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Personaggi e interviste

Dal concorso di bellezza ai film cult degli anni ’70 Edwige Fenech regina della commedia sexy all’italiana a Ballando con Le Stelle

A 76 anni, Edwige Fenech è tornata a stupire il pubblico con la sua partecipazione a Ballando con le Stelle, come ospite, confermando il suo fascino e la sua carica di vitalità.

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    Edwige Fenech è stata l’ospite speciale di Ballando con le Stelle nella puntata del 2 novembre, sfidando il palcoscenico da ballerina dopo la storica coppia Fabio Caressa e Benedetta Parodi. A 76 anni, la Fenech, vera icona dei b-movie e della commedia sexy all’italiana, è tornata al centro della scena. Ha ricordare un passato fatto di grande popolarità, tanto sul set quanto nella cultura popolare.

    Edwige Fenech da reginetta di bellezza a regina della commedia sexy

    Nata il 24 dicembre 1948 ad Annaba, Algeria (all’epoca parte della Francia), Edwige ha origini maltesi dal padre e italiane dalla madre. Inizia il suo percorso nel mondo dello spettacolo a 16 anni, quando vince il concorso di bellezza Lady France durante il Festival di Cannes del 1967. Notata da un talent scout, viene subito lanciata nel cinema con il film Samoa, regina della giungla. Da lì, la sua ascesa è rapida. I suoi ruoli si susseguono, soprattutto in Italia e Germania, fino a entrare nella stagione d’oro della commedia sexy degli anni ’70. Un genere di cui diventerà la regina indiscussa. È in pellicole cult come Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda e Giovannona Coscialunga disonorata con onore che Fenech conquista la platea italiana e straniera. Incarna il sex symbol amato e desiderato dal pubblico. Il suo talento si esprime anche nel thriller erotico e nell’horror. Recita in Tutti i colori del buio e Nude per l’assassino, imponendosi come protagonista di un’intera generazione di cinema italiano.

    La fuga dagli stereotipi e il successo in Tv

    Gli anni Ottanta vedono la Fenech staccarsi dai ruoli della “donna fatale”. Trova spazio sul piccolo schermo in varietà e programmi come Domenica In, Risatissima. E addirittura, conduce l’edizione del 1991 del Festival di Sanremo. Dopo una lunga gavetta televisiva, Edwige dimostra il suo spessore artistico abbracciando ruoli nuovi, sia a teatro che in televisione, conquista premi e riconoscimenti per talento e versatilità. In questo periodo, però, avverte la necessità di fare un cambiamento drastico. Lascia l’immagine stereotipata della commedia sexy, decide di ridurre i suoi contratti e si concentra in nuove sfide.

    L’imprenditoria e il ritiro dalle scene

    All’inizio degli anni Novanta si ritira parzialmente dalle scene e si lancia nel mondo della produzione televisiva e cinematografica con la sua società Immagine e Cinema. Tra le sue produzioni la miniserie Il coraggio di Anna, inoltra si occupa della realizzazione del film Il mercante di Venezia con Al Pacino. In parallelo, continua a collaborare a progetti cinematografici occasionali e serie Tv, anche se raramente. Ed è proprio in questo periodo che conosce e frequenta figure note del mondo del cinema e della cultura. Dal produttore Luciano Martino, con cui ha una lunga relazione a Luca Cordero di Montezemolo, con cui ha una lunga storia di diciotto anni. La sua vita sentimentale ha fatto spesso notizia, soprattutto riguardo al figlio Edwin, nato nel 1971. Per anni, è stata diffusa la voce che il padre potesse essere Fabio Testi, ma la Edwige Fenech ha sempre protetto la sua vita privata, senza mai confermare la paternità di Edwin.

    Lisbona, la famiglia e l’ammirazione di Tarantino

    Oggi Edwige Fenech vive a Lisbona, dove si è stabilita definitivamente dal 2015. È diventata nonna di una bambina a cui è molto legata, e si definisce una “nonna con le ali”, disposta a volare spesso per andare a trovare la sua famiglia negli USA. Nonostante il ritiro dal cinema, continua a essere un’icona di bellezza e di eleganza senza tempo, riuscendo a mantenere una grazia e un fascino che non conoscono età. Di lei si ricorda anche il cameo in Hostel: Part II diretto da Eli Roth nel 2007, un tributo del fan dichiarato Quentin Tarantino, che si è ispirato alla Fenech per diversi riferimenti nei suoi film.

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      Personaggi e interviste

      Ricky Martin sbarca al Festival di Venezia: è nel cast e produttore di Hombre al Agua, il nuovo film di Gael García Bernal

      Ricky Martin è attore e produttore esecutivo di Hombre al Agua, il nuovo film di Gael García Bernal girato a Mérida, nello Yucatán. Il cantante si era interessato al progetto alla vigilia delle riprese, ma la sua presenza davanti alla macchina da presa era rimasta segreta.

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        Ricky Martin sbarca al Festival di Venezia e questa volta non per cantare. La popstar è infatti nel cast di Hombre al Agua, il nuovo film di Gael García Bernal che sarà presentato all’83esima Mostra del Cinema nella sezione Venezia Spotlight. E non si è limitato a metterci la faccia: Martin figura anche come produttore esecutivo del progetto.

        La partecipazione del cantante rappresenta una delle sorprese del film. Il suo interessamento alla produzione era nato soltanto alla vigilia dell’inizio delle riprese a Mérida, capitale dello Yucatán messicano, mentre la decisione di comparire anche davanti alla macchina da presa è rimasta nascosta fino adesso.

        Ricky Martin nel cast di Hombre al Agua

        Per Martin si tratta di un nuovo capitolo di una carriera che da tempo non vive soltanto di musica. Il cantante ha già lavorato come attore, ma Hombre al Agua gli offre adesso anche una prestigiosa vetrina veneziana.

        La curiosità maggiore riguarda proprio il suo doppio coinvolgimento. Ricky è entrato nel progetto come produttore esecutivo e contemporaneamente ha accettato un ruolo nel film, una presenza che la produzione è riuscita a mantenere come sorpresa.

        Il nuovo film di Gael García Bernal arriva a Venezia

        Dietro Hombre al Agua c’è Gael García Bernal, uno dei nomi più importanti del cinema latinoamericano contemporaneo. Il film è stato girato a Mérida, nello Yucatán, e adesso approderà direttamente al Lido.

        La Mostra del Cinema di Venezia lo ha inserito nella sezione Venezia Spotlight, portando così Martin sul red carpet di uno degli appuntamenti cinematografici più importanti al mondo in una veste decisamente diversa da quella della superstar latina.

        Dalla popstar al produttore e attore

        Ricky Martin si sarebbe interessato a Hombre al Agua quando l’inizio delle riprese era ormai imminente. Da quel momento il suo coinvolgimento è cresciuto fino a trasformarlo non soltanto in uno dei sostenitori del progetto, ma anche in uno dei suoi interpreti.

        A Venezia scopriremo quindi un altro Ricky: niente Livin’ la Vida Loca, anche se sul red carpet del Lido difficilmente passerà inosservato. Questa volta, però, il microfono può aspettare: tocca al cinema.

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          Personaggi e interviste

          Leonardo DiCaprio sbotta per le critiche sulla fidanzata Vittoria Ceretti: «Ha 28 anni, non capisco quale sia il problema»

          Leonardo DiCaprio non ne può più delle battute sulla relazione con Vittoria Ceretti, 28 anni e 23 meno di lui. L’attore rivendica il diritto alla privacy e risponde alle critiche: «La gente continua ad avere qualcosa da ridire. Onestamente, ne sono esausto».

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            Leonardo DiCaprio ne ha abbastanza delle battute sulla sua relazione con Vittoria Ceretti. L’attore, 51 anni, ha deciso di rispondere alle critiche sulla differenza d’età con la modella italiana, che di anni ne ha 28. Ventitré in meno, sufficienti per alimentare ancora una volta l’ironia sulla proverbiale passione del divo hollywoodiano per donne decisamente più giovani di lui.

            «La gente mi definisce strano e si chiede perché io frequenti una persona che potrei aver generato», ha commentato DiCaprio. Una provocazione alla quale l’attore replica con un dato molto semplice: «Lei ha 28 anni, quindi non capisco quale sia il problema».

            Leonardo DiCaprio e Vittoria Ceretti, 23 anni di differenza

            La relazione tra DiCaprio e Ceretti continua inevitabilmente a fare notizia anche per la distanza anagrafica tra i due. L’attore è nato nel 1974, mentre la modella italiana nel 1998, ma entrambi sono adulti e DiCaprio non sembra avere alcuna intenzione di giustificare le proprie scelte sentimentali.

            Il punto, per lui, è proprio questo: perché una relazione tra due persone adulte dovrebbe continuare a provocare commenti e giudizi soltanto per la differenza d’età?

            «Potrei averla generata? Ha 28 anni»

            DiCaprio affronta direttamente anche una delle battute più ricorrenti: quella secondo cui potrebbe essere il padre della sua fidanzata. «La gente si chiede perché io frequenti una persona che potrei aver generato», racconta.

            L’attore non nega certo i 23 anni che li separano, ma sembra non comprendere perché debbano rappresentare un problema. Del resto Vittoria Ceretti non è esattamente una ragazzina: ha 28 anni, una carriera internazionale nella moda e una vita costruita ben prima dell’incontro con il premio Oscar.

            DiCaprio stufo delle critiche: «Ne sono esausto»

            A infastidirlo sembra essere soprattutto l’attenzione costante riservata alla sua vita sentimentale. «Ho sempre voluto mantenere privata la mia vita privata, ma la gente continua ad avere qualcosa da ridire», spiega.

            Poi la conclusione, decisamente meno diplomatica: «A questo punto, onestamente, ne sono esausto». Dopo anni di meme, fidanzate, statistiche sull’età delle sue compagne e teorie sulla famigerata “regola dei 25”, DiCaprio sembra dunque aver raggiunto il limite. Vittoria ne ha 28: almeno stavolta, fa sapere Leo, lasciatelo in pace.

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              Sonia Bruganelli massacrata dagli hater anche sul profilo dei libri: «Bocca storta, macchie sul viso… Ma fatevi una vita!»

              Dalla «bocca storta» alle presunte «macchie» sul viso, Sonia Bruganelli passa in rassegna gli attacchi ricevuti dagli hater persino su I Libri di Sonia. Poi esplode: «Se non vi interessa dei libri, non mi guardate. Ma cazzarola, fatevi una vita!».

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                Sonia Bruganelli voleva parlare di libri, ma evidentemente anche leggere in santa pace è diventato complicato. Sul profilo I Libri di Sonia, dedicato alle sue letture e ai consigli letterari, sono infatti arrivati gli immancabili commenti sul suo aspetto fisico: dalla «bocca storta» alle «macchie» sul viso. E questa volta l’ex opinionista ha deciso di rispondere senza troppi giri di parole.

                Bruganelli ha prima elencato alcune delle osservazioni ricevute, poi ha perso la pazienza davanti all’invasione degli hater anche in uno spazio che con estetica, look e gossip non dovrebbe avere nulla a che fare.

                Sonia Bruganelli contro gli hater: «Che volete da me?»

                «Che volete da me? Ma che cacchio c’entra? Ma cosa vi interessa?», sbotta Bruganelli rivolgendosi direttamente a chi continua a commentare il suo viso anziché occuparsi dei contenuti che pubblica.

                Poi arriva la domanda che sintetizza perfettamente il suo fastidio: «Ma perché mi venite a rompere le scatole pure sul profilo dei libri?». Perché un conto sono le critiche, un altro è riuscire a trasformare persino una pagina dedicata alla lettura nell’ennesimo tribunale social sull’aspetto fisico di una donna.

                Dalla «bocca storta» alle «macchie» sul viso

                A far saltare i nervi a Sonia sono proprio i commenti che continuano a concentrarsi sul suo volto. «Bocca storta», «macchie» e altre osservazioni dello stesso tenore che evidentemente accompagnano i suoi video indipendentemente dall’argomento affrontato.

                La Bruganelli non cerca però una replica elegante o diplomatica. «Ma cazzarola! Scusatemi, ma fatevi una vita!», dice, lasciando poco spazio alle interpretazioni.

                «Se vi do fastidio, non mi guardate»

                La soluzione proposta agli hater è elementare: cambiare profilo. «Se non vi interessa dei libri, non mi guardate se vi do fastidio! Cioè, veramente», conclude Sonia.

                Nessuna sofisticata strategia per gestire l’odio social, dunque. Solo una richiesta piuttosto comprensibile: se siete arrivati su una pagina che parla di libri e l’unica cosa che riuscite a vedere è la bocca di Sonia Bruganelli, forse il problema non è proprio la recensione del romanzo.

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