Musica
Quel tatuaggio di Emma Marrone che celebra una speciale amicizia
La cantante ha sorpreso i suoi fan con un nuovo tatuaggio, un omaggio speciale che ha immediatamente catturato l’attenzione del web. Dopo il sostegno a Olly in seguito alla vittoria di Sanremo 2025, la cantante ha deciso di dedicare un segno indelebile a un amico e collega che ha avuto un ruolo importante nella sua carriera musicale.
Sempre autentica e senza filtri, Emma Marrone ha condiviso sui social la novità: il nome “JVLI” inciso sulla pelle. Il tatuaggio è un tributo a Julien Boverod, in arte JVLI, produttore musicale della Valle d’Aosta, noto per il suo contributo a numerosi brani di successo della scena musicale italiana.
Collaborazione di successo
La collaborazione tra Emma e JVLI ha portato alla creazione di hit come Ho Voglia di Te, un brano che ha superato i 30 milioni di ascolti su Spotify e ottenuto la certificazione di disco di platino. La loro sinergia artistica si è consolidata con ulteriori progetti, tra cui Apnea, un altro pezzo che ha conquistato il pubblico.
Una dedica speciale e la reazione di JVLI
Il tatuaggio non è passato inosservato a JVLI, che ha subito condiviso la foto del nuovo disegno su Instagram, accompagnandola con la frase: “Siamo nella mitologia”. Un commento che sottolinea non solo l’importanza del loro rapporto professionale, ma anche il legame umano e profondo che li unisce. Questo gesto conferma come la musica e l’amicizia possano intrecciarsi in modi inaspettati, creando connessioni destinate a durare nel tempo. Emma Marrone, con la sua scelta, ha voluto celebrare non solo una collaborazione artistica vincente, ma anche un’amicizia autentica che continuerà a regalare emozioni ai fan.
Emma Marrone e i suoi amori del passato
Oltre alla musica, un altro tema che ha sempre suscitato grande interesse tra i fan e il pubblico è la vita sentimentale di Emma Marrone. La cantante, da sempre molto riservata sulla sua vita privata, ha vissuto amori intensi e importanti che spesso sono finiti sotto i riflettori.
Ai tempi di Amici
Uno dei suoi amori più noti è stato quello con Stefano De Martino, nato durante la partecipazione di entrambi ad Amici di Maria De Filippi. La loro relazione, molto seguita dai fan, si è interrotta bruscamente quando Stefano si è avvicinato a Belen Rodriguez, con cui poi ha costruito una famiglia. Questo episodio ha segnato molto Emma, che però ha saputo trasformare il dolore in forza, riversandolo nella sua musica con canzoni intense e profonde.
Anche con Bocci la liaison si concluse
Dopo la fine di questa relazione, Emma ha avuto un’importante storia d’amore con Marco Bocci. L’attore e la cantante hanno vissuto un’intensa relazione, che però si è conclusa senza drammi. Marco Bocci ha poi sposato Laura Chiatti, mentre Emma ha continuato a dedicarsi alla sua carriera musicale e alla sua crescita personale. Negli anni, si sono susseguite diverse indiscrezioni su presunti flirt della cantante, tra cui quelli con il calciatore Fabio Borriello e l’attore Riccardo Scamarcio. Tuttavia, Emma ha sempre mantenuto grande discrezione sulla sua vita sentimentale, preferendo concentrarsi sulla sua musica e sul rapporto con i suoi fan.
Oggi è una donna indipendente e determinata
Nonostante le delusioni amorose del passato, Emma Marrone si è sempre mostrata come una donna forte e indipendente. La sua carriera continua a crescere, e con il tempo ha dimostrato che la sua forza risiede nel suo talento e nella sua autenticità. Oggi, più che mai, Emma è concentrata sulla sua musica e sulle collaborazioni artistiche che la rendono felice. Il tatuaggio dedicato a JVLI è solo l’ennesima dimostrazione di quanto per lei i rapporti umani siano importanti, soprattutto quando si tratta di amicizie sincere e profonde. E mentre i fan continuano a seguirla con affetto, lei continua a sorprendere e a ispirare con il suo coraggio, la sua passione e il suo talento.
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Musica
Ambra Angiolini torna a cantare dopo trent’anni: il jingle per Dietorelle diventa subito caso pop
Ambra Angiolini è la voce e il volto dello spot del marchio di caramelle senza zucchero. Look dorato, citazione ad Amanda Lear e una battuta su T’appartengo: «Uno ogni trenta».
Ambra Angiolini è tornata a cantare. E già questa, per chi ha vissuto gli anni di Non è la Rai e l’esplosione di T’appartengo, basterebbe a spalancare il cassetto della nostalgia con una certa violenza emotiva. Solo che questa volta non siamo davanti a un nuovo album, a un ritorno discografico in grande stile o a una tournée celebrativa, ma a uno spot pubblicitario. La voce di Ambra firma infatti la nuova campagna di Dietorelle, il marchio di caramelle senza zucchero del gruppo Sperlari, con un jingle intitolato Basta il nome e una parola chiave che sembra cucita addosso al personaggio: Libera. Perché Ambra, anche quando gioca, lo fa sempre con quella strana miscela di autoironia, teatralità e memoria pop che la rende immediatamente riconoscibile.
Ambra e il ritorno al microfono
Nel video della campagna, Ambra si presenta al microfono con un look da piccola diva disco: camicia e pantaloni dorati metallizzati, luci pop, atmosfera da performance e trasparenze che richiamano l’incarto delle caramelle. C’è persino una lampada specchiata da locale disco music, dettaglio perfetto per trasformare un semplice spot in una specie di mini videoclip. L’operazione è chiarissima: solleticare la memoria di chi ricorda la Ambra cantante degli anni Novanta e, allo stesso tempo, giocare con la sua immagine adulta, ironica, consapevole. Non a caso lei stessa, rispondendo ai follower, ha spiegato di essersi ispirata ad Amanda Lear per il look. E la citazione funziona: glamour, ambiguità, teatralità e quella voglia di non prendersi mai troppo sul serio.
Dietorelle diventa una hit
Su Instagram Ambra ha raccontato la nascita del progetto con entusiasmo: «Quando un brand come Dietorelle ti lascia la libertà di fare un viaggio creativo, smetti di essere solo un volto». Poi ha aggiunto di aver scritto e immaginato lo spot esattamente come appare nel video, fino alla battuta più pubblicitaria e insieme più ambriana: «Io e le caramelle Dietorelle insieme siamo una hit. Basta il nome». Il gioco è tutto lì, nel confine tra nostalgia e marketing, tra jingle e tormentone, tra spot e autocelebrazione controllata. Perché Ambra sa perfettamente che il suo ritorno alla musica, anche se travestito da réclame, avrebbe fatto rumore. E infatti i follower hanno accolto la novità con entusiasmo, trasformando subito il brano in un piccolo caso social.
Da T’appartengo a Libera
Il passaggio più riuscito arriva quando qualcuno definisce il jingle il nuovo tormentone. Ambra risponde con una battuta secca: «Uno ogni trenta», richiamando con ironia il successo gigantesco di T’appartengo, uscito nel 1994 e rimasto incollato alla memoria collettiva molto più di quanto lei stessa, forse, avrebbe immaginato. Trent’anni dopo, quella ragazzina diventata fenomeno televisivo nazionale è un’attrice, conduttrice, donna di spettacolo e personaggio capace ancora di spiazzare. Certo, stavolta non siamo davanti a una rivoluzione musicale. Ma il punto non è quello. Il punto è che Ambra riesce ancora a trasformare un jingle per caramelle in una notizia pop, con la leggerezza di chi sa perfettamente da dove viene e non ha più nessuna paura di giocarci sopra. Nella tasca tutto il giorno, lei guarda, qualcuno non resiste. E, nel dubbio, il ritornello comincia già a fare il suo sporco lavoro.
Musica
Emma Marrone zittisce l’hater che le dice di mettersi a dieta: «Non c’è niente di innocente nel criticare sui social»
Un’utente le scrive «mettersi a dieta, no?» e Emma replica con una frase diventata subito virale. Poi chiarisce il punto: criticare il corpo degli altri sui social non è mai un gesto innocente.
Emma Marrone non ha nessuna intenzione di restare zitta davanti all’ennesimo commento sul suo corpo. Dopo l’esibizione al Power Hit Estate 2026 di RTL 102.5, andato in scena il 31 maggio a Roma, alcuni video della cantante hanno iniziato a circolare sui social. Come spesso accade, insieme ai complimenti dei fan sono arrivati anche i commenti velenosi di chi, invece di ascoltare una voce, preferisce misurare un corpo. Tra le frasi comparse online, una in particolare ha fatto scattare la risposta dell’artista: «Mettersi a dieta, no?». Poche parole, ma sufficienti a riaprire un tema che Emma conosce fin troppo bene: il body shaming, soprattutto quando colpisce donne che hanno già raccontato pubblicamente percorsi di salute delicati.
La risposta di Emma all’hater
La cantante salentina ha deciso di non lasciar correre e ha replicato direttamente all’utente su X: «Sì, Anna, mandami la tua! Intanto corro verso la vastità che me ne frega dell’ossessione che hai per il mio corpo». Una risposta secca, ironica e perfettamente nel suo stile, accolta con entusiasmo da molti fan. Ma la conversazione non si è chiusa lì. Quando l’utente ha provato a definire innocente la propria osservazione, Emma ha alzato il livello del discorso con una frase molto più netta: «Non c’è niente di innocente nel criticare la gente sui social». Ed è proprio lì che la polemica ha smesso di essere un semplice botta e risposta ed è diventata una questione più ampia.
Il body shaming e la pressione sulle donne
Non è la prima volta che Emma Marrone viene presa di mira per il suo aspetto fisico. Ad aprile, un altro utente le aveva chiesto se avesse usato Ozempic per dimagrire, e anche in quel caso la cantante aveva spiegato che il cambiamento era frutto di allenamento e alimentazione. Il punto, però, resta sempre lo stesso: qualunque forma abbia il corpo di una donna famosa, qualcuno si sente autorizzato a commentarlo. Se ingrassa, sbaglia. Se dimagrisce, deve giustificarsi. Se cambia, deve spiegare come e perché. Un meccanismo stanco, crudele e parecchio ossessivo, che sui social viene spesso mascherato da “semplice opinione”. Peccato che il corpo degli altri non sia una bacheca pubblicitaria su cui lasciare recensioni non richieste.
La malattia e il corpo che cambia
Emma ha raccontato più volte quanto il suo fisico sia stato segnato dalla malattia e dall’intervento chirurgico per la rimozione delle ovaie. Cambiamenti profondi, con conseguenze sull’equilibrio corporeo, episodi di gonfiore e ritenzione idrica non sempre controllabili. Eppure, anche davanti a storie personali così delicate, il tribunale dei social continua a emettere sentenze con la leggerezza di chi non sa nulla e giudica tutto. La forza di Emma sta proprio nel non permettere che quelle frasi diventino una condanna. Risponde, si difende, ci mette la faccia e ricorda che dietro un corpo ci può essere una storia che nessuno conosce. Il resto è rumore. E lei, da quel rumore, continua a correre lontano.
Musica
Enrico Ruggeri alla Notte Bianca di Codogno, il Pd protesta: «Ha posizioni no-vax». Lui replica: «Tranquilli, non faccio comizi»
La capogruppo dem Maria Cristina Baggi solleva dubbi sull’opportunità dell’evento, ma il sindaco tira dritto: «Non è un dibattito, è uno spettacolo». Il cantautore spegne il caso con ironia: sul palco canterà, non terrà lezioni.
A Codogno basta nominare pandemia, vaccini e Green pass perché l’aria torni subito elettrica. Figuriamoci se, nel cartellone della Notte Bianca del 4 luglio, spunta il nome di Enrico Ruggeri. Il cantautore sarà infatti ospite della serata nella città che, durante l’emergenza Covid, è diventata il primo grande epicentro lombardo e nazionale del contagio. Una presenza che per molti è semplicemente quella di un artista chiamato a fare il suo mestiere: cantare. Per il Pd locale, invece, la scelta merita più di una riflessione, perché Ruggeri in passato ha espresso più volte posizioni critiche sul Green pass e sulla gestione vaccinale. Da qui la polemica, con la capogruppo dem in Consiglio comunale Maria Cristina Baggi che ha manifestato perplessità sull’opportunità dell’invito. Tradotto: proprio a Codogno, proprio lì dove la pandemia ha lasciato una ferita enorme, chiamare un artista percepito come vicino all’universo no-vax rischierebbe di suonare come una provocazione.
Il Pd contesta Ruggeri a Codogno
La posizione del Pd è chiara: non si tratta di discutere il valore artistico di Enrico Ruggeri, ma il significato simbolico della sua presenza in una città che ha vissuto sulla propria pelle la fase più drammatica dell’emergenza sanitaria. Secondo Baggi, le dichiarazioni passate del cantautore su Green pass e vaccini renderebbero quantomeno discutibile la scelta dell’amministrazione. Il ragionamento politico è semplice: un palco pubblico, dentro una festa cittadina, non sarebbe mai completamente neutro. Soprattutto quando quel palco si trova a Codogno, nome entrato nella memoria collettiva italiana come sinonimo del primo trauma pandemico.
Il sindaco tira dritto: «È uno spettacolo»
Dall’altra parte, però, arriva la replica dell’amministrazione, che prova a riportare tutto su un piano molto più pratico. Il sindaco non la considera una tribuna politica, ma un concerto. «Non è un dibattito, ma uno spettacolo», è la linea scelta per chiudere la questione. In sostanza: Ruggeri non è stato invitato per parlare di vaccini, Green pass o pandemia, ma per esibirsi davanti al pubblico della Notte Bianca. Una distinzione che sembra banale, ma che nel clima italiano degli ultimi anni non lo è affatto. Perché ormai ogni scelta culturale, ogni ospite, ogni nome in cartellone rischia di trasformarsi in una battaglia identitaria tra chi grida alla censura e chi invoca responsabilità pubblica.
Ruggeri risponde con ironia
A spegnere l’incendio, o almeno a provarci, ci ha pensato lo stesso Enrico Ruggeri. «Tranquilli, non sono uno di quelli che passa metà concerto a fare comizi. Quando sono sul palco al massimo presento qualche brano in 30 secondi», ha chiarito il cantautore. Una risposta secca, ironica e tutto sommato efficace, che prova a separare l’artista dal commentatore. Resta però il nodo di fondo: fino a che punto le opinioni personali di un cantante devono incidere sulla possibilità di esibirsi in una festa pubblica? Il caso di Codogno riapre esattamente questa domanda. Per il Pd, il contesto pesa. Per il sindaco, conta lo spettacolo. Per Ruggeri, evidentemente, conta la musica. E alla fine sarà il pubblico, più che la politica, a decidere se sotto quel palco ci sarà una polemica o semplicemente un concerto.
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