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Televisione

Diamo i voti ai naufraghi della nuova edizione de L’Isola dei Famosi

È partita la nuova Isola dei Famosi e, per ora, le aspettative sono state rispettate. Nessun disastro, buon ritmo e un cast che promette. Veronica Gentili era la grande incognita, ma ha dimostrato subito di essere pronta. Elegante, sicura, ha tenuto la scena con misura, senza strafare. È partita col piede giusto, con una conduzione pulita e credibile. Ora tocca al gioco entrare nel vivo, ma se il buongiorno si vede dal primo naufragio… ci siamo!

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    In questa prima puntata… tutti promossi, con stile. Eccovi le nostre personali pagelle.

    VERONICA GENTILI VOTO: 7,5

    La scommessa più grande… vinta al primo round. Veronica arriva con eleganza, tiene il ritmo senza mai forzare, ed è già credibile nella nuova veste da conduttrice di reality. Ha quel mix raro di grazia e presenza scenica che funziona. Deve ancora prendersi tutto lo spazio? Sì. Ma l’impressione è che abbia appena cominciato. E ci piace da morire.

    SIMONA VENTURA  VOTO: 7

    Tagliente, ironica, calibrata. Simona è la spalla perfetta: dice tutto, ma lo dice col sorriso e con una consapevolezza da veterana. È quella voce che ci mancava: quella che sa quando entrare, quando stare zitta e quando far ridere senza urlare. Bentornata.

    PIERPAOLO PRETELLI  VOTO: 7

    Quello che ci aspettavamo, si è realizzato. Pierpaolo è arrivato preparato, sicuro, con un tono giusto e mai fuori posto. Nessuna esitazione, nessuna emozione di troppo: si è mosso con naturalezza, come se fosse sempre stato lì. Il ruolo gli calza bene, e lui lo interpreta con la leggerezza di chi sa stare in tv senza dover strafare. Una spalla affidabile, con margine per crescere ancora. Promosso senza dubbio.

    IL CAST VOTO: 7

    Colorato, variegato, con punte di imprevedibilità. Dai veterani come Mosetti e Vallesi alle novità assolute come Carly e Nunzio, il gruppo funziona perché non è scontato. Non c’è ancora un protagonista chiaro, e forse è questo il bello. Qualcosa bolle già, le prime donne scalpitano. 

    LE DINAMICHE  VOTO: 7

    Montecristo, leader, le prime scelte difficili: la macchina parte bene e l’isola ha sempre il suo fascino . Le regole sono state chiare, si ritorna alle origini, le sfide giuste, e i concorrenti hanno cominciato a mostrare lati inaspettati. La voglia di vedere il prossimo passo non manca e nemmeno i momenti di tensione.

    IL FORMAT VOTO: 7

    Già dai primi secondi, quel promo iniziale che ha aperto la puntata come un trailer cinematografico,  si è capito che qualcosa era cambiato. Il ritmo c’era, l’intenzione pure: dare all’Isola un respiro più moderno, più serrato, senza snaturarne l’anima. E in effetti, la confezione è curata, e tutto scorre con una leggerezza che non è mai superficialità. Se il primo impatto vale qualcosa, questa edizione ha tutte le carte per sorprendere davvero.

    IL MOOD GENERALE  VOTO: 7

    C’è da dirlo: si parte bene. L’energia è quella giusta, il programma scorre senza intoppi, senza momenti imbarazzanti, e soprattutto senza quella sensazione di “tutto già visto” che spesso accompagna i debutti. Non è stato un fuoco d’artificio, ma qualcosa si è acceso. Si respira voglia di fare bene, si intuisce che le storie possono crescere, e anche chi parte sottotono ha quello sguardo da “datemi tempo”. L’atmosfera è leggera ma non vuota, e per essere solo la prima puntata, non è poco. La sensazione? Che questa edizione possa davvero ingranare. Intanto noi, sul divano, ci siamo già messi comodi. E no… non abbiamo cambiato canale.

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      Televisione

      Orietta Berti boccia l’addio di Carlo Conti a Sanremo 2027: «Doveva restare, poteva farlo altri due o tre anni»

      Orietta Berti dice la sua sul cambio della guardia a Sanremo 2027 e avrebbe volentieri confermato Carlo Conti per altre edizioni. Poi, intervistata da Today, apre a una possibilità decisamente suggestiva: salire lei sul palco dell’Ariston da conduttrice.

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        Orietta Berti avrebbe tenuto Carlo Conti a Sanremo. Mentre il Festival 2027 si prepara a cambiare padrone di casa, l’eterna usignola di Cavriago non sembra particolarmente convinta della necessità di voltare pagina e, intervistata da Today, spiega che avrebbe visto benissimo Conti alla guida dell’Ariston ancora per qualche anno.

        «A Sanremo 2027 doveva restare Carlo Conti», dice senza troppi giri di parole. E non soltanto per un’altra edizione: secondo Orietta avrebbe potuto continuare tranquillamente «ancora due anni o tre».

        Orietta Berti: «Carlo Conti doveva restare a Sanremo»

        Per la cantante, il problema dell’età semplicemente non esiste. «Carlo è ancora giovane, ha ancora idee giovani, poteva continuare ancora», spiega Berti, promuovendo il conduttore sia sul piano televisivo sia su quello creativo.

        Una permanenza più lunga all’Ariston, dunque, non avrebbe rappresentato per lei alcun rischio di stanchezza della formula. Semmai potrebbe essere stato proprio Conti ad aver deciso che fosse arrivato il momento di fermarsi: «Ma forse si è stancato».

        «È ancora giovane e ha idee giovani»

        Berti non entra nelle dinamiche che hanno portato al cambio della guardia, ma il suo giudizio resta netto: se fosse dipeso da lei, Carlo avrebbe conservato le chiavi dell’Ariston.

        Del resto Sanremo è una macchina che richiede mesi di lavoro, dalla scelta delle canzoni alla costruzione del cast fino alle cinque serate in diretta. Dopo diverse edizioni sulle spalle, l’ipotesi che Conti possa semplicemente aver avuto voglia di passare la mano non sembra così peregrina neppure a Orietta.

        Orietta Berti conduttrice? «Sarebbe bello»

        Poi arriva la domanda inevitabile: e se a condurre Sanremo fosse proprio lei? Berti non si tira indietro e risponde con la semplicità che la contraddistingue: «Sarebbe bello».

        A 83 anni, dopo una vita trascorsa sul palco e una quantità industriale di Festival vissuti da protagonista, Orietta all’Ariston saprebbe certamente dove mettere le mani. E se Carlo Conti per lei è ancora giovane, tanto vale dirlo: a Sanremo, evidentemente, non è mai troppo tardi.

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          Televisione

          Sigfrido Ranucci fuori da Report, la Rai cambia tutto: conduzione a Presutti e Piervincenzi. E ora si prepara la battaglia

          Sigfrido Ranucci non condurrà più Report. La Rai sceglie Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi e propone al giornalista tre possibili destinazioni: RaiNews, Tg3 o un ufficio di corrispondenza. Una soluzione che rischia di trasformarsi rapidamente in una guerra legale.

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            Sigfrido Ranucci non condurrà più Report. La Rai cambia il volto dello storico programma d’inchiesta di Rai3 e dalla prossima stagione affida la conduzione a due giornalisti: Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Una decisione destinata inevitabilmente ad aprire un nuovo fronte dentro e fuori Viale Mazzini, anche perché resta da capire quale sarà il futuro professionale di Ranucci e soprattutto se il giornalista accetterà una delle soluzioni prospettate dall’azienda.

            La Rai presenta la decisione come «una nuova fase» per uno dei programmi più importanti dell’approfondimento del servizio pubblico e sottolinea che entrambi i nuovi conduttori sono risultati vincitori della selezione per giornalisti professionisti.

            Report passa a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi

            Presutti conosce già perfettamente la trasmissione: da anni è giornalista e inviata di Report e ha costruito buona parte del proprio percorso professionale nel giornalismo investigativo. Nella selezione Rai si è classificata prima.

            Piervincenzi porta invece l’esperienza maturata come inviato e conduttore di programmi quali Nemo – Nessuno escluso e Popolo Sovrano. Nel 2017 fu aggredito a Ostia insieme all’operatore Edoardo Anselmi mentre stava realizzando un’inchiesta. Per la Rai la nuova coppia rappresenta un investimento «su nuove generazioni di giornalisti d’inchiesta».

            Sigfrido Ranucci, tre ipotesi per il futuro in Rai

            Il nodo più delicato riguarda però Ranucci, che ricopre anche la carica di vicedirettore ad personam di Rai3. L’azienda sostiene di avergli sottoposto tre possibili opzioni di ricollocazione «coerenti con il suo grado e con l’esperienza maturata».

            Secondo quanto riportato dall’Ansa, le destinazioni sarebbero RaiNews, Tg3 oppure un ufficio di corrispondenza. Resta da vedere se Ranucci considererà le proposte adeguate al proprio profilo professionale o se la vicenda finirà davanti ai giudici con una contestazione sul possibile demansionamento.

            Il Foglio: «Così la Rai trasforma Ranucci in un martire»

            La scelta scatena immediatamente anche la lettura politica. Il Foglio sostiene che l’operazione rischi di produrre esattamente l’effetto contrario a quello auspicato da chi voleva ridimensionare Ranucci: trasformarlo in un epurato.

            «Bastava lasciarlo lì, Ranucci», scrive il quotidiano, secondo cui la rimozione dalla conduzione finirebbe per consegnargli l’immagine del perseguitato e contemporaneamente costringere i nuovi responsabili di Report a dimostrare di non essere stati scelti per normalizzare la trasmissione.

            La Rai parla di «indipendenza editoriale» e «imparzialità rigorosa». Ranucci, per ora, resta fuori dalla conduzione. Ma la sensazione è che la partita intorno a Report, invece di chiudersi, sia appena cominciata.

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              Televisione

              Mediaset batte la Rai nell’estate 2026: Gerry Scotti e Temptation Island piegano Mondiali, sport e repliche di Viale Mazzini

              Mediaset vince l’estate televisiva con 2,8 milioni di spettatori medi giornalieri contro i 2,5 della Rai. La Ruota della Fortuna e Temptation Island battono la strategia di Viale Mazzini, affidata soprattutto a sport e repliche. E il divario on demand è ancora più pesante.

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                I Mondiali di calcio non sono bastati alla Rai: l’estate televisiva 2026 l’ha vinta Mediaset. Dal 31 maggio al 25 agosto il gruppo di Cologno Monzese ha raccolto 2,8 milioni di spettatori medi nell’intera giornata, contro i 2,5 milioni del servizio pubblico. Ma il dato che fa ancora più rumore riguarda la sfida diretta tra le due ammiraglie: Canale 5 ha battuto Rai1 sia in prima serata, con 3,5 milioni contro 3,2, sia nelle 24 ore, con 1,35 milioni contro 1,28.

                Dietro i numeri c’è soprattutto una differenza di strategia. Mediaset ha deciso che la televisione non dovesse andare in vacanza insieme agli italiani. La Rai ha puntato sugli eventi sportivi e riempito buona parte del resto del palinsesto con le repliche. Il risultato ha premiato nettamente il Biscione.

                Gerry Scotti e Temptation Island, l’estate resta accesa su Canale 5

                Mediaset ha tenuto in campo i suoi pezzi forti. La Ruota della Fortuna di Gerry Scotti è rimasta accesa anche durante l’estate, mentre Temptation Island si è confermato una macchina capace di produrre contemporaneamente ascolti televisivi e conversazioni sui social.

                Una scelta opposta a quella della Rai, che poteva contare su una quantità considerevole di sport: Mondiali di calcio, Europei di atletica e nuoto hanno garantito pubblico e grandi appuntamenti, ma non sono riusciti a compensare una programmazione generalista molto più povera di novità.

                Il risultato sul giorno medio delle tre reti generaliste è eloquente: 2,1 milioni di spettatori per Mediaset contro 1,7 milioni della Rai.

                Mediaset batte la Rai anche fuori dalla tv tradizionale

                La sconfitta più preoccupante per Viale Mazzini potrebbe però essere quella che arriva lontano dal telecomando tradizionale. Le reti generaliste Mediaset raccolgono 120mila spettatori on demand, mentre quelle Rai si fermano a 37mila.

                Un divario enorme che, secondo Francesco Siliato dello Studio Frasi, mette in evidenza la necessità per il servizio pubblico di «rifondare la propria idea di media company» e costruire una programmazione capace di produrre pubblico anche oltre la messa in onda in diretta.

                Il problema, insomma, non riguarda soltanto cosa trasmettere a luglio e agosto, ma quanto a lungo un programma riesca a vivere dopo essere passato sul piccolo schermo.

                Negli otto mesi Rai1 resiste grazie anche a Sanremo

                La tendenza va oltre l’estate. Nei primi otto mesi del 2026 Mediaset totalizza ogni giorno 145mila spettatori on demand contro i 113mila della Rai. Canale 5 da sola ne raccoglie 88mila, mentre Rai1 si ferma a 52mila.

                L’ammiraglia del servizio pubblico conserva comunque il primato nell’intera giornata considerando i primi otto mesi: 1,534 milioni di spettatori medi contro 1,514 milioni di Canale 5, con il Festival di Sanremo che pesa inevitabilmente sul risultato.

                A livello di gruppi, però, Mediaset è già davanti: 3,092 milioni contro 2,973 milioni. E l’estate ha mandato un messaggio piuttosto semplice a Viale Mazzini: mentre la Rai metteva il cartello “torno subito” e confidava nello sport, Gerry Scotti continuava a girare la Ruota. E a quanto pare girava dalla parte giusta.

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