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Televisione

È possibile fare peggio del peggio? A quanto pare, sì. Dopo l’esordio da incubo Antonino Monteleone gratta il fondo della Rai…

Il nuovo talk show di Antonino Monteleone continua a segnare numeri disastrosi: la maledizione del giovedì sera su Rai2 non perdona, confermando il deserto mediatico del canale.

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    A volte sembra che, quando si pensa di aver toccato il fondo, ci sia sempre spazio per scavare un po’ più in basso. E così, dopo un debutto da dimenticare, Antonino Monteleone con L’altra Italia ha confermato il suo impegno nel raccogliere consensi praticamente nulli. La seconda puntata del programma ha fatto ancora peggio della prima, registrando 276.000 spettatori, un magro 1,6% di share. In altre parole, Monteleone potrebbe comodamente radunare il suo pubblico in un teatro di provincia e risparmiarsi la fatica della messa in onda nazionale.

    È chiaro che il giovedì sera di Rai2, da quando Michele Santoro ha abbandonato la nave, è diventato una maledizione. Non c’è format che riesca a sfondare: Popolo Sovrano, Seconda Linea, e persino Ilaria D’Amico con Che c’è di nuovo sono caduti nello stesso abisso di ascolti. Monteleone, forse troppo convinto della sua formula “alternativa”, sembra aver imboccato lo stesso viale del tramonto. Ma, a giudicare dai numeri, l’Italia raccontata dal suo programma non è “l’altra”, è quella che non guarda la tv. E, francamente, sembra non interessare a nessuno.

    Sarà interessante vedere quanto ancora Rai2 sarà disposta a sostenere un progetto che, anziché conquistare fette di pubblico, pare solo aumentare le perdite in palinsesto. Forse Monteleone, con la sua dichiarazione di non interessarsi degli ascolti, è l’unico che non ha ancora realizzato quanto grave sia la situazione.

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      Televisione

      Chanel Totti stile Ilary: la frecciata ai Veloci incendia i social, tra vittorie, tensioni e promesse di vendetta

      La giovane Totti punge i Veloci dopo la vittoria dell’immunità e scatena i social. Intanto le DJ trionfano e i Rapper promettono battaglia.

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        A Pechino Express basta una frase per accendere il caos. E questa volta a farlo è Chanel Totti, che con una battuta secca e pungente si prende la scena e, soprattutto, i social. Quando i Veloci, Fiona May e Patrick Stevens, conquistano finalmente la loro prima prova immunità, la reazione della giovane concorrente non è esattamente celebrativa: «Finalmente vincono qualcosa».

        Chanel Totti, ironia tagliente come Ilary

        Una frase breve, ma sufficiente per far esplodere il dibattito online. Per molti, più che una semplice battuta, è una stilettata perfettamente in linea con il carattere diretto e senza filtri della madre, Ilary Blasi.

        Il web si divide

        C’è chi applaude l’ironia e chi la considera fuori luogo, ma una cosa è certa: Chanel Totti ha colpito nel segno. E il paragone con Ilary, inevitabile, diventa subito virale.

        I Veloci vincono, ma non convincono tutti

        La vittoria della prova immunità da parte dei Veloci rappresenta un momento importante nel loro percorso, ma non basta a mettere tutti d’accordo. Anzi, la sensazione è che il successo abbia riacceso tensioni già presenti.

        Una vittoria che pesa

        Arrivata dopo diverse difficoltà, l’immunità conquista spazio nel racconto della puntata, ma viene subito oscurata dalle reazioni degli altri concorrenti.

        DJ trionfano, Rapper pronti alla guerra

        A chiudere la puntata è il trionfo delle DJ, che consolidano la loro posizione, mentre a crollare sono i Rapper, Dani Faiv e Tony 2Milli.

        Promesse di vendetta

        E proprio loro, dopo il tonfo, non sembrano intenzionati a restare in silenzio. La promessa è chiara: guerra aperta ai Veloci.

        Tra frecciate, rivalità e strategie che iniziano a farsi più aggressive, Pechino Express entra in una fase in cui ogni parola pesa quanto una prova vinta. E, a giudicare da quanto successo, il vero gioco si sta spostando sempre di più fuori dal percorso.

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          Televisione

          Luciano Cannito elogia Affari Tuoi: “Herbert Ballerina? Solo di cognome. De Martino? Il primo lavoro l’ha fatto con me”

          Tra battute e rivendicazioni, Luciano Cannito racconta il talento dei protagonisti di Affari Tuoi: da Martina Miliddi a Stefano De Martino, fino alla frecciata su Herbert Ballerina.

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            Luciano Cannito non usa mezze misure. Ospite a La Volta Buona, il coreografo ha commentato il cast di Affari Tuoi con il suo stile diretto, alternando elogi sinceri a qualche stoccata ben piazzata. E, come spesso accade, bastano poche frasi per accendere l’attenzione.

            La frecciata a Herbert Ballerina

            Il passaggio che più fa discutere è quello su Herbert Ballerina. Cannito non gira intorno alla questione e la battuta è immediata: “Herbert Ballerina, di ballerina ha solo il cognome”. Una frase che suona come una provocazione leggera ma neanche troppo, destinata a far discutere soprattutto tra chi segue il programma.

            Ironia o critica?

            Il tono resta quello di una battuta, ma il messaggio arriva chiaro e si inserisce perfettamente nel modo diretto con cui Cannito commenta il mondo dello spettacolo.

            Martina Miliddi, “una chicca speciale”

            Diverso il registro quando parla di Martina Miliddi. Qui il coreografo cambia completamente tono e sceglie parole di grande apprezzamento: “Martina Miliddi è una chicca speciale”. Un riconoscimento che mette in evidenza il suo valore all’interno del cast e che conferma l’attenzione di Cannito per i percorsi artistici più strutturati.

            L’elogio che pesa

            Non una frase di circostanza, ma un giudizio netto che rafforza la posizione della ballerina nel panorama televisivo.

            Stefano De Martino e il passato ad Amici

            Poi c’è Stefano De Martino, per il quale Cannito rivendica un ruolo importante agli inizi della carriera. “Il suo primo lavoro dopo Amici lo ha fatto con me”, sottolinea, riportando l’attenzione su un legame professionale che precede il successo televisivo di oggi.

            Una paternità artistica

            Una dichiarazione che suona quasi come una firma su un percorso, a ribadire quanto certi rapporti nel mondo dello spettacolo lascino tracce durature.

            Tra frecciate, riconoscimenti e memorie personali, l’intervento di Luciano Cannito finisce così per raccontare molto più di un semplice giudizio su un cast: diventa uno spaccato di relazioni, percorsi e gerarchie che continuano a muovere il dietro le quinte della tv.

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              Televisione

              Fiorello smentisce lo speciale su Baudo: “Non ne so nulla”. E punge la Rai: “Magari mi chiamano adesso”

              Indiscrezioni parlavano di un programma su Rai 1 a giugno con Fiorello protagonista. Lui però smentisce tutto e scherza: “Magari ora la Rai mi fa una telefonatina”.

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                Fiorello come sempre spiazza tutti. Dopo le indiscrezioni circolate su alcuni organi di stampa che lo volevano protagonista di uno speciale su Rai 1 dedicato a Pippo Baudo, il conduttore ha scelto la via più diretta: smentire tutto, con il suo stile, tra ironia e un pizzico di veleno.

                Fiorello cade dalle nuvole sullo speciale Rai

                Secondo le voci, Fiorello avrebbe dovuto essere al centro di un programma previsto per giugno, un omaggio televisivo a Pippo Baudo. Ma la risposta del diretto interessato è stata netta: nessuna conferma, anzi totale sorpresa.

                “Magari ora la Rai mi fa una telefonatina”, ha commentato, lasciando intendere chiaramente di non essere stato coinvolto in alcun progetto.

                Tra indiscrezioni e realtà

                Il corto circuito è evidente: da una parte le anticipazioni, dall’altra la smentita diretta del protagonista. Un copione che nel mondo televisivo si ripete spesso, ma che in questo caso assume contorni quasi paradossali.

                La battuta che sa di frecciata

                Dietro l’ironia, però, si intravede anche qualcosa di più. La frase di Fiorello non è solo una battuta, ma suona come una stoccata elegante verso chi ha fatto circolare la notizia o, forse, verso una macchina organizzativa che procede senza coinvolgere i diretti interessati.

                Ironia tagliente

                Il conduttore gioca, ma il messaggio arriva: prima si parla, poi – forse – si chiama.

                Il caso Baudo e il mistero del programma

                Resta ora da capire se lo speciale su Pippo Baudo esista davvero o se si tratti solo di un progetto ancora in fase embrionale. Di certo, il nome di Fiorello resta centrale quando si parla di grandi eventi televisivi, ma questa volta la partita sembra tutta da riscrivere.

                Nessuna certezza, per ora

                Nel frattempo, tra una smentita e una battuta, il risultato è uno solo: il dubbio resta. E forse è proprio questo a tenere viva la storia.

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