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Personaggi e interviste

Che Celentano abbia messo nello spam il numero di Teo Teocoli? Fine di un’amicizia?

Un Teo Teocoli malinconico racconta durante il podcast Tintoria la presunta fine del suo rapporto d’amicizia con il “molleggiato”? Sono cinque anni che prova a chiamarlo ma il suo telefono rimane silente…

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    «Da cinque anni è scomparso e non risponde più al telefono»: questa è la sintesi malinconica di una recente intervista rilasciata dall’attore-cabarettista Teo Teocoli durante la nuova stagione di Tintoria, podcast creato da Daniele Tinti e Stefano Rapone. Uno spazio dove gli ospiti si raccontano ai microfoni dei conduttori non nascondendo i lati più intimi della sua carriera professionale.

    Cinque anni di silenzio dopo 40 anni di feste insieme

    Un’amicizia di vecchia data, quella fra Teo e Adriano Celentano che semprerebbe possedere tutti i connotati di un rapporto arrivato irrimediabilmente al capolinea: «Da cinque anni è finito tutto. Lui è scomparso, non risponde al telefono, non parla più con nessuno. Abbiamo fatto 40 compleanni insieme perché lui compiva gli anni il 6 gennaio quindi nel giorno dell’Epifania. Univa le due cose e abbiamo sempre fatto feste».

    Rievocando con nostalgia i bei tempi

    I ricordi dell’intevistato vanno ad un Teo ancora ragazzino, che per la prima volta incontrava l’idolo di milioni di italiani, quel personaggio già iconico che sarebbe successivamente diventato suo amico fraterno. «Gli facevo il filo, andavo sempre sotto casa sua in via Gluck, lui faceva il militare e io avevo 14 anni», ha raccontato Teocoli. «Quando arrivava con la Giulietta diceva: “Eh ma tu sei sempre qui, è vero che mi assomigli però non devi venire qua tutte le sere. Dai, vieni su”. E mi ha portato in via Gluck (la casa dove Celentano è nato, ndr), in una casa di ringhiera. Lui disse alla mamma “Guarda questo ragazzo come mi somiglia”».

    Ogni tentativo per ora si è rivelato vano

    A distanza di decenni quel rapporto è cambiato radicalmente e l’amicizia di un tempo tra i due sembra essersi persa. «Sono quattro anni che provo, almeno dimmi una frase storica… un “Ciao ragazzi”». Nel frattempo Teocoli continua, quando glielo chiedono in tv o in radio, ad accennare l’imitazione del suo ex amico… con la speranza che il telefono riprenda a suonare nuovamente. Una cosa al cospetto della quale nessuna “carrambata” o “c’è posta per te” reggerebbe il confronto…

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      Personaggi e interviste

      Alessandro Venditti lo dice e arriva il diluvio: Mara Venier fradicia al Premio Biagio Agnes, il video fa sorridere

      Pochi minuti dopo le parole di Alessandro Venditti sul maltempo, su Roma si abbatte un violento acquazzone durante il Premio Biagio Agnes. Mara Venier scherza sui social con Alberto Matano mostrando i capelli completamente inzuppati.

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        Sembrava quasi una battuta, invece si è trasformata in realtà nel giro di pochi minuti. Alessandro Venditti, prima di lasciare la registrazione del Premio Biagio Agnes, aveva annunciato che sarebbe arrivata la pioggia. Poco dopo, su Piazza di Spagna si è abbattuto un vero e proprio diluvio, costringendo tutti a fare i conti con il maltempo.

        A immortalare il momento è stata anche Mara Venier, che ha deciso di raccontare tutto con la consueta ironia attraverso un video condiviso insieme ad Alberto Matano.

        Il diluvio interrompe il Premio Biagio Agnes

        La cerimonia, in corso nella suggestiva cornice di Piazza di Spagna a Roma, è stata improvvisamente sorpresa da un violento acquazzone. La pioggia ha colto di sorpresa pubblico e protagonisti dell’evento, proprio dopo che Alessandro Venditti aveva lasciato intendere che il tempo sarebbe peggiorato.

        Quella che sembrava una semplice previsione si è trasformata in pochi istanti in un autentico nubifragio, con gli ospiti costretti a cercare riparo mentre la registrazione veniva inevitabilmente condizionata dal maltempo.

        Mara Venier mostra i capelli completamente bagnati

        Tra i protagonisti più divertiti dall’accaduto c’è stata Mara Venier. La conduttrice si è ripresa insieme ad Alberto Matano mostrando senza filtri i capelli completamente fradici.

        Con il sorriso ha commentato l’episodio ricordando che non è certo la prima volta che le capita una situazione del genere. “È la terza volta che mi succede”, ha detto nel video, mentre scherzava con il collega sotto la pioggia battente.

        Il video con Alberto Matano conquista i social

        Le immagini condivise da Mara Venier hanno fatto rapidamente il giro dei social. La spontaneità della conduttrice e l’ironia con cui ha affrontato l’imprevisto hanno conquistato gli utenti, trasformando quello che poteva essere un inconveniente in uno dei momenti più commentati della serata.

        Tra capelli inzuppati, sorrisi e battute, il maltempo ha finito così per regalare un siparietto destinato a restare tra i ricordi più curiosi dell’edizione del Premio Biagio Agnes.

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          Mahmood cambia pelle ancora: dal gala queer francese a Prada, tra pareo, cravatta e nessuna voglia di farsi incasellare

          Invitato d’onore al Le Fier Gala di Parigi, Mahmood si presenta a torso nudo con pareo e giacca. Pochi giorni dopo eccolo impeccabile alla sfilata Prada. Sempre più trasversale e imprevedibile.

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            Provate a incasellare Mahmood e probabilmente fallirete. È questo il vero segreto del cantante milanese, diventato negli anni una delle figure più trasversali dello spettacolo italiano. Un giorno icona pop, quello dopo ospite d’onore di un evento internazionale dedicato all’inclusività, il giorno successivo protagonista assoluto della moda uomo.

            L’ultima dimostrazione arriva dalla Francia.

            Mahmood conquista il gala queer di Parigi

            L’artista ha accettato l’invito di Maximilien Marçais-Husson, fondatore e presidente del Le Fier Gala, considerato il primo grande gala queer francese.

            L’evento unisce musica, arte, cultura e raccolta fondi a favore di associazioni che sostengono la comunità LGBTQIA+ e negli ultimi anni è diventato uno degli appuntamenti più osservati del panorama culturale parigino.

            Mahmood non si è limitato a partecipare. Ha attirato immediatamente l’attenzione grazie a un look che non poteva passare inosservato: torso nudo, pareo e giacca, in perfetto equilibrio tra provocazione, moda e libertà espressiva.

            Da Parigi a Milano in pochi giorni

            La cosa più interessante, però, è ciò che è accaduto subito dopo.

            Archiviato il gala francese, Mahmood è riapparso alla sfilata di Prada con un’immagine completamente diversa. Niente pareo, niente provocazioni visive. Questa volta l’artista si è mostrato elegantissimo, con tanto di cravatta e uno stile rigoroso che sembrava appartenere a un’altra persona.

            Eppure il punto è proprio questo.

            L’uomo che sfugge alle etichette

            Mentre molti personaggi pubblici costruiscono la propria immagine attorno a una formula precisa e riconoscibile, Mahmood continua a muoversi in direzione opposta.

            Può essere icona fashion, cantante pop, ospite di un gala queer, testimonial di lusso o interprete raffinato senza apparire mai fuori posto. Una capacità rara che gli permette di attraversare mondi molto diversi tra loro senza perdere credibilità.

            Forse è proprio questa la sua forza. Non il pareo di Parigi e nemmeno la cravatta di Milano, ma la libertà di passare dall’uno all’altra senza chiedere il permesso a nessuno.

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              Personaggi e interviste

              Da re del Grande Fratello a uomo di Puccini: Alfonso Signorini torna all’Arena di Verona con la sua Bohème

              Mentre il pubblico continua ad associarlo al Grande Fratello, Alfonso Signorini prosegue il suo percorso nel teatro musicale. A Verona tornano le repliche della sua Bohème, tra Parigi romantica, scenografie tradizionali e nuovi progetti cinematografici.

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                Per molti resterà sempre il volto del Grande Fratello. Eppure Alfonso Signorini da qualche anno sta costruendo una seconda carriera lontana dagli studi televisivi e molto più vicina ai palcoscenici dell’opera lirica.

                Il prossimo 3 luglio all’Arena di Verona non andrà infatti in scena Carmen, come qualcuno aveva inizialmente ipotizzato, ma La Bohème di Giacomo Puccini. Ad aprire il ciclo delle quattro repliche estive sarà proprio l’allestimento firmato da Signorini, che negli ultimi tempi sembra aver trovato nella lirica una nuova dimensione artistica.

                La Bohème secondo Alfonso Signorini

                L’avventura operistica del conduttore è iniziata ufficialmente nel 2024, quando l’Arena di Verona gli affidò la regia di una nuova produzione de La Bohème per celebrare il centenario della scomparsa di Puccini.

                Una scelta che all’epoca aveva sorpreso molti osservatori. Signorini, però, evitò riletture provocatorie e modernizzazioni forzate, scegliendo invece una strada più classica e rassicurante.

                La sua Parigi ottocentesca vive attraverso scenografie tradizionali, giochi di trasparenze e atmosfere fedeli allo spirito originale dell’opera. Un approccio rispettoso della partitura che ha conquistato soprattutto il pubblico più tradizionalista.

                Dalla televisione alla scrittura

                Nel frattempo Alfonso Signorini continua a coltivare anche la sua attività di scrittore. Non è un mistero che uno dei suoi romanzi più recenti, Amami quanto t’Amo, possa presto conoscere una nuova vita sul grande schermo.

                L’ipotesi di un adattamento cinematografico circola ormai da tempo e rappresenterebbe un ulteriore tassello nella trasformazione professionale del giornalista e conduttore.

                Una seconda vita lontano dal reality

                C’è qualcosa di curioso nel percorso di Signorini. Mentre gran parte del pubblico continua a identificarlo con il gossip e i reality show, lui sembra sempre più interessato a costruire un profilo culturale diverso, tra teatro musicale, letteratura e progetti artistici.

                La Bohème che tornerà a vivere all’Arena di Verona racconta anche questo: la volontà di essere giudicato non soltanto per gli ascolti televisivi, ma per una passione coltivata lontano dalle telecamere. E, a giudicare dal successo delle precedenti rappresentazioni, il pubblico della lirica sembra averlo accolto senza troppi pregiudizi.

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