Connect with us

Televisione

Giuseppe Conte protagonista a Perfidia: la Grippo affonda i colpi e il talk show di LaC si conferma l’arena più spietata della politica in tv.

Nella nuova puntata del talk di LaC, la conduttrice orchestra un’intervista senza sconti, tra affondi feroci e domande al veleno. L’ex premier regge il fuoco incrociato con fermezza, respingendo gli attacchi su giustizia, Superbonus, Santanchè e scandali elettorali.

Avatar photo

Pubblicato

il

    Si può fare un’intervista a un importante leader politico nazionale senza inginocchiarsi? La domanda, a tratti blasfema, scuote le coscienze degli spettatori dei talk show italici. E la risposta, a giudicare da quello che accade nei salotti delle grandi reti tv, sembra essere un sonoro no. Il leader va blandito, spesso adorato con la devozione che si riserva alle reliquie. È il galateo della politica-spettacolo, dove i giornalisti, più che domande, porgono ossequi.

    Ma non a Perfidia. No, il talk più malandrino della televisione italiana è l’unico posto in cui le regole della deferenza vengono stracciate e gettate nel camino. È qui che i politici non trovano il tappeto rosso, ma il ring. E la puntata di venerdì, dall’evocativo titolo di Ancora tu, ne è stata l’ennesima conferma: in studio, come portata principale della serata, Giuseppe Conte. Il presidente del Movimento 5 Stelle ha accettato di buon grado l’invito della padrona di casa, la sulfurea Antonella Grippo, per un match senza esclusione di colpi.

    Ma prima di Conte, Perfidia ha offerto al pubblico un antipasto succulento: l’odissea giudiziaria dell’ex presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. Comunista della prima ora, veterano della politica calabrese e, a quanto pare, recordman da Guinness dei Primati per numero di indagini e rinvii a giudizio. Tutti finiti con un nulla di fatto. Con lui in studio, a ricostruire la sua personale via crucis, l’avvocato forzista Antonia Postorivo e il giovane blogger Raffaele Florio. La storia? Un classico: cinque anni di processi, accuse, sospetti, titoloni sui giornali. Risultato? Tante bolle di sapone. Non solo nessuna condanna, ma addirittura un giudice che si è spinto a parlare di accanimento giudiziario ingiustificato.

    Un caso esemplare, che la Grippo ha usato come trampolino per un tema più vasto: il ruolo di certa magistratura che sembra affezionata agli avvisi di garanzia quanto un collezionista ai francobolli. Oliverio, per parte sua, ha raccontato con un certo aplomb la sua disavventura, tra un sorriso amaro e il sospetto che, in Calabria, i processi politici servano più a stroncare carriere che a fare giustizia.

    Poi, la scena si è spostata sull’ospite più atteso. Il presidente del Movimento 5 Stelle si è accomodato sulla sedia dell’interrogatorio per dire la sua sul ribaltone che, in Calabria, ha consentito a Forza Italia di conquistato un seggio in Parlamento con un riconteggio poco trasparente. Proprio a discapito dei pentastellati. E l’intervista è una ghiotta occasione per uscire dai confini della Calabria e affrontare i grandi temi della politica nazionale e internazionale.

    D’altra parte, Perfidia chiama e Roma risponde. La trasmissione, dopo la sua trasferta negli studi Diemmecom di ViaCondotti21, ha già visto sfilare sotto il fuoco della bionda inquisitrice un parterre de rois di tutto rispetto: Carlo Calenda, Maurizio Gasparri, Bobo Craxi, Francesca Pascale e Massimiliano Romeo. In un panorama di talk show dove le domande si spengono in un abbraccio confortevole, Perfidia sgomita e conquista spazio. Con una maestra di cerimonie che, più che intervistare, impugna la parola come un fioretto.

    Conte, avvocato del popolo e fine schermidore, sa che la posta in gioco è alta e si presenta in forma smagliante. E con il dente avvelenato: “Quello che è accaduto in Calabria non è uno scippo ai cinque stelle. È come se, a fine partita, gli arbitri tornassero in campo per ribaltare il risultato”. Un’immagine potente, che chiunque abbia mai bestemmiato davanti a un VAR può comprendere al volo.

    Poi si entra nel vivo: quando si parla di magistratura, giustizia e garantismo, la Grippo non si fa pregare per affondare il coltello E proprio sulle radici giustizialiste e tendenzialmente forcaiole espresse fin dall’inizio dal Movimento 5 Stelle, Antonella Grippo batte forte la grancassa delle domande. A partire proprio da quell’imperativo categorico che – abiurato, dimesso e dismesso dalla destra di governo – sarebbe ora passato in dote pentastellati, assecondando le pulsioni tribali dell’elettorato che vorrebbe vedere i politici condannati. Se non al cappio, almeno alla gogna.

    “Siete voi i nuovi campioni del Legge e Ordine?” insinua la conduttrice, mentre Conte si difende: “Noi siamo per il rispetto della persona”, ribatte a muso duro. “I processi penali devono avere il loro corso. Anche se a noi non interessa tanto la sentenza in primo, secondo o terzo grado. Ci interessano i fatti che emergono”.

    E se la lingua batte dove il dente duole, ecco arrivare il capitolo Santanchè, la ministra che pare incollata alla poltrona con l’Attak. “Non c’è bisogno di aspettare una sentenza per dare le dimissioni da ministro”, attacca Conte. “L’accusa è di aver truffato l’Inps, prendendo soldi per lavoratori in cassa integrazione che lavoravano lo stesso. E la sua azienda ha già chiesto la sanatoria! Non serve il processo, è una condotta inammissibile”.

    La Grippo, però, non è tipo da lasciar correre. Lo incalza, lo provoca: il Movimento ha sempre avuto difficoltà nei territori, dove il voto non è un esercizio di opinione, ma una questione di sopravvivenza. Un sistema che premia i soliti noti e in cui il clientelismo è duro a morire. “Dove i tessuti produttivi sono esangui come in Calabria”, affonda la conduttrice, “si innescano altri meccanismi di mendicanza”. Qui Conte si trasforma in tribuno. Sguardo penetrante, tono messianico, guarda dritto in camera e sentenzia:

    “Mi rivolgo direttamente a voi telespettatori. Il Movimento 5 Stelle non vi prenderà mai in giro. Mai. Non baratteremo per nessuna ragione i vostri diritti per un voto”. Scatta l’applauso. Qualcuno – davanti alla tv – forse versa una lacrima di commozione. Se fosse un film, qui partirebbe l’assolo di violino.

    Ma non c’è tempo per l’epica romantica, il meglio deve ancora venire. A questo punto, con i motori già roventi, la Grippo sfiora il tasto Trump e il presunto trumpismo del M5S. “Noi non siamo a libro paga di nessuno”, taglia corto Conte, con un’aria di leggero fastidio. E ancora, si parla dei tre miliardi stanziati per il bonus energia: “Un giorno la Meloni dice che sono insufficienti, il giorno dopo li rivendica in un video. Per me sono una miseria”.

    E poi difende il superbonus del 110 per cento: “Dicono che abbiamo fatto un buco da cento miliardi, ma è solo nella testa di Meloni, Salvini e Giorgetti. È stata una misura straordinaria in un momento di grave crisi economica. L’ho gestito per sei mesi, poi è passato al governo Draghi. E sa chi era il ministro dello sviluppo Economico? Proprio quel Giorgetti che oggi strilla contro di noi!”.

    Insomma, un bel match, con un Conte impegnato a schivare le stoccate della Grippo e partire al contrattacco. Ancora una volta il talk di Diemmecom si conferma l’arena più spietata della politica in tv. Applausi. Il sipario si chiude. Ma una cosa è certa: Perfidia brilla per una dote ormai rara: il coraggio di non essere prevedibile.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Televisione

      Ranucci, niente ritorno a Report: il giudice dà ragione alla Rai ma bacchetta il governo per le pressioni sul giornalista

      Respinto il ricorso di Sigfrido Ranucci contro la rimozione dal programma d’inchiesta. Per il tribunale la decisione rientra nei poteri dell’azienda, ma le dichiarazioni degli esponenti politici finiscono sotto accusa.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

      Ranucci, niente ritorno a Report: il giudice dà ragione alla Rai ma bacchetta il governo per le pressioni sul giornalista

        Sigfrido Ranucci non tornerà alla guida di Report. Il Tribunale del lavoro di Roma ha respinto il ricorso con cui il giornalista chiedeva il reintegro nelle funzioni di autore e conduttore del programma d’inchiesta della Rai. Una decisione che dà ragione ai vertici della televisione pubblica, ma che contiene anche un passaggio particolarmente duro nei confronti di alcuni esponenti del governo, accusati di aver tentato di condizionare le scelte aziendali attraverso le proprie dichiarazioni.

        La giudice ha escluso che la rimozione di Ranucci costituisca una discriminazione nei suoi confronti. Secondo il tribunale, la scelta della Rai rientra nel «normale potere direttivo e gestionale dell’impresa». Una conclusione che chiude, almeno in questa fase giudiziaria, la battaglia del giornalista per tornare alla conduzione della trasmissione.

        Il tribunale respinge il ricorso di Ranucci

        La difesa del giornalista, rappresentata dall’avvocato Roberto De Vita, aveva chiesto al tribunale di riconoscere l’illegittimità del provvedimento aziendale e di ordinare il reintegro immediato. I legali sostenevano che la rimozione avesse carattere discriminatorio e contestavano anche le modalità con cui la Rai aveva assunto la decisione.

        Il giudice non ha accolto questa ricostruzione. Ha respinto anche l’argomento secondo cui Paolo Corsini, direttore degli approfondimenti, avrebbe deciso autonomamente di allontanare Ranucci dal programma. Per il tribunale, una scelta di tale rilevanza non poteva essere estranea al resto del management della televisione pubblica.

        Le critiche del giudice agli esponenti del governo

        Il provvedimento contiene però una valutazione severa sulle dichiarazioni rilasciate da alcuni rappresentanti dell’esecutivo. Pur escludendo la discriminazione denunciata da Ranucci, la giudice riconosce il peso istituzionale delle prese di posizione politiche e il loro potenziale effetto sui vertici aziendali.

        Secondo il tribunale, negare la rilevanza di quelle dichiarazioni e il loro intento di condizionamento significherebbe disconoscere la responsabilità che dovrebbe accompagnare ogni rappresentante del governo nelle proprie esternazioni pubbliche. Un passaggio significativo, perché distingue la legittimità della decisione aziendale dalle pressioni politiche che hanno accompagnato la vicenda.

        Dall’arresto di Lavitola alla rottura con la Rai

        La frattura tra Ranucci e la Rai risale alla fine di agosto, quando l’azienda aveva deciso di rimuoverlo da Report dopo l’arresto di Valter Lavitola, indicato come un suo amico fraterno. Lavitola risulta indagato dalla Procura di Roma come presunto mandante dell’attentato contro il giornalista avvenuto nell’ottobre 2025.

        La televisione pubblica aveva proposto a Ranucci incarichi alternativi, che il giornalista aveva giudicato impraticabili. Da quel momento lo scontro si era trasferito sul terreno giudiziario, mentre l’ex conduttore continuava a sostenere che dietro la sua estromissione ci fosse una scelta di natura politica.

        Con il rigetto dell’istanza cautelare, la Rai ottiene dunque una prima vittoria giudiziaria e Ranucci resta fuori dalla redazione di Report. Il provvedimento, tuttavia, lascia aperto un tema più ampio: quello del rapporto tra autonomia del servizio pubblico, decisioni dei vertici aziendali e interventi della politica.

          Continua a leggere

          Televisione

          Stefano De Martino a Ballando con le Stelle? Milly Carlucci lo corteggia da tempo e ora il futuro conduttore di Sanremo potrebbe regalare il colpaccio Rai

          Milly Carlucci vorrebbe Stefano De Martino come ballerino per una notte a Ballando con le Stelle. L’ex professionista di Amici sarebbe l’ospite ideale, ma il suo possibile arrivo potrebbe trasformarsi in un evento televisivo ancora più importante.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Chi meglio di Stefano De Martino potrebbe indossare i panni del ballerino per una notte a Ballando con le Stelle? La domanda sembra avere una risposta quasi scontata, soprattutto considerando il passato artistico del conduttore, che prima di diventare uno dei volti più popolari della televisione italiana ha costruito la propria carriera proprio attraverso la danza. Milly Carlucci lo corteggia da tempo e l’ipotesi di vederlo finalmente sulla pista del suo programma torna ad alimentare la curiosità del pubblico.

            L’eventuale partecipazione avrebbe un significato particolare anche per il momento professionale che sta attraversando De Martino, indicato come futuro conduttore del Festival di Sanremo. Un’apparizione nel programma del sabato sera di Rai 1 rappresenterebbe quindi molto più di una semplice esibizione: potrebbe diventare un’occasione per mostrare al pubblico una parte del suo talento che negli ultimi anni è rimasta inevitabilmente in secondo piano.

            Per il momento, tuttavia, non risulta confermata una partecipazione e il corteggiamento di Milly non equivale a un accordo già raggiunto. La possibilità resta aperta, ma proprio il prestigio raggiunto da De Martino rende l’operazione particolarmente interessante.

            Da Amici alla conduzione: Stefano potrebbe tornare al suo primo amore

            Prima di conquistare il pubblico come presentatore, Stefano De Martino era soprattutto un ballerino. La sua notorietà cominciò con Amici, dove riuscì a distinguersi per preparazione, presenza scenica e capacità di interpretare le coreografie. Dopo quell’esperienza, il suo percorso professionale si è progressivamente spostato verso l’intrattenimento televisivo, fino a trasformarlo in uno dei conduttori più richiesti della Rai.

            Il successo alla guida di Affari Tuoi ha consolidato ulteriormente la sua immagine, mostrando una capacità di intrattenere che non dipende soltanto dalla simpatia o dalla presenza davanti alle telecamere. De Martino ha dimostrato di saper gestire tempi televisivi, imprevisti e rapporto con il pubblico, caratteristiche che hanno contribuito ad alimentare le aspettative sul suo futuro professionale.

            Eppure la danza rimane una componente fondamentale della sua storia artistica. Vederlo tornare a esibirsi davanti a milioni di telespettatori avrebbe quindi un valore anche simbolico, perché permetterebbe di riunire il ballerino degli esordi e il conduttore affermato di oggi. Una combinazione che difficilmente passerebbe inosservata.

            Milly Carlucci lo vuole da tempo: perché sarebbe l’ospite perfetto

            La formula del ballerino per una notte è diventata uno degli elementi più riconoscibili di Ballando con le Stelle. Nel corso delle edizioni ha permesso a personaggi dello spettacolo, dello sport e della televisione di cimentarsi sulla pista, offrendo al pubblico esibizioni spesso sorprendenti e contribuendo ad arricchire il programma con ospiti molto popolari.

            Nel caso di Stefano De Martino, però, la situazione sarebbe diversa. Non si tratterebbe di un personaggio famoso chiamato a improvvisarsi ballerino, ma di un professionista della danza che tornerebbe a esibirsi dopo aver costruito una seconda carriera televisiva. Proprio questa particolarità potrebbe consentire a Milly Carlucci di organizzare una performance più ambiziosa rispetto alle consuete apparizioni degli ospiti.

            C’è poi un altro elemento da considerare: la presenza di De Martino permetterebbe di creare un collegamento ideale tra due dei programmi più rappresentativi dell’intrattenimento Rai. Da una parte Ballando con le Stelle, dall’altra Affari Tuoi, con la prospettiva del Festival di Sanremo a rendere ancora più significativo l’eventuale incontro.

            Il futuro Sanremo potrebbe passare anche dalla pista di Ballando

            L’ipotesi diventa ancora più suggestiva pensando al futuro televisivo di Stefano De Martino. La prospettiva di vederlo alla guida del Festival di Sanremo ha inevitabilmente acceso i riflettori su ogni sua possibile apparizione, soprattutto nei programmi più importanti della rete ammiraglia.

            Una serata accanto a Milly Carlucci potrebbe rappresentare un’occasione per rafforzare ulteriormente il suo rapporto con il pubblico del sabato sera e mostrare quella versatilità che un appuntamento complesso come Sanremo richiede. Naturalmente, non ci sono elementi per considerare l’eventuale partecipazione a Ballando come una tappa già prevista nella preparazione del Festival.

            Rimane però una possibilità televisivamente molto attraente. Milly Carlucci potrebbe finalmente ottenere l’ospite che desidera da tempo, mentre De Martino avrebbe l’opportunità di tornare per una sera alle proprie origini artistiche, senza rinunciare alla nuova identità di conduttore.

            La decisione, almeno per ora, resta tutta da conoscere. Ma se Stefano accettasse davvero l’invito, Ballando con le Stelle potrebbe regalare al pubblico un’esibizione capace di unire nostalgia, spettacolo e grande curiosità. E per una volta il ballerino per una notte sarebbe qualcuno che, sulla pista, sa esattamente cosa fare.

              Continua a leggere

              Televisione

              X Factor, Irama travolto dalle critiche: «Chi canta con l’autotune non può giudicare gli altri». E Jack La Furia finisce nella bufera con lui

              Il nuovo giudice di X Factor divide il pubblico per le sue valutazioni sempre più severe. Sui social esplode la protesta contro Irama e Jack La Furia, mentre cresce la nostalgia per Mara Maionchi e Manuel Agnelli.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

              X Factor, Irama travolto dalle critiche: «Chi canta con l'autotune non può giudicare gli altri». E Jack La Furia finisce nella bufera con lui

                Irama nel mirino del pubblico di X Factor: le critiche diventano feroci

                Chi canta senza autotune scagli la prima pietra. Potrebbe essere questo il motto della nuova polemica che sta infiammando il pubblico di X Factor, dove Irama, arrivato al tavolo dei giudici da poche settimane, sembra aver già esaurito buona parte del credito che gli spettatori gli avevano concesso. Il cantante, chiamato a valutare le esibizioni dei concorrenti, viene accusato sui social di essere diventato eccessivamente selettivo e, soprattutto, di non riuscire sempre a spiegare in maniera convincente le ragioni dei propri giudizi.

                Il problema, secondo i suoi detrattori, non sarebbe tanto la severità delle valutazioni, quanto la distanza tra le aspettative che Irama pretende dai concorrenti e il suo stesso percorso musicale. Il ricorso all’autotune, elemento presente in molte produzioni pop contemporanee, è diventato così il principale argomento utilizzato per contestarne l’autorevolezza. Una critica che rischia di confondere l’utilizzo di uno strumento espressivo con le capacità vocali di un artista, ma che fotografa il clima di insofferenza che circonda alcune sue decisioni.

                Anche Jack La Furia sotto accusa: il pubblico contesta i giudizi

                A complicare la situazione contribuisce anche Jack La Furia, che in diverse occasioni sostiene le posizioni del collega, finendo per attirare a sua volta le contestazioni degli spettatori. La sensazione espressa da una parte del pubblico è che i due giudici abbiano assunto un atteggiamento particolarmente rigido nei confronti dei concorrenti, senza accompagnare sempre le bocciature con osservazioni tecniche sufficientemente approfondite.

                Naturalmente un giudice non deve necessariamente essere un virtuoso del canto per riconoscere un talento. La storia dei talent show dimostra che produttori, autori e musicisti possono offrire valutazioni preziose anche quando provengono da esperienze artistiche molto differenti. Quello che gli spettatori chiedono, però, è una maggiore chiarezza: quando un’esibizione non convince, vogliono capire se il problema riguarda l’intonazione, l’interpretazione, la personalità o la scelta del brano.

                Ed è proprio su questo terreno che Irama sembra incontrare le maggiori difficoltà nel rapporto con una parte del pubblico. La severità, da sola, non basta a costruire la credibilità di un giudice, soprattutto in un programma nel quale il confronto tra concorrenti e professionisti rappresenta uno degli elementi centrali dello spettacolo.

                Da Mara Maionchi a Manuel Agnelli: perché cresce la nostalgia dei vecchi giudici

                Le polemiche hanno riportato al centro delle discussioni due nomi che hanno segnato la storia italiana di X Factor: Mara Maionchi e Manuel Agnelli. Molti spettatori ne rimpiangono la capacità di esprimere giudizi netti, talvolta durissimi, ma sostenuti da un’esperienza musicale e da una personalità televisiva immediatamente riconoscibili.

                Mara Maionchi ha costruito buona parte della propria popolarità televisiva sulla schiettezza, alternando osservazioni tecniche, ironia e un linguaggio diretto. Manuel Agnelli, invece, ha spesso rappresentato l’anima più esigente e legata alla ricerca artistica del programma, distinguendosi per l’attenzione all’identità musicale e alla credibilità delle interpretazioni. Due modi diversi di intendere il ruolo di giudice, accomunati dalla capacità di motivare le proprie posizioni e trasformare anche una bocciatura in un momento di confronto.

                Il paragone con il passato rischia di diventare particolarmente scomodo per Irama, che si trova a dover dimostrare di poter passare dal ruolo di artista giudicato dal pubblico a quello di professionista chiamato a valutare il talento degli altri.

                Irama cambierà atteggiamento o continuerà sulla linea dura?

                La questione potrebbe accompagnare le prossime puntate di X Factor, soprattutto se le valutazioni del cantante continueranno a dividere gli spettatori. Irama ha certamente il diritto di essere severo e di difendere le proprie scelte, ma il suo nuovo ruolo richiede anche una capacità di comunicazione diversa da quella necessaria per conquistare il pubblico con una canzone.

                Resta inoltre da capire se Jack La Furia continuerà a sostenerne le posizioni oppure se emergeranno divergenze capaci di rendere più vivace il confronto al tavolo dei giudici. Perché X Factor vive anche di discussioni, contrasti e personalità forti, purché al centro rimanga la musica e non soltanto la polemica.

                Intanto il pubblico ha già cominciato a fare i propri confronti con le edizioni precedenti e, almeno nelle discussioni più critiche, i nomi di Mara Maionchi e Manuel Agnelli tornano a circolare con insistenza. Per Irama la sfida non sarà soltanto riconoscere il prossimo talento, ma convincere gli spettatori che dietro ogni suo giudizio ci sia qualcosa di più di un semplice no.

                  Continua a leggere
                  Advertisement
                  Grande Fratello, chi è stato eliminato: la decisione del pubblico fa uscire Danto e premia Federica e Alex Belli
                  Speciale Grande Fratello13 minuti ago

                  Grande Fratello, chi è stato eliminato: la decisione del pubblico fa uscire Danto e premia Federica e Alex Belli

                  Gian Marco Ciaccia, Piera Meloni, Alessandro Roncaccia
                  Speciale Grande Fratello1 ora ago

                  Colpo di scena al Grande Fratello nella puntata del 9 ottobre: il ritorno dell’ex di Piera Meloni spiazza la casa

                  Ranucci, niente ritorno a Report: il giudice dà ragione alla Rai ma bacchetta il governo per le pressioni sul giornalista
                  Televisione4 ore ago

                  Ranucci, niente ritorno a Report: il giudice dà ragione alla Rai ma bacchetta il governo per le pressioni sul giornalista

                  Speciale Grande Fratello6 ore ago

                  Carmen Di Pietro mette alle strette Piera e lancia la proposta di matrimonio a Gianmarco: «La tua Pierina vuole sposarti»

                  Televisione7 ore ago

                  Stefano De Martino a Ballando con le Stelle? Milly Carlucci lo corteggia da tempo e ora il futuro conduttore di Sanremo potrebbe regalare il colpaccio Rai

                  Giovani che non studiano e non lavorano: le vere cause del fenomeno NEET e l'impatto sul futuro dell'economia
                  Società7 ore ago

                  Giovani che non studiano e non lavorano: le vere cause del fenomeno NEET e l’impatto sul futuro dell’economia

                  Guendalina Tavassi esplode contro Moreno: «Mi ha fatta passare per una poco di buono». E adesso arriva anche la denuncia della famigliaGuendalina Tavassi esplode contro Moreno: «Mi ha fatta passare per una poco di buono». E adesso arriva anche la denuncia della famiglia
                  Speciale Grande Fratello8 ore ago

                  Guendalina Tavassi esplode contro Moreno: «Mi ha fatta passare per una poco di buono». E adesso arriva anche la denuncia della famiglia

                  Piccoli ma ricchissimi di nutrienti: ecco perché i cavolini di Bruxelles non dovrebbero mai mancare sulla tua tavola
                  Cucina8 ore ago

                  Piccoli ma ricchissimi di nutrienti: ecco perché i cavolini di Bruxelles non dovrebbero mai mancare sulla tua tavola

                  Jack fugge in giardino sotto la pioggia, Marina La Rosa perde la testa: «È di una bellezza tutto bagnato». E Giulia tira in ballo il bacio mancato con Megan
                  Speciale Grande Fratello9 ore ago

                  Jack fugge in giardino sotto la pioggia, Marina La Rosa perde la testa: «È di una bellezza tutto bagnato». E Giulia tira in ballo il bacio mancato con Megan

                  Il festival di Lucca compie 60 anni: mostre storiche, anteprime e oltre 400 ospiti internazionali per l'edizione Legacy
                  Tempo libero ed interessi9 ore ago

                  Il festival di Lucca compie 60 anni: mostre storiche, anteprime e oltre 400 ospiti internazionali per l’edizione Legacy

                  Ultime notizie