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Spettacolo

La Luzzi “malata” di Grande Fratello

A giudicare dalla reazione del pubblico la nostra versione del reality spopola anche fuori dai nostri confini. Anche i social albanesi confermano il grande entusiasmo per il nostro prodotto.

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    Beatrice Luzzi, mancata vincitrice dell’ultima edizione del Grande Fratello, condotta da Alfonso Signorini (o la “vincitrice morale”, fate un po’ voi…) ha conquistato anche l’Albania intervenendo come ospite del reality locale per fare una sorpresa alla sua ex coinquilina Heidi Baci. In studio è stata letteralmente accolta da un’ovazione dal parte del pubblico. Va bene che in Albania tutto quello che sa di italiano va forte… ma una cosa così ha confuso anche la stessa attrice.

    Una gradita sorpresa per la Baci

    Nell’ultima puntata del Grande Fratello made in Albania, una delle concorrenti è Heidi Baci. L’abbiamo vista per alcune settimane all’interno della versione italiana, poi una serie di vicissitudini l’hanno indotta ad abbandonare il gioco per tornare dalla sua famiglia. Ma adesso si sta rifacendo in terra albanese e l’altra sera Beatrice Luzzi le ha voluto fare una “carambata”.

    Forza e intuito

    Nel corso della puntata, dopo gli abbracci, una visita guidata alla casa con annesse presentazioni dei vari concorrenti. Beatrice ha voluto esprimere tutto il suo affetto nei suoi confronti facendole i complimenti per come si sta comportando, elargendo anche un consiglio: “Quanto è dura. Non mollare piccola. Quando sei venuta da me, ti ricordi cosa mi hai detto? Di mantenere la lucidità. E mi è servito. Adesso lo dico io a te, perché sei forte. Tu hai tanto intuito amore mio”.

    Spopoliamo in Albania

    Prima dell’incontro con Heidi, Beatrice Luzzi non ha mancato di salutare il conduttore in studio, praticamente il Signorini albanese. A giudicare dalla reazione del pubblico la nostra versione del reality spopola anche fuori dai nostri confini. Anche i loro social confermano il grande entusiasmo per il nostro prodotto.

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      Cinema

      Sissi, l’imperatrice amata nei film, ebbe un destino tragico e ben diverso da quello delle fiabe

      La vera storia di Elisabetta d’Austria, conosciuta da tutti come l’iconica “Sissi” dei film, non ha nulla a che vedere con le immagini romantiche e idilliache portate sul grande schermo. Il suo destino fu segnato da tragedie personali e un finale drammatico che la allontana anni luce dal personaggio cinematografico interpretato da Romy Schneider.

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        Se pensiamo all’imperatrice Sissi, le prime immagini che ci vengono in mente sono quelle dei celebri film degli anni ’50 con Romy Schneider, dove una giovane e bellissima Elisabetta d’Austria vive una vita da favola tra lussi, danze e grandi amori. Tuttavia, la vera storia di Sissi è ben diversa e decisamente più tragica.

        La principessa di Baviera diventa imperatrice

        Elisabetta Amalia Eugenia di Baviera, nata il 24 dicembre 1837, divenne imperatrice d’Austria sposando Francesco Giuseppe a soli 16 anni. Sebbene il loro matrimonio fosse iniziato come una favola d’amore, la realtà si dimostrò presto molto più difficile. Sissi dovette affrontare l’austerità della corte viennese, le tensioni familiari e una serie di dolori personali che la segnarono profondamente.

        La perdita del primogenito, la principessa Sofia, seguita anni dopo dal suicidio del figlio Rodolfo nell’oscura tragedia di Mayerling, affondarono l’imperatrice in un lutto perpetuo. Da allora, Sissi indossò solo abiti neri e si ritirò sempre di più in un mondo di malinconia e solitudine. Lontana dalla vivace figura dei film, la vera Sissi era una donna tormentata, afflitta da una profonda depressione e da problemi di salute.

        Assassinata da un italiano

        La sua vita si concluse tragicamente il 10 settembre 1898, quando Luigi Lucheni, un anarchico italiano, la assassinò a Ginevra con un colpo di lima affilata. Colpita al cuore, Sissi si accasciò, ma trovò la forza di rialzarsi e di camminare per qualche minuto prima di perdere conoscenza. La sua morte fu lenta e dolorosa, ben lontana dalla serena immagine di bellezza e grazia con cui la storia cinematografica l’ha immortalata.

        Dopo il suo assassinio, Sissi fu sepolta nella Cripta Imperiale di Vienna, accanto a suo marito Francesco Giuseppe e al figlio Rodolfo. Il desiderio di essere sepolta a Corfù, dove aveva trovato un po’ di pace nei suoi ultimi anni, non fu esaudito.

        Questa è la vera storia dell’imperatrice Sissi, una vita segnata da tragedie e dolore, un destino ben diverso da quello che abbiamo visto nei film che l’hanno resa un’icona.

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          Musica

          Amanda Lear contro Miley Cyrus: «È un plagio totale, ha copiato la mia canzone». E adesso minaccia di farle causa

          Amanda Lear accusa Miley Cyrus di aver copiato in “Redlights” la melodia e il ritmo di “The Sphinx”, il suo brano del 1978: «O troviamo un accordo oppure procediamo per vie legali».

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            Amanda Lear contro Miley Cyrus. Quello che era cominciato come uno sfottò sui social rischia di trasformarsi in una battaglia molto più seria, con avvocati e diritti d’autore sul tavolo. La cantante e attrice accusa infatti la popstar americana di avere copiato “The Sphinx”, una delle sue canzoni più celebri, pubblicata nel 1978.

            Nel mirino c’è “Redlights”, singolo contenuto nel nuovo album di Miley Cyrus “Bass Persuades”. Per Amanda Lear le somiglianze sarebbero talmente evidenti da non lasciare spazio a molti dubbi: «È la stessa melodia, la stessa ritmica».

            E adesso la diva fa sapere di essere pronta ad andare oltre la provocazione social: se non verrà raggiunto un accordo tra le parti, potrebbe prendere in considerazione le vie legali.

            «Grazie Miley per aver copiato la mia canzone»

            Amanda Lear ha aperto le ostilità su Instagram pubblicando la copertina del nuovo album di Miley Cyrus e accompagnandola con una frase che, almeno inizialmente, poteva sembrare una delle sue proverbiali provocazioni: «Grazie Miley per aver copiato la mia canzone The Sphinx. Ne sono lusingata».

            A togliere qualche dubbio sul vero significato del messaggio ci hanno pensato però gli hashtag scelti dalla cantante: #ripoff e #copycat, cioè, in sostanza, “scopiazzatura” e “copiona”.

            Dietro l’ironia, insomma, Amanda Lear sembra fare sul serio.

            A metterla sull’avviso sarebbero stati alcuni fan, che ascoltando Redlights avrebbero immediatamente notato una forte somiglianza con The Sphinx. Lear avrebbe quindi ascoltato il brano di Miley Cyrus e riconosciuto ciò che considera la stessa struttura della propria canzone, anche se proposta a una velocità maggiore.

            «Stessa melodia e stessa ritmica»

            Intervistata da Le Parisien, Amanda Lear ha spiegato in maniera ancora più esplicita perché considera Redlights troppo vicina alla sua canzone: «È la stessa melodia, la stessa ritmica».

            The Sphinx venne pubblicata nel 1978 e successivamente inserita nell’album Never Trust a Pretty Face. Quasi mezzo secolo dopo, dunque, quel brano potrebbe diventare il centro di una controversia internazionale sul diritto d’autore.

            Secondo quanto raccontato dalla stessa Lear, anche il produttore e la casa discografica avrebbero confrontato le due canzoni e sarebbero arrivati a una conclusione ancora più pesante: «Plagio totale».

            Naturalmente si tratta, al momento, della posizione riferita da Amanda Lear e non di una conclusione stabilita in sede giudiziaria.

            Amanda Lear pronta alle vie legali

            Ed è proprio qui che la vicenda smette di essere soltanto una divertente scaramuccia tra due star.

            Amanda Lear ha spiegato chiaramente quale potrebbe essere il prossimo passo: «O si raggiunge un accordo, o si procede per vie legali».

            Al momento non risulta annunciata un’azione giudiziaria formale, quindi potrebbe esserci ancora spazio per un confronto tra gli autori, i produttori e le rispettive case discografiche.

            Nel frattempo sui social è già partita la caccia alle somiglianze. C’è chi, dopo aver ascoltato i due brani, dà ragione ad Amanda Lear e chi invece considera gli elementi comuni insufficienti per parlare di copia.

            Miley Cyrus per ora tace

            Nonostante il clamore suscitato dalle accuse, Miley Cyrus per il momento non ha risposto pubblicamente ad Amanda Lear.

            Lear, dal canto suo, ha precisato di apprezzare la popstar americana, ma questo non sembra averle fatto cambiare idea sulla questione.

            La diva ha ricordato anche le discussioni nate in passato intorno ad alcuni successi di Miley Cyrus, citando Flowers, la hit mondiale del 2023 che era stata oggetto di confronti con canzoni precedenti.

            Adesso, però, Amanda Lear parla della propria musica e non sembra intenzionata a lasciar cadere la questione. Quella battuta pubblicata su Instagram potrebbe quindi essere soltanto l’inizio: se un accordo non arriverà, lo scontro tra Amanda Lear e Miley Cyrus potrebbe spostarsi dai social agli avvocati.

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              Personaggi e interviste

              Alessandro Preziosi: “La bellezza è stata un’opportunità, ma la vera sfida è farsi amare”

              Una carriera costruita tra istinto e studio, un talento raffinato che ha trovato maturità col tempo. Preziosi confessa: “All’inizio non ero pronto al successo, ma la paternità mi ha insegnato cosa conta davvero”.

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                Una laurea in Giurisprudenza con il massimo dei voti, poi un cambio di rotta improvviso: Alessandro Preziosi racconta di aver ascoltato il suo istinto. «Ho deciso di trasferirmi a Milano per studiare all’Accademia dei Filodrammatici. È così che è iniziato tutto», spiega al Corriere della Sera. Oggi definisce la recitazione «il mestiere più bello del mondo», anche se ammette che la sua carriera è nata più per caso che per calcolo: «Il nostro è un lavoro che si basa sull’essere scelti, e finché continueranno a farlo, continuerò a recitare».

                Il successo arriva presto e in modo travolgente. Con Elisa di Rivombrosa Preziosi diventa il volto di un’intera generazione di fiction. Ma dietro la popolarità si nasconde anche un senso di smarrimento: «Quando è arrivata Elisa di Rivombrosa non ero pronto. Non ero all’altezza di quel prodotto così ben fatto, della mia partner Vittoria Puccini, della regista. Mi sono trovato dentro qualcosa che non sapevo gestire. Per anni mi hanno proposto solo ruoli in costume, tanto che quando è arrivato Mine Vaganti ho avuto difficoltà enormi a ritrovare la mia voce nel presente».

                La bellezza, spesso considerata un’arma a doppio taglio, per lui non è mai stata un limite: «Ma quale limite? Se fossero tutti così limiti… Nei miei lavori ha contato al cinquanta per cento, l’altro cinquanta era altro: studio, lavoro, vita. Poi col tempo cambia tutto. I figli crescono, arrivano i lutti, le priorità si spostano, e anche la percezione della bellezza si trasforma».

                Sul fronte privato, Preziosi non nasconde le fragilità: «L’amore non corrisposto lo conosco bene. Ti mette davanti alle tue domande, ti obbliga a guardarti dentro. Il vero problema non è amare, ma farsi amare».

                Padre di due figli — Edoardo, nato nel 1995, ed Elena, nel 2006 — l’attore riflette sulla paternità con lucidità e rimpianto: «Essere padre mi ha fatto capire il senso della vita, ma avrei voluto essere anche genitore, vivere con loro sotto lo stesso tetto. È una dimensione che mi manca. Ho fatto il padre, ma non sempre ho potuto esserci nella quotidianità. E questo resta un rimpianto».

                Poi aggiunge, con orgoglio: «Il dato di fatto, però, è che loro sono venuti su benissimo». Un pensiero che racchiude la serenità di chi ha imparato, nel tempo, che la vera bellezza — quella che resta — è saper costruire legami autentici.

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