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Televisione

Il campione si sfoga dopo le accuse dei giudici: ballerebbe peggio quando in studio c’è la moglie Giorgia Palmas.

La tensione a Ballando con le Stelle cresce e questa volta a cedere è Filippo Magnini, che dopo l’ennesimo confronto acceso con la giuria si è lasciato andare a un pianto liberatorio dietro le quinte, consolato da Barbara D’Urso. L’ex nuotatore non accetta il sospetto che la presenza di Giorgia Palmas influenzi negativamente le sue performance né il continuo “però” che accompagna ogni giudizio, anche il più positivo. Il caso arriva poi a La Volta Buona, dove opinionisti e ospiti si interrogano sul peso delle critiche e sulla fragilità emotiva dei campioni quando i riflettori puntano sulla loro vita privata.

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    È stata una serata complicata, quella che ha trasformato Filippo Magnini da atleta di ferro a concorrente in lacrime. Lo scivolone emotivo è avvenuto dietro le quinte di Ballando con le Stelle, dopo un confronto particolarmente duro con la giuria, che gli rimproverava una danza “più debole” quando in studio è presente la moglie Giorgia Palmas. Una tesi che Magnini non ha retto: appena spenti i riflettori, si è abbandonato in un pianto trattenuto troppo a lungo.

    Ad abbracciarlo e provare a calmarlo, come mostrato dalle telecamere, è stata Barbara D’Urso. Lui, ancora scosso, ha ripetuto parole che raccontano un malessere profondo: «Non vedo l’ora di andare a casa. Vengo visto come se fossi noioso, solo perché amo mia moglie. Perché fanno questo? Essere costantemente giudicati, sempre un “però”, anche dopo un dieci… Io sono venuto qui per ballare, non per il gossip. Fanno figli e figliastri».

    Il disagio del campione non è sfuggito a nessuno. E poche ore dopo, a La Volta Buona, le immagini del suo crollo emozionale hanno aperto un dibattito sul rapporto tra sportivi abituati al rigore e un ambiente televisivo che vive di narrazione, tensione e giudizi continui. «Fa strano vedere un atleta del suo calibro crollare così», ha ammesso lo studio.

    A raccontare meglio il clima di quella puntata è stata Samantha De Grenet, che ha osservato Magnini da vicino: «Lo vedevo colpito dalle frasi e dal chiacchiericcio su di lui. L’idea che ballasse meno bene in presenza della moglie lo ha ferito. Sembrava che si parlasse più del gossip che delle sue capacità, e questo lo ha destabilizzato».

    Una domanda, però, aleggia nell’aria: Magnini, da casa, non aveva mai colto quanto siano caustici i giudici di Ballando? Le loro punzecchiature, il loro gusto per la battuta tagliente, fanno parte del dna del programma. Forse no, o forse viverlo da protagonista è tutt’altra storia.

    Il punto è che la pressione, per lui, sta diventando pesante. E il caso Palmas — vero o presunto che sia — rischia di trasformarsi in una trappola narrativa dalla quale Magnini fatica a liberarsi. Intanto, la gara continua. Ma l’ex re del nuoto ora ha un avversario più difficile della pista da ballo: la vulnerabilità.

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      Luca Argentero chiude a Sanremo: “Mi hanno chiamato e poi silenzio. Anche se mi richiamano, adesso non ci vado”

      Ospite di “Splendida Cornice”, Luca Argentero svela il retroscena sulla possibile presenza all’Ariston: una telefonata iniziale, nessuna proposta formale e poi il vuoto. “Se non mi hanno richiamato significa no”, dice, archiviando definitivamente l’ipotesi.

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        Una telefonata, qualche contatto preliminare e poi il nulla.Luca Argentero mette fine alle indiscrezioni che lo volevano tra i possibili ospiti del prossimo Festival di Sanremo e lo fa senza troppi giri di parole. “Mi hanno telefonato settimane fa e poi sono spariti tutti”, racconta in diretta a “Splendida Cornice” su Rai3, decidendo di chiarire pubblicamente una vicenda rimasta sospesa.

        L’attore spiega che un primo approccio con la direzione artistica c’era stato, ma che da lì in avanti non si è mai arrivati a una proposta concreta. Nessun invito ufficiale, nessuna conferma, solo un silenzio prolungato. “Volevo approfittare della diretta per fare chiarezza sulla faccenda”, precisa, quasi a voler chiudere definitivamente un capitolo che per settimane ha alimentato voci e retroscena.

        Il tono non è polemico, ma il disappunto è evidente. “Comunque no, non ho questo impegno”, sottolinea. “Ormai dovrei saperlo e se non mi hanno richiamato significa no”. Una constatazione semplice, che però lascia intravedere una certa irritazione per la gestione della trattativa.

        Poi la frase che suona come una porta sbattuta: “E anche se fosse, adesso non ci vado più, mi sono stufato di aspettare”. Parole che sembrano escludere qualsiasi ripensamento dell’ultimo minuto. Se l’Ariston dovesse farsi vivo ora, la risposta – almeno per il momento – sarebbe negativa.

        Resta così ancora avvolto nell’incertezza il capitolo ospiti del Festival, in un’edizione che già prima di iniziare si sta muovendo tra indiscrezioni, smentite e piccoli strappi pubblici. Argentero, dal canto suo, sceglie di togliersi dal gioco e di farlo apertamente, davanti alle telecamere.Una scelta che chiude la vicenda, almeno dal suo punto di vista.

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          Televisione

          Sanremo 2026, il caso Pucci tra politica, shitstorm e retromarcia: cosa c’è davvero dietro alla rinuncia del comico

          La foto nudo per annunciare l’Ariston, gli articoli che ne sezionano la comicità e l’appartenenza politica, la valanga di insulti online e la retromarcia per presunte minacce. Il caso Pucci diventa simbolo di un Festival sempre più terreno di scontro ideologico, dove una shitstorm può pesare più di una prova sul palco.

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            Fino a una settimana fa Andrea Pucci era, per molti, un comico di solida media caratura: teatri pieni soprattutto al Nord, palazzetti, una comicità riconoscibile e un pubblico fedele. Poi l’annuncio di Sanremo 2026 e, nel giro di quarantotto ore, l’esplosione. Oggi è il comico più discusso d’Italia senza aver messo piede all’Ariston.

            Il primo atto è l’invito di Carlo Conti. Una sorpresa per molti addetti ai lavori. Pucci risponde a modo suo: una foto completamente nudo, natiche in vista, con la scritta “Sanremo sto arrivando”. Una provocazione? Una goliardata? O un autogol comunicativo?

            Dalla barzelletta al bersaglio politico

            Andrea Baccan, in arte Pucci, nasce come animatore nei villaggi turistici. Negli Anni 90 la svolta televisiva con La sai l’ultima? e l’etichetta di barzellettiere. La leggenda vuole che sia stato Pippo Franco a battezzarlo “Pucci”, stereotipo del milanesotto anni Ottanta: ironia grezza, battute su donne, suocere, gay, un registro oggi percepito da molti come datato.

            La consacrazione arriva con Colorado su Italia 1 e poi con altri programmi Mediaset. Nel tempo, però, la comicità si intreccia con prese di posizione politiche esplicite: elogi a Giorgia Meloni, attacchi all’elettorato di sinistra definito “zecche”, affondi contro leader dell’opposizione.

            Nel 2023 riceve l’Ambrogino d’Oro dal sindaco di Milano Beppe Sala, segno di un riconoscimento istituzionale trasversale. Ma a Sanremo il clima è diverso.

            Gli articoli, le etichette e la miccia social

            Alcuni articoli, tra cui uno del Corriere della Sera firmato da Renato Franco, riportano alla luce la sua comicità pecoreccia e i post più controversi. Pucci viene definito “comico fascista e omofobo”. Riemergono i paragoni denigratori su Elly Schlein e le battute su Tommaso Zorzi, dichiaratamente gay.

            Le reazioni si polarizzano. Andrea Minuz de Il Foglio respinge l’etichetta di fascista legata a “battutacce rétro e fuori moda”. Alessandra Menzani di Libero Quotidiano sottolinea come Pucci sia “uno da Italia 1, non da Raiuno”. Filippo Facci parla di “tempo orribile” in cui la comunicazione globale amplifica il peggio.

            Intanto il popolo dei social si scatena. Insulti, attacchi, prese di posizione. In due giorni la pressione cresce. Pucci annuncia la rinuncia, parlando di minacce ricevute da lui e dalla famiglia.

            La solidarietà politica e il corto circuito Festival

            La vicenda assume una dimensione nazionale quando arrivano le attestazioni di solidarietà della premier Giorgia Meloni e del presidente del Senato Ignazio La Russa. Da polemica televisiva a caso politico il passo è brevissimo.

            Sanremo, ancora una volta, si conferma un moltiplicatore di tensioni. Non si discute solo di musica o di comicità, ma di identità, linguaggi, appartenenze. La domanda resta sospesa: la rinuncia è il frutto di una reale minaccia o della pressione di una shitstorm ingestibile?

            Il dato oggettivo è uno: Pucci non si esibirà. E senza aver detto una battuta sul palco dell’Ariston, ha catalizzato più attenzione di molti artisti in gara.

            In un Festival che prometteva di parlare di musica, il caso Pucci dimostra che oggi il vero palco è altrove. Ed è molto più spietato.

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              Televisione

              Samira Lui, la rivelazione tv che fa impazzire tutti: solare con i fan, centellinata con i giornalisti

              Samira Lui è la vera sorpresa della stagione televisiva. Amata tanto dagli uomini quanto dalle donne, la showgirl sa dosare charme e affabilità. Ma se con i fan si mostra generosa, con i giornalisti preferisce mantenere il controllo: interviste rare e misurate, tra strategia comunicativa e un pizzico di spocchia.

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                Samira Lui non è più soltanto un volto emergente: è la protagonista assoluta del piccolo schermo. La sua bellezza prorompente e la simpatia genuina hanno conquistato il pubblico, trasformandola in una delle figure più amate della stagione. Un consenso trasversale che unisce maschietti innamorati e spettatrici affascinate dalla sua spontaneità.

                Dietro le quinte, raccontano, Samira è tutto tranne che una diva capricciosa. Disponibile con colleghi e staff, non lesina sorrisi né attenzioni, e mantiene un rapporto diretto e caloroso con i fan. Risponde a messaggi ed email, dispensa parole gentili e non sembra mai avere quell’atteggiamento da star inavvicinabile che spesso accompagna chi, come lei, brucia le tappe.

                C’è però un dettaglio che non passa inosservato: con la stampa la musica cambia. Samira centellina le interviste, si concede con parsimonia e solo quando lo ritiene davvero opportuno. Nessun atteggiamento ostile, intendiamoci, ma un controllo serrato sulla propria esposizione mediatica. Interviste con il contagocce, rilasciate a testate selezionate e spesso calibrate nei tempi e nei contenuti.

                Una scelta che divide: strategia comunicativa lucida e moderna, figlia della consapevolezza che meno è più? Oppure un piccolo vezzo da star in ascesa che comincia a misurare la distanza dai giornalisti? Chi la conosce bene assicura che non si tratta di spocchia, ma di una precisa volontà di tutelare immagine e carriera.

                Quel che è certo è che la formula sembra funzionare. Samira Lui si gode un momento d’oro, amata dal pubblico e inseguita dai media. Con il suo sorriso contagioso e il passo felpato di chi sa sempre dove mettere i piedi, continua a coltivare il proprio mito nascente. E, nel dubbio, resta un mistero da decifrare: generosa o calcolatrice? Forse entrambe.

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