Musica
“Sanremo 2026? Anche no”: Francesca Michielin ha già preso la sua decisione
La cantautrice ha partecipato al Festival di Sanremo con il brano “Fango in Paradiso” e si è classificata 21esima. Nonostante la posizione lontana dai primi posti, la cantante ha mostrato un lato ironico e sincero sui social, rivelando la sua opinione sulla possibilità di tornare al festival, con un approccio genuino che la distingue da molti colleghi.
Artista di Bassano del Grappa, non ha mai nascosto il suo rapporto autentico con i fan. Dopo la sua ultima partecipazione al Festival di Sanremo con il brano “Fango in Paradiso”, la posizione in classifica (21esima) non ha di certo soddisfatto le sue aspettative. Nonostante la delusione per il piazzamento, la Michielin ha risposto con un sorriso alla domanda di un follower su Instagram, lasciando un commento ironico. «Per arrivare di nuovo 21esima? Anche no», accompagnato da un emoticon divertita e un cuore rosso.
Fortemente autoironica
Questa risposta sincera ha scatenato il dibattito tra i suoi fan, molti dei quali sono rimasti sorpresi dalla sua trasparenza. Piuttosto che imitare le reazioni più “sceniche” di altri artisti che si sono classificati più in basso, come nel caso di Tananai nel 2022, Francesca ha scelto la via della sincerità e dell’autoironia.
Un approccio unico al mondo della canzone
Lei è senza dubbio una delle voci più genuine della scena musicale italiana. La sua partecipazione al Festival di Sanremo 2026, seppur ironicamente commentata, non è un traguardo da sottovalutare. Anche se la posizione in classifica non è stata quella sperata, il suo approccio autentico alla musica e alla vita le ha permesso di conquistare il cuore dei suoi fan. In un mondo in cui l’immagine pubblica spesso prevale sulla sostanza, la Michielin si distingue per la sua sincerità, che la rende unica nel panorama musicale.
Il significato della canzone
“Fango in Paradiso” è il brano con cui Francesca Michielin ha partecipato al Festival di Sanremo. Un pezzo che racconta di una relazione finita e del dolore derivante dalla delusione. La cantante ha spiegato in più occasioni che il brano non è da considerarsi una “revenge song” nel senso stretto del termine, ma una riflessione più profonda su un dolore che non si nasconde, ma che viene riconosciuto e accettato.
In un’intervista a FanPage, la Michielin ha dichiarato: «Questa cosa del revenge song è stata un po’ secondo me esagerata e anche semplificata, perché in realtà non lo è. La considero più una canzone da sottoni, cioè una persona ti ha fatto del male, ma non è che tu reagisci in modo aggressivo, reagisci ammettendo che stai male».
Con questi versi, Francesca affronta temi universali come la delusione amorosa, ma lo fa con una sincerità che le ha permesso di conquistare il cuore di molti fan, i quali non hanno mancato di condividere i testi del brano sulle loro storie Instagram.
La classifica finale e la reazione dei cantanti
Ogni anno, il Festival di Sanremo è accompagnato dalle polemiche sulla classifica finale e le reazioni degli artisti a risultati che, a volte, non soddisfano le aspettative. Alcuni cantanti, come Tananai, hanno fatto della loro posizione di bassa classifica un motivo di festa, ironizzando sulla loro performance. Altri, come Francesca Michielin, preferiscono una visione più riflessiva e autentica.
La sua proverbiale autenticità sui social
La Michielin ha una relazione molto stretta con i suoi follower sui social media, dove non si limita a condividere la sua musica, ma anche pensieri, riflessioni e risposte dirette a chi la segue. La sua sincerità emerge spesso nei commenti, come nel caso della sua risposta ironica sulla partecipazione a Sanremo 2026.
Questa trasparenza è uno degli aspetti che la rende amata dal pubblico. Francesca non ha paura di mostrare anche i suoi lati più vulnerabili, come dimostra il modo in cui ha affrontato la delusione per la sua posizione a Sanremo. Condividere con i suoi fan le sue emozioni più autentiche la rende una figura di riferimento per chi cerca un’artista che sia anche un punto di riferimento umano.
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Musica
Britney Spears torna ad attaccare la famiglia: «Mio padre mi trattava come una schiava. E incolpo anche mia madre»
Britney Spears racconta di aver vissuto sotto un controllo costante fino al 2021, quando il tribunale pose fine alla conservatorship. «La mia famiglia sapeva sempre dove fossi. Mi trattavano come una schiava», scrive la cantante.
Britney Spears torna a parlare del periodo più doloroso della sua vita e lo fa senza attenuare i toni. In un lungo messaggio pubblicato sui social, la cantante americana è tornata ad accusare la propria famiglia per i quindici anni trascorsi sotto conservatorship, il regime di tutela legale che, dal 2008 al 2021, ha affidato il controllo della sua vita personale, economica e professionale al padre Jamie Spears.

A quasi cinque anni dalla fine della tutela, la popstar sostiene che le ferite di quel periodo siano ancora aperte e punta il dito non soltanto contro il padre, ma anche contro la madre, accusata di non averla mai difesa.
«La mia famiglia controllava ogni momento della mia giornata»
Nel suo sfogo, Britney racconta di aver vissuto per anni senza poter prendere decisioni autonome, neppure sui viaggi o sul proprio tempo libero.
«Sono stata sotto tutela per 15 anni, mentre le mie amiche viaggiavano anche dieci volte al mese», scrive. L’unica vacanza che le sarebbe stata concessa era un viaggio annuale a Maui insieme ai figli, mentre qualsiasi altro spostamento doveva essere autorizzato.
La cantante cita anche Christina Aguilera come simbolo della libertà che lei sentiva di non avere: «Non potevo decidere di volare a New York dopo uno show a Las Vegas come faceva Christina Aguilera. La mia famiglia sapeva dove mi trovavo in ogni singolo momento della giornata».
L’accusa più dura è rivolta alla madre
Tra i passaggi più intensi del messaggio ci sono quelli dedicati alla madre Lynne Spears. Secondo la cantante, avrebbe assistito per anni a quella situazione senza intervenire.
«La incolpo per non aver mai detto a mio padre: “Lasciala uscire con le sue amiche, lasciala vivere invece di trattarla come una schiava”».
Britney torna così a descrivere la conservatorship come un periodo nel quale si sentiva privata non solo della libertà, ma anche della possibilità di vivere una normale vita adulta nonostante il successo mondiale.
«Forse il mio successo faceva paura»
La popstar si sofferma anche su quello che considera il paradosso della sua carriera. Mentre collezionava concerti sold out e successi discografici, racconta di sentirsi sottoposta a restrizioni sempre più severe.
«È assurdo pensare che, dopo aver dato il meglio di me nella mia carriera, continuassi a essere punita. Forse stavo diventando una vera star ed era questo a rappresentare una minaccia per la mia famiglia».
Secondo Britney, gli effetti di quegli anni non sono ancora svaniti. La cantante sostiene di sentirsi ancora oggi osservata e giudicata attraverso l’immagine costruita durante il periodo della tutela legale, affermando che ogni suo comportamento continui a essere interpretato con pregiudizio. Una ferita che, nonostante la fine della conservatorship nel 2021, continua a segnare profondamente la sua vita.
Musica
Il made in Italy che piace al mondo: metà degli ascolti Spotify degli artisti italiani arriva dall’estero
Secondo il report “Loud & Clear” di Spotify, il 50% dei guadagni degli artisti italiani arriva da fan stranieri. L’italiano entra nel club delle otto lingue più redditizie. E negli Stati Uniti gli ascoltatori creano più playlist con musica italiana che in patria
Il vero made in Italy che conquista il mondo? Ha un suono preciso: quello degli artisti italiani su Spotify. E il 2024 si sta rivelando un anno d’oro. Secondo il nuovo report “Loud & Clear” pubblicato dalla piattaforma di streaming musicale, il 50% delle royalty generate dalla musica italiana proviene da ascoltatori al di fuori del nostro Paese. Non è solo una percentuale: è una rivoluzione culturale e musicale.
Il dato segna un punto di svolta nell’industria discografica nazionale. L’italiano è infatti entrato per la prima volta nel club ristretto delle otto lingue al mondo in grado di generare oltre 100 milioni di dollari in ricavi globali da streaming. Un traguardo che ci posiziona accanto a colossi come inglese, spagnolo e portoghese, e che certifica un trend in crescita: +23% rispetto al 2024.
Il cuore pulsante di questo successo batte proprio dove meno te lo aspetteresti: negli Stati Uniti. È lì che il made in Italy musicale ha trovato terreno fertile. “Nel 2025 gli utenti americani hanno creato oltre 130 milioni di playlist contenenti artisti italiani”, si legge nel report. Numeri impressionanti, superiori perfino a quelli registrati nel nostro Paese. In altre parole: gli americani ascoltano più musica italiana degli italiani stessi. E lo fanno scegliendo, amando e condividendo.
«Spotify rompe le barriere nazionali e linguistiche», ha dichiarato Damiano David, frontman dei Måneskin e solista. Il suo primo album è entrato direttamente nella Top 10 delle classifiche statunitensi di Spotify, posizionandosi alla nona posizione nella Top Album Debuts Usa. «Non importa da dove vieni, oggi puoi raggiungere tutto il mondo. È una possibilità che non tutte le generazioni prima di noi hanno avuto».
Una possibilità che, grazie allo streaming, sta diventando realtà per un numero crescente di artisti italiani. Non più solo i big storici della canzone d’autore o i protagonisti del pop commerciale: anche nuove leve, cantautori indie, rapper e producer stanno trovando spazio su un palcoscenico globale. I dati Spotify raccontano una scena musicale diversificata che piace all’estero perché è autentica, riconoscibile, orgogliosamente radicata nella propria lingua e cultura.
«La missione di Spotify è liberare il potenziale della creatività umana», ha spiegato Federica Tremolada, General Manager Europe di Spotify. «Consentire a un numero sempre maggiore di artisti di vivere della propria arte è un obiettivo che oggi, più che mai, si sta realizzando. Lo streaming è la chiave per farsi conoscere ovunque, superando ogni barriera fisica e culturale».
Una missione che si riflette nei numeri: nel 2025, più di 1.200 artisti italiani hanno guadagnato almeno 10.000 dollari da Spotify. E decine di questi hanno superato abbondantemente i 100.000. In un contesto in cui le vendite fisiche continuano a calare e la radio resta un mezzo con i suoi limiti, il digitale si impone come canale primario per la promozione e la diffusione della musica.
Va detto: il successo degli artisti italiani all’estero non nasce dal nulla. I Måneskin, vincitori di Sanremo e dell’Eurovision, hanno spalancato le porte. Ma a seguirli c’è un’ondata nuova, trasversale: da Lazza a Elodie, da Blanco a Annalisa, fino a Andrea Laszlo De Simone e Cosmo, che stanno trovando spazio perfino nei festival europei alternativi.
Una crescita che va letta anche come segnale di maturità del nostro comparto discografico. L’Italia è pronta a smettere di guardarsi l’ombelico e comincia a capire che la musica, per funzionare, deve parlare con il mondo. Senza rinunciare alla lingua madre. Anzi, proprio esaltandola.
E se fino a pochi anni fa la frase “cantare in italiano ti chiude le porte” era un dogma del mercato, oggi sembra un pregiudizio da superare. Il pubblico globale non chiede necessariamente la comprensione letterale: chiede emozione, identità, estetica sonora. E l’italiano — come succede con il francese, il coreano o il portoghese del Brasile — è sempre più una firma riconoscibile, non un ostacolo.
Insomma, il made in Italy musicale funziona eccome. E non più solo nei ristoranti italiani all’estero o come colonna sonora dei film di Sorrentino. Funziona sulle cuffie di milioni di ragazzi negli Stati Uniti, in Germania, in America Latina. Funziona perché è vero. E perché oggi, finalmente, il mondo lo sta ascoltando.
Musica
Giorgia, gli auguri (piccanti) a Emanuel Lo fanno impazzire i fan: «Azz… Ehm volevo dire auguri»
Bastano poche parole per scatenare migliaia di reazioni. Giorgia festeggia il compleanno di Emanuel Lo con un commento spiritoso sotto una sua foto in vacanza e conquista i social. A seguire arriva anche una dedica romantica che emoziona i fan della coppia.
Ironica, spontanea e innamorata. Giorgia ha scelto il sorriso per fare gli auguri di compleanno al compagno Emanuel Lo, regalando ai fan uno scambio di battute che nel giro di poche ore ha fatto il pieno di like e commenti.
Tutto è nato da una fotografia pubblicata dal ballerino e coreografo durante le vacanze. Uno scatto che, evidentemente, ha colpito anche la cantante, la quale non ha resistito alla tentazione di lasciare un commento diventato immediatamente virale.
«Azz… Ehm volevo dire auguri»
Sotto la foto di Emanuel Lo, Giorgia ha scritto poche parole, sufficienti però a conquistare il pubblico.
«Azz… Ehm volevo dire auguri.»
Un messaggio ironico che lascia intendere quanto la cantante sia rimasta colpita dal fascino del compagno, con il quale condivide una storia d’amore iniziata oltre vent’anni fa.




Poco dopo è arrivato anche un secondo omaggio, questa volta sul profilo Instagram di Giorgia. La cantante ha pubblicato un carosello di fotografie che ripercorrono alcuni dei momenti più belli vissuti insieme, accompagnandolo con una dedica piena di affetto.
«Il tempo vola e noi proviamo a stargli dietro, buon compleanno Lo con tutto l’amore che sai (e le sue sfumature..) e la voglia, ancora, di ridere insieme.»
La risposta di Emanuel Lo
Il ballerino non ha lasciato senza risposta le parole della compagna. Con un messaggio semplice ma significativo ha ricambiato il gesto scrivendo:
«Giorgia mia.»
Un botta e risposta che ha emozionato i follower della coppia e raccolto decine di migliaia di apprezzamenti nel giro di poche ore.

Una storia che dura da oltre vent’anni
Giorgia ed Emanuel Lo si sono conosciuti nel 2002 sul set di un videoclip musicale. All’inizio la cantante aveva raccontato di essere stata frenata anche dalla differenza d’età, temendo che potesse trattarsi soltanto di un’infatuazione passeggera.
Il tempo ha invece raccontato una storia diversa. Dopo aver superato momenti difficili e alcune incomprensioni, i due hanno costruito una delle relazioni più solide del mondo dello spettacolo, coronata dalla nascita del figlio Samuel.
Oggi, a più di vent’anni dal loro primo incontro, continuano a dimostrare che complicità, ironia e capacità di scegliersi ogni giorno possono essere il segreto di un amore destinato a durare.
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