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Musica

La musica come speranza: Cristicchi suona una chitarra fatta col legno dei barconi dei migranti

Il cantautore emoziona Napoli suonando una chitarra realizzata con il legno dei tristemente noti barconi. Durante l’evento “Dialoghi con i giovani per il Giubileo”, il cantautore ha raccontato la sua storia e il potere dell’arte nel trasformare il dolore in speranza. Ecco cosa è successo nella serata speciale alla basilica di San Pietro ad Aram.

un concerto simbolico nella basilica di san pietro ad aram

Nel cuore di Napoli, nella basilica di San Pietro ad Aram, Simone Cristicchi ha regalato al pubblico un’esibizione carica di significato. L’evento, parte del ciclo “Dialoghi con i giovani per il Giubileo”, è stato organizzato dall’arcivescovo don Mimmo Battaglia per offrire ai ragazzi momenti di riflessione e confronto.

la chitarra dai barconi: un messaggio di trasformazione

Cristicchi ha suonato una chitarra speciale, costruita con il legno delle imbarcazioni dei migranti. Lo strumento è frutto del progetto “Metamorfosi”, promosso dalla fondazione “Casa dello spirito e delle arti”, che coinvolge i detenuti del carcere di Secondigliano in un percorso di riscatto attraverso la liuteria. Un simbolo potente di dolore trasformato in arte e speranza.

la voce di cristicchi e amara emoziona il pubblico

Accompagnato dalla compagna di vita e artista Amara, Cristicchi ha intonato “Che sia benedetta”, brano scritto proprio da Amara e portato al successo da Fiorella Mannoia a Sanremo. La canzone, con il suo messaggio di resilienza, ha toccato il cuore delle centinaia di giovani presenti.

don mimmo battaglia e la lettera di una giovane in difficoltà

Durante l’evento, l’arcivescovo di Napoli ha letto la lettera di una ragazza che gli aveva scritto in cerca di aiuto per affrontare le difficoltà della sua età. Prendendo spunto da queste parole, don Mimmo ha chiesto a Cristicchi quale fosse, secondo lui, la cura al dolore.

l’arte come salvezza: la testimonianza di cristicchi

Cristicchi ha condiviso un momento personale e toccante della sua vita. “La mia storia inizia a dieci anni, quando è morto mio padre, che aveva solo 40 anni. Dentro di me cresceva la voglia di vendetta, mi sentivo auto-emarginato dalla società. Poi ho iniziato a disegnare e a creare un ‘mondo perfetto’ sui fogli bianchi. L’arte mi ha salvato la vita. Se non avessi disegnato in maniera compulsiva, sarei rimasto intrappolato in quel dolore”.

il dialogo con i giovani: domande e riflessioni

La serata si è conclusa con un dialogo aperto tra Cristicchi e i ragazzi presenti. Le domande hanno toccato temi profondi, dall’importanza dell’espressione artistica alla ricerca del senso della vita. Un incontro intenso, che ha lasciato un segno nel cuore di chi ha partecipato.

conclusione: quando la musica diventa strumento di speranza

L’esibizione di Simone Cristicchi a Napoli non è stata solo un concerto, ma un vero e proprio messaggio di trasformazione. Attraverso la sua chitarra speciale e le sue parole, ha dimostrato che l’arte può essere un ponte tra il dolore e la speranza, offrendo a tutti una possibilità di riscatto.

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La musica come speranza: Cristicchi suona una chitarra fatta col legno dei barconi dei migranti

    Nel cuore di Napoli, nella basilica di San Pietro ad Aram, Simone Cristicchi ha regalato al pubblico un’esibizione carica di significato. L’evento, facente parte del ciclo Dialoghi con i giovani per il Giubileo, è stato organizzato dall’arcivescovo don Mimmo Battaglia per offrire ai ragazzi momenti di riflessione e confronto.

    Un potente messaggio di trasformazione

    Cristicchi ha suonato una chitarra speciale, costruita con il legno delle imbarcazioni dei migranti. Lo strumento è frutto del progetto Metamorfosi, promosso dalla fondazione Casa dello spirito e delle arti, che coinvolge i detenuti del carcere di Secondigliano in un percorso di riscatto attraverso la liuteria. Un simbolo potente di dolore trasformato in arte e speranza.

    Le voci di Cristicchi e Amara emozionano il pubblico

    Accompagnato dalla compagna di vita e artista Amara, Cristicchi ha intonato Che sia benedetta, brano scritto proprio da Amara e portato al successo da Fiorella Mannoia a Sanremo. La canzone, con il suo messaggio di resilienza, ha toccato il cuore delle centinaia di giovani presenti.

    Don mimmo battaglia e la lettera di una giovane in difficoltà

    Durante l’evento, l’arcivescovo di Napoli ha letto la lettera di una ragazza che gli aveva scritto in cerca di aiuto per affrontare le difficoltà della sua età. Prendendo spunto da queste parole, don Mimmo ha chiesto a Cristicchi quale fosse, secondo lui, la cura al dolore.

    L’arte come salvezza: la testimonianza del cantauotore

    Cristicchi ha condiviso un momento personale e toccante della sua vita. “La mia storia inizia a dieci anni, quando è morto mio padre, che aveva solo 40 anni. Dentro di me cresceva la voglia di vendetta, mi sentivo auto-emarginato dalla società. Poi ho iniziato a disegnare e a creare un ‘mondo perfetto’ sui fogli bianchi. L’arte mi ha salvato la vita. Se non avessi disegnato in maniera compulsiva, sarei rimasto intrappolato in quel dolore”.

    Domande e riflessioni con i giovani

    La serata si è conclusa con un dialogo aperto tra Cristicchi e i ragazzi presenti. Le domande hanno toccato temi profondi, dall’importanza dell’espressione artistica alla ricerca del senso della vita. Un incontro intenso, che ha lasciato un segno nel cuore di chi ha partecipato. Una esibizione che non è stata solo un concerto, ma un vero e proprio messaggio di trasformazione. Attraverso la sua chitarra speciale e le sue parole, ha dimostrato che l’arte può essere un ponte tra il dolore e la speranza, offrendo a tutti una possibilità di riscatto

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      Musica

      Olly sbotta dopo il concerto al Forum: “Basta inventare, nessuno mi impone diete o parla per me”

      Dopo le indiscrezioni su dieta forzata e gin tonic sul palco, Olly risponde duramente e smonta tutto. Dandolo replica, poi arriva la controreplica: scontro aperto tra palco e social

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        Altro che semplice gossip: tra Olly e Alberto Dandolo è esploso un botta e risposta che ha infiammato i social. Tutto nasce dopo il concerto al Forum di Assago, dove il cantante genovese, all’anagrafe Federico Olivieri, è apparso in grande forma, ma anche al centro di alcune indiscrezioni piuttosto pesanti.

        Il caso: dieta, palco e accuse

        Secondo quanto scritto da Dandolo, Olly sarebbe stato messo a dieta dal suo management dopo aver preso qualche chilo, con stop a zuccheri, grassi e soprattutto alcol. Non solo: durante il concerto, sempre secondo questa versione, avrebbe anche esagerato con gin tonic e vino rosso, arrivando perfino a offrire da bere a band e fan.

        Un racconto che ha fatto rapidamente il giro del web, alimentando commenti e polemiche. Ma la versione del diretto interessato è arrivata quasi subito, ed è stata tutt’altro che morbida.

        La replica di Olly: “Smettete di dire cazzate”

        Olly ha scelto i social per mettere le cose in chiaro, senza troppi filtri: «Io non so chi sia Dandolo, né chi siete voi, ma smettetela di dire cazzate. Se sto bene con il mio corpo è perché lo voglio io, nessuno del mio staff si permetterebbe mai di impormi qualcosa».

        Una presa di posizione netta, che difende non solo la sua immagine ma anche la professionalità del suo entourage. Il cantante ha sottolineato come le parole attribuitegli sulla dieta non siano mai state pronunciate e ha respinto anche le ricostruzioni sul consumo di alcol durante il live.

        La controreplica e lo scontro finale

        A quel punto è arrivata la risposta di Dandolo, che ha cercato di smorzare i toni, rivendicando però il proprio lavoro e ribadendo di aver assistito al concerto. Parole accompagnate anche da un tono personale, quasi da fan, con l’invito a lanciare messaggi positivi ai giovani sul tema dell’amor proprio.

        Ma Olly non ha lasciato correre. Nella controreplica ha rincarato la dose, accusando il giornalista di aver scritto informazioni mai dette e di aver messo in discussione la professionalità del suo team. «Forse dovreste semplicemente stare più attenti a quello che scrivete. E poi chiedere scusa e basta», ha scritto, chiudendo di fatto la questione con un saluto tagliente.

        Nel mezzo, una precisazione importante: «Non ho problemi di alcolismo, non ho problemi di alimentazione». Una frase che sposta il focus dal gossip alla responsabilità di ciò che viene raccontato, soprattutto quando riguarda temi delicati come la salute.

        Alla fine resta uno scontro che va oltre la semplice polemica: da una parte il racconto mediatico, dall’altra la difesa diretta di chi non accetta versioni considerate distorte. E nel mezzo, un pubblico che osserva e giudica.

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          Musica

          Gianni Morandi incorona De Martino e chiude con Sanremo: “Il futuro della Rai è lui”, poi la stoccata a Canzonissima

          Morandi elogia Stefano De Martino come erede della Rai, chiude definitivamente con Sanremo e punge Canzonissima. Poi svela i suoi miti: Celentano e Mina

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            Gianni Morandi parla chiaro e, come spesso accade, lo fa senza troppi giri di parole. Il cantante ha acceso il dibattito televisivo con una serie di dichiarazioni destinate a far rumore, tra elogi, addii e qualche frecciata ben piazzata.

            De Martino promosso: “È il futuro della Rai”

            Morandi non ha dubbi: Stefano De Martino è l’uomo su cui la Rai deve puntare per i prossimi anni. Un’investitura importante, soprattutto perché arriva da uno dei volti più amati e longevi dello spettacolo italiano.

            Parole che pesano e che confermano come il percorso del conduttore stia convincendo sempre di più anche i big della televisione. Non solo presenza scenica, ma capacità di reggere il palco e parlare al pubblico: elementi che, secondo Morandi, fanno la differenza.

            Sanremo, capitolo chiuso

            Se da una parte c’è il futuro, dall’altra c’è una porta che si chiude definitivamente. Morandi ha infatti chiarito di considerare conclusa la sua esperienza con il Festival di Sanremo.

            Un addio che sa di scelta consapevole, senza rimpianti, ma con la volontà di lasciare spazio a nuove generazioni e nuovi volti. Un passaggio di testimone che si inserisce perfettamente nel discorso fatto su De Martino.

            La frecciata a Canzonissima e il richiamo al passato

            Non è mancata poi una stoccata a Canzonissima, il programma condotto da Milly Carlucci. Morandi ha sottolineato come quella versione storica, in bianco e nero, fosse “più importante di Sanremo”, tracciando un confronto che inevitabilmente fa discutere.

            Un’affermazione che riporta alla nostalgia di un’epoca televisiva diversa, ma che allo stesso tempo mette in ombra il presente. E mentre il dibattito si accende, Morandi chiude tornando alle sue certezze musicali: i suoi preferiti restano Adriano Celentano e Mina.

            Un modo per ribadire che, tra evoluzioni e cambiamenti, ci sono punti fermi che non cambiano mai. Ma nel frattempo, il futuro – almeno secondo lui – ha già un nome preciso.

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              Tradita dal suo ex e dalla migliore amica: un “classico”! Cristina D’Avena si mette a nudo in tv

              Durante un’intensa puntata di Obbligo o Verità su Rai2, Cristina D’Avena si è aperta come mai prima, condividendo ricordi dolorosi, rimpianti personali e curiosità sul suo legame con il mondo dei cartoni animati. Dalla delusione amorosa con una persona fidata al sogno infranto della recitazione, la cantante più amata dai nostalgici degli anni ’80 e ’90 si racconta con sincerità.

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                Cristina D’Avena ha confessato un momento particolarmente difficile del suo passato sentimentale. Con emozione e un pizzico di imbarazzo, ha raccontato:

                “Ho scoperto un mio ex fidanzato con la mia migliore amica. È stata una delle esperienze più dolorose della mia vita.”

                La cantante ha spiegato quanto fosse complesso vivere quel tradimento sotto i riflettori, dato il suo essere già all’epoca un volto noto: “La gente mi fermava e diceva: ‘Ma il tuo fidanzato non era con…?’ È stato umiliante”. Fortunatamente oggi Cristina è felicemente fidanzata, anche se sceglie di tenere riservata la sua vita privata.

                Il cartone più odiato e l’amore per Licia

                Nel corso del programma, Cristina ha rivelato anche dettagli inaspettati sul mondo dei cartoni animati, a cui deve gran parte della sua popolarità. Ha dichiarato di non sopportare Rascal, l’orsetto lavatore:

                “Non mi piaceva, nemmeno la sigla mi convinceva. Invece amavo Licia e Candy Candy, anche se tifavo per Terence. I belli e dannati mi affascinano di più!”.

                Un aneddoto divertente ha riguardato la sigla di Occhi di gatto, che Cristina ha definito “perfetta per i momenti di intimità”.

                Il rimpianto della recitazione mai portata avanti

                Tra musica, sigle e palchi, Cristina D’Avena ha anche avuto un passato come attrice. Molti la ricordano nei panni di Licia nei famosi telefilm Mediaset. Tuttavia, una scelta di carriera la fa ancora riflettere con malinconia:

                “Avrei voluto continuare a recitare. Dopo Licia ho smesso e mi sono dedicata solo alla musica. Ma mi sarebbe piaciuto girare qualche fiction”.

                Un rimpianto che si aggiunge a un errore personale: aver perso una cara amica a causa di pettegolezzi infondati. “Mi sono fidata della persona sbagliata”, ha ammesso.

                Cristina D’Avena dimostra che dietro la voce delle sigle più amate c’è una donna vera, con ferite, sogni e rimpianti. Le sue parole a cuore aperto hanno emozionato i fan di tutte le età, dimostrando che la sincerità è sempre l’arma più potente. E chissà, forse un giorno la vedremo davvero in una fiction, come tanto desidera…

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