Speciale Sanremo 2026
LaCityMag nella giuria principale di Sanremo: LaC Network entra tra le testate che votano il vincitore
A meno di due anni dalla nascita, LaCityMag conquista un posto d’onore all’Ariston Roof e partecipa al voto decisivo del Festival. Copertura 24 ore su 24 con LaCapitale e LaC24, dirette, speciali e la firma finale nella serata conclusiva. Un risultato che certifica la crescita del Network e la visione editoriale del presidente Domenico Maduli.
La sorpresa è arrivata questa mattina. Ed è di quelle che si leggono una volta, si rileggono due, e poi si condividono con un sorriso largo. LaCityMag è stata inserita ufficialmente tra le pochissime testate che potranno votare con la giuria principale dei giornalisti per eleggere il vincitore del Festival di Sanremo. Non un accredito qualsiasi. Non una presenza laterale. Un posto nel cuore del meccanismo che decide il nome destinato a entrare nella storia.
Per una testata nata meno di due anni fa, è molto più di una soddisfazione. È un riconoscimento. È la conferma che il lavoro paga, che la credibilità si costruisce sul campo e che anche una realtà giovane può essere considerata influente dalla Rai quando dimostra di esserlo davvero. Con LaCityMag entra in quella stanza tutto LaCNetwork.
Lo scorso anno è stato un banco di prova. Le dirette da Sanremo per il tg, il racconto costante del Festival, l’energia delle trasmissioni del network. Luca Varani in prima linea, le dirette di “Vengo dopo il tg” del bravissimo Francesco Occhiuzzo, il lavoro di redazione e operatori che hanno trasformato una settimana di spettacolo in un racconto continuo, senza pause. È stato un investimento editoriale forte. E oggi quel lavoro viene certificato con un risultato concreto: il diritto di voto nella giuria principale.
Quest’anno si rilancia. LaCityMag, insieme a LaCapitale e LaC24, si prepara a coprire il Festival 24 ore su 24. Speciali, articoli, interviste, curiosità, backstage, notizie in progress. Su LaCapitale e LaCnews24 spazi dedicati e aggiornamenti continui. LaCityMag, per una settimana, diventerà quasi esclusivamente sanremese. Un’immersione totale nell’evento che da sempre misura la capacità di una redazione di stare dentro l’attualità culturale del Paese.
Il direttore Luca Arnaù sarà in sala stampa all’Ariston Roof con un team di giornalisti e operatori, pronti a raccontare ogni dettaglio. Dalle conferenze stampa ai corridoi, dalle indiscrezioni ai commenti a caldo. E nella serata finale, quella che pesa più di tutte, sarà uno dei nostri inviati a inserire il nome scelto da LaCityMag come vincitore. Un gesto che vale simbolicamente quanto un traguardo.
Il Festival non è solo musica. È narrazione, ritmo, dibattito, polemica, emozione. È un laboratorio mediatico dove si misurano reputazioni e capacità di lettura. Entrare nella giuria principale significa essere riconosciuti come parte attiva di quel laboratorio. Significa contare.
E poi c’è la dimensione collettiva. Perché questa non è solo una conquista di una singola testata. È una vittoria del Network. È la prova che le scelte editoriali del presidente Domenico Maduli hanno avuto una direzione precisa: crescere, investire, puntare sulla qualità, sulla presenza, sulla continuità. Oggi quella strategia riceve un sigillo pubblico.
Adesso tocca al Festival. E anche ai lettori. Perché LaCityMag voterà, sì, ma ascolterà. I suggerimenti sui social saranno parte del racconto, parte del dibattito, parte di quella settimana in cui l’Italia intera parla la lingua di Sanremo.
Da meno di due anni a dentro la stanza che decide il vincitore. Non è solo una bella notizia. È un segnale.
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Speciale Sanremo 2026
Sanremo senza sorprese, l’unico vero colpo di teatro sarebbe Barbara D’Urso all’Ariston: la prova definitiva dell’autonomia di Conti
Cast blindato, poche novità e nessun guizzo inatteso. Mentre Carlo Conti rivendica autonomia totale nelle scelte, il web reclama Barbara D’Urso come unico vero coup de théâtre. Farla salire all’Ariston sarebbe la dimostrazione plastica che nessuna ingerenza – neppure politica – pesa sul Festival.
Sarebbe l’unico vero coup de théâtre di un Festival che, finora, di colpi di scena ne ha offerti pochi. Sanremo 2026 ha un cast solido, nomi rodati, ospiti prevedibili. Tutto funziona, ma nulla sorprende. E quando lo spettacolo scorre senza scosse, è il pubblico a inventarsi la trama alternativa.
Sui social, da giorni, rimbalza un nome: Barbara D’Urso. Nonostante sia lontana dalla conduzione televisiva da anni, il “sentiment” – per usare una parola che lei stessa amava – non si è affatto affievolito. Anzi, si è trasformato in una sorta di nostalgia militante.
Il vuoto che fa rumore
La D’Urso non ha un programma, non presidia prime time, non monopolizza pomeriggi. Eppure continua a generare conversazioni. Basta che venga evocata, ed ecco riaccendersi un dibattito tra fan, detrattori, nostalgici.
In un Festival che punta sulla continuità e sull’equilibrio, la sua eventuale presenza sarebbe un elemento destabilizzante. Nel bene e nel male. Perché Barbara D’Urso non è mai neutra. Divide, incendia, catalizza.
L’autonomia rivendicata da Conti
Carlo Conti ha più volte ribadito di non aver subito alcuna ingerenza, nemmeno politica, nella costruzione del Festival. “Carta bianca”, ha detto. E allora quale miglior prova di indipendenza se non un invito inatteso?
Far salire Barbarella sul palco dell’Ariston significherebbe ribaltare la narrazione di un Sanremo prudente. Sarebbe un gesto simbolico, quasi una dichiarazione: qui decidiamo noi, senza condizionamenti.
Il Festival che manca
Sanremo vive anche di attese tradite e desideri collettivi. Se il cast ufficiale non ha acceso l’effetto sorpresa, il pubblico prova a colmare il vuoto con un nome che evoca televisione popolare, emotiva, senza filtri.
Barbara D’Urso all’Ariston sarebbe un evento mediatico prima ancora che televisivo. Una presenza capace di spostare l’attenzione, di riaccendere il dibattito, di creare quel momento “virale” che quest’edizione, finora, non ha ancora trovato.
Resta da capire se il desiderio dei social resterà suggestione o diventerà realtà. Ma una cosa è certa: in un Festival senza grandi scossoni, il vero colpo di scena sarebbe lei.
Speciale Sanremo 2026
Fedez annuncerà la paternità a Sanremo? Tra dolce attesa di Giulia Honegger e video al vetriolo della presunta ex
Secondo il suo entourage, Fedez sarebbe pronto a rivelare al Festival di Sanremo che la compagna Giulia Honegger è in dolce attesa. Nelle stesse ore, però, un video TikTok della presunta ex Angelica Montini, poi rimosso, riaccende il gossip con un brano al vetriolo in sottofondo.
Prima la notizia che cambia tutto, poi il rumore di fondo che non smette di farsi sentire. Fedez sarebbe pronto ad annunciare che la compagna Giulia Honegger è in dolce attesa direttamente dal palco del Teatro Ariston, durante il Festival di Sanremo dove è in gara. A dirlo è il suo entourage, che parla di un momento speciale da condividere davanti a milioni di spettatori.
Un annuncio così, nel tempio della musica italiana, avrebbe il sapore dell’evento nell’evento. Sanremo come palcoscenico non solo artistico ma anche personale, come già accaduto in passato con altri protagonisti. E in un’edizione già carica di tensioni e retroscena, la paternità diventerebbe il colpo di scena perfetto.
Il video rimosso e la canzone “incriminata”
Ma mentre si attende l’eventuale dichiarazione ufficiale, il gossip corre altrove. Nelle scorse ore ha fatto discutere un video pubblicato su TikTok da Angelica Montini, indicata da alcuni come presunta ex amante del rapper. Il filmato, poi rimosso, la mostrava insieme all’amica Viviana in un momento di leggerezza.
A catturare l’attenzione non è stata tanto l’immagine, quanto la scelta musicale: “Pensavo fosse amore e invece…”, brano dello stesso Fedez. In particolare, la frase “Pensavo fosse amore invece eri solo una escort” ha acceso interpretazioni immediate.
Molti utenti hanno letto quel sottofondo come una frecciatina indiretta, una provocazione studiata o una risposta ironica. Nulla di esplicito, ma sufficiente per riattivare il circuito del sospetto.
Tra palco e retroscena
Il contrasto è evidente: da un lato la possibile ufficializzazione di una nuova paternità, dall’altro un video che riporta alla ribalta vecchie ombre sentimentali. Fedez, ancora una volta, si ritrova al centro di un doppio racconto: quello pubblico, costruito sulle grandi dichiarazioni, e quello parallelo, alimentato da dettagli social.
Se davvero l’annuncio della gravidanza di Giulia Honegger arriverà dall’Ariston, il Festival si trasformerà in una scena di svolta personale. Ma la tempistica con il video di Montini rende il clima ancora più elettrico.
Sanremo è musica, certo. Ma è anche narrazione. E quando sul palco si intrecciano amore, presunte ex e nuove vite in arrivo, il copione diventa inevitabilmente più fitto. Resta da capire se il microfono dell’Ariston sarà il luogo della conferma o solo un’altra tappa di una storia che continua a far discutere.
Speciale Sanremo 2026
Carlo Conti annuncia l’addio a Sanremo: “Il mio quinto Festival è il numero perfetto per smettere”. E dedica il 2026 a Baudo
Ai microfoni di Rtl 102.5 il direttore artistico rivendica il lavoro fatto in dodici anni tra lui, Amadeus e Baglioni e annuncia che il quinto Festival potrebbe essere l’ultimo. L’edizione 2026 sarà dedicata a Pippo Baudo. “Dormo otto ore a notte, ma nella settimana di Sanremo si finisce nel frullatore”.
Il conto è presto fatto. Cinque Festival. Un numero tondo, quasi simbolico. E Carlo Conti lo dice senza esitazioni: “Questo è il mio quinto Festival, il numero perfetto per smettere: va bene così”.
Ai microfoni di Rtl 102.5, il direttore artistico dell’edizione numero 76 del Festival di Sanremo – al via martedì 24 febbraio – lascia intravedere l’idea di un passo indietro. Non una fuga, ma una chiusura di ciclo. “Negli ultimi 12 anni la direzione artistica l’abbiamo fatta in tre: 10 anni tra me e Amadeus e due anni Baglioni, abbiamo fatto un grande lavoro in questi 12 anni ma è anche bello cambiare, con nuove idee, nuova linfa”.
Parole che sanno di bilancio e di consapevolezza. Sanremo non è solo un palco: è una macchina enorme che richiede visione, controllo e nervi saldi.
Il Festival come un frullatore
Conti racconta di vivere l’avvicinamento con sorprendente tranquillità. “Dormo tranquillo: sette ore e mezza, otto ore, tutte filate, per fortuna nonostante l’età”. Una serenità che attribuisce proprio alla capacità di ricaricare le batterie.
Ma la settimana del Festival è tutt’altra storia. “Si finisce nel frullatore”. La conduzione? “È la cosa più facile, la punta dell’iceberg”. La vera fatica è la direzione artistica: luci, prove, dettagli, sfumature, riunioni di scaletta, confronto continuo con autori e co-conduttori.
La giornata tipo è un percorso a ostacoli: conferenza stampa al mattino, domande – alcune pertinenti, altre costruite per cercare la polemica – poi prove, ritocchi, riunioni. Il pranzo si riduce a qualcosa “spilluzzicato” in camerino. Riposini? “Non c’è tempo”.
Un racconto che smonta l’idea glamour del Festival e restituisce l’immagine di una regia totale, dove ogni dettaglio è sotto osservazione.
L’omaggio a Baudo
L’edizione 2026, conferma Conti, sarà interamente dedicata a Pippo Baudo. “Lo scoprirete fin dalla sigla, e ogni ospite lanciato da lui lo farò presentare proprio da lui”. Un passaggio di testimone simbolico, un tributo a chi ha costruito l’architettura moderna del Festival.
Sanremo, in fondo, è una tradizione che si rinnova. E Conti sembra voler chiudere il suo percorso con un gesto di riconoscenza verso chi lo ha preceduto.
Il primo amore non si scorda
Nella Giornata mondiale della radio, il direttore artistico torna a parlare del suo primo amore professionale. “Resta il primo grande amore e non si scorderà mai. Anzi forse fra qualche anno mollo la tv e torno alla radio, in qualche modo chiudendo un cerchio”.
Un’ipotesi che suona come una confessione. Dopo la ribalta televisiva, il ritorno alla dimensione più intima del microfono.
Per ora, però, c’è un Festival da portare a casa. Il quinto. Quello che potrebbe essere l’ultimo. E come sempre, sarà il pubblico a decidere se davvero è il numero perfetto per fermarsi.
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