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Televisione

È possibile fare peggio del peggio? A quanto pare, sì. Dopo l’esordio da incubo Antonino Monteleone gratta il fondo della Rai…

Il nuovo talk show di Antonino Monteleone continua a segnare numeri disastrosi: la maledizione del giovedì sera su Rai2 non perdona, confermando il deserto mediatico del canale.

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    A volte sembra che, quando si pensa di aver toccato il fondo, ci sia sempre spazio per scavare un po’ più in basso. E così, dopo un debutto da dimenticare, Antonino Monteleone con L’altra Italia ha confermato il suo impegno nel raccogliere consensi praticamente nulli. La seconda puntata del programma ha fatto ancora peggio della prima, registrando 276.000 spettatori, un magro 1,6% di share. In altre parole, Monteleone potrebbe comodamente radunare il suo pubblico in un teatro di provincia e risparmiarsi la fatica della messa in onda nazionale.

    È chiaro che il giovedì sera di Rai2, da quando Michele Santoro ha abbandonato la nave, è diventato una maledizione. Non c’è format che riesca a sfondare: Popolo Sovrano, Seconda Linea, e persino Ilaria D’Amico con Che c’è di nuovo sono caduti nello stesso abisso di ascolti. Monteleone, forse troppo convinto della sua formula “alternativa”, sembra aver imboccato lo stesso viale del tramonto. Ma, a giudicare dai numeri, l’Italia raccontata dal suo programma non è “l’altra”, è quella che non guarda la tv. E, francamente, sembra non interessare a nessuno.

    Sarà interessante vedere quanto ancora Rai2 sarà disposta a sostenere un progetto che, anziché conquistare fette di pubblico, pare solo aumentare le perdite in palinsesto. Forse Monteleone, con la sua dichiarazione di non interessarsi degli ascolti, è l’unico che non ha ancora realizzato quanto grave sia la situazione.

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      Televisione

      Scossa a Le Iene: anche Roberta Rei prepara l’addio? Nel mirino c’è il Report di Sigfrido Ranucci

      Roberta Rei sarebbe pronta a chiudere la sua lunga avventura a Le Iene. Secondo le indiscrezioni, la giornalista starebbe trattando con Report di Sigfrido Ranucci. La partita, però, è ancora aperta.

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        Un altro pezzo importante potrebbe presto lasciare Le Iene. Dopo i passaggi in Rai di Enrico Lucci, Alessandro Sortino e Antonino Monteleone, anche Roberta Rei sarebbe vicina a una svolta professionale destinata a far discutere.

        Secondo le indiscrezioni, la giornalista avrebbe deciso di voltare pagina dopo una lunghissima esperienza nel programma di Italia 1 e sarebbe già in corso una trattativa con uno dei programmi simbolo del giornalismo d’inchiesta della televisione pubblica: Report.

        Una notizia che, se confermata, rappresenterebbe uno dei movimenti più interessanti della prossima stagione televisiva.

        Dopo anni a Le Iene, l’ipotesi dell’addio

        Roberta Rei è uno dei volti più riconoscibili di Le Iene. Nel corso degli anni ha firmato numerosi servizi e inchieste, diventando uno dei punti di riferimento del programma di Davide Parenti.

        Proprio per questo, l’eventuale addio della giornalista rappresenterebbe una perdita importante per la trasmissione di Italia 1, che negli ultimi anni ha già visto partire alcuni dei suoi inviati più noti.

        L’idea di una nuova avventura professionale, tuttavia, sembra prendere sempre più corpo.

        Nel futuro potrebbe esserci Report

        Secondo quanto filtra, sarebbe in corso una trattativa con Report, il programma guidato da Sigfrido Ranucci e considerato uno dei punti di riferimento dell’informazione d’inchiesta della Rai.

        Al momento non sarebbe stato ancora raggiunto un accordo definitivo e si attende quella che, in gergo, viene definita la classica fumata bianca. O nera.

        Nel caso in cui l’operazione dovesse andare in porto, Roberta Rei andrebbe ad aggiungersi alla lista degli ex protagonisti de Le Iene che negli anni hanno scelto di trasferirsi a Viale Mazzini.

        Da Lucci a Monteleone, l’esodo continua

        Prima di lei hanno intrapreso la stessa strada Enrico Lucci, Alessandro Sortino e Antonino Monteleone, confermando come la scuola giornalistica de Le Iene continui a rappresentare un serbatoio prezioso anche per la televisione pubblica.

        Adesso tutti gli occhi sono puntati su Roberta Rei. La trattativa sarebbe in corso e il verdetto definitivo potrebbe arrivare nelle prossime settimane. Se dovesse concretizzarsi, per la giornalista si aprirebbe un nuovo capitolo professionale all’insegna delle grandi inchieste.

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          Televisione

          Camper, il programma più chiacchierato di Rai 1: tra figli d’arte, nipoti illustri e il beniamino di Angelo Mellone

          Da Vittorio Vaccaro a Guenda Goria, passando per Angelica Amodei e Cristina Rinaldi: a Camper trovano spazio molti volti legati a famiglie celebri. E il programma di Peppone Calabrese resta uno dei preferiti di Angelo Mellone.

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            C’è chi lo guarda con affetto e chi lo prende di mira sui social. Ma una cosa è certa: Camper continua a essere uno dei programmi più chiacchierati del daytime di Rai 1. La trasmissione condotta da Peppone Calabrese, infatti, divide pubblico e critica, ma può contare su un estimatore d’eccezione: il direttore del daytime Angelo Mellone, che non ha mai nascosto il suo apprezzamento per il format.

            E proprio mentre sul web non mancano le battute e le critiche, il programma continua a costruire una squadra ricca di volti noti e di cognomi importanti.

            Da Luna Berlusconi a Maria Teresa Ruta: quanti legami illustri

            Tra i protagonisti della trasmissione figura Vittorio Vaccaro, che nel programma ricopre il ruolo di giudice e che nella vita è il marito di Luna Berlusconi.

            Al suo fianco c’è Angelica Amodei, figlia della divulgatrice e conduttrice Rosanna Lambertucci. E non finisce qui.

            Anche tra gli inviati spiccano cognomi molto conosciuti dal pubblico televisivo italiano. Cristina Rinaldi è infatti nipote di Franca Valeri, mentre Guenda Goria è la figlia di Maria Teresa Ruta e del giornalista Amedeo Goria.

            Il programma di Peppone Calabrese divide il pubblico

            Camper continua a essere uno dei prodotti più discussi del mezzogiorno di Rai 1. Se da una parte una parte della critica e dei social network non perde occasione per ironizzare sul programma, dall’altra la trasmissione può contare sul sostegno convinto dei vertici del daytime.

            In particolare, Angelo Mellone avrebbe sempre mostrato una particolare attenzione nei confronti del format condotto da Peppone Calabrese, considerandolo uno dei punti di riferimento della fascia diurna della rete ammiraglia.

            Tra polemiche e ascolti, Camper continua il suo viaggio

            Le discussioni attorno a Camper non sembrano scalfire la serenità del programma, che continua a proporre ogni giorno un mix di cucina, territori, tradizioni e collegamenti in giro per l’Italia.

            E mentre i social si dividono e la critica storce il naso, la trasmissione prosegue il suo cammino con una squadra nella quale i cognomi celebri non mancano di certo. Coincidenze, semplice continuità familiare o una particolare predilezione per i figli d’arte? La domanda continua a circolare tra gli osservatori della televisione.

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              Televisione

              Costantino Vitagliano, dal mito della vita smeralda al crac milionario: «Ho perso quasi un milione di euro»

              Monica Setta riporta Costantino Vitagliano dentro l’epoca irripetibile dei primi Duemila, tra successo, soldi, notti smeralde e cadute rovinose. Oggi l’ex tronista lavora tra crioterapia e moda.

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                Monica Setta, a Storie al Bivio, ha riportato in televisione un pezzo di costume italiano che oggi sembra lontanissimo: l’epoca della “vita smeralda”, delle serate blindate, dei tavoli pieni, delle discoteche trasformate in passerelle e di Lele Mora al centro di una corte dei miracoli fatta di tronisti, starlette, calciatori, aspiranti famosi e personaggi destinati a bruciare in fretta. In quel mondo, Costantino Vitagliano non era uno dei tanti. Era il volto simbolo di una stagione televisiva in cui la popolarità poteva esplodere in poche settimane e trasformare un ragazzo qualunque in un fenomeno nazionale.

                Oggi quell’immagine da sex symbol assoluto convive con una realtà molto diversa. L’ex tronista soffre di una grave malattia autoimmune, si occupa di crioterapia e ha lanciato anche un proprio brand di abbigliamento. Una nuova vita, meno rumorosa, più concreta, inevitabilmente distante dai riflettori accecanti degli anni Duemila.

                Costantino Vitagliano e l’epoca della vita smeralda

                Nell’intervista, Costantino ha ricordato la stagione del suo enorme successo, quando ogni apparizione diventava un evento e ogni serata muoveva folle, fotografi e curiosità. Erano gli anni in cui il sistema Lele Mora sembrava una macchina perfetta: spettacolo, locali, copertine, televisione e soldi che giravano a velocità altissima.

                Quell’universo, però, aveva anche un lato fragile. Dietro il luccichio della Costa Smeralda e delle notti infinite c’era un meccanismo spietato, capace di esaltare e poi scaricare con la stessa rapidità.

                Il crac di Lele Mora e i soldi spariti

                Costantino Vitagliano ha raccontato anche il prezzo pagato dopo il crollo di quel mondo. L’ex tronista ha rivelato di aver perso quasi un milione di euro a causa di investimenti sbagliati e truffe arrivate dopo il crac di Lele Mora. Una cifra enorme, soprattutto se letta oggi, quando quella stagione appare come un romanzo popolare pieno di eccessi, illusioni e conti presentati molto tardi.

                Diverso il percorso dell’amico e sodale Daniele Interrante, che invece avrebbe saputo investire nel modo giusto, evitando di disperdere il capitale costruito negli anni della massima esposizione televisiva.

                Da Troppo belli alla nuova vita

                Costantino Vitagliano e Daniele Interrante arrivarono persino al cinema con Troppo belli, film ideato da Maurizio Costanzo e diventato, nel bene e nel male, uno dei simboli di quella stagione. Un titolo che già allora sembrava raccontare più un fenomeno sociale che una semplice operazione cinematografica.

                Oggi Costantino si presenta con un volto diverso. La malattia autoimmune lo ha costretto a fare i conti con la fragilità, mentre la crioterapia e la moda rappresentano il tentativo di costruire un presente lontano dall’ossessione del personaggio. A Storie al Bivio, più che un’intervista nostalgica, è andato in scena il racconto di un’Italia televisiva che sembrava eterna e che invece è finita, lasciando dietro di sé miti, macerie e qualche conto ancora aperto.

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