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Personaggi e interviste

Cattelan alla conquista della notte di Sanremo. “Per sostenere i ritmi del DopoFestival Fiorello mi ha detto di drogarmi!”

Alessandro si prepara al DopoFestival di Sanremo chiedendo consigli a Fiorello e Carlo Conti. Tra battute e tisane, lo show promette scintille!

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    Il Festival di Sanremo è alle porte e, con esso, l’atteso DopoFestival, quest’anno affidato ad Alessandro Cattelan. Un compito non facile, considerando l’eredità di showman come Fiorello, che ha letteralmente infiammato le notti sanremesi degli anni passati. Cattelan, però, non si è lasciato intimorire e ha deciso di prepararsi al meglio, chiedendo consiglio proprio a chi ha fatto registrare ascolti record nella notte di Sanremo: Fiorello. Durante l’ultima puntata del suo podcast “Supernova“, il conduttore ha rivelato un divertente retroscena: “L’altro ieri ho scritto a Fiorello: ‘Mi dai un po’ di dritte su come farmi trovare pronto per l’orario tardo?’. E Fiorello mi dice: ‘Ti devi drogare!’. La sua risposta è stata: ‘Drogati fortissimo e vedrai che andrà benissimo‘”. Ovviamente una battuta che ha fatto sorridere anche Carlo Conti, ospite di “Supernova”, il quale, con un tono più sereno, ha suggerito a Cattelan di provare con le tisane.

    Un DopoFestival pungente e ironico e…su di giri

    Ma come sarà il DopoFestival di Cattelan? Un mix di show e salotto, incentrato sui commenti al Festival, tra ironia e spettacolo. Al suo fianco, due compagne d’avventura d’eccezione: Selvaggia Lucarelli e Anna Dello Russo. Un trio che promette scintille, pronto a commentare le performance dei cantanti, i look, le polemiche e tutto ciò che accade sul palco dell’Ariston. Cattelan, che ha iniziato la sua carriera come speaker radiofonico e ha lavorato per diverse emittenti, tra cui Radio 105 e Radio Deejay, ha già annunciato che ci saranno i commenti dei giornalisti, la vox populi raccolta per le strade di Sanremo e i giudizi sulle canzoni. Insomma, un vero e proprio After Show, ricco di contenuti e sorprese.

    Cattelan è pronto alla sfida con l’incognita… dell’orario

    Una delle preoccupazioni principali riguarda l’orario di messa in onda del DopoFestival. Carlo Conti, però, ha rassicurato il pubblico: “Penso di dare la linea al DopoFestival tra l’01:05 e l’01:10. Il DopoFestival dovrebbe durare un’ora, un’ora e qualcosa“. Un annuncio che ha tranquillizzato gli spettatori, soprattutto dopo le “notti folli” di Amadeus e Fiorello, che avevano fatto temere un allungamento dei tempi. Nonostante la pressione e l’eredità di chi lo ha preceduto, Alessandro Cattelan sembra pronto quindi ad affrontare questa nuova sfida con entusiasmo e determinazione. La sua esperienza nel mondo dello spettacolo e la sua capacità di intrattenere il pubblico sono garanzia di successo. Non ci resta che aspettare l’inizio del Festival per scoprire cosa ci riserva questo DopoFestival ideato da Alessandro.

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      Eva Grimaldi choc: “Ho rischiato la vita per una protesi”. Operata d’urgenza al seno

      L’attrice rivela a La Volta Buona di aver rischiato la vita per una capsulite: “Dolore fortissimo, la protesi si era spostata”. Decisivo l’intervento della moglie Imma Battaglia.

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        Eva Grimaldi rompe il silenzio e racconta un momento che poteva finire molto peggio. Ospite a La Volta Buona, l’attrice ha rivelato di essere stata operata d’urgenza al seno appena tredici giorni fa, dopo una complicazione improvvisa legata a una protesi. Un episodio che, nelle sue parole, ha assunto contorni drammatici: “Ho rischiato la vita per la protesi”.

        Il racconto parte da un segnale preciso, un dolore improvviso e forte, che non lasciava spazio a dubbi. “Ho sentito un dolore, si era spostata”, spiega, descrivendo quel momento in cui qualcosa ha smesso di funzionare come avrebbe dovuto. Da lì la corsa, la diagnosi e la necessità di intervenire subito.

        Il dolore e la diagnosi
        A causare tutto è stata una capsulite, una patologia infiammatoria cronica che colpisce il tessuto attorno alla protesi, provocando rigidità e sofferenza. Una condizione che può diventare molto dolorosa e che, nel caso di Eva Grimaldi, ha richiesto un intervento urgente.

        Il dolore, racconta, era ormai insostenibile. Un segnale che il corpo stava mandando con chiarezza e che non poteva essere ignorato. Da lì la decisione dei medici di procedere senza esitazioni.

        Il ruolo decisivo di Imma Battaglia
        Accanto a lei, fin dall’inizio, c’era Imma Battaglia, che Eva chiama affettuosamente “marita”. Ed è stata proprio lei a capire per prima che qualcosa non andava. “Da due mesi continuava a dirmi che il seno si stava gonfiando”, racconta l’attrice.

        Un’intuizione che si è rivelata fondamentale. Perché spesso sono proprio i dettagli, quelli che si notano giorno dopo giorno, a fare la differenza tra un problema ignorato e uno affrontato in tempo.

        Il ritorno alla normalità
        Oggi Eva Grimaldi sta bene. Grazie all’intervento dei medici e alla tempestività con cui si è agito, la situazione è rientrata e l’attrice può guardare a quanto accaduto come a un grande spavento ormai superato.

        Resta il racconto, diretto, senza filtri, di un’esperienza che ha toccato da vicino la sua salute. E che riporta l’attenzione su quanto anche interventi considerati comuni possano nascondere complicazioni impreviste.

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          Kevin Spacey, la rivincita in tribunale: dopo lo scandalo di House of Cards arriva la svolta legale

          Dopo il licenziamento del 2017 per accuse di molestie, Kevin Spacey testimonia in tribunale contro la produzione di House of Cards. La società perde la causa contro l’assicurazione.

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            Vendetta, sì. Ma questa volta senza riflettori, senza copione e soprattutto senza applausi. Kevin Spacey torna al centro della scena, ma lo fa in tribunale. E il risultato è uno di quelli che pesano. L’attore ha testimoniato nella causa che vedeva coinvolta la casa di produzione di House of Cards e, alla fine, a perdere è stata proprio la società, sconfitta nel contenzioso contro la compagnia assicurativa.

            Una svolta che riporta il nome di Spacey dentro una storia che sembrava chiusa anni fa. Era il 2017 quando l’attore venne licenziato dalla serie, travolto dalle accuse di molestie sessuali risalenti al 1986. Da lì, la caduta. L’uscita immediata dal progetto e la fine anticipata di una delle serie più iconiche degli ultimi anni.

            Il ritorno in tribunale
            Oggi, a distanza di tempo, Kevin Spacey rientra nella vicenda da un’altra porta: quella legale. La sua testimonianza è diventata uno degli elementi centrali nel procedimento che opponeva la produzione alla compagnia assicurativa, chiamata a rispondere delle perdite legate allo stop della serie.

            Un passaggio delicato, perché riapre inevitabilmente una pagina complessa, fatta di accuse, decisioni drastiche e conseguenze pesanti per tutti i soggetti coinvolti.

            Il caso House of Cards e il crollo improvviso
            House of Cards non era una serie qualsiasi. Era uno dei simboli della nuova televisione globale, un prodotto capace di ridefinire le regole del successo seriale. E Kevin Spacey ne era il volto.

            Il suo licenziamento improvviso, nel pieno dello scandalo, aveva segnato una rottura netta. La produzione aveva scelto di tagliare ogni legame, una decisione che aveva avuto ripercussioni immediate anche sulla continuità del progetto.

            Una vicenda che continua a far discutere
            La sconfitta della casa di produzione nella causa contro l’assicurazione aggiunge un nuovo capitolo a una storia che non smette di far discutere. Non è un ritorno artistico, non è una riabilitazione pubblica, ma è comunque un passaggio che riporta Kevin Spacey dentro il racconto.

            E ancora una volta, tutto si muove su un equilibrio fragile. Tra passato e presente, tra ciò che è stato e ciò che continua a produrre effetti. Anche lontano dalle telecamere.

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              Gong Yoo conquista Firenze: la star di Squid Game manda in delirio i fan (e cita Guadagnino)

              Gong Yoo, volto simbolo di Squid Game, protagonista a Firenze: parla di libertà artistica e sorprende mostrando una frase di un film di Guadagnino che porta sempre con sé

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                Da Squid Game ai riflettori italiani, il passo è più breve di quanto sembri. Gong Yoo arriva a Firenze e trasforma il Florence Korea Film Fest in un evento globale. L’attore coreano, ormai simbolo dell’onda culturale che ha conquistato il mondo, si presenta con un mix perfetto di eleganza e semplicità, ma soprattutto con una cosa che i fan non dimenticheranno facilmente: una sorpresa che parla italiano.

                L’onda coreana conquista Firenze

                Il suo arrivo non è passato inosservato. Fan in delirio, attenzione mediatica altissima e un festival che, improvvisamente, cambia passo. Gong Yoo non è solo un ospite, è un fenomeno. Il volto di Squid Game incarna quella Corea che oggi detta tendenze, tra cinema, serie tv e cultura pop. E Firenze diventa per un attimo il centro di questo movimento.

                “Scelgo solo le storie in cui credo”

                Durante l’incontro, l’attore ha parlato della sua carriera con una lucidità che colpisce. Niente scelte casuali, niente compromessi: “Scelgo solo le storie in cui credo”. Una dichiarazione che spiega molto del suo percorso e del perché sia diventato un punto di riferimento internazionale. Non è solo talento, è visione.

                La sorpresa firmata Guadagnino

                Poi arriva il momento che accende definitivamente il pubblico. Gong Yoo prende il telefono e mostra una frase che porta sempre con sé: è tratta da un film di Luca Guadagnino. Un gesto semplice, ma potentissimo, che crea un ponte tra Corea e Italia, tra due mondi cinematografici che sembrano lontani ma che, improvvisamente, si toccano.

                E in quell’istante Firenze non è più solo una tappa di festival. Diventa il luogo in cui le storie si incontrano, si riconoscono e, per una sera, parlano la stessa lingua.

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