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Laura Pausini tra carriera, maternità e regole digitali: “Mia figlia? Niente social fino a quando posso”

La cantante romagnola si racconta in un’intervista al Corriere della Sera: dal rapporto con la figlia dodicenne alla riflessione sul mondo dei giovani, passando per ricordi scolastici e sogni artistici mai realizzati.

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Laura Pausini

    Laura Pausini non è soltanto una delle voci italiane più amate al mondo, ma anche una madre attenta e consapevole delle sfide educative del nostro tempo. In una lunga intervista al Corriere della Sera, la cantante 51enne ha parlato della sua vita privata, del rapporto con la figlia Paola – dodici anni, avuta dal compagno e collega Paolo Carta – e del difficile equilibrio tra regole, libertà e nuove tecnologie.

    «Con il primo telefono che ha avuto poteva solo chiamare noi», racconta Pausini. «Poi le abbiamo dato un vecchio smartphone, vietandole però i social. Lei però si è aperta un profilo Instagram da sola. A quel punto ho fatto la mamma severa: le ho ritirato il telefono». La vicenda si è risolta con un compromesso: un uso limitato a un paio d’ore al giorno e, successivamente, più libertà la sera per parlare con un’amica che vive a New York. «Io non vedo l’ora che torni a scuola e ricominci le attività extrascolastiche che la tengono lontana dallo schermo», ha ammesso la cantante.

    Un tema, quello dei cellulari tra i giovanissimi, oggi più che mai attuale: in Italia lo scorso anno il Ministero dell’Istruzione ha introdotto il divieto di utilizzo fino alla scuola media, estendendolo da quest’anno anche alle superiori. Un segnale che Pausini sembra condividere.

    Una generazione che corre veloce

    Guardando a sua figlia, la cantante nota un ritmo di crescita molto diverso da quello della sua generazione: «A 12 anni è già come me a 25. È una generazione che va veloce, e Paola lo è ancora di più: ha studiato in quattro nazioni diverse, in quattro lingue. È indipendente. Durante il concerto di Capodanno è salita sul palco e ha suonato il basso per 21 minuti».

    Non mancano le riflessioni sul ruolo dei genitori: «I ragazzi di oggi conoscono certe cose troppo presto. Io vorrei che fosse lei a chiedermi, è il sogno di ogni madre e padre. Cerco di stimolare la sua curiosità, soprattutto per le lingue, e di capire cosa davvero le interessa».

    L’ironia sui banchi di scuola

    L’artista si concede anche un ricordo personale degli anni scolastici, con il suo tipico tono ironico: «Ero più brava nelle materie umanistiche, che era un modo per dire che eri un somaro. In chimica e fisica non ero portata, la mia materia preferita era storia dell’arte: mi piaceva scoprire le follie degli artisti».

    Un amore per l’arte che, confessa, avrebbe voluto coltivare all’Accademia di Belle Arti: «Sognavo di fare l’architetto o l’interior designer. Poi è arrivato Sanremo e la mia vita ha preso un’altra strada. Ma quell’impronta artistica non l’ho mai persa: guardo tutto con un occhio creativo».

    Una mamma rock ma con i piedi per terra

    Dietro la star internazionale che ha venduto milioni di dischi, c’è una madre che si confronta con le stesse difficoltà di tanti genitori. La sfida con i social, la preoccupazione per l’età precoce in cui i ragazzi si confrontano con certi contenuti, la volontà di bilanciare regole e libertà: «Cerco di essere presente, anche quando significa dire no. Mio marito è più morbido, ma credo che Paola sappia che lo facciamo per lei».

    Così Laura Pausini, tra tournée mondiali e premi internazionali, mostra il lato più intimo e quotidiano della sua vita: quello di una madre che, come tante, cerca di crescere una figlia libera e responsabile, senza mai dimenticare che il palco più importante resta quello di casa.

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      Andrea Bocelli fa brillare Forte dei Marmi: charity party, fuochi d’artificio e ospiti vip. Ma qualcuno nota grandi assenze

      La Fondazione Bocelli ha trasformato Forte dei Marmi nel palcoscenico della solidarietà con due eventi esclusivi. Tra cene di beneficenza, spettacoli e ospiti internazionali, non sono passate inosservate nemmeno alcune assenze eccellenti

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        Forte dei Marmi si è vestita a festa per il tradizionale appuntamento estivo della Fondazione Bocelli. Andrea e Veronica Bocelli hanno organizzato due serate dedicate alla raccolta fondi che hanno richiamato ospiti italiani e internazionali tra l’Alpemare, lo stabilimento balneare della famiglia, e Villa Alpebella, residenza simbolo delle iniziative benefiche della fondazione.

        Dopo la serata Green Waves, che ha visto protagonista ai fornelli Antonino Cannavacciuolo e sul palco la cantante Nicole Magolie, la solidarietà ha continuato il suo percorso con il Charity Beach Party e con l’esclusiva Charity Dinner, alla quale hanno partecipato anche i figli di Andrea Bocelli, Amos e Matteo.

        Da Dolph Lundgren a Federica Panicucci, gli ospiti della serata

        Tra i pochi ospiti internazionali ha attirato l’attenzione Dolph Lundgren, l’indimenticabile Ivan Drago di Rocky IV, arrivato insieme alla giovane moglie Emma Krokdal. I due sono apparsi inseparabili da Tiziana Rocca, da sempre tra le protagoniste della mondanità versiliese.

        Al beach party, intitolato A Night to Shine e concluso da uno spettacolare show di fuochi d’artificio, hanno partecipato anche numerosi volti noti dello spettacolo italiano, tra cui Fabio Canino, Federica Panicucci e Yvonne Sció.

        Le grandi assenze fanno parlare

        Come spesso accade negli eventi più esclusivi dell’estate, oltre ai presenti hanno fatto notizia anche gli assenti. In Versilia qualcuno ha infatti notato la mancata partecipazione di alcune habitué dei gala benefici, ribattezzate con ironia le “Charity Social Queen”, presenza quasi fissa nelle manifestazioni più glamour della costa toscana.

        Tra beneficenza, spettacolo e mondanità, la Fondazione Bocelli conferma così uno degli appuntamenti più prestigiosi dell’estate italiana, capace di unire solidarietà e jet set in una delle cornici più esclusive del Paese.

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          Musica

          Morgana Blue perseguitata per oltre dieci anni: il giudice spiega perché denunciò solo nel 2020 e conferma la condanna dello stalker

          Un cinquantenne svizzero è stato condannato a un anno e tre mesi per aver perseguitato per oltre un decennio Lisa Cerri, in arte Morgana Blue, la scrittrice Micol Martinez e la madre di quest’ultima. Il tribunale descrive un clima di terrore fatto di minacce, pedinamenti e centinaia di messaggi.

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            Per oltre dieci anni ha convissuto con la paura. Una paura così profonda da spingerla a rinviare la denuncia e, persino durante il processo, a non costituirsi parte civile per il timore di possibili ritorsioni. È questo il quadro che emerge dalle motivazioni della sentenza con cui il Tribunale di Milano ha condannato a un anno e tre mesi di reclusione un cinquantenne svizzero riconosciuto colpevole di aver perseguitato Lisa Cerri, conosciuta dal pubblico come Morgana Blue, fondatrice e chitarrista delle Bambole di Pezza, insieme alla scrittrice Micol Martinez e alla madre di quest’ultima.

            La decisione del giudice ricostruisce una persecuzione durata oltre un decennio, caratterizzata da una pressione costante che, secondo il tribunale, ha inciso profondamente sulla serenità delle tre donne. L’uomo avrebbe continuato a molestarle anche durante il procedimento giudiziario, circostanza che ha contribuito al mancato riconoscimento della sospensione condizionale della pena.

            Morgana Blue viveva nel terrore delle ritorsioni

            Nelle motivazioni della sentenza, la giudice Valeria Peraneschi sottolinea come Lisa Cerri «avesse e abbia tuttora paura dell’imputato tanto da determinarsi a non costituirsi parte civile per il timore di ritorsioni». Un elemento che, secondo il tribunale, spiega anche perché le denunce siano arrivate soltanto nel 2020, nonostante le molestie fossero iniziate molti anni prima.

            Il provvedimento evidenzia che le vittime decisero di rivolgersi alle autorità solo quando erano ormai esauste. Nel frattempo avrebbero dovuto convivere con una presenza continua e invasiva, alimentata da centinaia di messaggi inviati ogni anno attraverso telefono e social network, perfino mentre Morgana Blue si esibiva sul palco con la sua band.

            Messaggi minacciosi, profili falsi e concerti trasformati in incubo

            Secondo quanto ricostruito nel processo, il cinquantenne avrebbe inviato messaggi «dal contenuto delirante, minaccioso, ingiurioso, con riferimenti sessuali e satanisti». Avrebbe inoltre creato falsi profili sui social per ottenere informazioni sulle abitudini delle vittime, entrando in contatto con amici, parenti e conoscenti.

            L’uomo si sarebbe presentato ripetutamente nei locali e nei luoghi in cui le tre donne organizzavano concerti o eventi privati. Tra gli episodi ricordati nella sentenza compare anche una canzone, prodotta dall’imputato, dal titolo offensivo nei confronti della musicista, oltre a un concerto del 2006 durante il quale, secondo la ricostruzione riportata dal tribunale, si sarebbe presentato ubriaco e brandendo un coltello.

            Il legale: «Uno stalking che ha distrutto il loro equilibrio»

            L’avvocato Domenico Radice, che assiste le tre vittime, ha definito la vicenda «molto pesante», spiegando che la pressione psicologica è durata per oltre dieci anni e non si è interrotta nemmeno durante il processo.

            Proprio la prosecuzione delle condotte persecutorie nel corso delle udienze ha convinto i giudici a non concedere la sospensione condizionale della pena. «Uno stalking pesantissimo che ha minato il loro equilibrio», ha concluso il legale, riassumendo una vicenda che il tribunale descrive come un lungo incubo fatto di paura, isolamento e continue intimidazioni.

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              Ricky Martin emoziona i fan con un messaggio di pace: «Che il vostro cuore batta in modo meraviglioso»

              Dopo la separazione, Ricky Martin e Jwan Yosef hanno conservato un legame profondo nel nome della famiglia. Intanto il cantante affida ai social un messaggio positivo che conquista migliaia di follower.

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              Ricky Martin emoziona i fan con un messaggio di pace: «Che il vostro cuore batta in modo meraviglioso»

                Ricky Martin sceglie ancora una volta i social per trasmettere un messaggio di speranza e positività. Il cantante portoricano, 54 anni, ha condiviso un video dalla Spagna poco dopo il risveglio, regalando ai suoi fan parole cariche di serenità e ottimismo.

                Un momento semplice ma intenso, che arriva mentre l’artista continua a mantenere un rapporto sereno con l’ex marito Jwan Yosef, con il quale si vede frequentemente nonostante la fine del matrimonio.

                Il messaggio di Ricky Martin ai suoi fan

                Guardando in camera, il cantante ha rivolto un augurio sincero ai suoi follower. «Spero che abbiate una giornata meravigliosa e bellissima, piena di luce, di pace, di cose belle, di salute, forza e serenità. Che il vostro cuore batta in modo meraviglioso».

                Parole che in poche ore hanno raccolto migliaia di commenti e messaggi di affetto da parte dei fan di tutto il mondo, da sempre legati all’artista anche per la sua sensibilità fuori dal palco.

                Il rapporto con Jwan Yosef resta speciale

                Nonostante il divorzio, Ricky Martin e Jwan Yosef hanno scelto di preservare un rapporto di stima e affetto, continuando a frequentarsi soprattutto per il bene della loro famiglia.

                L’ultimo messaggio pubblicato dall’artista conferma il momento di serenità che sta vivendo. Tra musica, nuovi progetti e una ritrovata tranquillità personale, Ricky Martin continua a trasmettere ai suoi fan l’immagine di un uomo che guarda al futuro con ottimismo e gratitudine.

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