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Televisione

DAZN torna allo streaming, indietro al futuro per guardare avanti!

La scelta di DAZN di abbandonare il digitale terrestre per tornare al puro streaming potrebbe sembrare un controsenso. Era il futuro, poi il passato, ora di nuovo il futuro? In realtà, la decisione, per quanto sorprendente, ha una logica precisa, basata su diverse ragioni. Vediamo quali

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    Riallacciamo i fili
    DAZN è una piattaforma di streaming sportivo che offre accesso a una vasta gamma di eventi sportivi in diretta e on-demand. Fondata nel 2016, DAZN ha rivoluzionato il modo in cui i fan seguono lo sport, proponendosi come alternativa ai tradizionali canali televisivi via cavo e satellitari. Con una copertura che spazia dal calcio, al pugilato, fino agli sport motoristici e molto altro, DAZN consente agli utenti di guardare i loro eventi preferiti su una varietà di dispositivi, tra cui smartphone, tablet, smart TV e computer. L’approccio “over-the-top” (OTT) della piattaforma permette una fruizione flessibile e personalizzata, rendendo lo sport più accessibile che mai, ovunque ci si trovi e in qualsiasi momento.

    Ma le ragioni?
    Miglioramento della copertura internet:
    La penetrazione della banda larga è ormai capillare, anche nelle zone remote. Questo rende lo streaming un’opzione più stabile e affidabile rispetto al digitale terrestre, soggetto a interferenze e problemi di segnale.

    Costi ridotti: Eliminare il digitale terrestre significa tagliare i costi di gestione e manutenzione di un’infrastruttura parallela. DAZN può così concentrare le risorse sul miglioramento della piattaforma e dei contenuti.

    Maggiore flessibilità: Lo streaming permette una fruizione più flessibile e personalizzabile. Puoi guardare i contenuti su qualsiasi dispositivo connesso a internet, quando e dove vuoi.

    Qualità video superiore: Lo streaming può supportare una qualità video superiore rispetto al digitale terrestre, offrendo un’esperienza visiva più immersiva.

    Funzionalità avanzate: Lo streaming apre le porte a funzionalità avanzate come la visione in differita, il replay e la selezione di diverse telecamere.

    A prima vista, dunque, la decisione di DAZN di abbandonare il digitale terrestre per tornare al puro streaming a partire da agosto 2024 può sembrare un passo indietro. Ma come abbiamo visto, ci sono diverse ragioni che supportano questa scelta, tra cui il miglioramento della copertura internet, i costi ridotti, la maggiore flessibilità e la qualità video superiore. Tuttavia, è importante sottolineare che DAZN non abbandona completamente il digitale terrestre. Il DAZN TV Box continuerà a funzionare, permettendo di accedere ai canali del digitale terrestre e all’app DAZN. Inoltre, DAZN ha stretto accordi con alcuni provider per la distribuzione dei suoi contenuti su decoder di terze parti.

    In definitiva, la scelta di DAZN rappresenta un’evoluzione, non un passo indietro. L’azienda punta a offrire un’esperienza di visione dello sport più completa, flessibile e di alta qualità, sfruttando al meglio le tecnologie disponibili oggi. Resta da vedere se questa strategia si rivelerà vincente nel lungo termine, ma sicuramente rappresenta un cambiamento significativo nel panorama televisivo italiano.

    In sintesi, DAZN punta a un futuro dello sport più accessibile, flessibile e di alta qualità, scommettendo su una tecnologia che, seppur non nuovissima, offre oggi i migliori vantaggi in termini di fruizione. C’è da dire che la scelta ha scatenato anche alcune critiche, soprattutto da parte di chi vive in zone con connessioni internet ancora non ottimali. Tuttavia, DAZN confida che i benefici a lungo termine supereranno i disagi momentanei.

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      Televisione

      Barbara d’Urso sotto accusa: la newsletter di Selvaggia Lucarelli scuote Ballando tra privilegi, vittimismo social e cachet miliionario

      Nella sua newsletter, Lucarelli critica l’idea della “demolizione psicologica” evocata da d’Urso e mette in fila privilegi, benefit e compensi che raccontano uno scenario molto diverso dal martirio mediatico.

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        Selvaggia Lucarelli è tornata a colpire. E con una newsletter lunga e molto dettagliata, ha rimesso Barbara d’Urso al centro del dibattito televisivo. Nessuna allusione vaga, ma una lettura impietosa del percorso della conduttrice a Ballando con le Stelle, dopo settimane di post criptici e messaggi social che evocavano un clima ostile, fatto di tensioni e malesseri. Per la giudice del programma, non c’è nessuna guerra psicologica: «Se trovava umiliante farsi giudicare, poteva starsene a casa», scrive, ricordando che d’Urso non è una vittima ma una professionista con una carriera e un conto in banca lontanissimi dall’idea di fragilità.

        La narrazione del martirio mediatico
        Al centro della polemica c’è soprattutto il racconto con cui la conduttrice sta vivendo l’esperienza. Secondo Lucarelli, l’ex regina di Canale 5 avrebbe scelto di trasformare un normale talent show in una saga personale di rivincita e sofferenza, quasi a voler suggerire al pubblico l’immagine di una donna isolata, giudicata con durezza e lasciata senza protezione.

        I presunti privilegi dietro le quinte
        Lucarelli ribalta il quadro: altro che demolizione, scrive, per d’Urso è stata predisposta una macchina di comfort e benefit degna di una star internazionale. Si parla di camerino privato separato dagli altri concorrenti, truccatori e parrucchieri non della Rai, alloggio considerato extralusso fornito dalla produzione e soprattutto un cachet definito «di centinaia di migliaia di euro». Un trattamento che, secondo la giudice, rende paradossale ogni sfogo sui social. «Ci sarebbero volontari disposti a farsi dire “che noia” per mezzo milione», scrive.

        Il nodo del racconto social
        La questione non riguarda il ballo. Né i voti. Né il talento. Ma la distanza enorme fra ciò che accade in studio e la narrazione pubblica costruita su Instagram. Lucarelli invita alla prudenza, perché alcune parole possono apparire sproporzionate, soprattutto quando pronunciate da chi riceve privilegi contrattuali che altri concorrenti non hanno mai visto.

        Nel frattempo, la diretta interessata tace. O meglio: parla senza parlare, attraverso citazioni, riflessioni e metafore. Ma il clima attorno allo show è cambiato. E la puntata di sabato, inevitabilmente, sarà seguita con più attenzione del solito: perché ora la pista narrativa non è più solo artistica. È politica, economica, mediatica.

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          Televisione

          Sanremo 2026, la vigilia del grande annuncio: Carlo Conti prepara il cast, tra certezze e grandi esclusi mentre il toto-nomi impazza

          A pochi giorni dalla comunicazione del conduttore e direttore artistico, cresce l’attesa sul cast della prossima edizione. Le candidature arrivate superano quota duecento. In pole Tommaso Paradiso, Angelina Mango e Fulminacci. Dubbi su Blanco, mentre alcuni big confermano il proprio no.

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            Sul palco dell’Ariston saliranno in tanti, ma non tutti. E soprattutto non quelli che oggi, fino all’ultimo minuto, sembrano far impazzire fan, discografici e social. Il conto alla rovescia verso il 30 novembre sta trasformando il silenzio di Carlo Conti in un’attesa febbrile. Perché il cast di Sanremo 2026 sarà annunciato allora, e da quel momento si aprirà un dossier lunghissimo fatto di aspettative, strategie e rischi.

            Le certezze (almeno sulla carta)
            La rosa dei papabili è ormai nota da settimane. In cima, Tommaso Paradiso, considerato tra i più probabili concorrenti. Molto vicini anche Fulminacci, Emma Nolde, La Nina e Anna Castiglia. Su Angelina Mango il clima è di ottimismo, su Blanco pesano ancora dubbi e valutazioni. Conti vorrebbe portare sul palco Elisa, anche se le trattative restano riservate.

            I ritorni eccellenti
            C’è chi potrebbe rientrare in gara dopo una vittoria o una lunga assenza. Fra questi spiccano Ermal Meta e Arisa, mentre tra i nomi circolati con insistenza figurano Elodie, Rkomi, Malika Ayane e Serena Brancale. Secondo indiscrezioni, si ragiona anche su una coppia d’effetto: Marco Masini e Fedez. L’obiettivo del direttore artistico è combinare grandi nomi e nuove voci, senza rinunciare a un equilibrio generazionale.

            Le rinunce che pesano
            Non tutti però hanno accolto l’invito. Fabrizio Moro e Alfa hanno confermato di non voler partecipare, così come Ernia. Emma non ci sarà, Noemi neppure, e Giorgia si è sfilata sia come cantante che come co-conduttrice. I Pooh restano ai margini, più vicini a un’ospitata che alla gara. Il quadro, a questo punto, è in continuo movimento.

            L’unica certezza, per ora, è il volume enorme delle candidature ricevute: oltre duecento. Una pressione che spiega la scelta di Conti di non ridurre il numero dei cantanti, come aveva ipotizzato in estate. Un festival così affollato non si improvvisa: immagini, suoni, equilibri, rapporti di forza, tutto va calibrato.

            Il grande appuntamento ora è fissato. Per capire chi ci sarà e chi resterà fuori, basta aspettare.

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              Grande Fratello Vip: Signorini prepara il ritorno con Maria De Filippi. Cast stellare e debutto nel 2026

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                A Mediaset si prepara la rivoluzione dei reality. Mentre Il Grande Fratello condotto da Simona Ventura stenta a conquistare il pubblico, l’attenzione si sposta già sul ritorno della versione Vip, che segnerà il grande rientro in prima serata di Alfonso Signorini.

                Il giornalista e conduttore, volto storico del format, è stato incaricato di celebrare i 25 anni di vita del reality show più longevo della televisione italiana. E per farlo, pare abbia deciso di puntare su un cast d’eccezione. Non sarà solo nella scelta: secondo Affari Italiani, Maria De Filippi lo affiancherà dietro le quinte, contribuendo alla selezione dei concorrenti. Una collaborazione inedita ma perfettamente logica, considerando il fiuto televisivo della regina di Canale 5.

                La coppia Signorini–De Filippi starebbe lavorando da settimane a una lista di nomi forti, capaci di restituire al format quello smalto che il pubblico dice di rimpiangere. La formazione del cast sarebbe ormai alle battute finali: i nuovi inquilini della Casa più spiata d’Italia verranno presto presentati a Mediaset ed Endemol.

                Sul fronte palinsesto, l’azienda starebbe valutando un cambio strategico. L’idea è far partire il Grande Fratello Vip nel marzo 2026, dopo il Festival di Sanremo, lasciando spazio a gennaio e febbraio a L’Isola dei Famosi, guidata da Veronica Gentili. Un modo per evitare l’effetto saturazione e distinguere nettamente le due produzioni.

                Il progetto si preannuncia come una grande operazione celebrativa. Signorini, forte del successo delle passate edizioni, vuole riportare in auge il fascino originario del reality, puntando su volti riconoscibili ma anche su storie nuove, capaci di emozionare.

                Intanto, la versione Nip di Simona Ventura prosegue tra ascolti altalenanti e dinamiche poco convincenti. La finale, secondo le ultime indiscrezioni, è fissata per il 15 dicembre 2025. Dopo quella data, toccherà a Signorini riconquistare il pubblico — e, stando alle premesse, lo farà in grande stile.

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