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Musica

Una challenge quasi impossibile da vincere: il Whamageddon (video)

Si tratta di un sempre più diffuso gioco social nel quale riuscire a sopravvivere è impresa davvero ardua: sei mai riuscito/a a trascorrere il mese di dicembre senza aver mai ascoltato almeno una volta il brano Last Christmas?!?

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    La sfida è davvero proibitiva. Si tratta dal Whamageddon, pura sopravvivenza, salvezza eterna e oltretutto coinvolge gli amanti della musica di tutto il mondo. Il nome del gioco è una crasi tra il nome della band inglese Wham! e la parola biblica Armageddon. Obiettivo: riuscire nell’impresa di non imbattersi mai nel (peraltro famosissimo) brano Last Christmas dal primo dicembre alla mezzanotte del 25, tradizionale istante di nascita di Gesù Bambino. Tutti ci giocano, tutti ne parlano… anche il sottoscritto nel suo spazio blog.

    Una canzone che, peraltro, non c’entra col Natale

    La canzone venne pubblicata il 3 dicembre 1984 come primo estratto dell’album Music from the Edge of Heaven e, malgrado siano passati quarant’anni, il suo successo planetario non ha mai accennato a diminuire. Al contrario, solo a inizio 2021 è riuscita a conquistare per la prima volta la vetta delle classifiche britanniche (davanti peraltro a un altro super classico del periodo come All I Want for Christmas Is You di Mariah Carey). Un evento ancora più bizzarro se si pensa che in realtà il Natale con Last Christmas c’entra poco, dato che il testo parla essenzialmente del sofferto naufragio di una relazione amorosa («Lo scorso Natale ti ho dato il mio cuore / Ma il giorno dopo l’hai buttato via / Quest’anno, per evitare di piangere / Lo darò a qualcuno di speciale», recita il ritornello).

    Per vincere… occorre una fortuna sfacciata

    Radio, tv, social network, piattaforme video di ogni genere: in questo periodo dell’anno il “rischio” di imbattervi in Last Christmas è sempre dietro l’angolo. Non c’è modo di adottare precauzioni, a meno di non passare tutto il giorno in casa con i tappi nelle orecchie! Per centrare l’obiettivo è necessaria un’enorme dose di fortuna. Grazie al web il Whamageddon deve la propria nascita. Alcune delle prime tracce del gioco-meme sono state rinvenute nelle chat dei portali online Maniac-Forum.de (novembre 2009) e GTPlanet.net (novembre 2010, in questo caso sotto il nome di «GTPlanet vs. Wham! – Last Christmas»). Tuttavia è solo nel 2016 quando, prima su una pagina Facebook e poi attraverso un sito in tema, che sono state codificate le regole del gioco.

    Le quattro regole ufficiali

    • L’obiettivo è resistere il più a lungo possibile senza ascoltare il classico natalizio degli Wham! Last Christmas.
    • Il gioco comincia il primo dicembre e termina alla fine del 24 dicembre. Si può considerare il proprio fuso orario locale.
    • Solo la versione originale è valida: remix e cover si possono liberamente ascoltare.
    • Si viene eliminati non appena si entra in contatto sonoro con la canzone.

    Questa si può ascoltare perchè non vale l’eliminazione

    E se perdi… devi dichiararlo sui social

    C’è anche una quinta «regola bonus» espressamente pensata per favorire la viralità della sfida: quella di rendere pubblica la propria eliminazione pubblicando sui social un post accompagnato dall’hashtag #whamageddon. E se, come è probabile, non riuscirete a rimanere illesi da questo bombardamento canzonettistico… cercate di vivere la cosa con umorismo. Non come è accaduto al deejay Linus che l’anno scorso è finito al centro delle inferocite lamentele di numerosi ascoltatori di Radio Deejay, dopo aver avuto la malaugurata idea di trasmettere Last Christmas proprio il primo dicembre…

    la rete è piena di trappole per farti cadere…
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      Musica

      Ultimo punge ancora: “Scrivo sempre le stesse canzoni?” e lancia il nuovo brano tra frecciate e vecchi rancori

      “Questa insensata voglia di te” segna il ritorno alle origini per Ultimo, ma insieme alla musica riemergono stoccate e vecchie tensioni mai sopite.

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        Ultimo non cambia registro, e forse è proprio questo il punto. Mentre lancia il suo nuovo brano “Questa insensata voglia di te”, Niccolò Moriconi decide di accompagnare l’uscita con una riflessione che sa tanto di frecciata. “Mi riporta un po’ alle mie prime uscite”, scrive, ma è il seguito a far rumore: “Seppure sia divertente sentir dire che scrivo sempre le stesse canzoni, credo di aver fatto uscire in questi anni brani molto diversi tra loro. Ma sorvoliamo…”. Un sorvoliamo che, in realtà, non sorvola affatto.

        La polemica che non si spegne mai

        Il rapporto tra Ultimo e la critica non è mai stato idilliaco, e il cantante romano non perde occasione per ricordarlo. Il tema è sempre lo stesso: l’accusa, spesso ripetuta, di proporre brani troppo simili tra loro. Una critica che lui respinge con decisione, citando titoli come “Bella davvero”, “Altrove”, “Acquario” e “Vieni nel mio cuore” come prova di una produzione variegata. Eppure, dietro la replica, si percepisce ancora una certa insofferenza, come se quella narrazione non fosse mai stata davvero digerita.

        Il nodo giornalisti e quel live “snobbato”

        Non è la prima volta che Moriconi alza il tiro. La scorsa estate aveva puntato il dito contro i giornalisti, accusandoli di disertare i suoi concerti. “I posti riservati a loro sono sempre vuoti”, aveva detto, lasciando intendere una distanza ormai evidente tra lui e una parte della stampa. Un rapporto complicato che affonda le radici nel tempo e che continua a riemergere, puntuale, ogni volta che c’è un nuovo capitolo da raccontare.

        L’ombra lunga di Sanremo 2019

        E poi c’è Sanremo, il vero punto di rottura. Il Festival del 2019, vinto da Mahmood anche grazie al voto della sala stampa, resta una ferita aperta. Da allora, il legame tra Ultimo e i cronisti non è mai tornato sereno. E anche oggi, mentre parla di musica e di ritorno all’essenza – pianoforte e voce, la sua dimensione preferita – quel passato sembra ancora pesare. La domanda che lui stesso rilancia è quasi provocatoria: “Questa è la solita canzone di Ultimo?”. La risposta, come sempre, è affidata a chi ascolta. Ma una cosa è certa: tra note e polemiche, Ultimo continua a suonare esattamente come vuole.

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          Musica

          Sanremo 2027, De Martino sogna il trio perfetto: Maria De Filippi e Francesca Fagnani sul palco dell’Ariston?

          A meno di un anno dal Festival, spuntano i primi nomi per la conduzione: Maria De Filippi e Francesca Fagnani. Tra amicizie, collaborazioni e strategie, prende forma un’ipotesi che accende già il dibattito.

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            Sanremo 2027 è ancora lontano, ma il cantiere è già aperto. Da quando è stato annunciato il passaggio di testimone con Stefano De Martino pronto a prendere le redini del Festival, le ipotesi sulla nuova edizione si moltiplicano. E nelle ultime ore, tra i corridoi della tv e le indiscrezioni dei settimanali, è spuntata una suggestione destinata a far rumore: accanto a lui potrebbero esserci Maria De Filippi e Francesca Fagnani.

            Un trio che nasce da rapporti già consolidati
            L’idea non nasce dal nulla. Stefano De Martino deve molto del suo percorso televisivo proprio a Maria De Filippi, che lo ha lanciato nel mondo dello spettacolo. Allo stesso tempo, la conduttrice ha recentemente condiviso uno spazio televisivo con Francesca Fagnani, creando un ponte naturale tra i tre. Un intreccio di rapporti che rende il trio meno improbabile di quanto possa sembrare.

            Tra suggestioni e strategie televisive
            Secondo quanto riportato da diversi settimanali, tra cui Gente, si tratterebbe di un “trio delle meraviglie” capace di garantire ascolti e attenzione mediatica. Una scelta che, se confermata, segnerebbe una svolta importante per il Festival: tre personalità forti, con stili diversi ma complementari. Da una parte la macchina perfetta di Maria De Filippi, dall’altra il taglio affilato di Francesca Fagnani, nel mezzo la conduzione dinamica di De Martino.

            Per ora solo rumor, ma l’attesa cresce
            Al momento non esiste nulla di ufficiale. Siamo nel campo delle indiscrezioni, delle ipotesi che rimbalzano tra giornali e addetti ai lavori. Ma è proprio da qui che spesso nascono le grandi operazioni televisive. Con De Martino alla direzione artistica, in molti si aspettano un Festival diverso, più contemporaneo e meno prevedibile.

            Sanremo, come sempre, gioca d’anticipo. E anche quando le certezze mancano, basta un’idea per accendere l’immaginazione del pubblico. Questa, di certo, è una di quelle.

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              Musica

              Dargen D’Amico tra amore e musica: chi è la fidanzata e come sta andando “AI AI” dopo Sanremo 2026

              Il rapper milanese conquista con “AI AI”, brano ironico sull’intelligenza artificiale. Intanto cresce la curiosità sulla compagna Giulia Peditto, lontana dai riflettori ma al suo fianco da anni.

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                Dargen D’Amico continua a far parlare di sé anche dopo il Festival di Festival di Sanremo 2026. Il suo brano “AI AI”, costruito su ironia e riflessioni contemporanee, non ha dominato la classifica finale, ma ha saputo conquistare lentamente il pubblico, soprattutto nei giorni successivi alla kermesse.

                Chi è la fidanzata Giulia Peditto
                Accanto a Dargen D’Amico c’è Giulia Peditto, compagna dal 2021. Una presenza discreta, lontana dal mondo dello spettacolo, ma ben inserita in ambienti frequentati da influencer e vip. Giulia è insegnante di yoga e, pur mantenendo un profilo riservato, è conosciuta anche per alcune amicizie nel settore, tra cui quella con Chiara Ferragni. La coppia non ama esporsi troppo: poche foto insieme e apparizioni pubbliche centellinate, segno di una scelta precisa di proteggere la propria vita privata.

                “AI AI” tra radio e pubblico: numeri e percezioni
                Dopo Sanremo, il vero banco di prova è sempre la radio. “AI AI” ha registrato oltre 3800 passaggi, distribuiti su più di 200 emittenti. Numeri solidi, anche se non da vertice assoluto. Il brano, inizialmente accolto con curiosità più che entusiasmo, ha guadagnato terreno nel tempo, grazie al suo stile riconoscibile e ai testi che mescolano leggerezza e contenuto.

                Tra ironia e identità artistica
                Jacopo D’Amico – questo il suo vero nome – resta fedele alla sua cifra stilistica: un mix di sarcasmo, osservazione sociale e ritmo. Anche “AI AI” segue questa linea, affrontando il tema dell’intelligenza artificiale senza appesantirlo, ma trasformandolo in un racconto accessibile.

                Sul fronte personale, nessuna novità sulla paternità: Dargen non ha figli e non ha mai chiarito se questo rientri nei suoi progetti futuri. Per ora, tra musica e vita privata, sembra aver trovato un equilibrio lontano dai riflettori più invadenti.

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