Musica
Eurovision 2026, Vienna si prende la ribalta: dopo il trionfo di JJ con “Wasted Love” l’Austria ospiterà la 70ª edizione
La città ha avuto la meglio su Innsbruck con una candidatura giudicata “più completa”. Il sindaco Ludwig esulta: “Orgogliosi di accogliere di nuovo l’Europa”. Dal palco si celebreranno i 70 anni della manifestazione, mentre il giovane JJ diventa il nuovo volto della musica austriaca.
È ufficiale: l’Eurovision Song Contest 2026 parlerà austriaco e avrà come palcoscenico Vienna, che si prepara a ospitare la 70ª edizione del concorso musicale più seguito al mondo. A sancirlo è stato Roland Weißmann, direttore generale dell’ORF, annunciandolo in diretta radiofonica durante il programma Ö3-Wecker.
La scelta è caduta sulla Wiener Stadthalle, una sede storica che aveva già accolto la rassegna nel 2015 dopo la vittoria di Conchita Wurst. Stavolta la città si rimette al centro della scena internazionale grazie al trionfo del 24enne JJ, nome d’arte di Johannes Pietsch, che a Basilea ha conquistato l’Eurovision 2025 con la ballata elettro-pop Wasted Love.
Il calendario è già fissato: le semifinali si terranno martedì 12 e giovedì 14 maggio, mentre la finalissima è prevista per sabato 16. Un anniversario importante che celebrerà sette decenni di “unità nella musica”, come ha sottolineato Martin Green, direttore del contest: «La reputazione di Vienna come città musicale e la sua posizione nel cuore dell’Europa la rendono il luogo perfetto per festeggiare i 70 anni dell’Eurovision».
Weißmann ha voluto riconoscere la qualità della candidatura di Innsbruck, ma ha spiegato che quella viennese è risultata “leggermente migliore” sotto il profilo logistico, economico e infrastrutturale. Una decisione accolta con entusiasmo dal sindaco Michael Ludwig, che sui social ha celebrato la vittoria: «A Vienna possiamo essere orgogliosi che la nostra città sia stata scelta dall’EBU e dall’ORF come la più adatta a ospitare uno dei più grandi eventi del mondo. Abbiamo messo in campo un’offerta convincente con grandi capacità ricettive e una lunga esperienza nell’organizzazione di eventi internazionali».
L’evento sarà impreziosito dal coro polifonico Maris Stella, che nel 1998 ricevette proprio da Baudo il pianoforte con cui aveva imparato a suonare da bambino. (← ops questo era nel pezzo su Baudo, lo togliamo! Meglio non mischiare).
Intanto JJ si gode un successo che lo ha trasformato nel nuovo simbolo musicale austriaco. Con la sua voce da controtenore, capace di salire fino a registri da soprano, e con le origini miste – padre austriaco e madre filippina – è riuscito a catturare pubblico e giurie. Per l’Austria si tratta della terza vittoria nella storia del contest, dopo Udo Jürgens nel 1966 e Conchita Wurst nel 2014. Dietro di lui, nell’ultima edizione, si sono piazzati Israele con Yuval Raphael e l’Estonia con Tommy Cash, mentre l’Italia ha chiuso solo quinta con Lucio Corsi e addirittura ultima con Gabry Ponte.
Ora i riflettori sono tutti puntati sulla capitale danubiana, pronta a trasformarsi ancora una volta nella culla della musica europea. E per un Paese che ha fatto della tradizione musicale la sua bandiera, dall’opera al pop, l’Eurovision 2026 non sarà soltanto un festival: sarà la celebrazione di un’identità culturale che continua a rinnovarsi, anno dopo anno, nota dopo nota.
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Musica
L’indomita Mina immagina il ritorno in scena: smoking, Sinatra e un sogno che è anche un incubo
“Farò uno sforzo per illudervi un po’”. Con poche righe, Mina costruisce il concerto del suo ritorno e insieme lo smonta. Orchestra, coro, smoking alla Sinatra e ospiti leggendari evocati come fantasmi. Un sogno per il pubblico, un incubo dichiarato per lei.
Mina non torna. O forse sì. Ma solo a parole, e solo alle sue condizioni. Basta una dichiarazione, apparentemente leggera, per riaccendere un immaginario che non si è mai spento. “Il concerto del mio rientro sulle scene?”, scrive, e da lì parte un racconto che è insieme promessa, parodia e dichiarazione d’indipendenza artistica. Come sempre, è Mina a dettare il ritmo.
“Farò uno sforzo per illudervi un po’”, dice subito, mettendo le cose in chiaro. L’illusione è concessa, ma resta tale. Poi l’immagine prende forma: grande orchestra schierata a semicerchio, coro, ingresso in smoking, travestita da Frank Sinatra. Non una Mina nostalgica, ma una Mina che gioca con i miti, li indossa e li cita senza mai inginocchiarsi.
Il concerto immaginato come teatro mentale
Non è un annuncio, non è una promessa. È una scena costruita con precisione, quasi fosse un numero di teatro. Mina entra, presenta ospiti d’onore come Elvis, Ella, Gardel. Li introduce come se fossero lì, ma sappiamo tutti che non lo sono. Ed è proprio questo il punto: il concerto esiste solo nel racconto, in quello spazio sospeso dove l’artista controlla tutto e il pubblico può solo immaginare.
Ironia, distanza e controllo totale
“Non male. Che ne pensate?”, chiede, con quella leggerezza che in realtà è una forma di potere. Mina si concede il lusso di scherzare su ciò che per altri sarebbe un evento epocale. Si diverte persino a concedere dei bis, come se stesse già governando l’applauso, anticipandolo, ridimensionandolo. È il suo modo di restare lontana, pur parlando a tutti.
Sogno per voi, incubo per me
La frase che chiude il quadro è la più sincera e la più spietata: “Piccolo sogno per voi, piccolo incubo per me”. In poche parole c’è tutto il senso del suo rapporto con il palco. L’amore del pubblico da una parte, il peso dell’esposizione dall’altra. E poi la conclusione, secca, definitiva: “Per ora non posso fare di più”.
Non c’è malinconia, non c’è nostalgia. C’è consapevolezza. Mina non annuncia un ritorno, lo evoca per dimostrare che potrebbe farlo, ma non ne ha bisogno. Anche senza salire su un palco, resta lì: centrale, indomita, padrona assoluta del suo mito.
Musica
Madonna torna a Marrakech per Capodanno: famiglia al completo (quasi), ricordi importanti e il toy boy Akeem Morris
Madonna ha scelto Marrakech per il Capodanno 2025, tornando in una città simbolica della sua vita. Con lei Rocco, Mercy, Stella ed Estere, mentre Lourdes e David erano assenti per impegni professionali.
C’è chi cambia meta ogni anno e chi, invece, ama tornare nei luoghi che hanno segnato momenti chiave della propria vita. Madonna ha scelto la seconda strada e per salutare il Capodanno 2025 è volata a Marrakech, la stessa città dove nel 2018 aveva celebrato il suo sessantesimo compleanno. Un ritorno carico di simboli, condiviso questa volta con buona parte della sua numerosa famiglia.
La cantante di Like a Virgin si è mostrata rilassata e sorridente tra le strade della città marocchina, alternando momenti privati a immagini condivise sui social. Con lei c’erano il figlio Rocco, 25 anni, e le figlie Mercy, 19 anni, e le gemelle Stella ed Estere, 13 anni, impegnati in visite, passeggiate e scorci suggestivi di Marrakech.
Un viaggio di famiglia tra ricordi e presente
Il Capodanno marocchino di Madonna non è stato solo una fuga esotica, ma anche un modo per riannodare i fili con un passato importante. Marrakech rappresenta per la popstar un luogo di celebrazione e rinascita, e tornarci con i figli ha assunto il sapore di un passaggio di testimone emotivo, tra ciò che è stato e ciò che continua a essere.
Le immagini raccontano una Madonna materna, lontana per qualche giorno dai palchi e dalle luci dei riflettori, immersa in un contesto più intimo. Un equilibrio che la cantante sembra cercare sempre più spesso, soprattutto dopo un anno intenso sul fronte personale e professionale.
Le assenze spiegate: Lourdes e David
Non tutta la famiglia, però, era presente. All’appello mancavano Lourdes, 29 anni, e David, 20 anni. Assenze tutt’altro che casuali. Lourdes è stata impegnata nella presentazione di recenti campagne di alta moda per marchi come Jean Paul Gaultier, confermando un percorso sempre più solido nel fashion system internazionale.
David, invece, si sta concentrando sulla carriera di modello dopo il debutto in passerella per Off-White. Due strade diverse, entrambe lontane da Marrakech ma perfettamente in linea con l’eredità artistica e creativa di famiglia.
Il toy boy non manca mai
Accanto a Madonna non poteva mancare il suo attuale compagno, il ventottenne calciatore giamaicano Akeem Morris. La differenza d’età non è mai stata un tema per la popstar, che continua a vivere le sue relazioni con la stessa libertà che ha sempre rivendicato anche nella musica e nell’immagine pubblica.
Tra Marrakech e Capodanno, Madonna ha così chiuso l’anno tornando alle origini emotive, circondata dagli affetti e da un presente che, ancora una volta, non somiglia a quello di nessun’altra.
Musica
Il giallo di Capodanno dei The Kolors: in onda su Canale 5 da Bari e mezz’ora dopo sul palco di Palermo
Alle 22.35 i The Kolors erano su Canale 5 da Bari, dopo mezzanotte si esibivano a Palermo. Un’utente presente svela il retroscena: l’esibizione televisiva era registrata.
Nella notte di Capodanno, quando le dirette si rincorrono e i palinsesti si sovrappongono, basta un dettaglio fuori posto per far scattare il sospetto. È quello che è successo ai The Kolors, protagonisti di una doppia apparizione che, a prima vista, sembrava sfidare le leggi dello spazio e del tempo.
Dopo mezzanotte, la band si è esibita dal vivo a Palermo, accendendo la piazza con uno dei concerti più attesi della notte. Peccato che, solo mezz’ora prima, alle 22.35, gli stessi The Kolors fossero tranquillamente in onda su Canale 5, collegati da Bari. Troppo poco tempo per un volo, impossibile pensare a uno spostamento reale. E infatti il web ha iniziato a farsi domande.
La doppia apparizione che accende i sospetti
Nel giro di pochi minuti, sui social sono comparsi commenti, meme e domande legittime. Com’è possibile essere a Bari e a Palermo nello stesso momento? Un caso di teletrasporto musicale? Ovviamente no. Ma il dubbio ha retto abbastanza a lungo da diventare un piccolo giallo di Capodanno.
A rendere il tutto più curioso è stato il fatto che molti spettatori abbiano visto la band “in diretta” su Canale 5 mentre, poco dopo, altri li applaudivano fisicamente sotto il palco siciliano.
La spiegazione arriva dalla piazza
A chiarire la situazione è stata una semplice, ma decisiva, testimonianza. Un’utente presente in piazza ha raccontato che l’esibizione trasmessa su Canale 5 non era affatto in diretta. Secondo il suo racconto, il set televisivo sarebbe stato registrato intorno alle 21, in una fascia oraria ben precisa.
Un dettaglio che torna perfettamente: in quel momento, su Canale 5 era in onda La Ruota della Fortuna, mentre la performance dei The Kolors veniva incisa per essere mandata in onda più tardi, come se fosse live.
Registrato prima, trasmesso dopo
Nessun inganno clamoroso, dunque, ma una pratica televisiva ormai consolidata nelle grandi notti evento. Registrare alcune esibizioni in anticipo consente di incastrare palinsesti complessi e permettere agli artisti di rispettare più impegni nella stessa serata.
In questo caso, la band ha potuto spostarsi con calma verso Palermo, pronta a salire sul palco dopo la mezzanotte per il vero brindisi dal vivo. Il pubblico siciliano li ha visti in carne e ossa, mentre quello televisivo li ha applauditi qualche ora dopo, ignaro del piccolo trucco tecnico.
Il web tra stupore e ironia
Una volta emersa la spiegazione, la polemica si è rapidamente sgonfiata, lasciando spazio all’ironia. In molti hanno sorriso davanti all’idea di una “clonazione” dei The Kolors, altri hanno semplicemente preso atto di come funziona la macchina televisiva nelle notti più affollate dell’anno.
Alla fine, nessun mistero irrisolto. Solo una registrazione ben piazzata e una diretta vera, in due città diverse, nella stessa notte. Capodanno, anche in tv, resta una questione di incastri.
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