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Personaggi e interviste

La triste storia del pandoro amaro e dei conti salati. Chiara Ferragni è in saldo permamente

La regina (forse è meglio dire “ex”) degli influencer italiani non sta passando il suo momento migliore. Dopo il Pandoro-gate, l’effetto domino ha colpito non solo la sua immagine, ma anche i bilanci delle sue aziende: licenziamenti, contenziosi milionari e misteriosi buchi nei conti. A pagarne le conseguenze, forse, anche la sorella Valentina. E mentre si tagliano i costi, spuntano contributi statali e bilanci che… evaporano.

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    Una volta rappresentava un simbolo di successo, oggi la Fenice Srl – società di Chiara Ferragni – sembra attraversare la fase finale della sua parabola. Dopo il Pandoro-gate che ha travolto la reputazione dell’influencer e scatenato le indagini dell’Antitrust, la società ha licenziato gran parte dei suoi 27 dipendenti, spendendo oltre 210 mila euro in “scivoli” di uscita. Numeri che emergono dai bilanci depositati, assieme a 4,2 milioni di euro di accantonamenti per contenziosi legali. Una zavorra che pesa…

    Licenziamenti con bonus: grazie Inps!

    Tra i tagli e le perdite, spunta una chicca degna di nota: un esonero contributivo da oltre 5.300 euro concesso dall’Inps a Fenice per aver assunto un giovane tra il 2022 e il 2023. Ironia della sorte, in quella stessa finestra temporale sono partiti i licenziamenti. Il giovane in questione sarà stato “scivolato” anche lui, magari dopo aver fruttato lo sconto allo Stato?

    I misteri della holding “Sisterhood”: bilanci fantasma

    Mentre Fenice affonda, la situazione della holding Sisterhood, cuore finanziario dell’impero Ferragni, è più che nebulosa. Il bilancio 2023 non è mai stato pubblicato, e sul 2024 cala il silenzio. Eppure nel 2022 contava 5,8 milioni di liquidità e oltre 21 milioni di patrimonio netto. Quanto è stato eroso nel frattempo? Nessuno lo sa. Ma sarà questa società a dover sostenere l’aumento di capitale necessario per evitare la fine di Fenice.

    Anche la sorella Valentina soffre l’effetto collaterale

    La bufera non risparmia nemmeno i parenti. Valentina Ferragni, sorella minore di Chiara, ha visto nel 2023 una contrazione del fatturato della sua società Vieffe Srl: da 4,9 milioni a 3,9 milioni di euro. Anche se l’utile è rimasto positivo, è calato da 921 a 740 mila euro. Valentina è estranea al Pandoro-gate, ma la reputazione familiare è un’onda difficile da contenere.

    L’impero scricchiola: occorre trasparenza

    Il caso Ferragni è l’esempio perfetto di come una crisi reputazionale può trasformarsi in un terremoto finanziario. Dalla mancata trasparenza dei bilanci alle crisi occupazionali, fino ai riflessi sull’intero ecosistema familiare. Chiara, paladina della comunicazione, è ora chiamata a fare chiarezza. Perché nel mondo del business, più che i follower, contano i numeri. E quelli, oggi, non sorridono più.

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      Federico Russo travolto dalle critiche: “Faccio il commesso e non me ne vergogno”, scoppia il caso social

      Dalla tv al negozio, Federico Russo racconta la precarietà del mestiere dell’attore e scatena polemiche. Tra attacchi e chiarimenti social, il caso divide il pubblico.

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        Federico Russo torna sotto i riflettori, ma questa volta non per un ruolo. L’attore, noto al grande pubblico per il personaggio di Mimmo ne I Cesaroni, è finito al centro di una polemica social dopo aver raccontato senza filtri la sua realtà lavorativa. E la reazione del pubblico non si è fatta attendere.

        “Faccio il commesso”: la frase che scatena il web
        Tutto nasce da un’intervista in cui Russo ha spiegato di lavorare anche come commesso part-time nel negozio di un amico. Una dichiarazione semplice, quasi disarmante nella sua normalità, ma che ha scatenato commenti e critiche. «Non c’è nulla di cui vergognarsi», ha detto, sottolineando come questa esperienza lo aiuti a non intaccare i risparmi. Una presa di posizione che, invece di essere accolta con comprensione, ha acceso il dibattito.

        Il mestiere dell’attore e la verità che non piace
        Russo ha messo sul tavolo un tema scomodo: la precarietà del lavoro artistico. «È un mestiere precario», ha spiegato, paragonandolo a quello di cantanti e calciatori. Parole che hanno fatto rumore perché smontano un’immagine spesso patinata del mondo dello spettacolo. Non tutti gli attori guadagnano cifre milionarie, e la continuità lavorativa non è mai garantita. Una verità che molti preferiscono ignorare, ma che lui ha scelto di raccontare senza filtri.

        La replica su Instagram: “Nessuna vergogna”
        Dopo l’ondata di commenti, l’attore è intervenuto sui social per chiarire il senso delle sue parole. Nessuna lamentela, nessuna polemica preventiva: solo la volontà di spiegare che lavorare, in qualsiasi forma, è dignità. Il messaggio è diretto: non c’è nulla di sbagliato nell’avere un piano B, soprattutto in un settore instabile come quello dello spettacolo.

        Nel frattempo, il pubblico si divide. Da una parte chi lo difende, riconoscendo la sincerità del suo racconto; dall’altra chi continua a storcere il naso. Ma forse il punto è un altro: per una volta, qualcuno ha raccontato cosa c’è davvero dietro le quinte. E non tutti erano pronti ad ascoltarlo.

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          Can Yaman strizza l’occhio alle donne mature: “Sono più belle, è l’espressione che fa innamorare”

          Can Yaman punta tutto sulla maturità femminile: “La vera bellezza sta nell’espressione, riflesso dell’intelligenza”.

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            Can Yaman torna a far parlare di sé, ma questa volta non per un nuovo progetto o per una storia sentimentale. A catalizzare l’attenzione sono alcune dichiarazioni sul fascino delle donne, in particolare di quelle più mature. Parole che, nel giro di poche ore, hanno acceso il dibattito tra fan e osservatori, dividendo tra chi applaude e chi legge nelle sue frasi una strategia ben precisa.

            L’elogio della maturità

            “Secondo me le donne sono ancora più belle dopo una certa età”, afferma l’attore, spiegando che il vero cambiamento sta nell’espressione del volto. Un dettaglio che, a suo dire, diventa decisivo: “È quell’espressione che fa innamorare le persone”. Non una questione di perfezione estetica, ma di qualcosa di più profondo, che si costruisce con il tempo.

            Bellezza e intelligenza

            Yaman va oltre e collega direttamente il fascino all’intelligenza: “L’espressione è comunque una riflessione dell’intelligenza”. Un passaggio che sposta il discorso dal piano puramente estetico a quello emotivo e mentale, dando alla sua posizione un taglio più articolato rispetto alla semplice provocazione.

            Tra consenso e sospetti

            Come spesso accade, le reazioni non sono univoche. C’è chi apprezza l’attenzione verso una bellezza meno stereotipata e chi, invece, legge queste parole come un modo per intercettare un pubblico preciso. In ogni caso, il risultato è centrato: Can Yaman torna al centro della conversazione, dimostrando ancora una volta di saper gestire il rapporto tra immagine e dichiarazioni.

            E mentre il dibattito continua, le sue parole restano lì, a metà tra convinzione personale e comunicazione strategica.

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              Dua Lipa sposa Callum Turner a Palermo: nozze da sogno a Villa Igiea, tra lusso, privacy e un déjà-vu Ferragnez

              La cantante avrebbe già opzionato tutte le suite di Villa Igiea per gli ospiti vip. A organizzare l’evento, la wedding planner già dietro il matrimonio Ferragnez: tra richiami e differenze, si annuncia un evento blindatissimo e super glamour.

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                Altro che semplice matrimonio: quello tra Dua Lipa e Callum Turner promette di essere uno degli eventi più chiacchierati dell’anno, con un copione che, a molti, ricorda da vicino le nozze dei Ferragnez. Location italiana, organizzazione blindata, ospiti vip e una regia affidata a chi, di matrimoni mediatici, se ne intende eccome. La popstar britannica, stando alle indiscrezioni, avrebbe scelto Palermo dopo esserne rimasta folgorata durante una recente vacanza. E ora quel colpo di fulmine si trasforma in un sì che profuma di mare, storia e lusso.

                Palermo conquista la popstar

                Non è un mistero che Dua Lipa abbia un debole per l’Italia, ma Palermo sembra aver fatto breccia più di ogni altra città. Tra vicoli, palazzi storici e scorci mozzafiato, la cantante avrebbe deciso di ambientare qui il giorno più importante della sua vita. Il cuore dell’evento sarà Villa Igiea, struttura iconica affacciata sul mare, dove – secondo le voci – sarebbero già state bloccate tutte le suite per garantire la massima privacy agli invitati. Un dettaglio che racconta già molto: niente folla, niente occhi indiscreti, solo un’élite selezionatissima.

                L’effetto Ferragnez non è un caso

                Il paragone con il matrimonio tra Chiara Ferragni e Fedez viene quasi naturale. Non solo per l’impianto mediatico, ma soprattutto per la regia dell’evento: a occuparsene sarebbe la stessa wedding planner che ha firmato le nozze più social d’Italia. Una scelta che lascia intuire una strategia precisa, dove ogni dettaglio – dalle scenografie agli accessi – sarà calibrato per creare un equilibrio perfetto tra esclusività e risonanza globale. Insomma, niente è lasciato al caso, nemmeno il racconto dell’evento.

                Lusso, privacy e ospiti top secret

                Se c’è una parola che definisce queste nozze è “controllo”. La coppia avrebbe deciso di blindare ogni fase, limitando al minimo le fughe di notizie. Gli invitati, selezionatissimi, dovrebbero arrivare a Palermo dopo l’estate, trasformando la città in un set naturale di altissimo livello. Il lusso sarà ovunque, ma senza ostentazioni eccessive: più eleganza che spettacolo, più atmosfera che show. Una differenza sottile ma decisiva rispetto al modello Ferragnez, che punta a rendere questo matrimonio simile, ma non identico.

                Alla fine, più che una copia, sembra una variazione sul tema: stessa ambizione, stesso impatto, ma con una firma diversa. E Palermo, ancora una volta, si prepara a diventare il palcoscenico perfetto.

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