Personaggi e interviste
Ad Elodie la Meloni in versione uomo non piace… ma neppure la Schlein, senza carisma!
Alla cantante romana pare non andare bene né l’attuale capo del governo di destra… ma neanche l’antagonista oppositrice di sinistra. E per quanto riguarda l’amore… si tiene ben stretto il suo Iannone!
Barricadera ma consapevole delle proprie fragilità, Elodie Di Patrizi si descrive così: «Mi chiamo Elodie, mi scontro, litigo, mi esaspero e piango spesso. Non mi vergogno di niente: né del mio passato né del mio presente, ma odio perdere tempo e detesto che mi si manchi di rispetto».
Tutto passa, bisogna godersi il momento
La cantante, in gara con Dimenticarsi alle 7 al prossimo Sanremo, prima della gara parla col quotidiano La Repubblica in un’intervista. Affermano, in uno dei passaggi più significativi, che «La fama arriva e se ne va, il successo arriva e se ne va, i soldi e la bellezza arrivano e se ne vanno e la stessa cosa fa la vita. Oggi stiamo dritti e domani ci ritroveremo orizzontali, mi godo questo bellissimo periodo con la consapevolezza che un giorno finirà».
Sesso e amore
Della fatidica “prima volta” ricorda «soprattutto l’inutilità: «Andare a letto con qualcuno era più voglia di imitare quello che avevano fatto gli altri che un vero desiderio. Oggi sono molto meno cinica di quanto non fossi da ragazza, ora mi sento romantica. Alla fine è quello che ci metti a rendere il sesso incredibile». E sul suo attuale compagno Andrea Iannone dice: «Ero partita con un pregiudizio e dopo due giorni ero già perdutamente innamorata di lui. Siamo simili e opposti, ma abbiamo imparato a compensarci. Io credo nell’amore, credo negli uomini non nevrotici e negli uomini gentili che sanno ridere e provano a far ridere gli altri: un’attitudine dolce, generosa e purtroppo molto rara. Andrea queste doti le ha e uno così, me lo tengo non stretto ma strettissimo».
La Meloni si vede che ci crede… ma non la voterebbe mai
«Quando sento dire a Elly Schlein che considera il suo compito passeggero e sogna di fare la regista perde forza e credibilità». Elodie non ha mai fatto mistero di schierarsi idealmente a sinistra, non voterebbe certo per Giorgia Meloni, che se non altro il carisma lo possiede: «Non si nasconde e non si offende. Si vede che crede in quello che fa».
Conosce di persona Elly
Durante l’intervista le viene chiesto di una frase detta in passato, e cioè «Giorgia Meloni è un uomo del 1922», Elodie risponde che «lei sarebbe d’accordo. Ma la voterebbe? «Assolutamente no, così come non voterò per Elly Schlein che pure conosco e con la qualche qualche volta ho parlato».
La fondamentale questione della leadership
Riferendosi alla segretaria del PD, afferma: «Senza carisma è complicato farsi ascoltare». Al contrario di Schlein, Meloni il carisma lo possiede: «Ce l’ha eccome. Ha frequentato la sezione e si vede che crede in quello che fa, ma io mi sento di sinistra. Significa essere dalla parte dei diritti civili. La destra su quel terreno è molto, molto indietro». Ma Elodie va a votare? «Ma che sta a scherza’? Non ho mai saltato un’elezione. Ma non mi piace che la politica sia diventata un mestiere come un altro e nel mezzo non so stare. Amici di sinistra li ho, così come ho amici di destra. Democristiani però no, non ce la faccio proprio».
Unica ambizione, la verità
Poi fa un elogio della trasparenza, una volta tanto non quella dei vestiti di scena ma dell’anima: «Perché la verità è dritta e non la puoi agghindare. Perché se sei onesto e ti presenti per quel che sei i rapporti sono più semplici. Con il passare del tempo ho capito che preferisco le persone che si mostrano per quello che sono, anche quando sono sgradevoli, a quelle che fingono. Capita di confrontarsi e scontrarsi? Di litigare furiosamente? Di esasperarsi? Piangere? Benissimo», dichiara con forza. E si vede che ci crede realmente.
Sono stata fregata spesso
Poi aggiunge che le hanno mancato di rispetto «tutti quelli che facevano a gara per mostrarsi migliori di quel che erano. Sono stata fregata spesso, ora sono molto attenta e se vuole sospettosa. Essere ingannati non è una bella sensazione».
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Personaggi e interviste
Raffaella Carrà e il segreto custodito fino alla fine: “Le dissero che era uno dei tumori più brutti”
Gian Luca Pelloni Bulzoni, adottato da Raffaella Carrà poco prima della morte, racconta gli ultimi mesi della showgirl. Dalla diagnosi nel pieno del lockdown alla scelta di mantenere il massimo riserbo fino alla fine.
Raffaella Carrà se ne andò il 5 luglio 2021, lasciando un vuoto enorme nella televisione e nel cuore degli italiani. Aveva 78 anni e, fino all’ultimo, aveva scelto di affrontare la malattia lontano dai riflettori, senza mai trasformare il proprio dolore in spettacolo. Una decisione che Sergio Japino spiegò subito dopo la sua morte: la showgirl non voleva turbare il pubblico e le persone che amava.
A quasi cinque anni dalla scomparsa, però, nuovi dettagli sugli ultimi mesi di vita dell’artista sono stati raccontati da Gian Luca Pelloni Bulzoni, ex bodyguard della Carrà e adottato da lei da adulto poco prima della morte.
La diagnosi durante il lockdown
Come raccontato da Bulzoni nel giugno 2026, la prima diagnosi arrivò tra aprile e maggio del 2020, nel pieno del lockdown. Successivamente, uno specialista romano confermò il quadro clinico.
«Le dissero che era uno dei più brutti tumori che potesse avere», ha spiegato.
La notizia non fermò però Raffaella Carrà. In quei giorni la conduttrice iniziò a organizzare ogni aspetto del futuro, compreso il testamento, confrontandosi anche con Sergio Japino. Fu proprio in quel periodo che maturò la decisione di adottare Gian Luca Pelloni Bulzoni.
Una scelta che, inizialmente, lasciò spiazzato l’uomo, ma che aveva uno scopo preciso: garantire continuità alle numerose attività benefiche che la Carrà aveva avviato nel corso degli anni.
Il peso del fumo e la predisposizione genetica
Nei giorni successivi alla morte della regina della televisione italiana, il professor Giovanni Mangiaracina dell’Università La Sapienza di Roma, intervistato da Radio Cusano Campus e citato dal Messaggero, parlò delle possibili cause della malattia.
«La mamma di Raffaella Carrà è morta a 63 anni proprio di tumore al polmone, quindi si tratta di una possibile questione genetica. E poi se una persona fuma è quasi un destino inevitabile. Purtroppo il fumo ci ha portato via Raffaella con 10 anni di anticipo. Se c’è una base genetica, è chiaro che tutti i modelli di vita influiscono su quella base genetica. Il polmone della donna è più piccolo rispetto a quello degli uomini, quindi anche gli effetti negativi sono triplicati».
Secondo quanto emerso negli anni, infatti, la malattia sarebbe stata il risultato di una combinazione tra predisposizione genetica e abitudini di vita.
L’ultima apparizione da Fabio Fazio
L’ultima volta che il pubblico vide Raffaella Carrà in televisione fu il 17 novembre 2019, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa. Mancavano ancora alcuni mesi alla diagnosi che avrebbe cambiato tutto.
Da quel momento la conduttrice scelse il silenzio assoluto. Si sottopose alle cure, affrontò la sofferenza con la discrezione che l’aveva sempre contraddistinta e si spense il 5 luglio 2021 alla Clinica del Rosario di Roma.
Un addio vissuto con la stessa eleganza con cui aveva attraversato oltre mezzo secolo di carriera. Senza clamore, senza lamenti pubblici e senza mai smettere di proteggere il suo pubblico, anche nel momento più difficile.
Personaggi e interviste
Fabrizio Biggio si confessa su Fiorello: “Mi stavo spegnendo, lui ha acceso un faro”. E spunta il retroscena delle conquiste nei villaggi
Da “La Pennicanza” ai fornelli in redazione, fino ai racconti delle avventure sentimentali ai tempi dei villaggi turistici. Fabrizio Biggio rivela come Fiorello abbia rilanciato la sua carriera e svela alcuni episodi divertenti della loro amicizia.
Se oggi Fabrizio Biggio è uno dei volti più apprezzati della radio e della televisione, una parte del merito la attribuisce senza esitazioni a Fiorello. In un’intervista concessa al Corriere della Sera, il conduttore e comico ha raccontato il rapporto speciale nato con lo showman siciliano, con cui condivide l’avventura di La Pennicanza su Radio 2.
Biggio non nasconde di aver attraversato un momento complicato prima dell’incontro professionale con Fiorello. «Stavo finendo nel dimenticatoio. Fiorello ha acceso un faro», ammette. Un rilancio arrivato quasi inaspettatamente. «Ci siamo trovati, mi ha testato e ha funzionato».
Il Fiorello che nessuno immagina
Dietro l’energia inesauribile che mostra davanti alle telecamere si nasconde un uomo dalle abitudini piuttosto particolari. Biggio descrive un Fiorello molto diverso dall’immagine pubblica.
«Rosario è strano davvero. Ha la mania di non muoversi mai, uscire, andare a pranzo. Si è portato il fornelletto in redazione e cucina cose buonissime. Però impuzzonisce tutto».
Una confessione che fotografa il clima familiare e scherzoso che si respira dietro le quinte della trasmissione. Del resto, tra i due si è instaurata una sintonia che ha permesso a Biggio di ritrovare entusiasmo e centralità nel mondo dello spettacolo.
I racconti dei villaggi turistici
Tra gli aneddoti più divertenti custoditi dall’amico e collega, ce n’è uno che riguarda il passato di Fiorello nei villaggi turistici, molto prima del successo televisivo.
«Niente batte i racconti di Rosario ai tempi dei villaggi. Gli capitava di avere storie veloci con signore villeggianti. Ora ogni tanto incontra una arzilla ottantenne e…».
Un passato che Fiorello ha spesso ricordato con ironia e che, a quanto pare, continua a regalare episodi curiosi e incontri inattesi.
Da Mtv a Musicultura, l’estate di Biggio
L’estate di Fabrizio Biggio, intanto, è tutt’altro che tranquilla. Dopo aver condotto il Concertone del Primo Maggio, il presentatore sarà protagonista anche della serata finale della trentasettesima edizione di Musicultura, in programma allo Sferisterio di Macerata e in onda su Rai 1 il prossimo 13 luglio.
Accanto a lui ci sarà Carolina Di Domenico, con la quale condivide anche un passato a Mtv. Una coppia televisiva che sembra nata per raccontare la musica e che arriva in un momento particolarmente felice per Biggio, reduce dal successo radiofonico con Fiorello e da una seconda giovinezza professionale che, come lui stesso riconosce, è partita proprio da quel “faro” acceso da Rosario.
Personaggi e interviste
Sabrina Salerno senza filtri: “Ho recitato la bomba sexy, ma sapevo benissimo cosa stavo facendo”
Dalla fama internazionale alla rivalità costruita con Samantha Fox, fino al tumore al seno scoperto nel 2024: Sabrina Salerno ripercorre la sua carriera e rivendica la consapevolezza con cui ha usato la propria immagine.
Sabrina Salerno non ha nessuna intenzione di riscrivere il passato per renderlo più educato, più comodo o più digeribile. A 58 anni, con un corpo ancora al centro dell’attenzione e una carriera che continua tra concerti, social e memoria pop, la cantante guarda indietro senza imbarazzi e senza quella finta modestia che spesso serve solo a sembrare più presentabili. Lei la parte della bomba sexy l’ha fatta, sì. Ma non per ingenuità.
“Ho capito da giovanissima come funziona il mondo”
Sabrina Salerno lo dice con chiarezza: «Ho recitato la parte della bomba sexy perché era parte integrante del personaggio. Ho capito da giovanissima come funziona il mondo». Una frase che racconta molto più di un’epoca televisiva e musicale. Racconta una ragazza diventata icona mentre attorno a lei si accendevano desiderio, giudizio, moralismo e curiosità.
«Ho scoperto che il mio corpo possedeva una forza dirompente da ragazza: sguardi, insinuazioni, commenti. Se ancora oggi faccio concerti, si parla di me lo devo anche alla consapevolezza della mia immagine. Oggi il corpo esibito di una ultracinquantenne non fa più notizia». È una rivendicazione netta, quasi chirurgica: Sabrina non nega di avere usato la propria immagine, ma ribalta il sospetto più antico, quello secondo cui bellezza e consapevolezza non possano stare nella stessa frase.
Sui social, dove oggi mostra con disinvoltura un fisico che continua a far parlare, non sente più lo stesso peso dello sguardo altrui. «E per fortuna senza occhi giudicanti, anzi. Ho un pubblico fedele e molto affettuoso, che mi segue con tenerezza e che mi è stato vicino anche nei momenti più complicati».
Il tumore al seno e la scelta di raccontarlo
Il momento più complicato è arrivato nel 2024, quando Sabrina Salerno ha scoperto di avere un tumore al seno. Una notizia che ha scelto di condividere pubblicamente, senza trasformarla in spettacolo ma nemmeno nascondendola.
«In molti mi hanno chiesto perché io abbia scelto di diffondere la notizia. L’ho fatto proprio perché queste persone che mi seguono, che mi scrivono e che vengono ai miei concerti, mi trasmettono un’energia particolare, sento davvero dell’affetto».
Oggi racconta di stare bene, ma non minimizza lo choc. «Mi controllo, naturalmente, faccio la mammografia una volta l’anno da quando ho compiuto 35 anni, ma per fortuna dagli ultimi controlli è emerso che sto bene. Per un soffio ho evitato la chemioterapia, ho dovuto fare solo la radioterapia. Ma è stato uno choc. Pensi che io me lo sentivo».
Samantha Fox, la Spagna e un’icona chiamata libertà
Nel racconto di Sabrina Salerno c’è anche il lato più pop della sua leggenda, compreso il finto scazzo con Samantha Fox, una rivalità costruita attorno a due icone sensuali degli anni Ottanta, quando bastava un’immagine per incendiare copertine, palchi e classifiche.
Ma il successo più potente, per lei, è arrivato anche fuori dall’Italia, soprattutto in Spagna. «Francisco Franco era morto da una decina d’anni, il Paese era in pieno fermento culturale, cercava simboli di libertà, di vitalità. C’erano le femministe incazzate e c’erano le donne che…». Una frase sospesa, ma chiarissima nel senso: Sabrina Salerno diventò un simbolo dentro un Paese che cercava nuovi corpi, nuove voci, nuove immagini dopo anni di controllo e chiusura.
E così quella ragazza guardata, giudicata, desiderata e spesso semplificata è rimasta molto più a lungo di quanto molti avessero previsto. Non una meteora, non una cartolina ingiallita degli anni Ottanta, ma un personaggio pop che oggi può permettersi di dire ciò che allora molti preferivano non capire: l’immagine era parte del gioco, ma il gioco lei lo conosceva benissimo.
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