Connect with us

Televisione

Giancarlo Magalli spiazza Paolo Fox a Domenica In: “Da vent’anni cerco di ucciderti”. Gelo e risate in studio

Un ritorno sopra le righe per Magalli e Fox. Tra frecciate ironiche e vecchie schermaglie, il confronto in diretta su Rai1 conquista il pubblico e divide il web

Avatar photo

Pubblicato

il

    A Domenica In, nella puntata del 29 dicembre, si è consumato un incontro carico di ironia e tensione tra Giancarlo Magalli e Paolo Fox. I due, protagonisti di anni di collaborazione a I fatti vostri, si sono ritrovati nello studio di Mara Venier per un siparietto che ha alternato battute taglienti e momenti di imbarazzo.

    Il momento clou? Una battuta al vetriolo di Magalli: “Non mi sei mancato per niente, da vent’anni cerco di ucciderti”. Parole che, pur essendo pronunciate con intento scherzoso, hanno fatto calare un gelo improvviso in studio, seguito subito dopo da una risata generale.

    La reazione di Paolo Fox e il gelo in studio

    Paolo Fox, conosciuto per il suo aplomb anche in situazioni insolite, ha risposto con ironia: “Eppure io sono ancora qui, nonostante i tuoi sforzi”. Il pubblico ha reagito con un misto di risate e stupore, mentre Mara Venier cercava di riportare il clima a toni più distesi.

    Nonostante la battuta, il confronto tra i due è proseguito senza ulteriori momenti di tensione, con Fox che ha continuato a presentare le sue previsioni astrologiche per il 2025, accompagnato da qualche altra frecciatina leggera da parte di Magalli.

    Il web si divide: ironia o caduta di stile?

    L’episodio non è passato inosservato sui social, dove si è acceso un dibattito tra chi ha trovato la battuta di Magalli divertente e chi, invece, l’ha giudicata fuori luogo. “Magalli è sempre il solito, dice quello che pensa senza filtri”, ha commentato un utente su Twitter. Un altro, però, ha scritto: “Battute come questa fanno ridere solo chi le fa. Fox è stato un signore”.

    Un’amicizia fatta di schermaglie

    Non è la prima volta che Magalli e Fox si lanciano frecciatine pubbliche. Durante gli anni a I fatti vostri, i due avevano già dimostrato di avere un rapporto professionale condito da schermaglie ironiche. Tuttavia, questa volta, l’uscita di Magalli ha suscitato un’eco mediatica maggiore, complici il contesto e la spontaneità della battuta.

    Mara Venier tra sorrisi e diplomazia

    La padrona di casa, Mara Venier, ha cercato di riportare l’attenzione sullo show con la sua solita diplomazia e ironia: “Ragazzi, non litigate qui, sennò mi tocca fare da giudice”. Un intervento che ha strappato ulteriori risate al pubblico, contribuendo a smorzare la tensione creata dal confronto.

    L’interazione tra Magalli e Fox si è conclusa senza ulteriori scossoni, ma l’episodio resterà uno dei momenti più chiacchierati del finale di stagione televisiva. Resta da vedere se i due protagonisti torneranno a collaborare in futuro o se questa sarà ricordata come la loro ultima “scintilla” in diretta.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Televisione

      Enzo Iacchetti: «Striscia la Notizia? L’hanno uccisa». E sulle ultime cinque puntate: «Ci hanno messo in difficoltà»

      Catenaccio: Enzo Iacchetti torna a parlare di Striscia la Notizia e non usa mezzi termini: «L’hanno uccisa». Poi racconta le difficoltà delle ultime cinque puntate e ricorda l’esperimento degli ospiti in studio, a partire da Al Bano.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        «Striscia la Notizia? L’hanno uccisa». Enzo Iacchetti non sceglie formule diplomatiche per parlare della trasmissione che per decenni lo ha visto dietro il bancone accanto a Ezio Greggio. Il conduttore torna sul destino del tg satirico di Antonio Ricci e descrive senza nascondere l’amarezza le difficoltà incontrate nell’ultima esperienza televisiva.

        «Ci hanno messo in situazioni di difficoltà. Ci hanno dato queste cinque puntate», racconta Iacchetti, riferendosi alla formula con cui Striscia è tornata in onda. Un numero limitato di appuntamenti che, nelle intenzioni, sembrava poter rappresentare una sorta di prova per verificare una nuova strada per il programma.

        Iacchetti e le cinque puntate di Striscia la Notizia

        Proprio la natura dell’operazione sembra aver lasciato perplesso Iacchetti. «Sembrava un esperimento», spiega lo storico volto di Striscia, che insieme a Greggio si è trovato ancora una volta a guidare una trasmissione profondamente diversa rispetto a quella che per anni aveva occupato stabilmente l’access prime time.

        La coppia Iacchetti-Greggio resta una delle più riconoscibili nella storia del programma. Il ritorno per appena cinque puntate, però, avrebbe imposto ai due conduttori di confrontarsi con una formula nuova e con condizioni che Iacchetti oggi descrive apertamente come difficili.

        «Io e Greggio ci siamo guardati e l’ospite era Al Bano»

        Tra le novità c’era anche la presenza degli ospiti. Ed è proprio su questo aspetto che Iacchetti si concede una battuta destinata a far discutere. «Quando io e Greggio ci siamo guardati abbiamo visto che l’ospite era Albano», racconta.

        Il conduttore non sembra ricordare, almeno nel suo racconto, una lunga successione di altri ospiti particolarmente importanti. Un particolare che rende ancora più evidente la sua perplessità rispetto all’esperimento tentato con quelle cinque puntate.

        «Striscia la Notizia l’hanno uccisa»

        Ma è soprattutto una frase a sintetizzare il giudizio di Iacchetti: «L’hanno uccisa». Parole pesanti per un programma che ha rappresentato una parte fondamentale della sua carriera e che per oltre trent’anni è stato uno degli appuntamenti più riconoscibili della televisione italiana.

        Iacchetti non mette quindi in discussione soltanto una scelta o una singola edizione. Nel suo racconto emerge la convinzione che Striscia sia stata progressivamente collocata in condizioni sempre più complicate, fino all’esperimento delle cinque puntate.

        Una lettura inevitabilmente personale, ma che assume un peso particolare proprio perché arriva da uno dei volti simbolo della trasmissione. Iacchetti e Greggio hanno attraversato insieme una lunga parte della storia di Striscia. E sentir dire da uno di loro che il programma «l’hanno ucciso» fotografa meglio di qualsiasi analisi il suo giudizio su ciò che è accaduto al tg satirico.

          Continua a leggere

          Televisione

          Orietta Berti boccia l’addio di Carlo Conti a Sanremo 2027: «Doveva restare, poteva farlo altri due o tre anni»

          Orietta Berti dice la sua sul cambio della guardia a Sanremo 2027 e avrebbe volentieri confermato Carlo Conti per altre edizioni. Poi, intervistata da Today, apre a una possibilità decisamente suggestiva: salire lei sul palco dell’Ariston da conduttrice.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Orietta Berti avrebbe tenuto Carlo Conti a Sanremo. Mentre il Festival 2027 si prepara a cambiare padrone di casa, l’eterna usignola di Cavriago non sembra particolarmente convinta della necessità di voltare pagina e, intervistata da Today, spiega che avrebbe visto benissimo Conti alla guida dell’Ariston ancora per qualche anno.

            «A Sanremo 2027 doveva restare Carlo Conti», dice senza troppi giri di parole. E non soltanto per un’altra edizione: secondo Orietta avrebbe potuto continuare tranquillamente «ancora due anni o tre».

            Orietta Berti: «Carlo Conti doveva restare a Sanremo»

            Per la cantante, il problema dell’età semplicemente non esiste. «Carlo è ancora giovane, ha ancora idee giovani, poteva continuare ancora», spiega Berti, promuovendo il conduttore sia sul piano televisivo sia su quello creativo.

            Una permanenza più lunga all’Ariston, dunque, non avrebbe rappresentato per lei alcun rischio di stanchezza della formula. Semmai potrebbe essere stato proprio Conti ad aver deciso che fosse arrivato il momento di fermarsi: «Ma forse si è stancato».

            «È ancora giovane e ha idee giovani»

            Berti non entra nelle dinamiche che hanno portato al cambio della guardia, ma il suo giudizio resta netto: se fosse dipeso da lei, Carlo avrebbe conservato le chiavi dell’Ariston.

            Del resto Sanremo è una macchina che richiede mesi di lavoro, dalla scelta delle canzoni alla costruzione del cast fino alle cinque serate in diretta. Dopo diverse edizioni sulle spalle, l’ipotesi che Conti possa semplicemente aver avuto voglia di passare la mano non sembra così peregrina neppure a Orietta.

            Orietta Berti conduttrice? «Sarebbe bello»

            Poi arriva la domanda inevitabile: e se a condurre Sanremo fosse proprio lei? Berti non si tira indietro e risponde con la semplicità che la contraddistingue: «Sarebbe bello».

            A 83 anni, dopo una vita trascorsa sul palco e una quantità industriale di Festival vissuti da protagonista, Orietta all’Ariston saprebbe certamente dove mettere le mani. E se Carlo Conti per lei è ancora giovane, tanto vale dirlo: a Sanremo, evidentemente, non è mai troppo tardi.

              Continua a leggere

              Televisione

              Sigfrido Ranucci fuori da Report, la Rai cambia tutto: conduzione a Presutti e Piervincenzi. E ora si prepara la battaglia

              Sigfrido Ranucci non condurrà più Report. La Rai sceglie Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi e propone al giornalista tre possibili destinazioni: RaiNews, Tg3 o un ufficio di corrispondenza. Una soluzione che rischia di trasformarsi rapidamente in una guerra legale.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                Sigfrido Ranucci non condurrà più Report. La Rai cambia il volto dello storico programma d’inchiesta di Rai3 e dalla prossima stagione affida la conduzione a due giornalisti: Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Una decisione destinata inevitabilmente ad aprire un nuovo fronte dentro e fuori Viale Mazzini, anche perché resta da capire quale sarà il futuro professionale di Ranucci e soprattutto se il giornalista accetterà una delle soluzioni prospettate dall’azienda.

                La Rai presenta la decisione come «una nuova fase» per uno dei programmi più importanti dell’approfondimento del servizio pubblico e sottolinea che entrambi i nuovi conduttori sono risultati vincitori della selezione per giornalisti professionisti.

                Report passa a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi

                Presutti conosce già perfettamente la trasmissione: da anni è giornalista e inviata di Report e ha costruito buona parte del proprio percorso professionale nel giornalismo investigativo. Nella selezione Rai si è classificata prima.

                Piervincenzi porta invece l’esperienza maturata come inviato e conduttore di programmi quali Nemo – Nessuno escluso e Popolo Sovrano. Nel 2017 fu aggredito a Ostia insieme all’operatore Edoardo Anselmi mentre stava realizzando un’inchiesta. Per la Rai la nuova coppia rappresenta un investimento «su nuove generazioni di giornalisti d’inchiesta».

                Sigfrido Ranucci, tre ipotesi per il futuro in Rai

                Il nodo più delicato riguarda però Ranucci, che ricopre anche la carica di vicedirettore ad personam di Rai3. L’azienda sostiene di avergli sottoposto tre possibili opzioni di ricollocazione «coerenti con il suo grado e con l’esperienza maturata».

                Secondo quanto riportato dall’Ansa, le destinazioni sarebbero RaiNews, Tg3 oppure un ufficio di corrispondenza. Resta da vedere se Ranucci considererà le proposte adeguate al proprio profilo professionale o se la vicenda finirà davanti ai giudici con una contestazione sul possibile demansionamento.

                Il Foglio: «Così la Rai trasforma Ranucci in un martire»

                La scelta scatena immediatamente anche la lettura politica. Il Foglio sostiene che l’operazione rischi di produrre esattamente l’effetto contrario a quello auspicato da chi voleva ridimensionare Ranucci: trasformarlo in un epurato.

                «Bastava lasciarlo lì, Ranucci», scrive il quotidiano, secondo cui la rimozione dalla conduzione finirebbe per consegnargli l’immagine del perseguitato e contemporaneamente costringere i nuovi responsabili di Report a dimostrare di non essere stati scelti per normalizzare la trasmissione.

                La Rai parla di «indipendenza editoriale» e «imparzialità rigorosa». Ranucci, per ora, resta fuori dalla conduzione. Ma la sensazione è che la partita intorno a Report, invece di chiudersi, sia appena cominciata.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie