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Speciale Sanremo 2026

Atto di Fedez, niente annunci e solo musica: il rapper frena sul presunto terzo figlio e sorprende per il nuovo equilibrio

Dopo settimane di indiscrezioni su una presunta nuova paternità, Fedez mette fine ai rumors con una frase netta. Nessun annuncio, solo palco e canzoni. Colpisce la sua trasformazione: meno provocatorio, più misurato, quasi defilato rispetto al passato.

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Fedez

    Atto di Fedez.

    Bastano poche parole per spazzare via una tempesta di voci. “Nessun annuncio, non farò annunci di nessun tipo, mi limiterò a cantare”. Così Fedez ha scelto di chiudere – almeno per ora – la ridda di indiscrezioni su un presunto terzo figlio in arrivo. Una frase asciutta, quasi burocratica, che suona come una pietra tombale su settimane di gossip.

    Il tono è quello di chi vuole sottrarsi al circo mediatico. E la domanda ironica che circola sottovoce – “ce la fa?” – racconta bene lo scetticismo di chi è abituato a vedere in lui il protagonista assoluto, capace di trasformare ogni apparizione in un evento.

    Stop ai rumors

    Le voci su una nuova paternità avevano iniziato a rincorrersi tra social e retroscena. Nessuna conferma ufficiale, ma abbastanza suggestioni da alimentare titoli e supposizioni. Fedez, invece, ha scelto la linea del silenzio attivo: non smentire nei dettagli, ma togliere ossigeno al racconto.

    “Mi limiterò a cantare” è una dichiarazione d’intenti che suona quasi programmatica. In un’epoca in cui la vita privata diventa contenuto e il contenuto diventa strategia, il rapper sembra voler riportare il focus sulla musica.

    Una trasformazione evidente

    Colpisce la trasformazione del personaggio. Negli anni Fedez è stato spesso al centro della scena, tra provocazioni, battaglie pubbliche, scontri e confessioni. Oggi appare più equilibrato, più disponibile al confronto, meno incline alla primadonna.

    Non è un cambio di pelle improvviso, ma un processo che si intravede da tempo. Il linguaggio si è fatto meno incendiario, l’atteggiamento più misurato. Anche nei momenti di maggiore esposizione, il tono è sembrato più controllato.

    È maturità? Strategia? O semplice necessità di respirare lontano dal rumore?

    Solo palco, almeno per ora

    Il punto resta la musica. “Mi limiterò a cantare” significa scegliere il palco come unico spazio di espressione, senza sovrastrutture narrative. Una promessa che sarà messa alla prova dal pubblico e dai media, sempre pronti a cercare il sottotesto dietro ogni parola.

    Il presunto terzo figlio, per ora, resta nel territorio delle chiacchiere. Fedez ha tracciato un confine.

    Se riuscirà davvero a restare dentro quella linea lo diranno le prossime settimane. Intanto l’“atto” è compiuto: niente annunci, niente rivelazioni. Solo canzoni. E un’immagine nuova, più composta, che sorprende chi lo aveva incasellato per sempre nel ruolo del protagonista rumoroso.

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      Dal palco alla leggenda: Super Pippo, l’uomo che inventò il “presentatore”

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        Un viaggio nella storia della televisione italiana attraverso tredici Festival di Sanremo che hanno segnato un’epoca. È l’omaggio che la Rai dedica a Pippo Baudo, il conduttore che più di ogni altro ha incarnato lo spirito della kermesse, con il record assoluto di tredici edizioni guidate tra presentazione, direzione artistica e intuizioni autoriali.

        Parola d’ordine: immersività

        Nei locali del Forte di Santa Tecla, fino al primo marzo, una mostra itinerante accompagna i visitatori in un percorso immersivo tra video, fotografie, aneddoti, sketch e materiali d’archivio che raccontano l’impronta indelebile lasciata da Baudo nella storia del Festival. Non una semplice esposizione celebrativa, ma un’esperienza coinvolgente che restituisce la misura del suo contributo culturale e popolare. Il cuore del percorso è una timeline interattiva che ripercorre le tredici edizioni condotte dal presentatore siciliano: ogni tappa è arricchita da oggetti di scena, costumi, premi e documenti originali che testimoniano l’evoluzione dello spettacolo e del linguaggio televisivo. Baudo non è stato soltanto un volto, ma un vero architetto del Festival, capace di intercettare i cambiamenti del Paese e tradurli in televisione.

        Ogni visitatore diventa protagonista

        Le sezioni immersive permettono al pubblico di mettersi in gioco: dalla prova di canto dei brani rimasti nella memoria collettiva, fino all’emozione di salire simbolicamente sul palco nelle vesti di conduttore. Un modo per comprendere da vicino la complessità e la responsabilità di guidare l’evento musicale più seguito d’Italia.

        All’interno della mostra è previsto anche uno spazio visione dedicato al documentario del Tg1, curato dal giornalista Leonardo Metalli, che ripercorre la vita privata e professionale del presentatore, tra carriera, successi e momenti meno noti al grande pubblico.

        L’esposizione è realizzata dalla Direzione Comunicazione Rai con il supporto di Rai Pubblicità e Rai Com, in collaborazione con SIAE e RaiNews.it. Un lavoro corale per restituire al pubblico il ritratto di un protagonista assoluto della cultura televisiva nazionale.

        Il suo è stato un fondamentale contributo

        Simbolo della televisione italiana e figura centrale nella storia del Festival, Baudo ha attraversato decenni di spettacolo contribuendo in modo determinante alla crescita e alla trasformazione di Sanremo. Ha scoperto talenti, lanciato carriere, rafforzato il legame tra il palco dell’Ariston e milioni di spettatori. Questa mostra è dunque più di una celebrazione: è il riconoscimento di un’eredità artistica e professionale che continua a parlare al presente della televisione italiana.

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          Ma che ce stai a prova’? Carolina Rey punzecchia Can Yaman tra Baglioni e un ruolo in Sandokan

          Can Yaman elogia “Questo piccolo grande amore” di Claudio Baglioni e Carolina Rey coglie la palla al balzo: “Anche io ascolto Baglioni… c’è un ruolo in Sandokan?”. Tra ironia e flirt televisivo, la sala stampa si scalda.

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            Ma che ce stai a prova’?

            La conferenza stampa del Festival di Sanremo regala spesso più scintille del palco. Stavolta a prendersi la scena è Carolina Rey, conduttrice del PrimaFestival 2026, che non si lascia sfuggire l’assist servito da Can Yaman.

            L’attore turco, arrivato all’Ariston con il suo carico di fascino e curiosità, aveva appena confessato il suo apprezzamento per “Questo piccolo grande amore” di Claudio Baglioni. Una dichiarazione che mescola romanticismo e cultura pop italiana, perfetta per scaldare la platea.

            Carolina non si tira indietro. “Devo dire che Istanbul è bellissima, anche io ascolto Baglioni. E volevo chiedere se c’è un ruolo in Sandokan…”. Detto con sorriso, ma non troppo.

            La sala stampa si infiamma

            Il passaggio è rapido, quasi teatrale. Dall’omaggio musicale alla proposta lavorativa il passo è breve. La sala stampa ride, qualcuno applaude, qualcuno alza lo smartphone. È il momento perfetto da ritagliare per i social.

            Yaman, già protagonista di serie di successo e ora volto di Sandokan, si ritrova al centro di un siparietto che mescola ironia e sottile flirt televisivo. Carolina Rey gioca con il ruolo, si concede una battuta che rompe la formalità e restituisce alla conferenza quel sapore da show nello show.

            Tra Baglioni e Sandokan

            La citazione di “Questo piccolo grande amore” non è casuale. È uno dei brani simbolo della canzone italiana, capace di attraversare generazioni. Sentirlo evocare da un attore turco che ha scelto l’Italia come seconda casa crea un ponte culturale immediato.

            E Carolina lo capisce al volo. Se lui omaggia la musica italiana, lei rilancia sull’immaginario televisivo. Sandokan non è solo una serie, è un simbolo di avventura e seduzione. Chiedere un ruolo è una provocazione leggera, ma efficace.

            Il Festival che vive di incastri

            Sanremo non è fatto solo di canzoni, ma di incastri imprevisti. Una dichiarazione romantica, una battuta pronta, uno scambio di sguardi: bastano pochi secondi per costruire un titolo.

            Carolina Rey dimostra di sapere stare nel gioco. Non resta spettatrice, ma entra in scena. Can Yaman sorride, la sala stampa si diverte, il PrimaFestival si guadagna il suo momento virale.

            E alla fine la domanda resta sospesa, tra ironia e fantasia: in fondo, un piccolo ruolo in Sandokan, perché no? A Sanremo, del resto, tutto può succedere.

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              Barcolla ma non molla, Elettra Lamborghini inciampa sul green carpet e rilancia con autoironia

              Momento di imprevisto per Elettra Lamborghini sul green carpet del Festival: un inciampo che rischia di trasformarsi in caduta. Lei sorride e commenta “Barcollo ma non mollo”. E la passerella diventa show prima ancora di salire sul palco.

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                Barcolla ma non molla.

                Sul green carpet del Festival di Sanremo basta un attimo per passare dall’ingresso trionfale al rischio figuraccia. Elettra Lamborghini lo sa bene: un passo incerto, un tacco traditore, un equilibrio che vacilla. Per qualche secondo il pubblico trattiene il fiato. Poi lei si ricompone, sorride e trasforma l’inciampo in battuta: “Barcollo ma non mollo”.

                È il pregio dell’autoironia, qualità non scontata quando si è sotto i riflettori e ogni movimento finisce in slow motion sui social.

                Voilà, omaggio alla Carrà

                Elettra è in gara con “Voilà”, brano che vuole essere un omaggio a Raffaella Carrà. Un riferimento pesante, quasi ingombrante, perché evocare la Carrà significa chiamare in causa un’icona pop capace di unire generazioni e continenti.

                La scelta non è casuale. Elettra ha costruito la propria immagine su energia, fisicità, ritmo e una presenza scenica che non chiede permesso. Le sue “ciapett twerkanti”, come ama ironizzare lei stessa, sono diventate marchio di fabbrica. Ma dietro la provocazione c’è anche la consapevolezza di muoversi in una tradizione di showgirl che hanno fatto del corpo uno strumento di spettacolo.

                L’inciampo che diventa show

                Sul green carpet l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Abiti scenografici, tacchi vertiginosi, luci, fotografi che urlano il nome. È un teatro nel teatro.

                L’inciampo di Elettra dura pochi secondi, ma basta per accendere commenti e meme. La differenza la fa la reazione: niente panico, niente sguardo perso. Solo una frase pronta, quasi preparata per l’occasione. “Barcollo ma non mollo” diventa subito hashtag, slogan, didascalia perfetta.

                È il segno di un’artista che conosce le regole del gioco mediatico. Se cadi, rialzati in fretta. Se barcolli, trasformalo in coreografia.

                Tra glamour e leggerezza

                Il green carpet è anticamera del palco. Un luogo dove si misura la temperatura del personaggio prima ancora della canzone. Elettra gioca con il glamour, con l’eccesso, con l’ironia. Non si prende troppo sul serio, e forse è proprio questo il suo scudo migliore.

                “Voilà” dovrà parlare per lei nella gara. Ma l’episodio sul tappeto verde racconta un’altra storia: quella di una cantante che, anche quando rischia di scivolare, riesce a restare in equilibrio mediatico.

                Barcolla, sì. Ma non molla. E in un Festival dove tutto viene amplificato, anche un inciampo può diventare parte dello spettacolo.

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