Musica
Gojira, la metal band delle Olimpiadi: Non siamo satanici! (video)
Dopo aver goduto di una visibilità planetaria grazie alla loro esibizione – peraltro suggestiva – durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi parigine, il leader della metal band francese Gojira – Joe Duplantier – ha reagito alle accuse di satanismo che hanno colpito in questi giorni il gruppo. Tre minuti di show oscuri e potenti, puro heavy metal fuso con l’opera, per i quali è stato immediatamente tirata in ballo la figura del Diavolo!
Un sabba indiavolato?!? Ma neanche per sogno…
I Gojira si sono esibiti dalle mura di un castello in fiamme, con decine di figure decapitate di Maria Antonietta che “abbellivano” ogni finestra. Riff di chitarre indiavolate e voci opportunamente roche, in una sorta di sabba che in molti hanno definito malsano e satanista. Una raffigurazione che ha scatenato l’ilarità di Duplantier, essendo estremamente lontano da quel genere di immaginario.
Fascino tipicamente francese
“Niente di satanico in tutto questo”, dichiara il cantante, “è storia francese. È il fascino francese: gente decapitata, vino rosso e sangue dappertutto – è romantico, è normale”. “Non c’è nulla di satanico”, se la ride, descrivendo l’orgoglio del Paese nel tagliare i legami della religione con il governo.
Puro atteggiamento laico, niente di più
Prosegue il musicista nella sua spiegazione: “La Francia è un Paese che ha operato una separazione tra Stato e religione durante la rivoluzione. Ed è qualcosa di molto importante, molto caro alle fondamenta della Francia repubblicana, la chiamiamo “laïcité”. Un termine coniato per spiegare quando lo Stato non è più religioso, libero quindi in termini di espressione e simbolismo. Si tratta di storia e di fatti, non guardiamo troppo da vicino al simbolismo in termini di religione”.
Animalisti convinti
La band parla anche del suo impegno sulla protezione delle balene, una battaglia nella quale credono con grance convinzione. Denunciando che il capitano Paul Watson, un attivista che rappresenta una sorta di simbolo del rispetto delle leggi marittime e contro il bracconaggio illegale, è attualmente detenuto in Groenlandia come prigioniero del governo danese. Una causa – questa – che Duplantier e compagni sostengono a spada tratta.
Sostenitori accesi di Paul Watson, cofondatore di Greenpeace
Al leade dei Gojira è stato chiesto se avesse avuto l’opportunità d’incontrare Emmanuel Macron dopo la cerimonia di apertura delle Olimpiadi, per parlargli di questa battaglia. “Non ho ancora parlato con Emmanuel Macron, ma mi piacerebbe, perché io e lui abbiamo qualcosa in comune in questo momento, ed è il fatto di sapere che il capitano Paul Watson, cofondatore di Greenpeace, cofondatore di Sea Shepherd e fondatore dei Neptune’s Pirates e della Fondazione Paul Watson, che protegge le balene e la fauna marina a livello internazionale, è attualmente detenuto a Nuuk, in Groenlandia, dal governo danese”. Aggiungendo: “Mi piacerebbe incontrare il Presidente Macron e il Primo Ministro della Giustizia danese, dopo tutto il clamore e l’agitazione delle Olimpiadi, per parlare di Paul Watson, incarcerato per aver tentato di fare la cosa giusta, cercando di far rispettare le leggi internazionali che proteggono la fauna marina. Potrebbe rimanere in carcere per il resto della sua vita. Quindi questa è la mia battaglia di oggi”.
Nessun intento denigratorio
In merito ad un altra errata comprensione dello spettacolo, in molti hanno pensato di assistere ad una parodia del celebre dipinto L’ultima cena di Leonardo da Vinci, riveduto e corretto con sfumature demoniache. Su questo interviene a chiarire il direttore artistico dell’intero show inaugurale, Thomas Jolly. Assicurando a chiare lettere – vista la potenziale spinosità dell’argomento – l’assoluta estraneità di quello che si è visto cristianesimo. “C’è Dioniso che arriva su questo tavolo. È lì perché è il dio della festa nella mitologia greca”, ha dichiarato, rispondendo alle accuse che gli sono arrivate. “L’idea era di fare una celebrazione pagana legata agli dei dell’Olimpo. Non troverete mai in me il desiderio di deridere e denigrare qualcuno”.
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Musica
Tradita dal suo ex e dalla migliore amica: un “classico”! Cristina D’Avena si mette a nudo in tv
Durante un’intensa puntata di Obbligo o Verità su Rai2, Cristina D’Avena si è aperta come mai prima, condividendo ricordi dolorosi, rimpianti personali e curiosità sul suo legame con il mondo dei cartoni animati. Dalla delusione amorosa con una persona fidata al sogno infranto della recitazione, la cantante più amata dai nostalgici degli anni ’80 e ’90 si racconta con sincerità.
Cristina D’Avena ha confessato un momento particolarmente difficile del suo passato sentimentale. Con emozione e un pizzico di imbarazzo, ha raccontato:
“Ho scoperto un mio ex fidanzato con la mia migliore amica. È stata una delle esperienze più dolorose della mia vita.”
La cantante ha spiegato quanto fosse complesso vivere quel tradimento sotto i riflettori, dato il suo essere già all’epoca un volto noto: “La gente mi fermava e diceva: ‘Ma il tuo fidanzato non era con…?’ È stato umiliante”. Fortunatamente oggi Cristina è felicemente fidanzata, anche se sceglie di tenere riservata la sua vita privata.
Il cartone più odiato e l’amore per Licia
Nel corso del programma, Cristina ha rivelato anche dettagli inaspettati sul mondo dei cartoni animati, a cui deve gran parte della sua popolarità. Ha dichiarato di non sopportare Rascal, l’orsetto lavatore:
“Non mi piaceva, nemmeno la sigla mi convinceva. Invece amavo Licia e Candy Candy, anche se tifavo per Terence. I belli e dannati mi affascinano di più!”.
Un aneddoto divertente ha riguardato la sigla di Occhi di gatto, che Cristina ha definito “perfetta per i momenti di intimità”.
Il rimpianto della recitazione mai portata avanti
Tra musica, sigle e palchi, Cristina D’Avena ha anche avuto un passato come attrice. Molti la ricordano nei panni di Licia nei famosi telefilm Mediaset. Tuttavia, una scelta di carriera la fa ancora riflettere con malinconia:
“Avrei voluto continuare a recitare. Dopo Licia ho smesso e mi sono dedicata solo alla musica. Ma mi sarebbe piaciuto girare qualche fiction”.
Un rimpianto che si aggiunge a un errore personale: aver perso una cara amica a causa di pettegolezzi infondati. “Mi sono fidata della persona sbagliata”, ha ammesso.
Cristina D’Avena dimostra che dietro la voce delle sigle più amate c’è una donna vera, con ferite, sogni e rimpianti. Le sue parole a cuore aperto hanno emozionato i fan di tutte le età, dimostrando che la sincerità è sempre l’arma più potente. E chissà, forse un giorno la vedremo davvero in una fiction, come tanto desidera…
Musica
Indimenticabile Whitney Houston: è sua la più bella canzone degli anni ’90
La rivista Forbes ha scelto la canzone più rappresentativa degli anni Novanta, un decennio di grandi trasformazioni, anche nel mondo della musica.
L’impatto di quegli anni sulla nostra società è ancora evidente. Nel corso di quel decennio, il mondo è stato testimone di cambiamenti radicali che hanno influito sulla cultura popolare, la tecnologia e lo stile di vita di milioni di persone. Il cinema propone film iconici come Pulp Fiction e Titanic. La moda si aggiorna con l’avvento del grunge e dello stile hip-hop, mentre le serie TV come Friends e Beverly Hills 90210 si trasformano in veri e propri fenomeni di culto.
La tecnologia ci rende tutti più vicini
Un periodo segnato anche da una grande innovazione tecnologica, con la diffusione di Internet che rivoluziona il modo in cui le persone comunicano e accedono alle informazioni. I computer personali diventano sempre più accessibili e i cellulari iniziano a diffondersi a macchia d’olio. Altro momento significativo l’avvento dei CD musicali e DVD, che sostituiscono i vecchi supporti come i vinili e le VHS.
Grandi evento politico-sociali
La caduta del Muro di Berlino nel 1989 segna la fine della Guerra Fredda e ha portato all’unificazione della Germania. Nel 1991, l’Unione Sovietica si scioglie e numerosi stati acquisiscono l’indipendenza. Inoltre, nel 1997, si verifica il tristemente noto incidente mortale di Diana Spencer, Principessa del Galles, che scuote il mondo intero. La lotta per i diritti civili progredisce in maniera significativa, con battaglie per l’uguaglianza di genere e i diritti LGBTQ+.
Che musica ascoltavamo
Decennio di trasformazioni anche nel settore musicale. Con l’hip hop che acquista popolarità e diventa meno “spensierato”, interessato a raccontare la vita dei neri in America che anche allora vivevano in situazioni difficili. Parallelamente, il rock si incupisce e il grunge, l’hard rock e il metal si arricchiscono di nuove sonorità, ampliando il loro pubblico di estimatori. L’elettronica conosce un più largo utilizzo, influendo sul modo in cui la musica veniva pensata, prodotta ed eseguita. Analizzando questo variegato panorama, la rivista Forbes ha stilato una classifica delle 50 canzoni più belle degli anni Novanta.
In testa alla classifica
La canzone migliore dei 90s è I Will Always Love You cantata da Whitney Houston, uscita sul mercato nel 1992. “L’interpretazione di Whitney Houston del singolo di Dolly Parton I Will Always Love You – questa l’opinione espressa da Forbes – ha conquistato il pubblico con la sua profondità emotiva e la sua incredibile abilità vocale. La canzone, presente nel film The Bodyguard, ha trascorso 14 settimane da record in cima alla classifica Hot 100. L’emozionante interpretazione della Houston e l’intramontabile messaggio d’amore e di perdita della canzone ne hanno fatto un classico”.
Musica
Céline Dion torna sul palco dopo 6 anni: “Sto meglio”, Parigi pronta all’evento che commuove i fan
La cantante rompe il silenzio con un video: “Mi sento forte”. Appuntamento a Parigi per un ritorno attesissimo, con prezzi tra 99 e 290 euro.
Céline Dion è pronta a riprendersi il suo posto sul palco. Dopo sei anni di assenza e una battaglia difficile contro la malattia, la cantante canadese torna a parlare direttamente ai suoi fan con un video che ha il sapore della rinascita. Non un annuncio qualsiasi, ma uno di quelli che arrivano dopo il silenzio, la paura e il bisogno di fermarsi. E proprio per questo, forse, ancora più potente.
“Sto meglio”: le parole che fanno sperare
“Sto meglio, ho ripreso a cantare e un po’ a ballare. Ho sentito le vostre preghiere”. Céline Dion non gira intorno alle parole, va dritta al punto e racconta il percorso fatto negli ultimi anni. Un messaggio che è insieme confessione e promessa. “Mi sento bene, forte, sono emozionata, ovviamente un po’ nervosa…”, aggiunge, lasciando trasparire tutta l’umanità di un ritorno che non è solo artistico, ma anche personale.
Parigi pronta ad accoglierla
Il grande ritorno avverrà a Parigi, una città simbolica per la musica e per la sua carriera. L’attesa è altissima e i fan sono già pronti a riempire la platea per quello che si preannuncia come uno degli eventi musicali più emozionanti dell’anno. Non si tratta solo di un concerto, ma di un momento collettivo, quasi un abbraccio tra l’artista e il suo pubblico dopo anni difficili.
Biglietti e attesa: un evento già storico
I prezzi dei biglietti vanno da 99 a 290 euro, ma il valore dell’evento sembra andare ben oltre il costo. Perché questo ritorno segna un passaggio importante nella carriera di Céline Dion, sospesa per troppo tempo tra incertezza e speranza. Ora il palco torna a essere il suo posto. E il pubblico, quello che non l’ha mai lasciata sola, è pronto a esserci ancora una volta.
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