scrollarsi di dosso l’etichetta di “ex della popstar”. Tra reality, interviste e campagne pubblicitarie, il modello sembra intenzionato a costruire una carriera autonoma fatta di fitness, spettacolo e comunicazione social. Questa nuova campagna, però, è probabilmente una delle sue apparizioni più discusse degli ultimi mesi. E se l’obiettivo era far parlare di sé, missione compiuta: tra meme, commenti ironici e dibattiti sulla prevenzione sessuale, il nome di Sam Asghari è tornato improvvisamente ovunque.

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